Rapporto Edc 2012-2013

Amare l’azienda altrui come la propria

Editoriale - A 24 mesi dal consuntivo dei venti anni del progetto EdC un primo bilancio dei nuovi obiettivi raggiunti e delle prospettive aperte

di Alberto Ferrucci

dal Rapporto EdC 2012-2013, su "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.38 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.23/24 - 2013 - dicembre 2013

Report 2012 2013 Alberto FerrucciFesteggiando nel 2011 i venti anni del progetto EdC, ci eravamo proposti precisi obiettivi: un programma di crescita delle aziende EdC, il riscatto dall’indigenza esteso ad ogni prossimo, la collaborazione con chi opera per una economia più umana e l’intensificazione del dialogo con la cultura contemporanea.

Adesso a che punto siamo? È sorta in Italia la Aipec (Associazione italiana imprenditori per un’Economia di Comunione) con 140 associati, nel polo Lionello è nata la Scuola di Economia Civile, si moltiplicano le interviste su giornali e tivù ai nostri imprenditori ed un quotidiano nazionale ospita ogni settimana un editoriale con la nostra cultura, diffuso via web in sei lingue; negli Usa l’azienda Company Cube ha reso disponibile una App Android che da cellulare ci suggesce l’aspetto di EdC da vivere quel giorno.

 

Uno studio approfondito sul riscatto dalla povertà indica una riduzione degli indigenti aiutati ma mette in luce anche la penuria di informazioni per interpretare correttamente sia questo fatto che l’effettivo grado di adesione al progetto delle aziende aderenti e la reale destinazione di tutti gli utili che esse condividono.

Aspetti positivi e carenze che richiedono una strategia più attenta, che nell’anno si è cercato di individuare seguendo l’invito di papa Francesco a privilegiare chi opera nelle periferie. Si è cercato, nel nostro caso, di comprendere in comunione come meglio servire gli indigenti, le imprese e la società di oggi, ascoltando con attenzione chi opera nelle aziende, dietro i banchi e le cattedre delle università, nel volontariato delle commissioni e delle associazioni EdC.

Dopo vari incontri nei diversi continenti, dopo la profonda riflessione corale in un Report 2012 2013 Gruppo Portogalloincontro conclusivo in Portogallo, si sta delineando una strategia più consapevole, in grado di ovviare a carenze nel servizio agli indigenti e alle aziende, finora lasciate sole nelle loro battaglie quotidiane. Non va dimenticato, infatti, che Chiara Lubich, quando aveva affidato la sua economia «ai più esperti tra noi, forniti di talenti», agli imprenditori, l’aveva definita «un impegno per crescere insieme».

Un futuro quindi di imprenditori non più soli, ma solidali nell’«amare l’azienda altrui come la propria», collegate in rete per meglio svilupparsi coindividendo, attenti a privilegiare, prima del profitto condiviso, la creazione di posti di lavoro. Imprenditori aiutati nel loro impegno da commissioni e associazioni, anche utilizzando risorse comuni per meglio offrire questo servizio, in modo che possano anche mettere a disposizione le loro capacità per attività di formazione, o per progettare e assistere la crescita di nuove aziende anche in altri Paesi.

Primi segni visibili sono stati il lancio nei poli produttivi del Progetto Erasmus per imprenditori e la creazione di un software per la raccolta internazionale via web di dati delle aziende aderenti e simpatizzanti, dei talenti condivisi di imprenditori e consulenti, delle necessità degli indigenti e delle destinazioni degli utili.

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