Luigino Bruni

La crisi della società italiana e il ruolo della Chiesa - Intervista a Luigino Bruni

di Andrea Monda

pubblicato sull'Osservatore Romano il 28/05/2019

Investire nei giovani, guardando con realismo il presente, senza rimpianti per il passato, per generare nuove opere e istituzioni che dicano la speranza e la fede nel futuro. Perché «la fede la si incontra nella vita concreta e semplice, toccando la terra, le cose, le persone, i poveri». È la proposta che Luigino Bruni, economista e accademico, lancia in questa intervista, intervenendo nel dibattito sulla crisi della società italiana e sul ruolo della Chiesa.

L’anima e la cetra/12 - Il Signore sta dalla parte della liberazione non della condanna

di Luigino Bruni

Pubblicato su Avvenire il 14/06/2020

"Urlate, urlate, urlate! Oh, siete fatti di sasso! Se avessi io le vostre lingue e i vostri occhi, li userei in maniera che la volta del cielo si squarcerebbe"

William Shakespeare, Re Lear

Il Salmo 22, una delle vette poetiche e spirituali della Bibbia, è anche il pentagramma su cui è stata scritta la sinfonia della passione di Cristo. E ci aiuta a comprendere qualcosa dei crocifissi e del loro mistero.

Un uomo è perseguitato, torturato, umiliato, disprezzato da altri uomini. Sente la morte molto vicina. Quell’uomo è innocente – come tanti altri, ieri e oggi. Sa di non meritare quel grande dolore, quella violenza, quelle umiliazioni – e chi le merita? Ma quell’uomo, oltre a essere un giusto sofferente e umiliato, è anche un uomo di fede. E lì, in quella notte buissima, forse in un carcere, sopra un mucchio di spazzatura o dentro una cisterna, nasce una preghiera, gli affiora nell’anima un ultimo canto disperato. Che inizia con parole che vanno incluse tra le più preziose, tremende e stupende della Bibbia, tra le più tremende e stupende della vita: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Salmo 22,1). Una vetta poetica, spirituale e antropologica del Salterio, forse quella più alta. 

L’alba della mezzanotte/8 - Le comunità che uccidono i loro profeti ancora ingenui muoiono

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire l' 11/06/2017

170611 Geremia 8 rid«Al profeta Dio non si rivela come un astratto assoluto, ma come rapporto intimo e personale»

Abraham Heschel, Il messaggio dei profeti

Le nostalgie buone, quelle capaci ora di parlarci, sono soltanto le nostalgie di futuro, quelle che sanno distendere lo sguardo verso il presente e il futuro. Non si rigenera un rapporto d’amore tornando alle parole che lei ci diceva nei tempi felici, ma sognando e dicendo parole d’amore che non abbiamo mai detto. C’è una reciprocità vitale ed essenziale tra passato e presente. La promessa dell’origine dona senso e verità alle speranze nei tempi degli esili e dei deserti; e l’adempimento delle promesse di ieri nell’oggi, dice che non abbiamo seguito una illusione.

L’anima e la cetra/11 - La doppia bellezza dei capolavori di Dio: le leggi del creato e per l’uomo

di Luigino Bruni

Pubblicato su Avvenire il 06/06/2020

"Chi sa se il deserto che lasceremo, un giorno, non avrà questa voce, questo lamento umano del vento, infinitamente ripetuto: mah-‘enòsh? Che cos’è un uomo? Che cosa fu l’uomo? Che cosa è stato essere uomo?"

Guido Ceronetti, Il libro dei salmi

Il Salmo 19 parte dal firmamento, cantore della gloria divina, e termina con le colpe inconsce, per dirci che un rapporto risanato ha lo stesso valore di una galassia.

"I cieli narrano la gloria di Dio, l'opera delle sue mani annuncia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia. Senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce, per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e ai confini del mondo il loro messaggio" (Salmo 19,2-5). I cieli narrano.La Bibbia è tutta parola, è tutta narrazione; è custodew della parola di Dio detta in parole umane. È gelosa sentinella di racconti straordinari e diversi, dove le parole sono state capaci di dire l’indicibile, farci sognare Dio fino a quasi vederlo. 

Profezia è storia /27 - I potenti, se non riescono a restare come tutti, restano inumani.

di Luigino Bruni

Pubblicato su Avvenire 08/12/2019

«Ma come può Giosia ignorare Geremia e inviare emissari a Hulda? I saggi risposero: Perché le donne sono più compassionevoli, e quindi sperava che ciò che avrebbe detto loro non sarebbe stato eccessivamente duro».

Talmud, Meghilla 14b

Il ritrovamento di un libro nel tempio diventa la base di una grande riforma religiosa, dove incontriamo la profetessa Hulda che ci ricorda il significato delle donne e della profezia.

Un padre giusto e un grande miracolo non sono una garanzia che i figli continueranno a scrivere una storia giusta e buona. Dopo Ezechia, re buono e fedele che salvò Gerusalemme per la sua fede in Dio, in Giuda si susseguono due re malvagi, Manasse e Amon (2 Re 21), che riedificano gli altari agli dèi stranieri, riprendono e riattivano gli antichi culti popolari cananei che non si erano mai spenti tra la gente. Dopo la bella parentesi di Ezechia, ritorna l’idolatria, l’antica malattia di Israele – e di tutti gli uomini, che sono costruttori infaticabili di idoli per divenirne adoratori: siamo consumatori di molte merci, ma prima e sopra tutto siamo consumatori di idoli.

Economi con l anima 450Luigino Bruni

EMI, Milano, 2013
Collana "Caleidoscopio"

Acquista su Pime Milano

È possibile coniugare economia e gratuità? Mercato e dono? Crescita e beni comuni? Lavoro e giovani?... Qual è il senso (e i limiti) del Pil? E che fine ha fatto la politica, sostituita ormai dagli indici di Borsa?

La vita economica oggi non è più quella che conoscevamo fino agli anni Settanta. Il mercato è diventato la principale grammatica delle relazioni sociali, anche nelle scuole e negli ospedali. La grande crisi attuale dovrebbe portare a riscrivere interamente i manuali di economia e di finanza, aggiornandoli ma anche cancellando i teoremi e i dogmi errati che l'hanno provocata.

“Prophetic Economy”, l’evento internazionale promosso da EdC insieme a diverse Associazioni e Movimenti che intendono dare risposte al grido della terra e dei poveri, si svolgerà a Castel Gandolfo, Roma, dal 2 al 4 Novembre 2018.

di Maria Florencia Locascio

Profetic Economy 01 ridDon Joseph Wresinski, fondatore di ATD Quart Monde, sentì la vocazione di lavorare perché i più poveri dei poveri avessero dignità e voce tra coloro che prendono le decisioni; quando veniva a sapere che in qualche parte del mondo c’era un qualcuno che lavorava per i poveri, prendeva un aereo e andava a trovarlo, convinto come era, che: “chi lavora per i poveri è in pericolo; può perdere la motivazione ed anche la sua stessa vita”: da qui la fondamentale importanza del conoscersi e mettersi in rete.

Nuevos horizontes en la práctica económica

El precio de la gratuidadLuigino Bruni
Cristina Calvo

El precio de la gratuidad - nuevos horizontes en la práctica económica

Ciudad Nueva Grupo editorial, abril 2009

La teoría económica moderna trae aparejado un conflicto en apariencia irresoluble: ¿pueden convivir los conceptos de mercado y libertad individual, crecimiento económico y equidad? Con el aporte de distintas disciplinas (economía, filosofía, antropología) el autor sostiene –en la primera parte de la obra– que el principio de gratuidad es capaz de recomponer este aparente contraste. Subrayando la importancia que los “bienes relacionales”, la fraternidad y la comunión tienen para el hombre actual, Luigino Bruni configura el alfabeto de una economía verdaderamente “civil”.

La fioritura umana nelle Organizzazioni a Movente Ideale

Elogio Auto sovversione 450Luigino Bruni

Città Nuova, Roma, 2017
Collana "I Prismi - I Semi"
Acquista su Città nuova

Nelle Organizzazioni a Movente Ideale, religiose e laiche, un elemento cruciale è il rapporto tra i fondatori, gli ideali e i membri delle comunità o organizzazioni. In tale rapporto, identitario e necessario, si nascondono insidie che diventano spesso delle vere e proprie malattie. È il caso, ad esempio, della produzione ideologica che si sviluppa necessariamente attorno all’ideale originario, fino a soffocarlo, se non si ha il coraggio di iniziare un doloroso processo di separazione dell’ideologia dall’ideale.

Capitali narrativi/1 - Il nuovo inizio di un ereditato patrimonio spirituale e di opere

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 12/11/2017

171112 Capitali narrativi 1 rid«Dobbiamo lavorare in quelle zone intermedie fra parecchi ordini di discipline, nelle quali come al contatto di due terreni diversi si trovano sovente accumulate ricchezze eccezionali»

Achille Loria Le basi economiche della costituzione sociale

Le comunità, le associazioni, i movimenti, le istituzioni e le imprese vivono grazie a molte forme di capitali. Una di queste è il capitale narrativo, una risorsa preziosa in molte organizzazioni, che diventa essenziale nei momenti di crisi e nei grandi cambiamenti dai quali dipendono la qualità del presente, la possibilità del futuro, la benedizione o la maledizione del passato. È quel patrimonio – cioè munus/ dono dei padri – fatto di racconti, storie, scritti, a volte poesie, canti, miti. È un autentico capitale perché, come tutti i capitali, genera frutti e futuro. Se gli ideali della organizzazione o della comunità sono alti e ambiziosi, come accade in molte Organizzazioni a Movente Ideale (OMI), anche il suo capitale narrativo è grande. È una risorsa preziosa durante le prime difficoltà, quando raccontarsi l’un l’altro i grandi episodi di ieri dà il coraggio per continuare a sperare, credere, amare oggi.

Economia e virtù nel tempo delle crisi

Fidarsi di uno sconosciuto 450Luigino Bruni

Dehoniane, Bologna, 2015
Collana "P9 - Lampi"

Acquista su Dehoniane

Perché dovrei fidarmi di uno sconosciuto? A questa domanda fondamentale di ogni economia di mercato si potrebbe rispondere che la storia degli scambi e dei commerci ha lungamente beneficiato della fiducia e della giustizia e che nel tempo delle crisi anche tutte le altre virtù – dalla speranza alla prudenza, dalla fortezza alla temperanza – hanno svolto e svolgono un ruolo importante. La spersonalizzazione delle relazioni economiche dipende in larga parte da un sistema finanziario lontanissimo e indipendente dai rapporti umani di fiducia, retto sulla ricerca del massimo tornaconto dei proprietari delle grandi banche, delle assicurazioni e delle imprese multinazionali.

L'anima e la cetra/1 - I salmi sono via alla preghiera pure per chi non crede e non trova parole

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 29/03/2020

Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,

ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così gli empi,
ma come pula che il vento disperde;

perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio
né i peccatori nell'assemblea dei giusti,

poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre i malvagi svaniscono nel nulla. (Salmo 1)

I salmi sono un concentrato dell’intera Bibbia. Oggi iniziamo il loro commento, ponendoci nel bivio tra la via del giusto e quella dell’empio.

Iniziamo il commento del Libro dei salmi. Ma i salmi non si commentano. Si pregano, si cantano, si urlano. Sono troppo umani, troppo intrisi di dolore e di amore, troppo impastati di uomo e di Dio. Eppure li commenteremo, coscienti che resteremo alla periferia del loro mistero. Insieme ai vangeli, i Salmi sono il libro più noto e tradotto della Bibbia. Sono parte essenziale e amatissima della Bibbia, anche perché sono una sorta di suo distillato, con l’aggiunta della poesia, del canto e della liturgia. In essi si incontrano i profeti, la Legge, i testi sapienziali, Giobbe - e in questi si incontrano i salmi. La composizione dei salmi ha accompagnato tutta la storia di Israele, che con essa si interseca e intreccia. I primi risalgono (almeno) all’epoca di Davide, gli ultimi giungono fino alle soglie del Nuovo Testamento.

Logiche del mercato e beatitudini evangeliche

Gli Imperi di sabbia 450Luigino Bruni

Dehoniane,
collana P9 - Lampi
Bologna, Maggio 2016
ISBN    978881056727
acquista su Dehoniane

«Ho visto un ragazzo prendere un piccolo bidone di latta da una discarica, farlo diventare la cassa di un violoncello e suonare Bach. È la felicità dentro le sofferenze il primo grande motore della storia dei giusti».

L'esilio e la promessa/1 - Nella Bibbia più si tocca la terra, più facile è udire il cielo

di Luigino Bruni

Pubblicato su Avvenireil 11/11/2018

Ezechiele 01 ridÈ Pasqua. Mio padre, levando in alto il bicchiere, mi dice d’andare ad aprire la porta. A un’ora così tarda aprire la porta per fare entrare il profeta Elia? Ma dov’è Elia, e il suo carro bianco? Forse sotto le spoglie di un misero vecchio, d’un mendicante ricurvo, con un sacco sulle spalle e un bastone in mano, sta per entrare in casa? «Eccomi! Dov’è il mio bicchiere di vino?»

Marc Chagall, La mia vita

L’esilio è una dimensione della condizione umana. Nascendo lasciamo un luogo familiare e sicuro per entrare in un altro sconosciuto, e senza due mani che ci accolgono e un corpo che ci riscalda e nutre non inizieremmo la nostra avventura sulla terra. I profeti sono la madre che ci accoglie, ci nutre e ci accompagna negli esili della vita; fino alla fine, quando lasceremo questo luogo per un altro. E se ascolteremo ancora una parola diversa, quell’ultimo viaggio sarà più buono. Tutti i profeti sono così, ma soprattutto Ezechiele. Lui è profeta che riceve la vocazione nell’esilio di Babilonia, durante la prova più grande del suo popolo, e dirà le sue parole più alte per mantenere vivi la promessa e il patto quando attorno tutto parlerà di dolore e di morte. La profezia è dono sempre, ma diventa bene essenziale quando la vita ci deporta in terre straniere, dopo che il grande sogno si è infranto, quando la speranza e la fede rischiano di spegnersi. Tanti, troppi esili restano disperati e sconsolati perché non riusciamo a viverli insieme ai profeti.

L’alba della mezzanotte/24 – Pesano di più le mutilazioni dell’anima che del corpo

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 01/10/2017

171001 Geremia 24 crop rid«Il dovere verso i prossimi non è confinato soltanto a coloro che vivono accanto a noi. A stabilire un vincolo tra il Samaritano e l'israelita ferito sono gli eventi stessi. Trovandosi in quella situazione, egli ha avuto accesso a una nuova prossimità. Nel nostro mondo sono ben pochi coloro che non possiamo ritenere prossimi a noi»

Amartya Sen, L’idea di giustizia

La laicità della Bibbia è qualcosa di molto serio ma sempre più lontano dalla nostra vita di credenti e di "laici"’. L’umanesimo biblico è prima di tutto un discorso sulla vita, su tutta la vita, soprattutto sulla vita umana. La Bibbia ci parla molto di Dio, ma non ci parla soltanto di Dio, perché ci parla soprattutto di noi. Perché, ci dice, che non c’è soltanto Dio nella vita: c’è la vita. Il Dio biblico sa ritrarsi, tacere, per lasciare spazio a noi. Alla nostra libertà e alla nostra responsabilità. Non è un monopolista della nostra vita, non vuole un culto continuo e perpetuo – questo lo cercano e ottengono soltanto gli idoli. Il Dio biblico è un liberatore, non ci libera dagli idoli per asservirci a sé – se lo facesse sarebbe l’idolo perfetto. Attiva processi, non occupa spazi, neanche quelli sacri, che frequenta poco, perché al tempio preferisce la piazza, la casa, la vigna. Ma soprattutto ama guardare quello che accade sotto il sole, seguirci con uno sguardo di speranza nell’esercizio pieno della nostra umanità. Si stupisce quando vede le nostre cattiverie, ma si stupisce ancora di più di fronte alla bellezza delle nostre azioni, davanti allo spettacolo mirabile della solidarietà e della fraternità, soprattutto di quelle solidarietà e fraternità meravigliose che iniziano nel cuore dei più poveri e degli scartati.

L'esilio e la promessa/6 - La nuova e vera festa è là dove non sembra esserci alcun "merito"

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 16/12/2018

Ezechiele 06 rid«E forse pace avremo
quando tutto sarà perduto
e inutili sentiremo le parole
e questi incontri che ci illudono.

Allora l'angoscia sarà
d'avere scoperto ― troppo tardi ―
questa smarrita esistenza …»

David Maria Turoldo, da O sensi miei

Le vigilie segnano il ritmo delle feste e della loro attesa. È il tempo nel quale il giorno diverso si prepara e matura, quando si forma e cresce il desiderio. I bambini sono i grandi esperti delle vigilie – dei compleanni, del primo giorno di scuola, della gita. Loro sanno che nel “villaggio” il sabato è un giorno bello perché sarà seguito da un giorno ancora più bello. Perché sanno che le feste sono vere, che non sono soltanto l’illusione di un desiderio strozzato nel momento in cui si compie, perché veri sono i genitori, i maestri, i compagni, perché sono veri i doni. È la verità della festa che rende veri il desiderio e l’attesa nella sua vigilia. Una innovazione del nostro tempo è l’invenzione di vigilie senza festa, perché nell’era delle feste scandite dal business ci restano solo le vigilie. Non sapendo, collettivamente, chi e che cosa festeggeremo veramente, restiamo in una successione continua di “sabati del villaggio”. Alla viglia di Natale seguirà la vigilia dei saldi, e poi quella di san Valentino, e così via per tutto l’anno, dove nuove vigilie ci faranno dimenticare la tristezza della festa negata. E l’anno volerà via velocissimo, perché derubato del tempo diverso della festa, che starebbe lì per farci gustare un boccone di eternità – anche se vivremo più anni dei nostri nonni, stiamo vivendo giorni molto più brevi dei loro.

L’alba della mezzanotte/2 - Oltre il mare della schiavitù, dove muoiono gli idoli

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il  30/04/2017

170430 geremia02«Quando portò al capezzale di Geremia la bevanda pronta, egli respirava tranquillamente nel sonno. “Poiché non mi è lecito nasconderlo al mondo, come potrei nasconderlo a te madre?” … “Che cosa nascondere?” (…). “Il Signore è stato presso di me... E la sua voce mi ha parlato. E la sua voce mi manda via di qui”. Gli occhi di Abi si riempirono di lacrime. Non piangeva perché il Signore era venuto a lui. Non doveva essere fiera fra tutte le donne di Giacobbe? E tuttavia il cuore di Abi di spezzava di dolore per l’elezione del figlio»

Franz Werfel, Ascoltare la voce

C’è un conflitto, una tensione radicale, tra i profeti e il potere. Per molte ragioni, ma soprattutto perché il profeta, per compito e vocazione, sa vedere la naturale tendenza di ogni potere, in primis di quello rivestito di una veste sacrale, a pervertirsi e trasformarsi in tirannia.

Idee - La philia e l’eros dell’antica Grecia acquistano una diversa ricchezza di significato alla luce dell’agape evangelica. Il libro di Pietro Del Soldà

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 09/04/2020

Uno degli effetti collaterali del covid19 è la ri–scoperta (o scoperta) della semantica dell’amicizia. Ci stiamo abituando a lezioni online, riunioni di lavoro via zoom, videochiamate, tesi di laurea online con il vestito buono e applauso dei genitori commossi e nascosti dietro la camera; ma ogni volta che terminiamo queste sessioni telematiche ci nasce, troppo spesso, una forte nostalgia per i nostri studenti, per i colleghi, per genitori e amici, per il bar dove andavamo per “consumare” prima la chiacchierata poi il caffé. Gli incontri che stanno continuando ad accadere in questa lunga quarantena non sono solo semplicemente incontri “virtuali” (parola che morirà con la fine della pandemia), sono comunque incontri ai quali mancano alcune dimensioni fondamentali, e tra queste il corpo. Ci sono voluti migliaia di anni per imparare a stare vicini a meno di un metro di distanza, a dare la mano allo sconosciuto per dirgli che su quella mano non c’era un pugnale, e poi ad abbracciare e baciare gli amici.

Oikonomia/9 - La vita è potente perché è promiscua, perché è grano e zizzania insieme

Pubblicato su Avvenire il 08/03/2020

"Osservo l’icona e dico dentro di me: – È Lei stessa – non la sua raffigurazione, ma Lei stessa. Come attraverso una finestra vedo la Madre di Dio, la Madre di Dio in persona, e Lei prego, faccia a faccia, non la sua raffigurazione."

Pavel A. Florenskij,Le porte regali: saggio sull’icona

I pellegrinaggi, le reliquie e le icone sono importanti fenomeni economici del Medioevo. La Riforma protestante ha favorito senza volerlo il passaggio dagli “oggetti di culto” al “culto degli oggetti” del capitalismo.

I pellegrinaggi medioevali sono un altro "luogo" dove il cristianesimo si è incontrato con lo spirito economico. Un fenomeno molto antico che riprende tradizioni precedenti aggiungendovi alcuni elementi tipici del cristianesimo. Quella di pellegrino era una condizione che accomunava ecclesiastici, nobili, poveri insieme a indebitati insolventi in fuga. Le vie dei pellegrini tracciarono le arterie commerciali della nuova Europa, punteggiate da locande e ostelli attorno ai quali nacquero nuovi villaggi, città e fiere. Sulle stesse Vie Francigena e Lauretana il viaggio del pellegrino si incontrava con quello dei mercanti: commercianti di merci e beni diversi e uguali, moventi simili e distanti, una biodiversità di cose e di motivazioni che ha generato l’Europa. 

L’alba della mezzanotte/21 – Verità della vita e salvezza s’incontrano in cammino

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 10/09/2017

170910 Geremia 21 2 rid«Anche se non la leggi, sei nella Bibbia»

E. Canetti,Il cuore segreto dell'orologio

Quando una comunità vive una crisi profonda, lunga e dall’esito incerto, ciò che veramente è in gioco è il nesso passato-futuro. Perché se è vero che è solo un buon futuro che rende benedizione il passato, lo riscatta e lo libera dalla trappola della nostalgia, è altrettanto vero che senza una buona storia di ieri da dire oggi non si hanno parole nuove per raccontare e raccontarci un domani buono e credibile. Le crisi individuali e collettive sono carestie di futuro e carestie di passato, perché è l’amicizia tra il passato e il futuro che rende bello e fecondo il presente, in ogni stagione della vita. Anche quando è prossimo il tramonto, e l’ombra del passato diventa lunghissima, i ricordi ci nutrono e ci accompagnano sempre, al presente non basta il solo passato, per quanto sia stato grande e stupendo. Dobbiamo attendere una nuova parola, di rivedere il volto di una figlia, che anche oggi verrà, o sperare di vedere, finalmente, quel volto di Dio custodito nel desiderio di tutta una vita. Per vivere bene il tempo della crisi è allora indispensabile avere un futuro entusiasmante che fiorisce da un presente riconciliato con un passato vissuto come dono e promessa, oltre le ferite, le delusioni, i fallimenti. È nella giusta reciprocità tra radici e gemme, tra bereshit ed eskaton, dove si trova veramente la possibilità di continuare a generare vita e futuro ora.

Siga-nos:

16-10-2019

O grito da Terra, o grito dos jovens empenhados nas “Fridays for future” e aquele mais subjugado...

A economia do dar

A economia do dar

Chiara Lubich

«Ao contrário da economia consumista, baseada numa cultura do ter, a economia de comunhão é economia da partilha...

Leia mais...

As tirinhas de Formy!

As tirinhas de Formy!

Conheces a mascote do site Edc?

O dado das empresas

O dado das empresas

A nova revolução para a pequena empresa.
Dobre! Jogue! Leia! Viva! Compartilhe! Experimente!

O dado das empresas agora também em português!

quem está online?

Temos 288 visitantes e Nenhum membro online

© 2008 - 2019 Economia di Comunione (EdC) - Movimento dei Focolari
creative commons Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons . Progetto grafico: Marco Riccardi - info@marcoriccardi.it

Please publish modules in offcanvas position.

Este site utiliza cookies, também de terceiros, para oferecer maiores vantagens de navegação. Fechando este banner você concorda com as nossas condições para o uso dos cookies.