OPLA

#OPLA - L’impegno dell’EdC per contrastare la povertà nel 2025

Ben oltre i numeri: quando l’impegno EdC genera futuro – e anche presente. Il rapporto OPLA sull'utilizzo dei fondi dell'Edc Internazionale nel 2025 per il contrasto della povertà

di Tainã Santana

Quando si pensa a un rapporto annuale – soprattutto nel mondo aziendale – vengono subito in mente numeri, grafici, curve di crescita. Indicatori utili, certo, per rispondere a una domanda ricorrente: “abbiamo più risorse dell’anno scorso?”. Per OPLA, che mette al centro le persone in situazione di vulnerabilità, la domanda è un’altra e molto più esigente: “abbiamo contribuito davvero a superare la povertà?”.

Report 2025 Risorse 500 ridAnche noi raccogliamo dati e costruiamo grafici, ma lo facciamo per cercare di cogliere qualcosa di più profondo: i cambiamenti reali nella vita delle persone. Perché nel mondo di oggi i numeri, da soli, non trasformano la realtà. A cambiarla sono le storie, soprattutto quando raccontano percorsi possibili.

La fine dell’anno diventa così un tempo prezioso per fermarsi e guardare indietro, per riconoscere i passi compiuti. E il punto di partenza non possono che essere le persone: uomini e donne che, insieme alle loro comunità, affrontano ogni giorno la propria vulnerabilità e quella di chi sta loro accanto.

Esther, Pedro, Mary, Dian, Sofía, José, Olívia, Hector, Gerardo, Sebastián, Esteban, Mauricio, Águeda. Sono solo alcuni dei nomi incontrati quest’anno. Nomi che raccontano l’EdC di oggi e di domani. Attraverso le loro storie vediamo come la vicinanza e l’impegno dell’EdC abbiano sostenuto percorsi concreti di riscatto: dal supporto scolastico alla salute, dall’abitazione all’accompagnamento nelle attività generatrici di reddito.

I dati che seguono non vogliono impressionare, ma rendere visibile ciò che conta davvero: il cammino, spesso faticoso ma reale, verso il superamento delle povertà. Questo rapporto riguarda l’utilizzo dei fondi dell’EdC Internazionale nel 2025. L’impatto di tali investimenti sarà verificabile in occasione della conclusione dei singoli interventi (progetti di sviluppo umano integrale e azioni di sostengo individuale).

Oltre ai dati che vediamo qui, ce ne sono tanti altri: quelli di coloro che, senza passare dall’EdC Internazionale, vivono ogni giorno la comunione e la mettono in atto anche come via di contrasto alla povertà. Sentiamo, infatti, da tante comunità in giro per il mondo, diversi racconti su come sono riusciti a, mettendo in comune ciò che avevano, far fronte diverse situazioni di necessità.

Report 2025 Partecipanti Categoria 500 ridEd è precisamente questo l’intento dell’EdC, anche a livello internazionale: che localmente si possa vivere la comunione a tutti i livelli. Effettivamente, dall’esperienza negli anni stiamo capendo che la comunione può essere uno dei fattori chiavi nel superamento di condizioni di vulnerabilità, e sentirne la conferma in tanti racconti dal mondo ci fa intuire che siamo sulla strada giusta.

Per quanto riguarda, quindi, i fondi che passano dall’EdC Internazionale, l’azione avviene all’interno di un vero e proprio ecosistema di comunione. OPLA, insieme agli operatori locali nel mondo, accompagna le azioni di sostegno individuale; AMU, invece, promuove e realizza progetti di sviluppo umano integrale. È in questo quadro che si collocano le risorse EdC destinate al contrasto alla povertà nel 2025.

Attraverso i progetti di sviluppo umano integrale portati avanti da AMU e sostenuti dall’EdC sono state raggiunte 766 persone. In Siria, con RESTART, progetto di microcredito e incubazione di imprese, e con Semi di Speranza, dedicato all’assistenza sociosanitaria; in Burundi, grazie a programmi di microcredito e microfinanza; in Uruguay, con Volver a empezar, per il reinserimento sociale e lavorativo post-carcere; in Ecuador, con il progetto Sunrise, che coinvolge i giovani nella tutela dell’ambiente; in Ucraina e in Medio Oriente, in risposta alle emergenze legate ai conflitti; nella Repubblica Democratica del Congo, con il sostegno ad attività generatrici di reddito e al microcredito.

Sahran, verniciatore siriano coinvolto nel progetto RESTART, racconta così il cambiamento vissuto:

“Questo compressore ricevuto dal progetto mi è di grande aiuto nel mio lavoro, perché mi permette di continuare a lavorare per mezz’ora anche quando manca la corrente. Riesco a consegnare più velocemente ai clienti e questo aumenta i miei guadagni.”

Anche Lydwine, sarta in Burundi, partecipante al programma di microcredito e microfinanza, sottolinea il valore del percorso condiviso:

“Lavorando insieme agli altri ho potuto imparare dalle loro esperienze e migliorare la gestione finanziaria. I microprestiti ottenuti dal gruppo mi hanno permesso di acquistare i materiali necessari e di far crescere la mia attività.”

Report 2025 Partecipanti Area Geografica 500 ridAccanto ai progetti, ci sono poi le azioni di sostegno individuale, accompagnate dagli operatori OPLA nei diversi Paesi. In questo ambito sono state raggiunte 370 persone, attraverso interventi su abitazione, salute, alimentazione, attività generatrici di reddito e borse di studio. Molte di queste storie sono state raccontate nel corso dell’anno.

Oggi, però, sentiamo il bisogno di esprimere una gratitudine speciale agli operatori locali: senza il loro ascolto attento e la loro presenza costante, nulla di tutto questo sarebbe possibile. Nel corso dell’anno abbiamo camminato insieme anche attraverso incontri mensili, in cui ogni operatore portava le proprie situazioni e, insieme, si cercavano le soluzioni più adatte. Da questo lavoro condiviso stanno emergendo frutti incoraggianti: sempre più persone riescono a proseguire in autonomia il proprio percorso, lasciando spazio ad altri che si trovano in una condizione di maggiore bisogno.

Juliette, ostetrica nella RDC, ci ricorda che anche in contesti segnati dalla corruzione si può scegliere un’alternativa:

“Da noi, una donna che deve partorire spesso sa che dovrà dare soldi extra per essere assistita. Ci sono ostetriche che li pretendono. Noi giovani dobbiamo cambiare questa mentalità. Ne ho parlato con le mie colleghe e nel nostro gruppo nessuna prende denaro extra.”

Mauricio, insegnante di danza e folklore in Argentina, racconta invece l’impatto sul suo quartiere: 

"Grazie a voi possiamo evitare che molti bambini passino i pomeriggi o le sere per strada, in luoghi pericolosi. Possono stare in un posto sicuro, come durante le lezioni di danza. Così offriamo loro un’alternativa e preveniamo che prendano la cattiva strada.”

Forse, arrivati fin qui, possiamo tornare alla domanda iniziale con maggiore consapevolezza: abbiamo contribuito davvero al superamento della povertà nel mondo?

Le storie, i percorsi avviati e i passi concreti compiuti insieme ci dicono che la risposta non è uno slogan, ma un cammino reale, fatto di relazioni, responsabilità condivisa e futuro che inizia a prendere forma.

Scarica il pdf Report OPLA 2025 (24.02 MB)

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