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Economia di Comunione lungo il grande fiume. Qualche flash dalla Repubblica Democratica del Congo

Diario di viaggio e di incontri a margine del 1° Congresso Nazionale degli Imprenditori dell'Economia di Comunione svoltosi a Kinshasa dal 16 al 18 gennaio scorsi

di Benedetto Gui

La strada che dall’aeroporto porta a Kinshasa, larghissima, è affollata di auto, di SUV e di pulmini di tutte le età, dimensioni e condizioni. Prevale il colore giallo, quello degli innumerevoli mezzi privati (anche a tre ruote, e poi ci sono le moto) che fanno il trasporto passeggeri, in assenza o quasi di trasporto pubblico.

Nonostante sia sera, nelle due strisce di terra disponibili dai lati ferve, con supporti di fortuna e senza lasciare spazi liberi, un insieme di attività che vanno dalla vendita di 200116 18 Kinshasa Congresso EdC Flyer cropogni genere di mercanzia alla preparazione di cibi e alla fornitura di servizi on-the-road ad una frazione dei 15 milioni di abitanti di questa capitale dell’Africa subsahariana. Tra le auto di passaggio e nella zona di spartitraffico si intravvedono a fatica ombre scure di pedoni grandi e piccoli che, in assenza di semafori, cercano il momento buono per attraversare la grande arteria. Mi fa angoscia. Se dall’indipendenza ad oggi non fossero stati assassinati proprio quei leader che più avevano a cuore il benessere della gente comune – ci diranno in seguito – forse oggi le cose andrebbero diversamente. Finché il traffico ristagna in una serie di imbottigliamenti causati da cantieri fermi da mesi, il nostro gentile conduttore ci racconta di aver partecipato al workshop per giovani “startuppers” africani tenutosi a Fontem nel 2017. Ha fatto studi di informatica e riesce a praticare il mestiere insieme ad alcuni colleghi, seppur in modo informale. Questo di giorno, perché di notte si attiva la sua piccola iniziativa imprenditoriale, una panetteria che deve sfornare le “baguettes” entro le quattro, in tempo perché le venditrici di strada che abitano nel quartiere possano riempire e caricarsi sulla testa i grandi catini di plastica con cui riforniscono i loro banchetti di vendita sparsi per la città. Quel workshop – ci dice – ha dato una bella spinta a quasi tutti i suoi connazionali che vi hanno partecipato, chi alle prime armi, chi invece con la necessità di consolidare un’impresina già avviata.

Nei giorni successivi ci troveremo in mezzo ad una sessantina di convegnisti (1° congresso nazionale dell’EdC dal titolo: "Economia di Comunione: una risposta alla crisi economica e ambientale della Repubblica Democratica del Congo"). Tra loro una robusta pattuglia di promotori (congratulazioni, per l’impegno e per i contenuti, anche accademici!) e poi una bella squadra di giovani che si sono rimboccati le maniche e che nell’economia portano già le loro piccole o grandi responsabilità. La proposta che ricevono è 200116 18 Kinshasa Visita Acecom 01 ridquella di un’economia intraprendente (e ce n’è molto bisogno, per andare oltre le micro-attività di strada), attenta alla dignità delle persone e pronta a condividere (quanto necessario!) , ma anche “disciplinata”, per superare l’improvvisazione e la confusione tra spese dell’impresa e spese familiari (due punti deboli che qui affossano molte imprese). Supportano la proposta le storie e le parole di chi ha già fatto con decisione questa scelta: formazione offerta a lavoratori che poi potrebbero andare a spenderla presso altre imprese (“Non importa. Il nostro Paese ha comunque bisogno di competenze”); sostegno a giovani che altrimenti avrebbero poche chances (quanti se ne vedono nelle strade intenti a piccole attività di sopravvivenza!); adeguamento periodico dei salari alla crescita dei prezzi per salvaguardare il potere d’acquisto della famiglia, fatto per scelta del datore di lavoro, perché i contratti non prevedono nessuna indicizzazione all’inflazione; apertura a membri di altre comunità religiose o di altre tribù, cosa tutt’altro che scontata.

Ho imparato molte cose che non sapevo – va a dire dal palco un giovane imprenditore che istalla pannelli solari – e altre le praticavo senza saper dar loro un nome, ad 200116 18 Kinshasa Congresso EdC 30 ridesempio tenere informati i propri dipendenti in modo trasparente”.

È proprio come si diceva in questi giorni che vanno trattati i lavoratori! È l’unico modo che funziona!” – afferma un altro che ha il nome di un antico filosofo di cui non conosce i meriti, ma di cui condivide la saggezza (poi scoprirò che lavora da molti anni, sia nella sua piccola attività di informatica, sia per conto di altri, dirigendo venti persone).

Tra i partecipanti non mancano titolari di imprese più grandi. Ci sarà la possibilità di visitarne alcune nei giorni successivi, addentrandosi nelle vie secondarie (in terra battuta, ma in certi punti quasi pavimentate di bottigliette di plastica spiaccicate, oppure a “dorso d’asino”, con profondi avvallamenti – talvolta allagati – da scendere e risalire). Un’impresa gestisce un laboratorio d’analisi mediche (e 200116 18 Kinshasa Congresso EdC 04 ridpresto un altro in una cittadina dell’interno), con uno standard che non mi aspettavo, e in più importa e distribuisce forniture sanitarie in tutto il Paese (anche alle organizzazioni internazionali che operano nello sventurato Est, afflitto da decenni da una feroce guerra civile e ora anche dal virus ebola). Un’altra impresa costruisce a regola d’arte nelle piccole e costosissime particelle di terreno edificabile di questa complicata megalopoli; così le nuove case svettano al di sopra del mare di casupole e baracche, che speriamo possano anch’esse prima o poi crescere e consolidarsi. Un’altra – ancora in fase di consolidamento – trasporta prodotti agricoli dalle zone semi-isolate dell’interno alla città, avventurandosi per strade malmesse con due antichi e gloriosi camion Mercedes ben ripitturati; i motori sono stati scovati nel mercato dell’usato europeo dai partner spagnoli che hanno voluto dare una chance al progetto; tra permessi e spedizione per farli arrivare c’è voluto un anno, il che ci dice qualcosa sulla difficoltà di fare impresa a certe latitudini.

Tornando in aeroporto riusciamo a scampare alla paletta della polizia stradale, sempre in grado di trovare – che so? – uno specchietto crepato, mentre qui girano veicoli 200116 18 Kinshasa Congresso EdC 01 rid 600senza neanche l’alloggiamento dei fari. Ma basta questo per poter contrattare con gli automobilisti qualche dollaro, che ben difficilmente arriverà alla competente istituzione (ho detto dollaro perché i franchi congolesi si usano per gli affari minori). In compenso incontriamo un esemplare del famoso vigile robot (di ideazione e produzione congolese) che apre o chiude le braccia per regolare il caotico traffico di un incrocio.

Penso a questo pezzo della nostra comunità mondiale, con una popolazione così povera pur essendo così ricco, non solo di risorse naturali (troppe, da cui molti dei suoi problemi), ma anche di capitale umano (se non conoscete certe funzioni del vostro smartphone, il primo giovane che passa da queste parti potrebbe farvi un rapido corso di recupero) e ricco anche di generosità. Mancano altre caratteristiche, individuali e collettive. L’Economia di Comunione ne può portare una buona dose. E anche un po’ di luce.

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