Motivo primo della nascita e dell’esistenza dell’Economia di Comunione è la povertà: l’EdC nasce infatti come tentativo di risposta agli stridenti contrasti economici e alle disuguaglianze che caratterizzano la società contemporanea, con l’obiettivo di renderla più equa e fraterna.

L’EdC non intende eliminare la povertà tout court, ma piuttosto contrastare la “miseria”, parola che descrive la forma di povertà “subita” ancora da milioni di persone nel mondo, attraverso la valorizzazione di un’altra forma di povertà, quella “scelta” da imprenditori, consumatori, cittadini… che decidono di rinunciare a qualcosa di proprio, usare i beni sobriamente, sceglierli responsabilmente, nell’idea che “i beni […] diventano […] strade di felicità solo se condivisi con gli altri” (Bruni 2004)

In questa prospettiva la miseria, derivante dalla mancanza di beni materiali, e la possibilità di una sua risoluzione sono strettamente connesse alla promozione di una serie di altre condizioni (l’istruzione, la salute, il lavoro, una casa…) che permettono ad un essere umano di “fiorire”.

Tra queste condizioni spicca in modo particolare la qualità delle relazioni che si vivono: le relazioni nella visione dell’EdC sono infatti intese come un capitale fondamentale per lo sviluppo umano.

Questa idea implica anche un modo originale di intendere le strategie di contrasto della miseria, attuate nei progetti che l’EdC sostiene e promuove: esse sono disegnate in modo da evitare l’instaurarsi di forme di aiuto asimmetriche, -come spesso nella storia è avvenuto- nelle quali c’è qualcuno, che ha, che dà a qualcuno che non ha, rimarcando uno stato di inferiorità e alimentando spesso dinamiche di dipendenza.

Le strategie di contrasto alla povertà attuate dall’EdC cercano piuttosto di valorizzare dinamiche di reciprocità, dove ognuno può offrire la ricchezza di cui è portatore, ponendo tutti su uno stesso piano di pari dignità: fratelli, membri di una stessa famiglia.

I prossimi tre anni dell'AIPEC

Per una EdC attenta ai progetti per gli ultimi

di Mauro Ventura

dal Rapporto EdC 2014-2015, su "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.42 Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.2 - 2016 - febbraio 2016

N42 Pag 14 Mauro Ventura autore rid«AIPEC è una bellissima realtà e vorrei che si diffondesse. Ho deciso di associarmi per co-struire insieme un’economia basata sui valori del rispetto, dell’aiuto, dello scambio di energie, dove il denaro sia solo un mezzo e non un fine, un mezzo per stare tutti meglio». Così scrive Francesca, avvocato torinese di 40 anni, impegnata nella difesa dei diritti dei più deboli, dopo aver conosciuto l’Associazione Italiana Per una Economia di Comunione. Non ha esitato ad iscriversi: dopo aver letto lo Statuto ed il Codice Etico presenti sul sito www.aipec.it, ha appro-fondito la realtà dell’Economia di Comunione anche grazie al sito www.edc-online.org e infine ha aderito con entusiasmo.

Come lei altri 200 tra imprenditori, liberi professionisti, studenti, pensionati, dipendenti, casa-linghe e persone in cerca di occupazione si sono associati ad AIPEC. Molte di più sono quelle che negli 80 eventi organizzati nei primi tre anni hanno riscoperto valori in loro già presenti e magari sopiti: «Mi apre il cuore alla speranza conoscere l’esistenza di realtà libere dal gretto egoismo, dalla passione del possedere ed invece animate dalla considerazione per “l’altro”, dallo spirito di servizio per realizzare il bene comune».

Nel novembre 2015 l’assemblea dei soci AIPEC ha eletto i sei componenti del nuovo Consiglio: confermato presidente Livio Bertola, imprenditore cuneese padre di 4 figli e nonno di 7 nipoti, leader capace di coinvolgere in pochi minuti chiunque lo avvicini; vice-presidente Ornella Seca, agente generale di primaria compagnia di assicurazioni, con 5 uffici nel centro/sud dell’Abruzzo, che riunisce razionalità ed efficienza a un grande amore per EdC; i nuovi arrivi sono Annalisa Mancini, ingegnere elettronico, che dalla Germania dove opera darà respiro internazionale all’Associazione; Enrica Bruneri, amministratore dell’azienda famigliare di lavorazioni meccaniche piemontese; Mauro Ventura, consulente finanziario e pianista, che grazie ad AIPEC ha riscoperto l’entusiasmo del ‘91 al lancio dell’EdC; infine il romano Nicola Pagliarulo, ingegnere N42 Pag 14 Aipec 01 ridelettronico che dopo 20 anni di lavoro ha creato una sua azienda di servizi informatici. Domenico Racca, membro del precedente direttivo, è stato eletto dai soci “garante” dell’Associazione.

Molte le ambizioni e le speranze dell’Aipec per la crescita dell’associazione nei prossimi tre anni e soprattutto per i progetti da finanziare con la parte di utili che gli imprenditori aderenti mettono a disposizione. Da una parte dunque la strutturazione e il consolidamento dell’organizzazione per il suo impegno di diffusione dell’EdC, dall’altra una gestione generosa e attenta dei progetti dedicati agli “ultimi”.

La diffusione dell’EdC passa anche attraverso la collaborazione con la Scuola di Economia Civile (SEC) e con l’Università Sophia, mentre i progetti di solidarietà e cooperazione sono gestiti in collaborazione con AMU, nella consapevolezza che tali progetti sono parte integrante dell’agire economico delle imprese.

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