Visione sulla Povertà

Motivo primo della nascita e dell’esistenza dell’Economia di Comunione è la povertà: l’EdC nasce infatti come tentativo di risposta agli stridenti contrasti economici e alle disuguaglianze che caratterizzano la società contemporanea, con l’obiettivo di renderla più equa e fraterna.

L’EdC non intende eliminare la povertà tout court, ma piuttosto contrastare la “miseria”, parola che descrive la forma di povertà “subita” ancora da milioni di persone nel mondo, attraverso la valorizzazione di un’altra forma di povertà, quella “scelta” da imprenditori, consumatori, cittadini… che decidono di rinunciare a qualcosa di proprio, usare i beni sobriamente, sceglierli responsabilmente, nell’idea che “i beni […] diventano […] strade di felicità solo se condivisi con gli altri” (Bruni 2004)

In questa prospettiva la miseria, derivante dalla mancanza di beni materiali, e la possibilità di una sua risoluzione sono strettamente connesse alla promozione di una serie di altre condizioni (l’istruzione, la salute, il lavoro, una casa…) che permettono ad un essere umano di “fiorire”.

Tra queste condizioni spicca in modo particolare la qualità delle relazioni che si vivono: le relazioni nella visione dell’EdC sono infatti intese come un capitale fondamentale per lo sviluppo umano.

Questa idea implica anche un modo originale di intendere le strategie di contrasto della miseria, attuate nei progetti che l’EdC sostiene e promuove: esse sono disegnate in modo da evitare l’instaurarsi di forme di aiuto asimmetriche, -come spesso nella storia è avvenuto- nelle quali c’è qualcuno, che ha, che dà a qualcuno che non ha, rimarcando uno stato di inferiorità e alimentando spesso dinamiche di dipendenza.

Le strategie di contrasto alla povertà attuate dall’EdC cercano piuttosto di valorizzare dinamiche di reciprocità, dove ognuno può offrire la ricchezza di cui è portatore, ponendo tutti su uno stesso piano di pari dignità: fratelli, membri di una stessa famiglia.

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#edc Brasile - SUPERA: cosa mi ha insegnato il lavoro con persone e comunità vulnerabili

«Non lavoro per fare qualcosa per le persone in situazioni di vulnerabilità, ma per farlo con loro. Sicuramente ricevo più di quanto do».

di Célia Carneiro

fonte: edc Brasil

Nei sette anni in cui ho lavorato ai progetti di Economia di Comunione, mi sono resa conto che ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione, ha qualcosa da dare.

Nelle nostre relazioni con le persone, attraverso i progetti dell'Economia di Comunione, sperimentiamo la cultura dell'incontro in tutte le sue diverse forme, e in ognuna di esse sperimentiamo la reciprocità. Non è che do e finisce lì: do e ricevo - forse ricevo anche più di quanto do. E in questa dinamica di comunione - di ricchezze e povertà - abbiamo sempre al centro la persona nella sua dignità.

Nei nostri progetti, il ruolo dell'edc non è quello di dire alla persona cosa deve fare per uscire da una situazione di vulnerabilità, ma di avvicinarla con rispetto e delicatezza per immergerla nella sua esperienza e trovare insieme a lei una strada da percorrere. Trovare una soluzione possibile. Non si agisce per fare qualcosa per la persona in situazione di vulnerabilità, ma per farlo insieme a lei.

Nei feedback che riceviamo dagli stessi partecipanti ai progetti edc, essi dicono di essersi riconosciuti come agenti di cambiamento nella loro vita e in quella di tante altre persone! Certo, il sostegno finanziario in un momento di vulnerabilità è importante, ma spesso ho visto che la vicinanza, la relazione di ascolto e accoglienza, l'opportunità è ciò che ha fatto la differenza nella vita di quella persona. È stato ciò che ha contribuito a restituire loro la dignità.

La realtà di credere che siamo parte di un'unica comunità globale è molto forte nei nostri progetti.

È sempre forte e commovente sentire un partecipante dire: "Ce l'ho fatta grazie a ognuno di voi, grazie alle persone che nemmeno conosco e che non mi conoscono, ma che in qualche modo hanno contribuito all'esistenza del progetto".

Oggi, dopo alcuni anni come coordinatrice del Programma SUPERA, è ancora forte la mia gratitudine nei confronti di tutti i partecipanti ai progetti che ho avuto l'opportunità di incontrare, che mi hanno arricchito e ispirato con le loro esperienze condivise e che mi hanno dato l'onore di poter camminare al loro fianco.

Per saperne di più su SUPERA, cliccate QUI!

25–30 Maggio 2026
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