Motivo primo della nascita e dell’esistenza dell’Economia di Comunione è la povertà: l’EdC nasce infatti come tentativo di risposta agli stridenti contrasti economici e alle disuguaglianze che caratterizzano la società contemporanea, con l’obiettivo di renderla più equa e fraterna.

L’EdC non intende eliminare la povertà tout court, ma piuttosto contrastare la “miseria”, parola che descrive la forma di povertà “subita” ancora da milioni di persone nel mondo, attraverso la valorizzazione di un’altra forma di povertà, quella “scelta” da imprenditori, consumatori, cittadini… che decidono di rinunciare a qualcosa di proprio, usare i beni sobriamente, sceglierli responsabilmente, nell’idea che “i beni […] diventano […] strade di felicità solo se condivisi con gli altri” (Bruni 2004)

In questa prospettiva la miseria, derivante dalla mancanza di beni materiali, e la possibilità di una sua risoluzione sono strettamente connesse alla promozione di una serie di altre condizioni (l’istruzione, la salute, il lavoro, una casa…) che permettono ad un essere umano di “fiorire”.

Tra queste condizioni spicca in modo particolare la qualità delle relazioni che si vivono: le relazioni nella visione dell’EdC sono infatti intese come un capitale fondamentale per lo sviluppo umano.

Questa idea implica anche un modo originale di intendere le strategie di contrasto della miseria, attuate nei progetti che l’EdC sostiene e promuove: esse sono disegnate in modo da evitare l’instaurarsi di forme di aiuto asimmetriche, -come spesso nella storia è avvenuto- nelle quali c’è qualcuno, che ha, che dà a qualcuno che non ha, rimarcando uno stato di inferiorità e alimentando spesso dinamiche di dipendenza.

Le strategie di contrasto alla povertà attuate dall’EdC cercano piuttosto di valorizzare dinamiche di reciprocità, dove ognuno può offrire la ricchezza di cui è portatore, ponendo tutti su uno stesso piano di pari dignità: fratelli, membri di una stessa famiglia.

Primi passi dell’Edc in Russia

Dalla formazione alla cultura del dare, nascono i primi progetti Edc

di Tatiana Minakova  

dal Rapporto EdC 2016 (1.35 MB), su "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.44 Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.2 - 2017 - febbraio 2017

N44 pag10 Tatiana Minakova rid webLa comunità di Mosca ha iniziato a formarsi nella cultura del dare, con l’obiettivo di conoscere le basi dell’Economia di Comunione e metterne in pratica i principi. Dopo che i nostri giovani hanno partecipato alla Summer School di Praga e a vari congressi, sono nati i primi progetti. Il giovane imprenditore Anton Lundin dopo la scuola aveva deciso di aderire all’EdC, ma non sapeva come fare, visto che la sua Start Up, appena nata, non aveva ancora utili: ha pensato allora che un modo concreto per aderire fosse creare nuovi posti di lavoro per giovani e famiglie in necessità.

Anton è apicultore ed il suo apiario produce prodotti, come pappa reale e propoli, per il sostegno del sistema immunitario; si tratta di prodotti realizzati con cura, rispettando la natura e l’ambiente. Anton ha potuto offrire ad una mamma con tanti figli il lavoro di spedizione dei suoi prodotti e ora lei può vivere degnamente con la sua grande famiglia.

Anch'io ho realizzato quest'anno il mio primo progetto EdC: un Campo internazionale estivo per ragazzi in Sardegna in collaborazione con una associazione italiana. Una vacanza bella e avventurosa per ragazzi dagli 8 ai 18 N44 pag10 Anton Lundin rid webanni con l’organizzazione di pacchetti turistici, non solo per i ragazzi ma anche per i genitori: divertirsi imparando a conoscere ed amare la vita dei boschi e del mare, con competenza e responsabilità. I ragazzi sono stati i protagonisti di una fantastica esperienza: trekking, nuoto, canoa, attività subacquee, pallavolo, calcetto, equitazione, speleologia, percorso sugli alberi, orientamento nei boschi e nelle montagne, escursioni, studio della lingua italiana (per i ragazzi russi) e altre attività. Il progetto ha creato lavoro estivo per studenti russi di italiano che hanno operato come animatori-traduttori. Per noi era la prima esperienza di questo genere e certamente abbiamo incontrato problemi inaspettati, spese impreviste e altro...ma alla fine tutto è andato finanziariamente molto bene: abbiamo potuto creare 3 posti di lavoro a Mosca e 5 in Sardegna, in una delle provincie più povere d’Italia. Tante persone sono state felici di poter fare questa vacanza. Un mio conoscente dal mondo imprenditoriale turistico di Mosca mi ha detto: «Per aumentare il tuo profitto potevi alzare al massimo il prezzo del campo estivo, in un posto così bello e richiesto …perché non lo hai  fatto?». Gli ho spiegato che non era quello lo scopo, l’obiettivo era offrire un servizio di qualità ad un prezzo giusto e alla portata di tutti, non solo di pochi “eletti”. In questo modo siamo andati incontro alle esigenze delle famiglie con figli, in difficoltà a gestirli durante le vacanze estive, senza dividere le persone fra ricchi e poveri. Nel 2017 andremo avanti con una nuova edizione del Campo estivo, il programma è già pronto, e svilupperemo nuovi progetti EdC a Mosca. 

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