Dal continente giovane la speranza

Si chiude il congresso Economia di Comunione di Nairobi. Se pensiamo che l’Africa sia un continente alla deriva ascoltiamo le sue nuove generazioni

IL BIGLIETTO DEL MATTINO di Michele Zanzucchi

pubblicato su: Città Nuova il 01/06/2015

150528 Nairobi Congresso EdC 24 ridUn'azienda per l'accoglienza e la scolarizzazione dei bambini sfavoriti (Congo Kinshasa), un'impresa agricola per l'allevamento bovino (Burundi), una società per il trasferimento di soldi (Tanzania), un'azienda per la formazione di imprenditorialità (Uganda), un'azienda di contabilità e banca di progetti (Congo), un'impresa di servizi di disinfestazione e derattizzazione (Camerun), una per l'ottimizzazione energetica delle abitazioni (Burkina Faso), un'altra per lo sviluppo delle piantagioni di plantin (Nigeria), un progetto di microfinanza (Burundi), un'azienda agricola per la produzione di frutta secca e spezie (Kinshasa), un'azienda per la gestione di data base (Nigeria), e poi un'impresa per la distribuzioni di opere musicali, una libreria, della produzione di vino, un centro di formazione professionale, un centro estetico, un'agenzia di lavanderia e pulizia...

Sono solo alcune delle idee dei giovani che hanno partecipato alla scuola di Economia di Comunione che ha preceduto il congresso appena conclusosi. Sogni più o meno reali, sintomo di una voglia di intraprendere che coniuga rigore finanziario e creatività...

Giovani che qui hanno riacquistato un po' di coraggio, non certo perché hanno trovato la gallina dalle uova d'oro, ma perché qui hanno attinto alla loro anima “generativa” africana. E degli imprenditori già avviati, non solo africani, ma anche statunitensi e italiani, hanno voluto subito dichiarare di sostenere, cioè accompagnare e finanziare, alcuni di questi progetti. Quasi un superamento istantaneo del gap generazionale...

Nel segno della gioventù s’è concluso il congresso internazionale di EdC, che si è tenuto a Nairobi dal 27 al 31 maggio. «In questi giorni abbiamo visto cos'è l’EdC – ha detto Luigino Bruni, coordinatore internazionale del progetto –: non è un'associazione d'imprese ma è uno spirito che avanza, che forma persone, imprese e progetti di sviluppo. In essa ognuno si esprime con il suo talento, fecondato con il limo di quel fiume che è l'EdC».

EdC vuol dire avviare “incubatori d’impresa”, con la crescita dei progetti, anche qui a Nairobi. Vuol dire fare non poco storytelling, perché l'EdC va raccontata perché c’è tanta gente che l'aspetta. «L’EdC – ha concluso Bruni – nasce e rinasce quando siamo di abbracciare i poveri, nelle periferie, quando c’è fame di vita, non tra i ricchi epuloni.... È questa la nuova energia dei popoli».

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