Luigino Bruni

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Luigino Bruni

Coordinador de la comisión internacional de la EdC

"Nada tiene más valor que un acto de gratuidad"

 

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A continuación podéis encontrar algunos comentarios y artículos breves:


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Commenti - Giovani, formazione, posto fisso

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  03/02/2012

logo_avvenireC’è qualcosa di sbagliato, o quanto meno di sfocato, nel dibattito che si è riacceso attorno al mondo del lavoro. Ci sono tesi condivisibili e sagge – e saggio sarà renderle ampiamente condivise – in quanto afferma il presidente del Consiglio Mario Monti, sia nelle dichiarazioni ufficiali sia nelle apparizioni televisive. Si pensi, soprattutto, a quella che sottolinea la grave asimmetria che esiste oggi in Italia tra chi sta dentro il mondo del lavoro e chi sta fuori e non riesce a entrare. Saggio è anche porre l’accento sull’urgenza di rendere il "mercato del lavoro" (non dimentichiamo mai le virgolette quando accostiamo la parola mercato al lavoro umano e ai lavoratori) più efficiente, più veloce, con meno rendite di posizione, e quindi più moderno e più capace di rispondere alle nuove sfide poste dalla globalizzazione. Il discorso, invece, relativo al lavoro dei giovani e al «posto fisso» avrebbe bisogno di meno fretta, di più mediazione sociale e di una valutazione più approfondita e meditata.


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Quando, dieci anni fa, entrammo nell’era dell’euro, l’evento fu accolto con grande entusiasmo, come l’inizio di una nuova stagione dell’Europa e del mondo.

di Luigino Bruni

pubblicato su: Città Nuova n. 02/2012

BCE_ridQuando, dieci anni fa, entrammo nell’era dell’euro, l’evento fu accolto con grande entusiasmo, come l’inizio di una nuova stagione dell’Europa e del mondo. Un’unica moneta era un segno forte ed eloquente della volontà di unità. La scommessa era però che le economie degli Stati europei nel tempo avrebbero mostrato una convergenza, precondizione fondamentale perché la moneta unica esprimesse una economia sempre più una. A distanza di dieci anni, di fronte alla prima grande crisi della globalizzazione, ci siamo accorti che le istituzioni economiche create attorno all’euro erano troppo fragili, e così l’onda anomala dello tsunami partito dagli Usa nel 2008 ha travolto le troppo fragili istituzioni economiche e finanziarie. 


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Commenti - Accettare e accogliere la vulnerabilità anche nell'impresa

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  22/01/2012

logo_avvenireQuando un Paese attraversa una crisi soffrono tutti, o quasi, sebbene alcuni di più e altri meno. Sono questi i momenti nei quali si capisce, e sulla propria pelle, che una società civile e politica è anche un corpo, dove quindi c’è un legame, un sistema nervoso che trasmette sensazioni piacevoli e dolorose tra tutte le membra. L’abbiamo sempre saputo, poi, che durante una crisi economica è il mondo del lavoro, sono i lavoratori, a soffrire in una maniera tutta particolare e grave. Ciò che stiamo scoprendo oggi è la sofferenza degli imprenditori, di cui i suicidi di questi tempi rappresentano la punta dell’iceberg.


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Secondo Luigino Bruni, economista dell’Università di Milano-Bicocca, la ricetta dell’equità impone di intervenire sugli effetti distorsivi della finanziarizzazione dell’economia

di Giulio Sensi

pubblicato su Altreconomia - gennaio 2011

logo_altreconomiaIl nostro è un Paese con i più alti indici di disuguaglianza dell’Occidente. è un processo recente o la naturale evoluzione del nostro sistema sociale, economico e politico?

Direi che è relativamente recente: dal dopoguerra agli anni Ottanta l’Italia aveva diminuito più di altri Paesi la disuguaglianza interna, che ha iniziato a crescere nuovamente quando la finanza ha preso piede.


Comentario - A propósito del uso y la acumulación de recursos, del mérito y la cultura

por Luigino Bruni

publicado en Avvenire el  10/01/2012

logo_avvenireRiqueza y mérito son palabras que cada vez tienen más presencia en el debate público. Son palabras grandes y por lo tanto ambivalentes. Por eso, afirmar su centralidad e importancia no debería ser más que el punto de partida del discurso y no el final, como ocurre con frecuencia. La riqueza en sí misma no es ni buena ni mala, ya que el juicio civil que puede realizarse acerca de ella depende de cómo nace y de cómo se usa. Estudios recientes sobre la “paradoja de la felicidad”, por ejemplo, muestran claramente que, cuando la riqueza consiste principalmente en poseer bienes de confort, produce aburrimiento y frustración en las personas. Si además la riqueza no nace sólo de la renta sino también de la evasión y de la explotación del medio ambiente, de las personas o del futuro o bien de la especulación sobre el precio de los productos y divisas, esa riqueza no es buena y no tiene nada que ver con el mérito.


Sólo se puede luchar contra el “hambre no elegida” manteniendo viva en las personas el “hambre buena” del “todavía no”

por Luigino Bruni

publicado en Mondo e Missione, enero 2012

LOGO_Mondo_e_missioneUna experiencia personal: Hace unos meses viajé a Kenia para impartir algunos cursos y conferencias. Al viajar por el país pude ver o, mejor dicho, entrever desde lejos, muchas formas de pobreza, de miseria e incluso de verdadera hambre.

Pero la imagen más fuerte que me llevé de aquel encuentro con una parte de la cultura africana no fue la de la ausencia sino, sobre todo, la de la presencia de muchos jóvenes que estudiaban de noche en las calles, amontonados bajo las farolas porque no tenían energía eléctrica en casa.


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Commenti - Terzo settore e tempo della festa

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  27/01/2012

logo_avvenireÈ facile essere d’accordo con la politica di liberalizzazioni che è stata avviata. Sono infatti molte le ragioni che portano tanti ad avere uno sguardo fiducioso, generoso e simpatetico nei confronti dell’operato del Governo Monti, comprese le liberalizzazioni, necessarie in un’Italia bloccata da troppi interessi di parte che finiscono per diventare «male comune». Ma proprio per questo sguardo complessivo positivo è importante portare l’attenzione su una domanda di fondo, che riprende discorsi già impostati su queste pagine: quale idea di modello economico e sociale per l’Italia di oggi e di domani ha in mente questo governo?


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di Luigino Bruni

pubblicato su TamTàm democratico, n.5/2012

Tamtam_rivistaPartiamo da una premessa di carattere generale. La soluzione ad ogni grave crisi economica come quella attuale che ha le sue radici in trent’anni di capitalismo finanziario e “di carta”, frutto di una ben precisa ideologia e cultura economica e civile che pensava di poter rilanciare un occidente invecchiato e triste, con una stagione inedita di strumenti finanziari che avrebbero dovuto (a loro detta) creare ricchezza solo attraverso algoritmi sofisticati, va cercata fuori della sfera economica: la si trova nella vita civile, nei desideri e nelle passioni della gente, che sono i pozzi che alimentano la vita di quell’animale simbolico chiamato homo sapiens, compresa la sua vita economica.


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Commenti - Alcuni studi indicano la via per superare egoismo e cinismo di massa

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  15/01/2012

logo_avvenireUn recente studio sperimentale svolto in Inghilterra (Robin Cubitt e colleghi, Journal of Public Economics, vol. 95, 2011), ha fatto emergere aspetti non ovvi e che hanno cose serie da dire anche per l’evasione fiscale in Italia. Questi ricercatori hanno mostrato che il giudizio morale nei confronti di chi non contribuisce ai beni pubblici, come nel caso dell’evasione fiscale, dipende molto dalle nostre credenze e aspettative sul comportamento degli altri. In particolare, nei vari esperimenti condotti, in tutti si riscontra una condanna morale nei confronti degli evasori, tranne che in un solo caso: quando, cioè, l’evasione fiscale di Anna avveniva dopo aver osservato l’evasione dell’altro soggetto, Bruno, con il quale Anna interagiva. Si tende, cioè, a condannare meno e a giustificare di più l’evasione fiscale, degli altri e nostra, quando si crede che le persone del nostro stesso gruppo siano anch’esse evasori.


Comentario – Más allá de la «cultura» de las apuestas

por Luigino Bruni

publicado en Avvenire el  04/01/2012

logo_avvenire«Vicios privados, públicas virtudes» es el subtítulo de la conocida Fábula de las abejas (1714), de Bernard de Mandeville, que abrió un debate entre economía y ética en el que participaron las mejores mentes europeas del siglo XVIII. La idea de que de los vicios de los ciudadanos puede salir algo bueno para la colectividad sigue estando muy presente en la cultura contemporánea y en muchas ocasiones inspira la acción de los gobiernos (impuesto sobre los juegos y loterías). Ayer el cardenal Bagnasco llamaba la atención sobre la «llaga» de los juegos de azar e invitaba con fuerza a emprender una acción urgente «a todos los niveles».


Editorial

por Luigino Bruni

publicado en Vita el 30/12/2011

Logo_VitaEstá acabando un annus terribilis para las finanzas y la economía mundial (mejor dicho, para una parte del Occidente opulento, puesto que otros países como Brasil siguen gozando de muy buena salud). Una forma de repasar los debates de esta larga crisis es observar las vicisitudes de la Tobin Tax, un tema abordado, criticado y relanzado en las distintas etapas de la tormenta.

Mario Monti fue alumno de James Tobin en Yale y por lo tanto es de esperar que aplique sus enseñanzas. Alrededor de la Tobin Tax se concentran, en efecto, muchos de los grandes desafíos de esta crisis.

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