Storytelling di imprenditori

Congresso di Economia di Comunione qui a Nairobi, in Kenya: 24 anni fa nacque in Brasile il progetto. Le vicende di uomini e donne che non hanno solo la finalità della ricchezza nel loro modo di fare impresa

IL BIGLIETTO DEL MATTINO di Michele Zanzucchi

pubblicato su: Città Nuova il 30/05/2015

Guarda caso, proprio nel giorno del 24° anniversario dell'Economia di Comunione, 150529 Nairobi Congresso EdC 50 ridfondata da Chiara Lubich in Brasile nel 1991, alcune testimonianze questa volte europee – siamo in Africa, e i due terzi dei partecipanti sono africani – dicono quanto l'intuizione iniziale fosse una piccola-grande visione dell'economia, in ogni caso profetica.

Così due imprese francesi, una di carpenteria e una di giardinaggio, evidenziano come l'ispirazione "ideale" alla base dell'impresa EdC debba essere forte e decisa, perpoter resistere giorno dopo giorno alle "tentazioni" e agli "scivoloni" che il maneggiare soldi e affari porta inevitabilmente con sé. Nel loro storytellingsemplice ma efficace, con le parole dei loro mestieri, raccontano di lavoratori cui hanno dato fiducia, di crisi superate grazie a commesse arrivate al momento giusto, di compensi rifiutati perché in nero, di concorrenti non vituperati né temuti, ma rispettati e anche favoriti...

In Vivo Slovacchia ridDue sorelle slovacche raccontano da parte loro della loro impresa di ceramiche artistiche nel centro di Bratislava che si è sviluppata nonostante le difficoltà della crisi economica, mentre un'imprenditrice abruzzese racconta della sua nascente avventura nel proporre una "mutua assicurazione etica solidale, di comunione", qualcosa di rivoluzionario in un mondo, come quelle delle assicurazioni, che è una giungla senza pietà.

Quel che stupisce di più, in fondo, non è il business plano le strategie manageriali, néla tecnica organizzativa. Stupisce che testa, cuore e mani vadano assieme in questi imprenditori di EdC: l'intelligenza in effetti non può fare a meno della dimensione affettiva e nemmeno di quella strettamente manuale, operativa, fisica, se si vuole che l'impresa contribuisca al bene comune e abbia una forte vocazione sociale. Non è uno sforzo, quello di tali imprenditori, per tenere assieme testa, mani e cuore, ma un'esigenza etica, culturale e spirituale fondamentale.

Se si vuole oggi essere testimoni credibili in campo economico bisogna sì avere successo, quindi fare benefici, ma conservando una dimensione di legalità assoluta, una qualità di relazioni elevata, una onestà di fronte allo Stato senza infingimenti. Certo, lo storytelling di questi imprenditori evidenzia società di dimensioni ancora umane, piccole o medie, non delle multinazionali, aziende che non hanno particolari esposizioni finanziarie... Ma forse le cose grandi nascono piccole, nascono da un seme che in sé contiene già il fiore, l'arbusto, la pianta, l'albero.

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