Meritocrazia

A un certo punto nella civiltà occidentale è apparsa un’idea nuova e imprevedibile: una società meritocratica era finalmente possibile e questa era la business community

di Luigino Bruni

pubblicato su Corriere Buone Notizie il 19/12/2019

La meritocrazia è oggi la legittimazione etica della diseguaglianza. Nel XX secolo, in Europa, abbiamo combattuto la diseguaglianza come un male; nel XXI secolo, è bastato cambiarle nome (meritocrazia) per trasformare la diseguaglianza da vizio a virtù pubblica. Destino bizzarro, se si pensa che la meritocrazia è stata ed è presentata come una lotta alla diseguaglianza - per questo la bizzarria che i fanatici della meritocrazia siano persone che in buona fede vorrebbero una società migliore e più giusta.

I Commenti de "Il Sole 24 Ore" - Mind the Economy, la serie di articoli di Vittorio Pelligra sul Sole 24 ore

di Vittorio Pelligra

pubblicato su Il Sole 24 ore del 13/09/2020

Di meritocrazia, si parlava, o meglio, di “retorica della meritocrazia”, del “mito”, della “trappola”. E se ne parlava, nel “Mind the Economy” della settimana scorsa, nell'ambito di una riflessione avviata mesi fa, intorno al ruolo del lavoro, al suo significato, ai suoi modi e mezzi che cambiano, alla sua possibilità sempre più critica di diventare attività generatrice di senso per le nostre vite. E in questo discorso, naturalmente, la questione della meritocrazia diventa, se non centrale, di sicuro non marginale, perché non marginale è riflettere sui meccanismi che una società si dà per cercare di favorire la migliore corrispondenza possibile tra aspirazioni, motivazioni, talenti e vocazioni dei suoi membri, da una parte e occupazioni, mansioni e lavori a loro riservati, dall'altra.

I Commenti de "Il Sole 24 Ore" - Mind the Economy, la serie di articoli di Vittorio Pelligra sul Sole 24 ore

di Vittorio Pelligra

pubblicato su Il Sole 24 ore del 06/09/2020

La meritocrazia è una distopia. Nel senso più stretto ed etimologico del termine. Quando Michael Young, nel 1958 pubblicò, non senza difficoltà, il suo “The Rise of the Meritocracy”, nelle intenzioni dell'autore il racconto doveva rappresentare l'evoluzione dell'Inghilterra del 2034, una società nella quale la tradizionale divisione in classi della popolazione veniva sostituita con una divisione basata sul merito, definito dalla combinazione di intelligenza e impegno.

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