Luigino Bruni

L’anima e la cetra/21 -Non si può credere senza stimare tutta l’umanità, nulla e nessuno escluso

di Luigino Bruni

Pubblicato su Avvenire il 23/08/2020

"Il libro dei Salmi sovrasta tutti gli altri perché riassume quello che gli altri contengono e nel canto aggiunge ciò che ha di suo e di proprio. Altri libri contengono la Legge, annunciano il Messia; questo libro descrive i movimenti dell’anima".

Anastasio Epistola a Marcellino(IV sec. d.C.)

La fiducia e la fede sono parole sorelle. Senza l’una non c’è l’altra, e la fede è un rapporto segnato dalla vulnerabilità. Il Salmo 91 ci parla della natura della fede in quanto fiducia.

La fiducia è una relazione radicalmente vulnerabile. Quando una persona si fida di un’altra mette nelle sue mani qualcosa di proprio di cui l’altro può disporre e persino abusare. Sta in questa esposizione di colui che dà fiducia la radice di quella gioia speciale che proviamo quando qualcuno ripone in noi la sua fiducia, perché sentiamo che ci ha chiesto di custodire qualcosa di prezioso che riguarda la sua persona, la sua intimità, il suo mistero, anche quando passa attraverso semplici cose materiali. Questa condizione di vulnerabilità cresce con il valore di quel "qualcosa" che si deposita nelle mani dell’altro, nel "palmo della sua mano". Una vulnerabilità che ha anche un suo valore, ha delle proprietà tipiche che cambiano e in genere migliorano la natura di un rapporto. Mostrare all’altro la mia vulnerabilità, rendergliela intenzionalmente evidente, mentre ci rende più deboli ci rende anche più forti, grazie alla dimensione trasformativa della fiducia vulnerabile. La prima e più importante garanzia che chi ha ricevuto fiducia la onori sta nel suo sentirsi onorato dallo stesso atto di fiducia – troppi debiti non vengono onorati perché la nostra finanza invece di onorare il debitore lo umilia. 

L'esilio e la promessa/6 - La nuova e vera festa è là dove non sembra esserci alcun "merito"

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 16/12/2018

Ezechiele 06 rid«E forse pace avremo
quando tutto sarà perduto
e inutili sentiremo le parole
e questi incontri che ci illudono.

Allora l'angoscia sarà
d'avere scoperto ― troppo tardi ―
questa smarrita esistenza …»

David Maria Turoldo, da O sensi miei

Le vigilie segnano il ritmo delle feste e della loro attesa. È il tempo nel quale il giorno diverso si prepara e matura, quando si forma e cresce il desiderio. I bambini sono i grandi esperti delle vigilie – dei compleanni, del primo giorno di scuola, della gita. Loro sanno che nel “villaggio” il sabato è un giorno bello perché sarà seguito da un giorno ancora più bello. Perché sanno che le feste sono vere, che non sono soltanto l’illusione di un desiderio strozzato nel momento in cui si compie, perché veri sono i genitori, i maestri, i compagni, perché sono veri i doni. È la verità della festa che rende veri il desiderio e l’attesa nella sua vigilia. Una innovazione del nostro tempo è l’invenzione di vigilie senza festa, perché nell’era delle feste scandite dal business ci restano solo le vigilie. Non sapendo, collettivamente, chi e che cosa festeggeremo veramente, restiamo in una successione continua di “sabati del villaggio”. Alla viglia di Natale seguirà la vigilia dei saldi, e poi quella di san Valentino, e così via per tutto l’anno, dove nuove vigilie ci faranno dimenticare la tristezza della festa negata. E l’anno volerà via velocissimo, perché derubato del tempo diverso della festa, che starebbe lì per farci gustare un boccone di eternità – anche se vivremo più anni dei nostri nonni, stiamo vivendo giorni molto più brevi dei loro.

Idee - La philia e l’eros dell’antica Grecia acquistano una diversa ricchezza di significato alla luce dell’agape evangelica. Il libro di Pietro Del Soldà

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 09/04/2020

Uno degli effetti collaterali del covid19 è la ri–scoperta (o scoperta) della semantica dell’amicizia. Ci stiamo abituando a lezioni online, riunioni di lavoro via zoom, videochiamate, tesi di laurea online con il vestito buono e applauso dei genitori commossi e nascosti dietro la camera; ma ogni volta che terminiamo queste sessioni telematiche ci nasce, troppo spesso, una forte nostalgia per i nostri studenti, per i colleghi, per genitori e amici, per il bar dove andavamo per “consumare” prima la chiacchierata poi il caffé. Gli incontri che stanno continuando ad accadere in questa lunga quarantena non sono solo semplicemente incontri “virtuali” (parola che morirà con la fine della pandemia), sono comunque incontri ai quali mancano alcune dimensioni fondamentali, e tra queste il corpo. Ci sono voluti migliaia di anni per imparare a stare vicini a meno di un metro di distanza, a dare la mano allo sconosciuto per dirgli che su quella mano non c’era un pugnale, e poi ad abbracciare e baciare gli amici.

Oikonomia/9 - La vita è potente perché è promiscua, perché è grano e zizzania insieme

Pubblicato su Avvenire il 08/03/2020

"Osservo l’icona e dico dentro di me: – È Lei stessa – non la sua raffigurazione, ma Lei stessa. Come attraverso una finestra vedo la Madre di Dio, la Madre di Dio in persona, e Lei prego, faccia a faccia, non la sua raffigurazione."

Pavel A. Florenskij,Le porte regali: saggio sull’icona

I pellegrinaggi, le reliquie e le icone sono importanti fenomeni economici del Medioevo. La Riforma protestante ha favorito senza volerlo il passaggio dagli “oggetti di culto” al “culto degli oggetti” del capitalismo.

I pellegrinaggi medioevali sono un altro "luogo" dove il cristianesimo si è incontrato con lo spirito economico. Un fenomeno molto antico che riprende tradizioni precedenti aggiungendovi alcuni elementi tipici del cristianesimo. Quella di pellegrino era una condizione che accomunava ecclesiastici, nobili, poveri insieme a indebitati insolventi in fuga. Le vie dei pellegrini tracciarono le arterie commerciali della nuova Europa, punteggiate da locande e ostelli attorno ai quali nacquero nuovi villaggi, città e fiere. Sulle stesse Vie Francigena e Lauretana il viaggio del pellegrino si incontrava con quello dei mercanti: commercianti di merci e beni diversi e uguali, moventi simili e distanti, una biodiversità di cose e di motivazioni che ha generato l’Europa. 

il capitalismo e il sacroLuigino Bruni

Vita e Pensiero,
Collana Pagine prime
Milano, novembre 2019
ISBN: 9788834340158
acquista su Vita e Pensiero

A dispetto delle apparenze, il capitali­smo non ha eliminato il sacro nel mon­do secolarizzato. È esso stesso diventato una religione, non solo in Occidente, ma ormai su scala globale. Alla sua forma ultima, quella neo-liberista, vie­ne reso un culto indiscusso nella prassi quotidiana di miliardi di persone, i suoi dogmi (consumo in primis, crescita illi­mitata, incentivi, meritocrazia, profitto) vengono pacificamente condivisi, i suoi sacerdoti (i manager) ossequiati, le sue pratiche sacrificali accettate come ine­luttabili, le sue comunità chiesastiche (le imprese) desiderate. La forza cultu­rale del capitalismo odierno si insedia nelle coscienze fino a configurarsi come un’esperienza assoluta e onnipervasiva.

Oikonomia/1 - Evidenze e domande su spirito del capitalismo e suoi rapporti parassitari

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 12/01/2020

«Se volessimo definire l’umana civiltà nel giro di una espressione pregnante, potremmo dire che essa è la potenza formale di far passare nel "valore" ciò che in natura corre verso la "morte"»

Ernesto de Martino, Morte e pianto rituale nel mondo antico

S’inizia una nuova serie di articoli sul rapporto tra capitalismo e religione, tra cristianesimo e oikonomia. Quanto e che cosa dei valori cristiani è entrato nell’attuale capitalismo? E il cristianesimo ne è solo il nido?

Il Novecento ci ha lasciato in eredità un ricco e duro dibattito sul capitalismo. È stato qualcosa di più e di diverso di un dibattito intellettuale o accademico. È stato sangue e carne, vita e morte, paradiso e inferno. I critici del capitalismo sono sempre stati molti, ma il capitalismo ha mostrato una sorprendente capacità di adattamento al mutare delle condizioni di contesto. Ha saputo cambiare forme assorbendo le istanze dei suoi critici, e come tutti i grandi imperi è stato fatto più grande e forte dai nemici inglobati nelle proprie truppe e nella propria cultura. È cambiato al punto che oggi la stessa parola “capitalismo” ha perso forza – la continuo a usare per mancanza di parole migliori. In questi ultimissimi anni, però, alcuni cambiamenti globali, drammatici e repentini hanno complicato gli scenari, ma hanno anche fortemente ridotto e semplificato i dibattiti sulla valutazione etica di questo capitalismo. Perché è fin troppo evidente che per quanto riguarda alcune variabili fondamentali della vita individuale e sociale, il capitalismo non ha mantenuto le sue promesse di progresso e benessere. Lo stato di salute dei beni comuni, dei beni relazionali e della Terra ci dicono ormai chiaramente e concordemente che esiste una incompatibilità radicale tra la loro salvaguardia e la logica capitalistica. Da queste prospettive, sempre più decisive, non sta aumentando né la ricchezza delle nazioni né la pubblica felicità. Su questo non c’è più nulla di serio da dibattere. Dobbiamo semplicemente cambiare logica, ci servono nuovi paradigmi, e soprattutto dobbiamo fare presto: il tempo è scaduto, o siamo in piena “zona Cesarini” del pianeta e delle comunità umane.

L’anima e la cetra/19 - Nella prova arriviamo a dire al Padre: “Sii fedele, ricordati di te”

di Luigino Bruni

Pubblicato su Avvenire il 02/08/2020

"Solo la parola dell’uomo in risposta alla parola di Dio, che in sostanza è un "no", attesta la libertà umana. Per questo la libertà di negare è il fondamento della storia"

Jacob Taubes,Escatologia occidentale

L’esilio è il tempo nel quale, seduti sulle rovine della “prima promessa”, possiamo chiedere a Dio e a noi stessi di diventare più grandi della reciprocità.

La reciprocità è la benedizione e la maledizione dei nostri patti e delle nostre promesse. Siamo impastati di reciprocità, la desideriamo e la speriamo dopo i nostri doni, l’attendiamo sotto forma di stima dopo aver consegnato l’opera del nostro lavoro, e nessun amore riesce a fiorire in pienezza se ad un certo punto non diventa amore reciproco. Quando il cristianesimo volle sintetizzare il messaggio di Gesù in un’unica legge non trovò nulla di meglio di un comando di reciprocità – "amatevi gli uni gli altri". Nell’umanesimo cristiano l’amore è ancora imperfetto finché non produce altro amore in ritorno. L’agape, nel suo dover-essere, è amare ed essere amati. Questo sigillo di mutualità iscritto, indelebile, nel cuore della persona e delle comunità, genera un’indigenza radicale di riconoscenza e di riconoscimento, e quindi di attese e aspettative di reciprocità che non di rado sfiorano la pretesa. Non controlliamo la stima degli altri né la loro gratitudine, ma senza ci sentiamo parziali, insoddisfatti e incompiuti. 

L’analisi - Nell’umanesimo biblico c'è lo« shabbat» eppure tutti i giorni sono di Dio, poi è venuto il «tempo misto» e oggi...

di Luigino Bruni

Pubblicato su Avvenire il 29/11/2020

"Il tempo è un bambino che gioca. Di un bambino è il regno".
Eraclito,Frammenti

Abbiamo cominciato a vendere e a comprare tempo quando nel discorso religioso è entrato il Purgatorio e con esso il mercanteggiamento sul tempo dei morti e quindi anche dei vivi.
Gli effetti della distruzione del tempo li vediamo bene nella questione ambientale dove si fa distruzione di futuro in un’economia tutta giocata al presente.

Il tempo è di Dio. Quindi l’usuraio, che vende il tempo, lucra su un bene non suo. Era questa una delle argomentazioni più antiche contro il prestito a interesse. In questa natura divina del tempo si nasconde però qualcos’altro di molto importante per capire la nascita del capitalismo: «L’usuraio agisce contro la legge naturale universale, perché egli vende il tempo, che è comune a tutte le creature. Poiché dunque l’usuraio vende ciò che appartiene necessariamente a tutte le creature, egli lede tutte le creature in generale; anche le pietre, donde risulta che anche se gli uomini tacessero davanti agli usurai le pietre griderebbero». Nella sua "Summa aurea", Guglielmo d’Auxerre (1160-1229) aggiunge qui una dimensione importante, espressione dell’umanesimo biblico. Il tempo è di Dio quindi è «comune a tutte le creature». È un bene comune, e in quanto tale non può essere oggetto di commercio a scopo di lucro. Sarebbe appropriazione privata di un bene comune. Il tempo, dunque, non sarebbe solo un bene divino, ma anche un bene comune globale e cosmico («le pietre»). 

In collaborazione con il Polo Lionello Bonfanti, presentazione del nuovo libro di Luigino Bruni per Città Nuova Editrice:

I colori del Cigno

quando le persone sono più grandi delle loro organizzazioni

Appuntamento: mercoledì 11 novembre 2020 alle ore 17:30, sul canale YouTube del Polo Lionello Bonfanti.

Dialogheranno con l’autore, Luigino Bruni: Marco Tarquinio – Direttore del quotidiano Avvenire e Vittorio V. Alberti – Filosofo, Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale
Modera: Sr. Antonella Bernini - Monastero Carmelitane Scalze Piacenza

In occasione della Prima Giornata Mondiale dei Poveri, la Diocesi di Bologna organizza la serata di approfondimento:

«L’incontro col povero: profezia di una Chiesa in uscita»

Logo Giornata Dei Poveri 2017 rid16 novembre 2017, ore 21
Parrocchia del Corpus Domini  
Via F. Enriques 56
40139 Bologna

Relatore: Luigino Bruni

Quest'anno per la prima volta verrà celebrata la "Giornata mondiale dei Poveri" voluta da papa Francesco per tutte le chiese del mondo la domenica che precede la Solennità di Cristo Re dell'Universo. Quest'anno la giornata cade il 19 novembre. Il papa chiede alla Chiesa di prepararsi a questo momento nella settimana precedente ed esorta i cristiani: "Non amiamo a parole ma con i fatti". La serata di approfondimento a Bologna con Luigino Bruni intende rispondere all'esortazione di Papa Francesco.

Il Polo Lionello Bonfanti e le Edizioni Dehoniane Bologna organizzano la presentazione del volume:

Dialoghi della notte e dell'aurora

Dialoghi della notte rid 25015 giugno 2018, ore 21.00
Polo Lionello Bonfanti
Loc. Burchio snc
50063 Figline e Incisa Valdarno (FI)

Dialogano con l'autore, Luigino Bruni:

Nicolò Bellanca- Economista, Sergio Premoli - Psicoanlista, Rosanna Virgili - Biblista

Per informazioni:

Polo Lionello Bonfanti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; tel 055 833 0400
Centro Editoriale Dehoniano
: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; tel. 051 3941511

vedi pdf Locandina (152 KB)

Per un nuovo abbecedario della vita civile. Le ACLI provinciali di Lecco organizzano la serata:

Economia, lavoro, merito, incentivi, dono, creatività, innovazione, giovani. Le parole per ricominciare

16 gennaio 2018, alle 21:00
Cineteatro Palladium
Via Fiumicella, 12
23900 Lecco

Relatore: Luigino Bruni

A partire da alcune parole (economia, lavoro, merito, incentivi, dono, creatività, innovazione, giovani) al centro di un modo diverso, possibile, di agire nella vita civile: sono i molti gli spunti di riflessione che veranno offerti dal professore Bruni per rileggere in maniera propositiva e accessibile a un vasto pubblico il processo di evoluzione e i radicali cambiamenti subiti dalla nostra società, oggi profondamente diversa rispetto a quella capitalista del XX SECOLO.

Il Centro Studi “Alfredo Merlini” delle Misericordie d’Italia, nell'ambito del Pre-LoppianoLab, organizza la serata dal titolo:

Un dialogo sulla felicità

La felicita e troppo poco rid29 settembre 2017, ore 21.00
Polo Lionello Bonfanti
Loc. Burchio snc
50063 Figline e Incisa Valdarno (FI)

Presentazione del libro di Luigino Bruni: "La felicità è troppo poco. Note a margine del nostro capitalismo Note a margine del nostro capitalismo"

dialogheranno con l'autore:  Elena Pulcini, filosofa sociale (Università di Firenze); Nicolò Bellanca, economista (Università di Firenze).

Nell'ambito della sessione di apertura del 2° Festival Economia e Spiritualità, lectio Magistralis dal titolo:

Economia e Spiritualità

Festival Economia Spiritualita Lucca 2017 rid15 settembre 2017,ore  17.30
Auditorium San Romano
Piazza San Romano
Lucca

Relatore: Luigino Bruni - Introduce e modera: Francesco Poggi

A seguire Tavola rotonda con Luigino Bruni - (docente di economia politica, Università di Roma e presidente del Comitato Scientifico del Festival), Piero Barucci- già ministro e docente universitario e Sergio Givone - filosofo e docente di estetica, Università di Firenze.

L'Università LUMSA e le Edizioni Dehoniane Bologna organizzano la presentazione del volume:

Una casa senza idoli

Una casa senza idoli rid5 dicembre 2017, ore 21.00
Chiesa S. Maria della Catena
Via Vittorio Emanuele, 31
90133
Palermo

Dialogano con l'autore, Luigino Bruni:

Carmelo Torcivia - Direttore dell'Ufficio della Pastorale Diocesana
Mariuccia Lo Presti - Biblista
Calogero Caltagirone - Teologo

vedi pdf invito (2.34 MB)

Per informazioni:

Centro Editoriale Dehoniano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; tel. 051 3941511

Nell'ambito degli appuntamenti della "Triangolare della spiritualità", Calciosociale organizza la serata:

Sperare nell'impossibile. Virtù o illusione?

Logo Calciosociale10 gennaio 2018, ore 19.30
Campo dei Miracoli
Via Poggio Verde 455
00148 Roma

Relatore: Luigino Bruni

L’anima e la cetra/9 - Il Figlio dell'Uomo quando tornerà vedrà nei rapporti umani se «Dio c’è»

 di Luigino Bruni

Pubblicato su Avvenire il 24/05/2020

"In questo Spirito che è l’amore tra il Padre e il Figlio, tra il Figlio e noi, tra noi e noi, quanti abbiamo un’anima, in questo Spirito che è il nostro amore, sta tutta la nostra salvezza: gettata nel suo fuoco, la nostra salvezza umana diventa la nostra divina pazzia. Oh fosse così, oh sia così".

Giuseppe de Luca, L’intelligenza e la salvezza dell’anima

Anche la domanda sull’esistenza di Dio è ammessa dalla Bibbia. Il Salmo 14 ci aiuta a capire che l’ateismo devoto è una malattia e che smettere di cercare Dio è perdere l’uomo.

«Il cuore degli ottenebrati parla così: "Dio non c’è". Il Signore dal cielo si affaccia e si china sui figli dell’uomo per vedere se c’è un uomo saggio, uno che cerchi Dio» (Salmo 14, 1-2). Un inizio originale per un salmo unico nel salterio. Un inizio speciale perché speciale è la posta in gioco. È infatti la sola volta che nella Bibbia troviamo scritto: Dio non c’è. Anche il mondo religioso antico conosceva il dubbio che gli dèi fossero una invenzione dell’uomo. L’uomo biblico è più vicino a noi di quanto pensiamo e scriviamo. Anche la domanda sull’esistenza di Dio tra le domande legittime della Bibbia. 

La grande impresa, la finanza, il liberismo, l’interesse individuale costituiscono i segni distintivi del capitalismo di derivazione protestante. La cooperazione, i distretti, il welfare, il mutualismo sono invece i tratti del capitalismo "latino". Luigino Bruni ricostruisce la genesi culturale e teologica di questi due paradigmi economici, descrivendone lo sviluppo nella storia e la loro importanza per il nostro presente

di Marco Dotti

pubblicato su Vita.it il 04/03/2019

Bene comune e beni comuni, pubblica felicità ed economia civile. Parole che regolarmente pronunciamo o sentiamo pronunciare ma tardano ad entrare nel dibattito mainstream sullo stato dell'economia nel nostro Paese.

Un libro di Luigino Bruni, La pubblica felicità. Economia politica e Political economy a confronto(euro 15, pagine 192), da poco pubblicato dalla casa editrice Vita e Pensiero, da un lato aiuta a fare chiarezza su quei concetti, dall'altro, collocandoli in prospettiva, consente di rilanciarli non come portato di qualche bizzarra archeologia delle scienze economiche, ma come pensiero vivo, attivo e quanto mai radicato negli assi portanti - culturale, teologico - del "nostro" capitalismo.

L’anima e la cetra/8 - I profeti prestano parole a chi deve difendersi dai padroni di tutte le parole.

di Luigino Bruni

Pubblicato su Avvenire il 17/05/2020

"Ogni riga era irta di parole di molte sillabe che egli non comprendeva. Era seduto sul letto e aveva davanti a sé il dizionario che era più grosso del libro… e per qualche tempo accarezzò il progetto di non leggere altro che il dizionario, fino ad essere padrone di tutte le parole che conteneva".
Jack London,
Martin Eden

Il salmo 12 ha per protagonista la parola, anche quella impronunciabile. È uno dei più grandi poteri a disposizione degli esseri umani. Ma anche una delle tentazioni più forti di ogni potere. L’argine dell’impronunciabilità.

Molte povertà sono anche povertà della parola. Una indigenza che impedisce di chiamare per nome il dolore proprio e quello degli altri. Questa povertà narrativa qualche volta precede le povertà materiali e morali, altre volte le segue, sempre le accompagna. I "cafoni" e gli oppressi di ogni tempo sono stati cafoni e oppressi anche e soprattutto per le parole che non sapevano dire e per quelle che dicevano i potenti e che loro non riuscivano e non riescono a capire. Ecco perché ogni povertà che vuole risorgere deve imparare e reimparare a parlare, finché, almeno un povero inizierà a dare un nome ai demoni della propria indigenza. Sta anche qui l’invito bellissimo che ci rivolgevano i nostri nonni: "Luigino studia"; sapevano bene che conoscere le parole dei signori era il primo passo di una liberazione. 

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