Crisi economica

Dietro ai problemi della finanza mondiale bisogna ridefinire la democrazie e il capitalismo

di Luigino Bruni

pubblicato suCittà Nuova n. 18/2011 il 25/9/2011

Giochi_in_borsa_ridDietro le crisi si nascondono spesso cose importanti, molte delle quali invisibili agli occhi di chi non sa vedere oltre le apparenze. Anche questa crisi economica, politica e sociale copre sfide di grande rilevanza per il futuro dell’Italia, dell’Europa e del capitalismo. 

Innanzitutto, al di sotto degli alti e bassi dei listini di borsa, è in gioco il significato e il ruolo della democrazia nell’età della globalizzazione. Questa crisi, infatti, è il primo infarto dell’era della globalizzazione. I mercati da un paio di decenni ragionano e si muovono su scala mondiale, con geografia e tempi che non sono più quelli della democrazia e della politica.

Democrazia e capitalismo ultra-finanziario vengono rimessi in gioco dai grandi sommovimenti globali di questi ultimi mesi. Serve un nuovo tipo di cittadino. Responsabile e attivo.

di Luigino Bruni

pubblicato su Cittanuova.it il 07/09/2011

Quotazioni_borsaDietro le crisi di questi tempi si nascondono cose importanti, forse troppo importanti perché se ne parli nei grandi media.
 
Innanzitutto c’è in gioco il significato e il ruolo della democrazia nell’età della globalizzazione. Questa crisi, infatti, è la prima grande crisi dell’economia e della finanza nell’era della globalizzazione: i mercati ormai da un paio di decenni ragionano e si muovono su scala mondiale, e con tempi rapidissimi. È il mondo lo scenario della nuova economia finanziaria, mentre la politica e la democrazia hanno come orizzonte ancora gli Stati Nazione (è anche questa una delle cause di fragilità dell’Europa). La logica dei governi degli Stati è ancora quella pre-globalizzazione, dove i partiti competono per ottenere il consenso attraverso il voto.

La bufera richiede una nuova Bretton Woods

di Luigino Bruni
pubblicato su www.piuvoce.net

L’economia è antica quanto l’uomo e la donna: ha a che fare con la gestione della casa, e delle risorse scarse. La banca e la finanza, invece, sono delle “invenzioni” molto più recenti: la banca nasce nel Medioevo, e la finanza nel Seicento quando vengono inventate le borse e le banche centrali. Fino a fine Ottocento la finanza e la banca sono state grandi alleate dell’economia reale, ma nel Novecento la finanza si è sempre più distinta dall’economia, ed è nato il cosiddetto “capitalismo finanziario”, un sistema economico incentrato sulla finanza e non sulla produzione.

Contro la crisi

di Luigino Bruni

pubblicato su Famiglia Cristiana del 21/08/2011

Logo_Famiglia_CristianaOrmai è evidente che il sistema capitalistico sta vivendo la sua crisi più grave: ciò che questa “seconda ondata” sta mostrando è che non si tratta solo di un fallimento dei mercati finanziari (come si pensava nel 2008-2009), né solo di una fase naturale di recessione del ciclo economico. Oggi è in gioco la natura stessa del capitalismo che abbiamo messo in piedi negli ultimi decenni. Un capitalismo che è cresciuto facendo leva su un  enorme debito, privato e pubblico, divenuto insostenibile.

La crisi greca è stata la prima smagliatura di un abito che sembrava di lusso: cercando di sistemare quell’orlo periferico ci siamo accorti che  tirando via quel filo ci siamo ritrovati con un gomitolo in mano, poiché via via si smagliava l’intera trama del tessuto (il sistema economico globale).

Perché tutto il mondo è a rischio default? Perché anche gli stati “ricchi” sono finiti nella bolla? Qual è il vero ruolo della speculazione? Perché nessuno se ne è accorto prima che fosse troppo tardi? E quali sono le mosse da mettere in campo per uscire dall’assedio? Un economista non allineato risponde alle domande che tutti oggi ci facciamo.

di Luigino Bruni

pubblicato su Vitail 2/09/2011

Logo_Vita

Quali sono le vere origini di questa crisi?

Per capire quello che stiamo vivendo in queste settimane dobbiamo tenere presente questo dato: oggi il volume annuo dei titoli scambiati nei mercati finanziari supera di gran lunga (tra le 8 e le 10 volte) il Pil mondiale, un volume che negli ultimi 15 anni è aumentato di oltre 40 volte.

Si comprende come dietro gli allarmi dei mercati e delle borse ci sia un invito, forse un grido, ad un cambiamento serio degli stili di vita.

di Luigino Bruni

pubblicato su: Cittanuova.it il 23/11/2010

Banca_dIrlandaLa crisi finanziaria dell’Irlanda, che segue quella della Grecia, non fa che ricordarci che l’Occidente è troppo indebitato. Il salvataggio di molte banche e imprese dello scorso anno, in seguito alla crisi, ha comportato soprattutto uno spostamento dei debiti dal settore privato al settore pubblico. 

Pierluigi Porta è ordinario di Economia Politica all'Università Milano Bicocca. La Storia del Pensiero Economico è uno dei suoi ambiti di ricerca preferenziali. Da qui parte la sua riflessione.

di Pier Luigi Porta

Pierluigi_PortaL’intervento di Luigino Bruni sulla presente crisi riveste grande importanza. Siamo in presenza di una riflessione seria, da parte di un giovane economista di livello internazionale, su quel che è andato storto (oltre che in materia di politica economica) anche proprio a partire dallo sviluppo dell’insegnamento e dalla ricerca in economia politica.  

Ecco come Luigino Bruni, economista all’Università Bicocca di Milano e all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, ha usato il suo dizionario economico sabato 9 giugno alla Gazzera (Mestre).

di Fabio Poles

pubblicato su Gente Veneta il 16/06/2012

Logo_GVonline

Crisi. Ogni crisi è sempre ambivalente, ne puoi uscire peggiore o migliore. Incattivito o migliorato. Possiamo uscirne più sobri, meno inquinatori, meno soli. Il mondo va guardato con positività. Questo travaglio che stiamo vivendo è un travaglio da iperconsumo che ha portato problemi.

Dopo sette anni di «distrazione» seguiti all’11 settembre, ci accorgiamo che c’erano un’altra «guerra» e un’altra «sicurezza» non meno gravi da affrontare

di Luigino Bruni

pubblicato su www.missionline.org

Ciò che l'attuale crisi finanziaria sta mostrando è la radicale vulnerabilità del capitalismo di terza generazione. Le crisi come questa sono la regola, non l'eccezione del capitalismo finanziario, soprattutto oggi quando la globalizzazione amplifica gli effetti. Instabilità e fragilità sono l'altra faccia di un modello di sviluppo che consente ai cento dollari di reddito reale di diventare mille e oltre, senza alcun rapporto tra quel denaro e il lavoro umano.

Quest’anno è esplosa la prima grande crisi dell’economia globalizzata, che ci ha detto che una certa stagione del capitalismo ha esaurito la sua capacità generativa

di Luigino Bruni

pubblicato su: Città Nuova n.24/2011 del 25/12/2011

Borsa_Francoforte_ridQuest’anno è esplosa la prima grande crisi dell’economia globalizzata, che ci ha detto che una certa stagione del capitalismo, quello individualistico-finanziario, ha esaurito la sua capacità generativa e innovativa, e quindi deve presto evolvere. La finanza creativa e innovativa ha consentito all’Occidente industrializzato (in pratica Usa ed Europa) di alzare il suo tenore di vita nonostante negli ultimi venti anni la sua economia reale fosse entrata in profonda crisi, a causa della legittima crescita di Cina, Brasile, India.

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