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#edc Brasile: Emergenza climatica nell'Amazzonia

Al «Momento Banzeiro» i leaders affrontano il tema del rapporto etico tra economia, fede e ambiente come risposta all'emergenza climatica in Amazzonia. Una proposta innovativa del progetto "Amazônia Viva", che ha promosso un momento di ascolto, scambio e sensibilizzazione per due giorni a Manaus/Amazonas/Brasile

Fonte: edc Brasil

Di fronte all'emergenza climatica che sta affliggendo l'Amazzonia con la più lunga siccità della storia registrata, è urgente ripensare il rapporto tra esseri umani e ambiente. Promuovere un cambiamento di pensiero e di azione, basato sul rapporto di appartenenza dell'uomo all'ambiente e avvicinare le discussioni scientifiche alla realtà economica delle comunità amazzoniche è la proposta innovativa del progetto Amazônia Viva, un'iniziativa basata sull'intersezione tra economia, fede e natura.

Il 5 e 6 ottobre, Economia di Comunione, in collaborazione con Sistema B Brasil, IRI (Interfaith Rainforest Initiative) e Fondazione Porticus, ha organizzato il "Momento Banzeiro - Ascolto e Azione", nell'ambito del progetto Amazônia Viva, riunendo imprenditori, leader dei popoli tradizionali, rappresentanti di organizzazioni sociali e comunità di fede in due momenti di discussione e scambio: presso la Fondazione Amazzonia Sostenibile (FAS) e presso lo Spazio di Cittadinanza Ambientale del Manauara Shopping.banzeiro 02anpecom thumbnail

Il "Momento Banzeiro" (termine amazzonico che indica le onde generate dai venti nei fiumi), concepito come uno spazio di dialogo e rispetto per consentire scambi tra i partecipanti basati sulle questioni sociali ed etiche alla base del cambiamento climatico, è stato sostenuto dal Movimento It's Now, un collettivo di persone provenienti da e di organizzazioni non governative di vari Paesi.

La dinamica è stata la stessa adottata alle Conferenze sul clima (COP), evento annuale organizzato dalle Nazioni Unite (ONU).

"La parola 'vivo', che è il titolo del progetto, è legata a ciò che stiamo vedendo in termini di morte e siccità dei fiumi. Ci rendiamo conto che c'è bisogno di una nuova narrazione: la giustizia climatica non è solo una questione ambientale, ma ha a che fare con l'economia e la fede. Nella nostra percezione, non si tratta di cose frammentate: le comunità di fede hanno un enorme potenziale per interferire e cambiare la realtà economica e favorire la giustizia climatica", afferma la coordinatrice del progetto, Maria Clezia Pinto de Santana.

Portando le discussioni della COP globale nella routine e nel contesto delle comunità tradizionali e periferiche dei grandi centri urbani dell'Amazzonia, il progetto cerca di mobilizzare la capacità organizzativa di questi centri nella produzione e nella diffusione di conoscenze che consentano una nuova economia, basata su azioni umane consapevoli che non escludano la dimensione materiale ed economica, necessaria per la sopravvivenza fisica, dalla dimensione universale, che comprende l'uomo come parte della natura. "La vita è nell'interesse di ciascuno di questi punti", aggiunge.

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A questo scopo, la Compagnia di Danza Uaetê, guidata dall'educatrice artistica Mara Pacheco, ha aiutato i presenti a connettersi con il tema indigeno attraverso l'espressione corporea basata su elementi della cultura dei popoli nativi. Lo spettacolo "Silenciar" e "Corpo Objeto", che esprime l'estensione del corpo umano come oggetti che diventano esseri, ha contribuito a risvegliare un senso di appartenenza tra i presenti.

Come esempio di come sia possibile promuovere le imprese per costruire un sistema economico inclusivo, equo e rigenerativo per le persone e il pianeta, Sistema B Brasil, partner dell'evento, ha evidenziato i modelli già adottati, che aiutano a preservare la foresta e le sue comunità.

"Per Sistema B, una nuova economia può essere implementata e ha molto senso: prima delle aziende, ci sono le persone e queste sono immerse in pilastri che coinvolgono la natura, ciò in cui credono e come riescono ad acquisire risorse finanziarie per vivere. Ascoltando, aiuteremo a costruire un progetto che mira a lavorare per decenni in Amazzonia, facendo sì che tutti coloro che sono coinvolti in questa economia guardino a un impatto positivo in tutte le sue dimensioni, in modo diverso", ha dichiarato il direttore commerciale del Sistema B Brasil, Rodrigo Gaspar, ingegnere e specialista in strategie di impatto sociale.

Le religioni di origine africana sono state rappresentate dall'Articulação Amazônica dei popoli e delle comunità tradizionali di origine africana (ARATRAMA), che ha portato il contributo e la visione di queste comunità che si relazionano spiritualmente con gli elementi della natura. "banzeiro 05anpecom thumbnail

"La natura sta gridando perchè avvenga un'azione umana concreta. Noi, comunità di popoli tradizionali, stiamo vivendo una delle più grandi crisi climatiche, prevista solo per il 2050. Abbiamo urgentemente bisogno di far valere la nostra voce e di gridare al mondo ciò che ci stanno facendo", ha dichiarato Alberto Jorge, coordinatore generale dell'organizzazione.

"Il momento di scambio ha permesso ai partecipanti di guardare alle imprese a impatto positivo, vedendo la relazione tra il prendersi cura dell'Amazzonia da un punto di vista collettivo, contribuendo all'intero ecosistema. "Il bilancio è positivo: qui abbiamo le tre basi essenziali per pensare all'Amazzonia: uno spazio di gestione delle imprese umanizzato, legato alle esigenze locali; la dimensione delle religioni, a partire dalle comunità di fede, che portano il loro contributo in vista della nostra casa comune; e l'ecologia, che ci parlerà di giustizia climatica", ha spiegato Iuri Lima, ministro pastorale della Chiesa episcopale anglicana del Brasile.

La proposta innovativa di riunire prospettive sincretistiche per parlare di economia e impatto sull'ambiente, a partire dalle comunità, ha ottenuto anche il sostegno della Chiesa cattolica, attraverso la Rete ecclesiale panamazzonica (Repam).

"Ci uniamo a questa iniziativa perché comprendiamo l'importanza di coinvolgere le comunità di fede nelle questioni legate alla giustizia climatica. Siamo in uno scenario critico di deterioramento delle risorse naturali e dei territori e non c'è niente di più giusto e urgente che discutere con altre comunità di fede dell'importanza di abbracciare questa cura e difesa della nostra casa comune attraverso pratiche economiche che favoriscano le popolazioni che non depredano, ma aiutano a costruire e favorire nuovi processi", ha dichiarato Diego Aguiar, coordinatore dell'articolazione della Repam.

 

AZIONI CONCRETE

Dopo aver ascoltato le opinioni dei vari leader sull'intersezione tra economia, fede e giustizia climatica, il secondo giorno dell'incontro è stato caratterizzato da esposizioni di iniziative ed esempi, chiamate "pannelli viventi", volti a ispirare il pubblico.banzeiro 04anpecom thumbnail

Una di queste iniziative è il progetto "Madre imprenditrice", gestito dall'area missionaria di Santa Rita de Cássia, che promuove un'economia creativa e collettiva nel quartiere di Ouro Verde, nella Zona Est di Manaus (AM).

"Nel 2023 abbiamo ospitato tre workshop: 'Vai que dá' (espressione brasiliana, nel senso di "potrebbe funzionare"), 'Florescimento humano' (Fioritura umana) e 'Cápsula empreendedora' (Capsula imprenditoriale), che si è tenuto per le madri del progetto. Stanno crescendo in un modo diverso, basato su un'economia fraterna, e questo potenziamento è avvenuto insieme ad 'Amazonia viva'", dice Laura Inês Beleza, rappresentante del progetto comunitario. "L'economia di comunione cambia il modo di pensare, adottando gesti concreti e orientati al clima. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno: azioni concrete e urgenti", aggiunge.

Fra Raul Gustavo, frate minore dell'ordine dei Cappuccini, è un testimone di questa trasformazione. Rappresentante della zona missionaria di Santa Rita de Cássia, afferma che il nuovo modo di pensare, unito all'azione, ha portato una nuova visibilità alle donne del quartiere di Ouro Verde.

"Questo evento mostra l'importanza per la comunità e per tutti coloro che sono coinvolti nella ricerca della sostenibilità, legata non solo alla fede, ma all'integralità, alla fraternità. Si tratta di azioni congiunte rivolte non solo a una comunità particolare ma all'insieme, alla nostra casa comune, idee che, se diffuse, promuovono il miglioramento del luogo in cui viviamo", ha detto.

All'evento hanno partecipato l'Associazione Wainakana Ayukawarana, il Movimento dei Focolari, la Rete Ecclesiale Pan Amazzonica - Brasile (REPAM), l'Iniziativa Interreligiosa per le Foreste Tropicali (IRI), l'Associazione Indigena Kokama Uirapuru, l'Unione dei Popoli Indigeni di Coari, la Comunità Indigena Parco delle Tribù e l'Associazione delle Donne.

 

SUL PROGETTO

Nel corso del primo anno del progetto Amazônia Viva, iniziato nel 2022, il progetto ha promosso l'esperienza di immersione nella realtà dell'Amazzonia attraverso la frequentazione delle comunità locali, la visita a enti tecnici come il Centro Nazionale di Monitoraggio e Allerta dei Disastri Naturali (CEMADEN) e l'Istituto Nazionale di Ricerca Spaziale (INPE), per approfondire le cause e le conseguenze dell'emergenza climatica, e una formazione in modalità on-line sulla regione.banzeiro 03anpecom thumbnail

Il concetto si basa su tre pilastri: la produzione e la diffusione delle conoscenze; la formazione e l'informazione delle comunità; il sostegno alle iniziative a scopo sostenibile delle comunità di popolazioni indigene, delle ribeirinhos (comunità che vivono in case costruite sui fiumi dell'Amazzonia) e di quelle situate nelle periferie dei grandi centri urbani. Il "Momento Banzeiro - Escuta & Ação" ("Momento Banzeiro - Ascolto e Azione) è l'espressione della prima strategia del progetto Amazônia Viva, che mira a produrre e diffondere conoscenza.

L'ideatrice del progetto, Maria Clezia Pinto de Santana, più conosciuta come Dima, ha una laurea in Neuroscienze, Psicologia Positiva e Mindfulness, è specializzata in Business Socio-Ambientale Positivo e Gestione della Solidarietà nelle Organizzazioni Sociali ed è Facilitatrice dei Processi di Fioritura Umana.

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