Asimmetrie informative

I Commenti de "Il Sole 24 Ore" - Mind the Economy, la serie di articoli di Vittorio Pelligra sul Sole 24 ore

di Vittorio Pelligra

pubblicato su Il Sole 24 ore del 14/11/2021

Micheal Spence era un giovane studente di dottorato ad Harvard quando lesse per la prima volta, dietro consiglio di uno dei suoi professori, l'articolo di George Akerlof sulle asimmetrie informative e il mercato dei “lemons”. “Fu elettrizzante - racconta Spence – era un'analisi meravigliosamente chiara e plausibile del funzionamento di un mercato con informazioni incomplete e distribuite in modo asimmetrico”. Fu la lettura di quel singolo studio, assieme ai dubbi che Spence già aveva maturato autonomamente circa le conseguenze dell'informazione incompleta nel mercato del lavoro, a far nascere un nuovo ambito di ricerca, la teoria della segnalazione, per la quale, trent'anni dopo, quel giovane dottorando verrà insignito del premio Nobel per l'economia, assieme allo stesso Akerlof e a Joseph Stiglitz.

I Commenti de "Il Sole 24 Ore" - Mind the Economy, la serie di articoli di Vittorio Pelligra sul Sole 24 ore

di Vittorio Pelligra

pubblicato su Il Sole 24 ore del 24/10/2021

La logica della selezione avversa porta alla paralisi dei mercati. Nell’esempio preferito del premio Nobel George Akerlof, quando un potenziale acquirente va alla ricerca di un’auto usata le informazioni rispetto alla qualità dell’auto stessa saranno distribuite, tra lui e il venditore, in maniera asimmetrica. Il proprietario conosce tutti i particolari della vita dell’auto: reale chilometraggio, manutenzione, incidenti, difetti e pregi, insomma, che sono valutabili dal potenziale acquirente solo in maniera imperfetta.

I Commenti de "Il Sole 24 Ore" - Mind the Economy, la serie di articoli di Vittorio Pelligra sul Sole 24 ore

di Vittorio Pelligra

pubblicato su Il Sole 24 ore del 03/01/2022

 “La reputazione, la reputazione. Ho perso la mia reputazione, ho perso la parte immortale di me”, fa dire il Bardo ad un disperato Cassio nel II atto dell'Otello. Ciò che io penso che gli altri pensino di me, ecco cos'è la reputazione. Ma la reputazione non è solo un'opinione sulle opinioni degli altri, è un'opinione ripetuta e pubblica, che circola e si diffonde, che ci definisce nell'ambito della nostra storia sociale, della nostra rete di relazioni. “La vita sociale – infatti, sostiene la filosofa Gloria Origgiè la traccia informazionale di chi siamo: tutte le nostre interazioni sono informazioni che si accumulano su di noi” (“La reputazione. Chi dice che cosa di chi”, Università Bocconi Editore, 2016).

I Commenti de "Il Sole 24 Ore" - Mind the Economy, la serie di articoli di Vittorio Pelligra sul Sole 24 ore

di Vittorio Pelligra

pubblicato su Il Sole 24 ore del 26/12/2021

Il rischio di azzardo morale sorge ogniqualvolta, tra due parti, un'asimmetria informativa caratterizza un rapporto potenzialmente conflittuale. La relazione tra manager e azionisti è, forse, l'esempio più chiaro. Il solo parziale allineamento degli interessi tra proprietà e gestione dell'impresa e l’ampio spazio di discrezionalità di cui godono i manager in virtù della delega ricevuta può indurre questi ultimi a scelte che vanno nel loro interesse ma che non sempre proteggono quelli degli azionisti. Oltre alle forme di controllo interno, contratti condizionali e altre forme di incentivi contingenti, questo rapporto può essere influenzato da meccanismi di controllo esterno che, esercitando pressione sui manager, li spingono ad operare per il bene dell'impresa, mitigando in questo modo il rischio di azzardo morale.

I Commenti de "Il Sole 24 Ore" - Mind the Economy, la serie di articoli di Vittorio Pelligra sul Sole 24 ore

di Vittorio Pelligra

pubblicato su Il Sole 24 ore del 31/10/2021

È il marzo 2015 quando il Ministero della Salute rende noti i risultati di una indagine su «Il fenomeno della medicina difensiva: costi, ragioni, strategie di contrasto». Emerge un quadro sconcertante: «Atteggiamenti di medicina difensiva “positiva” e “negativa” - si legge - sono diffusi in maniera preoccupante tra gli operatori, nel tentativo di minimizzare il rischio di contenziosi legali futuri». Le pratiche di medicina difensiva «positiva» sono tutte quelle attività non tanto orientate alla protezione della salute del paziente ma, piuttosto, alla minimizzazione della probabilità di una causa legale da parte del paziente, o dei suoi congiunti, verso il medico curante. La medicina difensiva «passiva», invece, ha a che fare con tutti quei casi che presentano alti rischi di esiti nefasti e che, per questo, i medici preferiscono non trattare per allontanare da sé l'alto rischio di cause e contenziosi legali.

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