The Economy of Francesco

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#EoF: The Farm of Francesco: un cambiamento che nasce dalla terra

#EoF: le storie - In occasione del World Food Day che si è celebrato il 16 ottobre, ecco la storia di Virginia Solis, una giovane imprenditrice argentina. Lei ed altri amici hanno da poco lanciato un’azienda che rivoluziona il sistema della produzione agricola e della redistribuzione del cibo. 

di Laura Salerno

pubblicato su United Word Project il 15/10/2021

«La mia famiglia lavora nel settore della produzione agricola. Fin da piccola ho sempre sentito questa chiamata a lavorare con i produttori per generare un cambiamento nella società. Un cambiamento che cominciasse dalla terra». Maria Virginia Solis Wahnish è una giovane imprenditrice argentina di 29 anni. Ha un’azienda che commercia “yerba mate”, bevanda tradizionale argentina, lavorando direttamente con piccoli produttori. Aderisce al progetto dell’Economia di Comunione, che propone un modo alternativo di intendere l’economia, fondato sui valori della comunione, gratuità e reciprocità. Ha sempre sognato di attivarsi per combattere i problemi legati alla produzione agricola, alla salvaguardia dell’ambiente e alla redistribuzione delle risorse. «Sognavo un sistema che promuovesse la collaborazione a livello globale, ma non perdesse di vista la dimensione locale. Anzi, che mettesse al centro la persona»

Da dove iniziare? Virginia ha trovato una risposta circa un anno fa, durante l’evento internazionale di Economy of Francesco, voluto da Papa Francesco e rivolto a giovani economisti, imprenditori e change-makers (promotori di farm 01Argentina thumbnailcambiamento) impegnati nel praticare un’economia diversa. Ossia, per usare le parole del Pontefice, un’economia «che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda». Durante i workshop dell’evento, Virginia ha conosciuto altri giovani produttori ed imprenditori che condividevano i suoi desideri e le sue domande. Così, poco a poco, hanno iniziato a cercare insieme le risposte. 

«Si stima che all’umanità rimangano circa 40 anni prima che il terreno usato oggi per la coltivazione smetta di essere fertile. In altre parole, se continuiamo a lavorare la terra come adesso, tra 40 anni non potremo più coltivarla per nutrirci». Virginia e altri 10 giovani hanno dato avvio alla loro azienda, The Farm of Francesco, proprio per combattere la desertificazione del suolo. L’imprenditrice spiega che esistono metodologie che permettono di coltivare la terra in maniera sostenibile, senza renderla sterile, ma la maggior parte dei coltivatori non le conosce. Ecco dunque l’idea: creare ambienti in cui i produttori possano imparare queste pratiche. «Abbiamo deciso di dare avvio a due fattorie “demo”, ossia fattorie pilota, in Nigeria e Brasile. Lì si applica l’agricoltura rigenerativa e, allo stesso tempo, si insegna questa pratica ad altri piccoli produttori»

Gli obiettivi che The Farm of Francesco si propone sono ambiziosi e da raggiungere entro il 2030: costruire 250 “fattorie demo”, ognuna delle quali dovrebbe generare un impatto medio e minimo di 50 mila ettari di terreno restaurato, avendo un effetto su 10 mila giovani e sulle loro comunità. Risultati raggiungibili attraverso un sistema basato sull’educazione professionale. 

«Per iniziare fin da subito, abbiamo deciso di lanciare sul nostro sito web una raccolta fondi per formare un capitale iniziale di semi.

farm 02Argentina thumbnailDonando 10 dollari, ognuno può contribuire ad “adottare” la rigenerazione di un metro quadrato di terra, che servirà per coltivare alimenti, rigenerare il suolo e avere un impatto sulla vita della comunità locale.

«Un altro pilastro fondamentale della nostra azienda è la lotta contro la fame. Ci siamo resi conto che nei paesi in cui vi sono piccoli o medi coltivatori, coesistono anche forti problemi di nutrizione. Perché non fare in modo che gli alimenti prodotti servano a nutrire la comunità locale?». È così che è nata l’idea di progettare le “fattorie demo” secondo i principi della “permacultura”, ossia soddisfacendo innanzitutto i bisogni nutritivi delle persone che abitano quel territorio. 

Fame Zero” è il 2° Obiettivo per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. The Farm of Francesco ne ha fatto un pilastro fondamentale della propria attività.

«L’idea della nostra azienda non è nuova, ma nasce dal guardare l’ambiente che ci circonda per capire come avere un impatto positivo. Mi piace molto la visione di Papa Francesco secondo cui ogni cambiamento nasce proprio dall’osservazione: bisogna vedere quello che accade attorno a sé, per poi pensare come modificarlo». Virginia invita tutti quelli che sono interessati al loro progetto, e vogliono fare qualcosa nei loro contesti di provenienza, ad unirsi a The Farm of Francesco. «È un invito aperto a tutti. Il mio sogno è che tutto quello che facciamo sia una spinta per amare di più. Amare di più la terra, amare di più gli altri, amare di più noi stessi».

Vedi l’intervista completa a Virginia Solis:

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