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Giovani ed Edc

E' un rapporto molto forte quello che lega Edc ai giovani e fin dal suo sorgere nel 1991, quando Chiara Lubich invitò le nuove generazioni a “spendere le proprie energie per questo programma” affidando loro in particolare “l’approfondimento culturale”, quel passaggio dall’esperienza di vita di EdC ad una “teoria” da poter diffondere, nel settore economico, teologico, sociologico e filosofico. Oggi sono molte le risorse che è possibile offrire ai giovani che intendano approfondire la conoscenza di Economia di comunione e farne argomento di studio.

In questa sezione sono raccolte tutte le news che riguardano la formazione ed i giovani.

Una comunione che porta frutti incommensurabili

Abbiamo chiesto ad alcuni giovani partecipanti alla Summer School di raccontarci cosa è stato per loro

Una comunione che porta frutti incommensurabili

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Siamo nel treno che ci sta portando a casa e ci fa lasciare fisicamente ma non “spiritualmente” la prima Summer School di Economia di Comunione svoltasi a Rocca di Papa (RM) il 3/4/5/6 settembre 2009.

Dopo queste quattro giornate intense di comunione di ricerche scientifiche, valori, progetti, idee, pensieri, speranze, aspettative.....vita, abbiamo pensato di prolungare questa bella esperienza portandola nel nostro treno che ci porta a casa verso Padova. Scusate se non ci siamo presentati, i nostri nomi sono Antonella, Remigio e Marianna.

Scambiandoci le nostre impressioni e guardando ogni tanto fuori dal finestrino il paesaggio che passa e cambia abbiamo pensato di farvi partecipi di quello che abbiamo imparato da questa summer school e di pillole di storie di vita raccontate da alcuni partecipanti, storie che ci hanno colpito molto, nel profondo nei nostri cuori e che ci hanno permesso di riflettere.

Abbiamo pensato allora di condividere con voi questa nostra personale esperienza in modo che anche voi possiate condividere con noi un parte delle speranze e gioie vissute in unità in questi giorni.
Delle tantissime cose che abbiamo imparato ne vorremmo sottolineare tre in particolare.

La prima è il tema della povertà.
Tante volte si sbaglia a definire genericamente poveri qualsiasi tipo di persona in difficoltà economica, e solo queste ultime sembrano essere le motivazioni al termine povertà.  Invece la povertà è un concetto molto più ampio e profondo. I cosiddetti poveri, a dirla meglio, gli indigenti, sono quelle persone che versano in ristrettezze economiche per svariati motivi. E questa è la povertà SUBITA.

C’è però un altro tipo di povertà, quella SCELTA, che comprende tutte quelle persone che, per loro scelta personale, decidono di non seppellirsi sotto mille strati di beni materiali inutili o maschere per proteggersi dall’altro, dal diverso, ma si confrontano liberamente e si mettono in gioco per una comunione di idee, pensieri e progetti per arrivare a realizzare un fine comune che sarà sicuramente più grande di quanto singolarmente avrebbero mai potuto fare.

Un'esperienza di vita in merito a questo argomento e che ci ha colpito profondamente ci è stata portata da Karel della Cechia. Ci ha raccontato la sua gioia e libertà provata nel dare, ma in un dare particolare: incondizionato.

La sua prima esperienza è stata quella di decidere assieme alla moglie di diminuire i propri consumi e per permettersi di tenere per sé i ¾ dell'intero reddito famigliare e dare il resto a chi era nel bisogno.
Questa scelta è stata fatta dopo aver osservato che molte persone tendono a utilizzare il 95% del proprio reddito per la propria crescita personale o della propria famiglia.

Questo aveva dato loro un forte senso di libertà portato dal non essere più preoccupati da cosa dovevano acquistare per consumare il proprio reddito.

Non contenti però hanno deciso di dare in modo ancora più radicale ovvero hanno destinato il 10% del loro intero reddito famigliare, compreso eventuali extra redditi in uno specifico c/c bancario per destinarli a persone bisognose, lontane da loro.

Questo dare è stato affrontato con una scelta sorprendentemente radicale ovvero di accantonare il 10% anche quando non ci fossero state entrate; ci ha raccontato che per un periodo non ha lavorato e nonostante questo versamento nel c/c separato sono riusciti ad andare avanti ugualmente.

Ci ha detto che la conseguenza per lui è stata grandissima: una gioia interiore immensa e un vero senso di libertà.

La seconda cosa che abbiamo imparato riguarda il fatto che le aziende di EdC non hanno come obiettivo primario quello di aiutare gli indigenti in difficoltà dando loro sostegno economico. C’è molto di più: le aziende di EdC nascono CON gli indigenti, cioè già dalla loro costituzione e progettazione sono ricompresi i poveri ed è CON loro che si “fa impresa”! questa è una differenza fondamentale e che cambia radicalmente l’angolo di visuale dal quale ci si deve mettere per capire in profondità il progetto di EdC.

Un imprenditore italiano ci ha reso partecipi di una sua storia. Ci ha raccontato di aver prestato dei soldi per aiutare un'azienda che svolgeva come attività l'allevamento di polli. Questa azienda desiderava restituire il finanziamento ricevuto ma questo imprenditore invece di farsi restituire i soldi ha richiesto all'azienda di compiere sforzi nel proprio territorio per aiutare altre persone nel bisogno.

Il terzo pensiero ci spinge a buttarci fuori di noi e a donare perché si è ricevuto.
Come il bambino riesce a dare amore a chi ha attorno a lui, ma solo perché prima ha ricevuto a sua volta amore dalla mamma, così noi che abbiamo ricevuto tanto dalla nostra vita da persone e in circostanze diverse, allora riusciamo a dare amicizia, tempo, disponibilità, idee a chi ci sta attorno.

È con questo continuo scambio di “ricevere e dare” che, anche ad un livello superiore, possono dialogare profondamente fra loro le diverse scienze, ecco allora che nasce una nuova economia perché illuminata dalla sociologia e dall’antropologia e dalla matematica e dalla statistica e così all’infinito. Ecco quindi che lo studioso non si può rinchiudere nel suo pezzetto di sapere ma deve aprirsi al dialogo con l’altro perché, come detto prima, in questo modo il risultato sarà sicuramente molto maggiore rispetto a quello prodotto da una sola mente pensante!

Una storia toccante sull'amore ricevuto è stata quella raccontata da Genevieve Sanze della Costa d'Avorio, che ci ha parlato dell'esperienza di gioia fatta da una bambina africana di 8 anni.
Durante il periodo di guerra questa bambina aveva ricevuto da uno zio una somma di denaro che equiparata alla nostra valuta corrispondeva a 20 cent di €. Inizialmente aveva pensato di nasconderli per potersi prendere in un secondo momento dei dolcetti per sé. Un giorno però vide la mamma infelice perché non poteva sfamare i suoi fratelli. Questa bambina pensò allora di prendere la somma per andare al supermercato, poi però ha pensato di non andare lei a prendere il cibo ma di dare i soldi direttamente alla mamma. Questo gesto ha così tanto reso felice quella mamma che nel suo cuore non c'era più spazio per la tristezza portata dal fatto che con quei soldi non era comunque riuscita a sfamare tutti i suoi figli.

Purtroppo non possiamo raccontarvi tutte le altre belle esperienze fatte assieme, frutto della condivisione, ma possiamo solo constatare che questa summer school ci ha raccontato di teorie economiche che incorporavano dentro di se la vita e per questo non si sono sentite lontane, anzi talmente tanto vicine che per studenti come noi (sicuramente per altri ha dato altre sensazioni) ci veniva la voglia di immergersi in percorsi di studio che ci avrebbero permesso in qualche modo di approfondire questo argomento.
Ha inoltre narrato di esperienze di vita che ci hanno arricchiti dentro e che ci permetteranno di prendere scelte più consapevoli anche nelle nostre vite personali.

Quello che ci porteremo dentro è che condividere le cose con gli altri è importante sotto moltissimi aspetti e i frutti che questa condivisione porta sono incommensurabili.

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