Mind the Economy

I Commenti de "Il Sole 24 Ore" - Mind the Economy, la serie di articoli di Vittorio Pelligra sul Sole 24 ore

di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 22/09/2019

È proprio vero, non c'è più il buon vecchio avido capitalismo di una volta. Quello a cui Milton Friedman, nel famoso articolo sul New York Times del settembre del 1970, affidava un'unica e ineludibile missione: aumentare i profitti delle imprese; o quello, ancora, per il quale, a sentire l'economista di Harvard, Greg Mankiw, è indispensabile difendere l'1% dei più ricchi dalle incomprensibili e ingiustificate pretese redistributive del restante 99% di noi comuni mortali (Defending the One Percent. Journal of Economic Perspectives, 27(3), pp. 21–34).

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di Vittorio Pelligra

pubblicato su Il Sole 24 ore il 27/01/2019

In principio c’erano i “cittadini-portavoce” i “politici non-politici”, l’”uno vale uno”, e le scatolette di tonno. Poi in quella scatoletta i 5stelle ci sono entrati e si devono essere trovati bene. Col Parlamento, sono arrivate le Commissioni, le cariche, il Governo, i Ministeri e i cittadini-portavoce di ieri sono diventati gli onorevoli di oggi. Quella casta tanto odiata e sbeffeggiata ora sono loro; non si vergognano più di essere chiamati onorevoli e quando chiedono di essere invitati ai convegni, vogliono stare tra le autorità, come la mail dell’on. Carla Ruocco, maldestramente inviata ai destinatari sbagliati, dimostra. Intendiamoci, non c’è proprio niente di male, anzi. E’ meno fastidioso questo atteggiamento “istituzionale” che l’ostentazione della differenza fatta per marcare la distanza tra “noi” e la vecchia politica; tra il nuovo, l’onesto e il giusto e il resto del mondo, sott’inteso, vecchio, disonesto e ingiusto. Non c’è niente di male, magari un po’ di incoerenza, ma si sa, sono giovani. 

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 05/05/2019

Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!” – dice Michele Apicella alla giornalista – seduto a bordo piscina con il caschetto da pallanuotista ancora indosso. “Le parole sono importanti” e non solo per il loro significato diretto. Le parole sono importanti anche per l’atmosfera che generano, le suggestioni che evocano, le impressioni che suscitano. Le parole sono importanti perché, al di là del loro senso più prossimo, accendono in noi ricordi, rendono palesi pensieri profondi e ci cambiano, ci fanno cambiare, modificano le nostre convinzioni, le aspettative che abbiamo sugli altri e, di conseguenza, per questa via, modificano le nostre decisioni.

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di Vittorio Pelligra

Pubblicato su Il sole 24 ore il 23/12/2018

Regali natale IlSole24Ore Web ridE poi uno si stupisce che l’economia venga definita “la scienza triste”! Neanche il tradizionale scambio di doni è passato indenne dallo scrutinio degli occhiuti economisti. Qualche anno fa, in particolare apparve un controverso studio nel quale stimava la perdita netta di ricchezza legata allo scambio di doni natalizi (Waldfogel J. “The deadweight loss of Christmas”. American Economic Review 83, 2003). L’indagine di questo novello Scrooge, con grafici ed equazioni, stimava la differenza tra il valore monetario attribuito ai doni ricevuti e il loro costo effettivo; individuando in un valore oscillante tra il dieci e il trenta percento, la perdita netta.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 12/05/2019

"Gli uomini hanno fatto milioni di leggi per punire i delitti, e non ne hanno stabilita pur una per premiare le virtù”. Così scrive, nel 1765, Giacinto Dragonetti, nella sua operetta “Delle virtù e dei premi”. Di enorme successo e tradotta in molte lingue, oggi è purtroppo quasi del tutto dimenticata, in teoria e in pratica. Dragonetti, che pure rivendica una continuità ideale con il pensiero di Beccaria del “Dei delitti e delle pene”, ne prende le distanze, sottolineando l'importanza, non tanto della punizione e della sanzione, quanto quella dei premi e delle virtù, intese, qui, in senso politico e non individuale o morale. Dragonetti parte da Rousseau: la vita in comune è auspicabile, ma fragile.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 15/12/2019

«Dio non vede forse le mie vie? Non conta tutti i miei passi?» dice Giobbe (31, 4) protestando contro le sue ingiuste tribolazioni. Gli fa eco l'autore della Lettera agli Ebrei, quando testimonia come non vi sia «Nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto» (4, 13). Dio che vede, che ci pone sotto il suo sguardo e che ci chiede conto della nostra condotta. Ma lo sguardo di Dio non è l'unico che si posa sopra di noi, non solo l'Altro, ma anche gli altri, ci osservano e incontrano i nostri occhi. Uno sguardo dall’alto e uno sguardo all’altro. Verticale e orizzontale, e in qualche modo le due prospettive di intrecciano e si confondono, perché l’altro non mi è indifferente. Coglie questo aspetto, meglio di tutti, forse, Emmanuel Lévinas: «L’Altro uomo mi concerne, mi riguarda nei due sensi della parola “riguardare”. Qualcosa di cui mi occupo, ma anche “guardare in faccia”, qualcosa da prendere in considerazione».

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 15/09/2019

“Se la ricchezza non fa la felicità, figuriamoci la povertà”. Con questa battuta fulminante, Woody Allen, descrive, a sua insaputa, uno dei paradossi più famosi tra quelli scoperti dagli economisti negli ultimi decenni. Quando confrontiamo il Pil pro-capite di vari paesi, notiamo che, in quelli con un valore più elevato, la percentuale di cittadini che si definisce “abbastanza” o “molto felice” è più elevata. Piccoli incrementi nel reddito portano a grandi incrementi nella quota di coloro che si definiscono “felici”. E fin qui, naturalmente, niente di strano.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 26/05/2019

Quantificare il volume dell'evasione fiscale in Italia è un compito arduo. Se il problema sono le dichiarazioni dei redditi mendaci o inesistenti, basarsi su queste ultime produrrà, infatti, stime del tutto inaffidabili. Spesso sono inaffidabili anche le indagini campionarie che vengono utilizzate per cercare di correggere tali stime. In queste indagini, infatti, si riscontrata la sistematica tendenza dei rispondenti, benché coperti dall'anonimato, a dichiarare redditi inferiori a quelli realmente percepiti. Uno studio dell'Ufficio Valutazione Impatto del Senato, pubblicato l'anno scorso, ha cercato di quantificare questo fenomeno, il cosiddetto “under-reporting”, per cercare di riallineare le stime ai valori reali del fenomeno.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 12/01/2020

Ci sono alcune tragedieche rimarranno come incise a fuoco nella memoria di ciascuno di noi. L'ultima in ordine di tempo è, forse, quella del bambino ivorianomorto aggrappato al carrello di un Boeing 777, nel disperato tentativo di raggiungere la Francia. Così come tutti ci ricordiamo del piccolo Alan Kurdi, il bimbo siriano annegato a 3 anni, assieme al fratellino e la mamma, mentre cercavano, su un gommone, di raggiungere le coste greche. L'immagine del corpicino di Alan, adagiato, senza vita, sulla battigia sassosa di una spiaggia turca, fu capace di suscitare una reazione di indignazione mondiale. Politici, attivisti, commentatori, artisti, tutti presero spunto da quella drammatica foto per dire la loro sulla questione immigrazione. Perfino l'Isis usò quell'immagine, come esempio della punizione cui Dio avrebbe sottoposto tutti coloro che sarebbero scappati dalle terre del califfato.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 17/11/2019

La parola “weird” significa, in inglese, “strano”; ma è anche l’acronimo di Occidentali, Istruiti, Industrializzati, Ricchi e Democratici (Western, Educated, Industrialized, Rich and Democratic). Siamo noi, gli “strani”. Gli italiani, i tedeschi, gli americani, gli inglesi, gli spagnoli e gli australiani, e poi tutti quegli altri - ma poi non così “altri” – proprio perché accomunati, appunto, da una storia, da una struttura sociale, da un sistema economico e politico, in fondo, molto simile.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 28/07/2019

La manioca è un tubero ricco di vitamine, calcio e carboidrati; per millenni ha costituito la base alimentare di intere popolazioni nelle diverse aree tropicali del globo esposte a condizioni climatiche avverse alla coltivazione, dall'Amazonia alle isole del sud Pacifico. Cresce in maniera praticamente spontanea, è facile da reperire, è versatile da cucinare e saporita e, come abbiamo detto, ricca di nutrienti.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 03/11/2019

Si è accesa in questi giorni una polemica, a tratti anche aspra, sui possibili rimedi all'esplosione di odio ed aggressivitàche si sperimenta, da tempo ormai, sulle piattaforme sociali. L' hate speechsta diventando la cifra, quasi un genere letterario, che caratterizza molte, troppe, delle nostre interazioni virtuali. La diffusione di queste modalità comunicative rozze e violente ha ricadute profonde e misurabili sul livello di fiducia interpersonale e sul benessere individuale che riportano coloro che ne sono, in qualche modo, vittime o anche solo spettatori incolpevoli. Il tema è rilevante non solo per la qualità del dibattito pubblico e per il suo pluralismo, ma anche per la vulnerabilità che hanno dimostrato i social a manipolazioni politiche e ideologiche.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 24/11/2019

Le piazze si stanno rianimando. Da Hong Kong a Santiago, da Parigi a La Paz, da Barcellona e Bogotá, fino alle nostre città, Bologna, Mantova e chissà quante altre ancora seguiranno ancora il flusso delle “sardine”. Un autunno caldo come non se ne vedevano da tempo. Qualcosa sta capitando, movimenti differenti, ragioni variegate e plurali, come lo sono le differenti storie delle comunità che manifestano, eppure, come ogni forma di discontento, anche queste hanno a fondamento e sono generate da un profondo senso di frustrazione.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 18/08/2019

“Gli opposti si attraggono”. Così recita il detto popolare. Non è sempre così, anzi, a dire il vero, quasi mai gli opposti si attraggono. La legge fondamentale della dinamica delle interazioni sociali, infatti, vede i simili attrarsi, non i diversi.

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di Vittorio Pelligra

Pubblicato su Il Sole 24 Ore il 24/11/2018

SISIFO IlSole24Ore ridLa colpa di Sisifo era la sagacia e l’arroganza e per questo venne condannato da Zeus a far rotolare un macigno dalla base, fin sulla cima di una montagna, per poi, una volta raggiunta la cima, vedere la pietra precipitare nuovamente giù, pronta per essere issata nuovamente verso la vetta; il tutto per l’eternità.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 02/06/2019

Due storie terribili e allo stesso tempo esemplari, tragicamente istruttive. Rendono evidente il perché la fiducia sia un bene così fragile e anche perché, al contrario, la sfiducia e la diffidenza possano essere così tenaci, contagiose e pervasive. È necessario comprenderlo perché comprenderemo, così, il rischio che si corre quando, per fini strumentali, si getta discredito su intere categorie di persone ed organizzazioni. Ce ne sono parecchie, oggi, sotto attacco: in una spigolatura rapida possiamo individuare i giornalisti, gli intellettuali, le ONG, il terzo settore, gli esperti, la Chiesa di Papa Francesco, l'Europa, qualunque cosa una espressione così generica voglia dire. In anni recenti lo furono, in egual misura, i magistrati e le varie “caste”, prima che chi allora le attaccava diventasse “casta” a sua volta. Sparare a zero in maniera generica e indistinta su intere categorie di persone è un errore sciagurato, per tutti. È come sversare nel mare del dibattito pubblico, nel quale tutti nuotiamo, tonnellate di scorie radioattive, che poi rimarranno lì, ad inquinare per decenni la fiducia degli italiani nelle loro istituzioni e negli altri. Perché la fiducia non è un bene come gli altri, la fiducia è un ben comune, un common, un bene che per le sue caratteristiche, è naturalmente soggetto ad una condizione “tragica” di sovra-sfruttamento, erosione, consumo eccessivo, tradimento. Per questo occorrerebbe proteggerlo, maneggiarlo con cura, difenderlo, perché, come ci ricorda la filosofa Sissella Bok: “Qualunque cosa sia importante per gli esseri umani, la fiducia è l'atmosfera in cui ciò può svilupparsi” (“Lying: Moral Choice in Public and Private Life”, Pantheon, p.31).

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 22/12/2019

Cooperare significa trovarsi in una situazione di potenziale conflitto e scegliere, invece, di aiutarsi reciprocamente. “Reciprocamente” è la parola chiave, perché è la reciprocità la chiave della nostra capacità di fare le cose insieme. È un legame potente, il cemento della società. Ci tiene uniti e ci consente di stabilire relazioni cooperative e di mutuo vantaggio anche tra estranei, anche tra soggetti non correlati geneticamente, anche in interazioni sporadiche e non ripetute e perfino in situazioni di conflitto aperto.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 17/02/2019

Ricordate i marshmallow? Quei dolcetti zuccherosi e morbidi che Charlie Brown e suoi amici arrostivano, seduti intorno al fuoco, durante le sere al campeggio estivo. Ora immaginate di prendere uno di questi dolcetti e regalarlo ad un bambino di sei anni dicendogli, però, di non mangiarlo, perché se riuscirà a resistere alla tentazione per quindici minuti, scaduto il tempo, ne riceverà un altro. E allora, sì, sarà libero di mangiarsi in santa pace i suoi due marshmallow.

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di Vittorio Pelligra

Pubblicato su Il sole 24 ore il 06/01/2019

Nel dicembre del 1968, esattamente cinquant’anni fa, Garrett Hardin pubblicava sulla rivista “Science”, il suo famoso saggio "The Tragedy of the Commons" (La tragedia dei beni comuni). Un lavoro che ha anticipato di decenni l'analisi di problemi come le crisi ambientali e demografiche, le guerre per l'acqua, la gestione dei dati personali al tempo di internet, i guai con i vaccini e gli antibiotici, e molti altri. L’idea di Hardin si riferisce al fatto che i beni comuni sono, per loro natura fragili, soggetti a sovra-sfruttamento e, se non protetti, destinati alla scomparsa. La fiducia negli altri e tra cittadini e istituzioni è uno di questi beni comuni; uno tra i più preziosi, ma anche tra i più vulnerabili. Occorre quindi maneggiarlo con cautela e responsabilità. Il rapporto tra istituzioni e cittadini, il tipo di comunicazione che si utilizza e l’immagine che si rappresenta, sono, in questo senso, scelte di importanza fondamentale.

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di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 03/03/2019

Interno sera – salotto di casa: è giovedì e ho lavorato fino a tardi. Ora sono sul divano che ascolto il TG nazionale di una delle reti Rai. Notizie varie, politica, esteri, economia, inflazione. C’è un servizio di commento ai dati Istat di febbraio, poi si torna in diretta, e a chiosa del filmato, la giornalista conclude dicendo: “prezzi triplicati per i prodotti alimentari”. Triplicati?!? Non può essere una svista, perché le notizie al TG nazionale della sera si leggono e quindi qualcuno, quella cosa lì, la deve aver scritta. I prezzi sono triplicati. Cioè i pomodori sono passati da 3 euro a 9 euro al chilo? È una “patacca” è chiaro. Ma come può essere che una redazione di un TG nazionale possa far passare in diretta una notizia così grossolanamente sbagliata. Non c’è bisogno di essere economisti o statistici per rendersi conto che se veramente i prezzi fossero triplicati saremmo di fronte ad un’inflazione del 300%, un problema serio, serissimo e quella notizia sarebbe non la quinta nella scaletta, ma la notizia di apertura. 

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