Più grandi della colpa

Recensione del libro di Luigino Bruni: “Il mercato e il dono”, Egea Editore, 2015

di Enrico Fontana

pubblicato su L’Unità il 20/12/2015

Il mercato e il dono ridHa ancora un senso parlare di dono in un’economia che sembra essere letteralmente accecata dal profitto? E che spazio rimane alla gratuità nelle nostre relazioni? Complice il Natale, le domande con cui si apre il libro di Luigino Bruni “Il mercato e il dono” possono aiutarci a riflettere su quelli che l’autore chiama “gli spiriti del capitalismo”. E magari a scoprire le radici, culturali e persino religiose, di quelle distorsioni che rendono così difficile oggi immaginare un futuro di benessere e felicità.

Più grandi della colpa/18 - I carnefici umiliano negando la dignità del nome

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 20/05/2018

Piu grandi della colpa 18 rid«La relazione Io-Tu consiste nel porsi di fronte a un essere esterno, cioè radicalmente altro, e nel riconoscerlo come tale. Questo riconoscimento dell’alterità non consiste nel farsi un’idea dell’alterità. Non si tratta di pensare l’altro, né di pensarlo come altro, ma di rivolgersi a lui, di dirgli Tu»

Emanuel Lévinas Martin Buber

Il dialogo è il filo che tesse le nostre relazioni sociali buone e feconde. Ascoltare e dire, silenzio e parola, frasi e gesti, sono la grammatica del reciproco attraversamento (dia) della parola (logos). Dialogare è lasciarsi attraversare dall’altro mentre gli chiediamo il permesso di farsi attraversare dalla nostra parola. Attraversare è un verbo di moto, che evoca tempo e spazio, luoghi, nomi, carne, è sempre creazione di novità.

L'esilio e la promessa/7 - Non nei “centri” dei potenti falsi profeti, ma nelle periferie e tra gli ultimi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 23/12/2018

Ezechiele 07 rid«Io ti supplico: Dio, mio sognatore, continua a sognarmi»

J. L. Borges, Storia della notte

La Bibbia è narrazione di migrazioni, di esili, di popoli nomadi e di tende mobili, è la stupenda storia di un arameo errante che insegue una voce dentro un orizzonte infinito. In un villaggio di esuli nei pressi di Babilonia, per ordine di YHWH, la profezia prese la forma del migrante, e l’homo migrans divenne parola biblica nella carne di uno dei profeti più grandi. E vi è rimasta per sempre. In Ezechiele, profeta povero e esiliato, sacerdote senza tempio di un Dio sconfitto, ogni emigrato della terra può leggere la propria storia, può pregare con le sue parole se ha esaurito le proprie, può sentirlo compagno di bagaglio e di fughe notturne per terra e per mare, sotto lo stesso velo che oscura gli occhi per non morire di dolore.

Più grandi della colpa/21 - Non c’è retorica che tenga: ogni guerra è fratricidio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 10/06/2018

Piu grandi della colpa 21 rid«Rabbi Pinchas disse: "Chi dice che le parole degli Insegnamenti sono una cosa a sé e le parole del mondo un’altra cosa a sé, sarà chiamato un negatore di Dio".»

Martin Buber Storie e leggende chassidiche

Quando ero ragazzo, nel mio paese per dire persona umana si diceva cristiano (anzi: cristià, in dialetto ascolano). Per molto tempo ho pensato che "cristiani" fosse il nome degli esseri umani. Non la sentivo una parola religiosa, e la maggior parte della mia gente la usava senza sapere che quel termine così comune era nato dalla religione. I cristiani erano gli uomini, le cristiane erano le donne.

Una rilettura di Isaia

Dialoghi della notte copertina rid 400Luigino Bruni

Dehoniane,
Collana P6 - Lapislazzuli
Bologna, maggio 2018
EAN: 9788810559277
acquista su Dehoniane

Custodito da millenni nel cuore della Bibbia, il libro del profeta Isaia è un esercizio prezioso per cominciare o ricominciare a sperare dopo le distruzioni, le rovine, i lutti e le false consolazioni. Per affrancarsi dai sacrifici inutili e sciocchi, per sgomberare il campo dall’idea errata di un Dio affamato di sacrifici, che agisce dentro la logica economica del dare e dell’avere.

Economia e virtù nel tempo delle crisi

Fidarsi di uno sconosciuto 450Luigino Bruni

Dehoniane, Bologna, 2015
Collana "P9 - Lampi"

Acquista su Dehoniane

Perché dovrei fidarmi di uno sconosciuto? A questa domanda fondamentale di ogni economia di mercato si potrebbe rispondere che la storia degli scambi e dei commerci ha lungamente beneficiato della fiducia e della giustizia e che nel tempo delle crisi anche tutte le altre virtù – dalla speranza alla prudenza, dalla fortezza alla temperanza – hanno svolto e svolgono un ruolo importante. La spersonalizzazione delle relazioni economiche dipende in larga parte da un sistema finanziario lontanissimo e indipendente dai rapporti umani di fiducia, retto sulla ricerca del massimo tornaconto dei proprietari delle grandi banche, delle assicurazioni e delle imprese multinazionali.

L'esilio e la promessa/6 - La nuova e vera festa è là dove non sembra esserci alcun "merito"

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 16/12/2018

Ezechiele 06 rid«E forse pace avremo
quando tutto sarà perduto
e inutili sentiremo le parole
e questi incontri che ci illudono.

Allora l'angoscia sarà
d'avere scoperto ― troppo tardi ―
questa smarrita esistenza …»

David Maria Turoldo, da O sensi miei

Le vigilie segnano il ritmo delle feste e della loro attesa. È il tempo nel quale il giorno diverso si prepara e matura, quando si forma e cresce il desiderio. I bambini sono i grandi esperti delle vigilie – dei compleanni, del primo giorno di scuola, della gita. Loro sanno che nel “villaggio” il sabato è un giorno bello perché sarà seguito da un giorno ancora più bello. Perché sanno che le feste sono vere, che non sono soltanto l’illusione di un desiderio strozzato nel momento in cui si compie, perché veri sono i genitori, i maestri, i compagni, perché sono veri i doni. È la verità della festa che rende veri il desiderio e l’attesa nella sua vigilia. Una innovazione del nostro tempo è l’invenzione di vigilie senza festa, perché nell’era delle feste scandite dal business ci restano solo le vigilie. Non sapendo, collettivamente, chi e che cosa festeggeremo veramente, restiamo in una successione continua di “sabati del villaggio”. Alla viglia di Natale seguirà la vigilia dei saldi, e poi quella di san Valentino, e così via per tutto l’anno, dove nuove vigilie ci faranno dimenticare la tristezza della festa negata. E l’anno volerà via velocissimo, perché derubato del tempo diverso della festa, che starebbe lì per farci gustare un boccone di eternità – anche se vivremo più anni dei nostri nonni, stiamo vivendo giorni molto più brevi dei loro.

Più grandi della colpa/19 - Le parole vere di scartati e scartate salvano anche Dio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 27/05/2018

Piu grandi della colpa 19 rid«Fu per grazia di Dio, e non per i suoi meriti, che Noè trovò nell’arca un riparo dalla furia travolgente delle acque. Pur essendo migliore dei suoi contemporanei, non avrebbe meritato che per lui si compissero miracoli»

Louis Ginzberg Le leggende degli ebrei

È stata la religione a inventare l’homo oeconomicus, molto prima che lo reinventasse l’economia. Il primo partner commerciale degli uomini è stato Dio, perché l’economia nei mercati è stata un’estensione dell’economia nella sfera religiosa. Le prime monete che l’umanità ha conosciuto sono state capre, montoni, agnelli, qualche volta anche bambini e vergini, con le quali gli uomini pagavano i loro dèi, in genere per indebitarli o, qualche volta, per ridurre il debito originario da cui le comunità si sentivano schiacciate.

Più grandi della colpa/15 - Il mestiere di vivere s'impara gustando le piccole paci

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 29/04/2018

Piu grandi della colpa 15 rid«Dio è l’altro per eccellenza, l’altro in quanto altro, l’assolutamente altro, e tuttavia solo da me dipende l’accordo con questo Dio. Lo strumento del perdono è nelle mie mani. Invece il prossimo, mio fratello, è in certo senso più altro di Dio: per ottenere il suo perdono devo riuscire ad ottenere che egli si plachi. E se rifiuta? Essendo in due, tutto è messo a repentaglio. L’altro può rifiutarmi il perdono e lasciarmi per sempre imperdonato»

Emanuel Levinas, Quattro letture talmudiche

Ogni giorno milioni di persone fanno e dicono cose cattive e, poco dopo o poco prima, dicono e fanno sinceramente cose buone. Perché l’intreccio di cattiveria e bontà è semplicemente la condizione umana. La Bibbia conosce molto bene questo mistero ambivalente della persona, forse il mistero più grande. Possiamo incattivirci, smarrirci, perdere il filo d’oro della vita, ma fino all’ultimo fiato siamo ancora capaci di bontà, perché fatti immagine e somiglianza di una danza infinita d’amore reciproco, che nessun peccato riesce a fermare. Caino ha ucciso suo fratello Abele, ma non ha ucciso l’Adam, il primo (e ultimo) uomo. E mentre Caino continua ad uccidere Abele, l’Adam continua, testardo, a risorgerlo, ogni giorno. Nessuna cattiveria del fratricida che alberga dentro di noi è capace di distruggere quell’impronta originaria di bene incisa più in profondità nel nostro essere. In questo senso, il male può essere banale, il bene mai. Il male ha una sua resilienza, che può essere anche molto grande, ma è sempre più piccola della resilienza del bene. Ed è questo bene che resiste, testardo, che ci fa più belli delle nostre molte colpe. Sta qui il radicale ottimismo antropologico della Bibbia, che ha salvato l’Occidente dopo e dentro i suoi peccati più efferati - e che continua a salvarci.

Più grandi della colpa/17 - Le vie di Saul sono infine polverose, come le nostre

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 13/05/2018

samuele 17 210x300«Saul: Oh figli miei!... — Fui padre. —
Eccoti solo, o re; non un ti resta
dei tanti amici, o servi tuoi.
— Sei paga,
d’inesorabil Dio terribil ira?»

Vittorio Alfieri, Saul

In ogni lettura autentica, il lettore ha una parte attiva e creativa. Non è spettatore delle storie che legge, ma co-sceneggiatore e attore. In quella forma speciale di lettura che è la lettura biblica, poi, chi legge riceve la misteriosa ma reale facoltà di trasformare i personaggi in persone, che, come tutte le persone vive, crescono, cambiano, si muovono, fanno incontri inattesi. Accade allora che le persone bibliche inizino a interagire tra di esse, a comporre trame relazionali diverse da quelle pensate e volute dal loro primo autore. E così la negromante di Endor diventa amica del padre del figliol prodigo, Geremia si scopre fratello di Davide, e Saul diventa compagno di strada e di sventura di Giobbe, come lui gettato sul mucchio di letame, da un Dio che vuole (Saul) o permette (Giobbe) la loro sventura. Entrambi, Saul e Giobbe, colpiti da pene divine più grandi della loro (possibile) colpa, tutti e due avvolti dal silenzio di un Dio muto, che per loro non ha parole di vita – forse perché, semplicemente, attende le nostre.

Più grandi della colpa/12 - Il mestiere di vivere s’impara mettendosi in cammino

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 08/04/2018

Piu grandi della colpa 12 rid«Da bambino, mi è capitato di guardare con simpatia e rispetto infinito il volto mezzo avvizzito di una donna su cui era come se ci fosse scritto: "di qui sono passate la vita e la realtà." Eppure viviamo, e c’è in questo qualcosa di meraviglioso. Chiamalo pure Dio, natura umana o come vuoi, ma c’è qualcosa che non so definire in un sistema anche se è molto vivo e vero, e questo per me è Dio»

Vincent Van Gogh, Lettere, 179, 193

Quando una vocazione è vera e cresce bene, agli "osanna" della folla segue puntuale il tempo della passione. Un periodo sempre cruciale, quando il disegno e il compito di quella persona iniziano a svelarsi con maggiore chiarezza, perché lo sfondo buio degli eventi ne fa risaltare i contorni luminosi. Così Davide, dopo il primo successo alla corte e nel cuore di Saul, la vittoria con Golia, il canto di gloria della donne («Saul ne ha vinti mille, Davide diecimila»), si ritrova ora costretto a fuggire e a nascondersi, perché Saul lo vuole uccidere. Il testo allora ce lo mostra fuggiasco e nomade di città in città, in continuo pericolo di vita, senza fissa dimora, vulnerabile e povero. Come Abramo, come Mosè, come Maria e Giuseppe. Anche lui arameo errante, anche lui in cerca di benevolenza e di ospitalità; come noi, come tutti, che dal giorno in cui veniamo alla luce diventiamo mendicanti di una mano buona che ci accolga e ci ospiti, e non smettiamo più di cercarla, fino alla fine.

Più grandi della colpa/12 - Il mestiere di vivere s’impara mettendosi in cammino

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 08/04/2018

Piu grandi della colpa 12 rid«Da bambino, mi è capitato di guardare con simpatia e rispetto infinito il volto mezzo avvizzito di una donna su cui era come se ci fosse scritto: "di qui sono passate la vita e la realtà." Eppure viviamo, e c’è in questo qualcosa di meraviglioso. Chiamalo pure Dio, natura umana o come vuoi, ma c’è qualcosa che non so definire in un sistema anche se è molto vivo e vero, e questo per me è Dio»

Vincent Van Gogh, Lettere, 179, 193

Quando una vocazione è vera e cresce bene, agli "osanna" della folla segue puntuale il tempo della passione. Un periodo sempre cruciale, quando il disegno e il compito di quella persona iniziano a svelarsi con maggiore chiarezza, perché lo sfondo buio degli eventi ne fa risaltare i contorni luminosi. Così Davide, dopo il primo successo alla corte e nel cuore di Saul, la vittoria con Golia, il canto di gloria della donne («Saul ne ha vinti mille, Davide diecimila»), si ritrova ora costretto a fuggire e a nascondersi, perché Saul lo vuole uccidere. Il testo allora ce lo mostra fuggiasco e nomade di città in città, in continuo pericolo di vita, senza fissa dimora, vulnerabile e povero. Come Abramo, come Mosè, come Maria e Giuseppe. Anche lui arameo errante, anche lui in cerca di benevolenza e di ospitalità; come noi, come tutti, che dal giorno in cui veniamo alla luce diventiamo mendicanti di una mano buona che ci accolga e ci ospiti, e non smettiamo più di cercarla, fino alla fine.

L'esilio e la promessa/5 - Mestiere del profeta è pure la "seconda preghiera"

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 09/12/2018

Ezechiele 05 rid«La maldicenza uccide tre persone: colui che la diffonde, colui che l’ascolta e colui di cui si parla; ma chi l’ascolta ancor più di colui che la diffonde»

Mosé Maimonide, Norme di vita morale

Le religioni e le fedi sono anche luoghi di soddisfazione dei bisogni umani, perché nessuna religione ha trascurato la dimensione materiale e corporea della vita. Pesci, pane, manna, quaglie, acqua, focacce, schiacciate d’uva: la Bibbia potrebbe anche essere letta come una storia del cibo, della convivialità, dei beni. La terra promessa è una terra dove scorrono latte e miele. Ma anche per questa loro dimensione concreta e intera, le fedi hanno una tendenza intrinseca a rimpicciolirsi e ridursi a un mercato dove ogni bene domandato incontra la sua offerta pagando il relativo prezzo, trasformandosi così in idolatrie o magie. La preghiera autentica può vivere e crescere solo dentro un incontro di gratuità. La provvidenza non si compra, arriva come eccedenza sopra il nostro piccolo registro contrattuale. Il Dio biblico è il Dio del Patto, dove il vero bene offerto è una prossimità, una presenza. Come nelle comunità, che soddisfano bisogni essenziali (la sicurezza affettiva, il calore, anche bisogni concreti ed economici) se ciascuno sa attingere a una interiorità più profonda dei bisogni, dove si genera la parte più intima e bella delle comunità. I profeti sono gelosi custodi di questa bellezza più grande, che sa convivere con una indigenza che nutre il sogno e il bisogno di Dio.

Note a margine del nostro capitalismo

La felicita e troppo poco 450Luigino Bruni

Pacini Editore, Firenze, 2017
Collana: Tracciati
Acquista su Pacini Editore

“La felicità è troppo poco” può essere considerato una serie di note a piè di pagina al “libro” che sta scrivendo il capitalismo del nostro tempo. Note tratte da un ampio lavoro di riflessione qui offerto con uno stile accessibile a un vasto pubblico e rivolte in particolare a chi vuole approfondire il processo di evoluzione e i radicali cambiamenti subiti dalla nostra società, oggi profondamente diversa rispetto a quella capitalista del XX secolo.

Dieci parole per un'economia umana

La foresta e l albero 416Luigino Bruni

Vita e Pensiero,
collana Punti
Milano, Aprile 2016
ISBN     9788834331514
acquista su Vita e Pensiero

Merito, efficienza, competizione, leadership, innovazione… Sono parole che appartengono al lessico economico, ma che hanno ormai valicato i confini del mondo del lavoro e della produzione per occupare tutti gli ambiti della vita.

Più grandi della colpa/13 - Non uccidere, salvare il nome, tagliare il lembo del mantello

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 15/04/2018

Piu grandi della colpa 13 rid«Caro male,
non ti chiedo ragioni
è questa la legge dell’ospitalità…
ti do riparo
proprio a te che mi scoperchi.
Non ti voglio bene male
ti so sapiente ti tengo d’occhio
e nido sono
di te che mi assapori
e poi sputi il nocciolo
»

Chandra Livia Candiani, Fatti vivo

Le forme del conflitto sono molte. Ogni epoca ne aggiunge di nuove, lasciando inalterate quelle ricevute in eredità. Anche la Bibbia ne conosce diverse. Il conflitto tra Caino e Abele, dove una frustrazione verticale (tra Caino e Dio che rifiutava le sue offerte) diventa violenza orizzontale (verso Abele). Il conflitto tra i fratelli maggiori e Giuseppe, dove l’invidia produce l’eliminazione dell’invidiato, venduto ai cammellieri in viaggio verso l’Egitto. O quello tra Abramo e suo nipote Lot, dovuta all’abbondanza di risorse in uno spazio comune troppo piccolo, che viene risolto per separazione, grazie alla generosità di Abramo che lascia a Lot la scelta della terra (“Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra”: Genesi 13,9).

Più grandi della colpa/11 - L’amore è uno, ma gli amori sono molti: eros, philia, agape…

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 01/04/2018

Piu grandi della colpa 11 B rid«Pietro, tu mi ami [agape]? – Si, Signore, ti amo [philia].
Pietro, tu mi ami [agape]? – Si, Signore, ti amo [philia].
Pietro, tu mi ami [philia]?»

Vangelo di Giovanni 21,15-17

L’amore è uno, ma gli amori sono molti. Amiamo molte persone e molte cose, siamo amati da molti, in modi diversi. Amiamo i genitori, i figli, le fidanzate e le mogli, fratelli e sorelle, maestre, nonni e cugini, poeti e artisti. E amiamo, molto, gli amici e le amiche. L’amore umano non si limita agli esseri umani. Raggiunge gli animali, tocca la natura intera, sfiora Dio. Il mondo greco, per dire amore aveva due parole principali, eros e philia, che non esaurivano le sue molte forme, ma che offrivano un registro semantico più ricco del nostro per declinare questa parola fondamentale della vita. Un lessico che era capace di distinguere il ‘ti voglio bene’ detto alla donna amata dal ‘ti voglio bene detto’ ad un amico, e allo stesso tempo riconoscere che il secondo non era né inferiore né meno vero del primo.

Più grandi della colpa/14 - Ricucire, risanare, agire tempestivamente fa la pace

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 22/04/2018

Piu grandi della colpa 14 rid«Noi vediamo i beni come un mezzo, come fili di un velo che maschera le relazioni sottostanti. L’attenzione si rivolge al flusso degli scambi, di cui però i beni marcano soltanto la trama.»

Mary Douglas, Il mondo delle cose

Il dono è una parola grande, e quindi è una parola ambivalente. Perché se non fosse ambivalente non sarebbe grande, come grandi e ambivalenti sono l’amore, la religione, la comunità, la vita, la morte. La "capacità di donare e di accogliere doni" è una possibile definizione della natura umana, perché dono dice libertà, autonomia, dignità, bellezza. I doni ricevuti e fatti segnano le tappe decisive della vita nostra e di quella di chi amiamo, dal primo dono della vita fino all’ultimo, quando ridoneremo centuplicato quel primo dono, e forse solo in quel momento ne capiremo tutto il suo valore – e anche il valore e il senso di quell’ultimo dono che stiamo facendo.

Più grandi della colpa/20 - L’umanesimo biblico è un’infinita educazione alla libertà

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 03/06/2018

Piu grandi della colpa 20 rid«Se il tuo cuore non vorrà ritornare
non avere più passione
se non vorrà soffrire,
Senza fare progetti su ciò che sarà
il mio cuore può amare per tutti e due»

Luisa Sobral, Amar pelos dois

Quando si cerca di rispondere ad una vocazione, l’esistenza si muove tra il ricordo di una grande liberazione e l’attesa del compimento di una grande promessa, tra memoria e speranza. Tutto si svolge tra queste due sponde del fiume, e il mestiere del vivere sta nell’imparare a restare nel guado, senza cedere alla tentazione della nostalgia della sponda dalla quale proveniamo né a quella che ci ripete che l’approdo era stato solo un miraggio. Non si è travolti dalle acque e trascinati via dalla corrente finché si resta aggrappati all’invisibile fune che lega il Mar rosso al Giordano. Anche perché più ci avviciniamo all’altra riva più il brano di corda che stringiamo si assottiglia sempre più sotto la nostra mano.

Un economista legge il libro dell’Esodo.

Le levatrici dEgitto 450Luigino Bruni

Dehoniane, Bologna, ottobre 2015
Collana P6 - Lapislazzuli
Prefazione di Giovanni Casoli

Acquista su Dehoniane

Raccolti in volume le riflessioni sull'Esodo della serie "Le levatrici d'Egitto".

Il libro dell’Esodo si apre sotto il segno delle donne che salvano la vita. La madre di Mosè disobbedisce all’ordine di gettare il figlio nel Nilo, lo nasconde e, quando non può più tenerlo nascosto, costruisce un cesto di papiro, ve lo pone dentro e lo affida alle acque del fiume. Un’altra donna, la figlia del faraone, trova il cesto che galleggia sull’acqua e quando vede che contiene un bambino ne ha compassione.

Nous suivre:

Qui est en ligne

Nous avons 603 invités et aucun membre en ligne

© 2008 - 2019 Economia di Comunione (EdC) - Movimento dei Focolari
creative commons Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons . Progetto grafico: Marco Riccardi - info@marcoriccardi.it

Please publish modules in offcanvas position.

Ce site utilise des cookies techniques, y compris ceux de parties tierces, pour permettre une exploration sûre et efficace du site. En fermant ce bandeau, ou en continuant la navigation, vous acceptez nos modalités d’utilisation des cookies. La page d’informations complètes indique les modalités permettant de refuser l’installation d’un cookie.