C’è un modo in cui il Polo sa essere se stesso: quando nello stesso giorno, sotto lo stesso tetto, convivono momenti diversi che però respirano la stessa aria. È quello che è successo il 15 e 16 maggio, con la due giorni Oltre il profitto: due giornate su credito, giustizia e territorio.
fonte: Polo Lionello Bonfanti
Una serata per cominciare bene
Venerdì 15 sera, apericena e primo appuntamento de Il Cantastorie 2026, la stagione di reading teatrali promossa dall’Associazione Lionello Bonfanti ODV ETS, nata dal progetto GRIOT sviluppato insieme a The Economy of Francesco e Kaleidon.
In scena Noi Duo, l’attrice Emanuela Pantano e il musicista Valentino Borgo, con L’economia della spiga sospesa, tratto dal Libro di Rut. Un testo antico che parla di spigolatura, del diritto dei poveri a raccogliere ciò che resta nei campi, e che ha risuonato con precisione dentro i temi dell’intero weekend: credito, giustizia, territorio. Il formato, parola e musica dal vivo, non è né concerto né conferenza. È racconto. Ha preparato il terreno senza spiegare nulla.
Il via ufficiale al ventennale
Sabato 16 la giornata si è aperta con un peso specifico particolare. Con l’Assemblea dei soci E. di C. spa il Polo Lionello Bonfanti ha dato il via ufficiale alle celebrazioni per i suoi vent’anni. Un momento sobrio e partecipato, in cui la comunità dei soci si è ritrovata non solo per adempiere agli obblighi statutari, ma per prendere il testimone e guardare insieme alla direzione dei prossimi vent’anni. La festa grande arriverà in ottobre, con la Convention dei 20 anni. Ma questa assemblea aveva il sapore di un inizio consapevole.
In contemporanea, per chi non partecipava ai lavori, era visitabile la mostra multimediale SCiC, Mostra Multimediale dell’Economia Sociale, Civile e di Comunione.
Dalla terra al credito
Dopo un pranzo comunitario, il pomeriggio si è aperto con la conclusione del Corso di Alta Formazione in Dottrina Sociale della Chiesa “Da Leone a Leone”, giunto alla sua terza edizione. I corsisti hanno presentato le proprie tesi e le hanno discusse con Luigino Bruni, Antonio Maria Baggio e Beatrice Cerrino. Non una lezione, ma un confronto autentico tra chi ha studiato e chi ha insegnato, in cui le domande contavano quanto le risposte.
A seguire, la presentazione del volume “Quando il credito odorava di grano” (Ed. Ecra), curato da Luigino Bruni e Maria Beatrice Cerrino. Alcuni degli autori hanno raccontato i Monti Frumentari di cui si sono occupati: storie diverse, territori diversi, la stessa intuizione di fondo. Che il credito può avere il profumo del grano e la forma della cura reciproca.
Una ricerca che continua
A chiudere la giornata, la presentazione dei risultati della ricerca archivistica sui Monti Frumentari della Diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, promossa dalla Fondazione The Economy of Francesco con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, in collaborazione con le diocesi coinvolte, Federcasse ed E. di C. spa.
I ricercatori Antonio Ferretti e Alfonso Giuliani hanno raccontato cosa hanno trovato negli archivi parrocchiali delle due diocesi: una rete di microcredito solidale rimasta sepolta per secoli. Settanta Monti nella sola diocesi di Ascoli Piceno, molti ancora da identificare. Una storia, come scrive Bruni nell’introduzione al volume, ancora tutta da scrivere.
Quello che resta
Alla fine, quello che rimane è l’immagine di un luogo che sa tenere insieme cose diverse: un’assemblea di soci e un reading teatrale, la storia dei Monti Frumentari e le tesi di un corso di alta formazione, il passato e il futuro. Non è poco.









