Dal 19 al 21 giugno il Polo Lionello Bonfanti propone un workshop dedicato al paradigma vegetale nelle organizzazioni di cura
fonte: Polo Lionello Bonfanti
«Cosa poteva essere il capitalismo se avesse imparato dalle piante e cosa dovrebbe diventare nell’era dei beni comuni»
Luigino Bruni, Economia vegetale, Aboca Edizioni, 2024
Le piante non si muovono, non fuggono, non cercano condizioni migliori altrove. Questa che sembra una limitazione evolutiva è in realtà la fonte di tutta la loro straordinaria intelligenza. Ancorate al suolo, hanno dovuto imparare a resistere, ad adattarsi, a cooperare con ciò che le circonda. Hanno sviluppato radici profonde invece di gambe veloci.
Chi lavora nella cura e nella cooperazione conosce questa condizione meglio di chiunque altro. Ha scelto di restare, in un territorio, in un’organizzazione, in una relazione quotidiana con la fragilità altrui. Ha scelto il radicamento invece dell’opportunismo.
Perché un Workshop sull’economia vegetale
Custodire e curare, prendersi cura, sono movimenti profondamente intrecciati. Curare significa prendersi a cuore, intervenire, rispondere a un bisogno. Custodire introduce il tempo, la continuità, la responsabilità. Custodire è ciò che permette alla cura di durare: è stare nel tempo, accompagnare ciò che è vivo senza possederlo, creare le condizioni perché possa crescere secondo la sua natura. È la forma della cura che non si esaurisce nell’intervento, ma diventa presenza, postura. Questa custodia non è mai solo individuale: nasce e si sostiene dentro relazioni, comunità, organizzazioni. È un gesto condiviso, che prende forma nella cooperazione e nella capacità di tenere insieme ciò che è fragile e ciò che è generativo. Custodire è, in questo senso, una forma della cura: quella che resta nel tempo, che accompagna senza possedere e che rende possibile la crescita di ciò che è vivo.
Dal 19 al 21 giugno al Polo Lionello Bonfanti, attraverso laboratori, dialoghi e spazi di riflessione, chi lavora nel mondo della cura e della cooperazione avrà l’opportunità di tornare alle proprie radici. Di riconoscere cosa nutre e cosa prosciuga, di uscire con una consapevolezza più nitida del valore, personale e organizzativo, di quello che fa ogni giorno.
OBIETTIVI
Il workshop persegue tre obiettivi che si sviluppano in sequenza nel corso delle due giornate.

A CHI È RIVOLTO
| Settori | Cooperazione sociale · Sanità e welfare · Educazione · Migrazioni e accoglienza · Terzo settore |
| Ruoli | Operatori, educatori, coordinatori, responsabili di servizio, direttori |
| Dimensione | Gruppo di 20-30 partecipanti provenienti da organizzazioni diverse |
| Formato | Residenziale con pernottamento — Accoglienza serale e 2 giorni interi |
| Luogo | Polo Lionello Bonfanti, Loppiano (FI) |
Cosa porta all’organizzazione
Chi partecipa a Custodire Linfa torna in organizzazione con qualcosa di concreto e duraturo. Una trasformazione del modo di stare nel proprio ruolo.
| Maggiore consapevolezza e tenuta del personale
→ Riconoscere i propri carichi invisibili riduce il rischio di burnout e migliora la qualità della presenza al lavoro. → Nominare cosa nutre e cosa prosciuga permette di intervenire prima che la situazione diventi critica. → Chi lavora nella cura con consapevolezza è più stabile, più presente, più reattivo alle crisi. |
| Una cultura organizzativa più radicata e cooperativa
→ Il paradigma vegetale offre un linguaggio condiviso per ripensare la governance: intelligenza distribuita, sussidiarietà, cooperazione come struttura portante. → I partecipanti tornano con una comprensione più profonda del modello cooperativo — non come forma giuridica ma come modo di stare insieme. → Questo si traduce in relazioni di lavoro più solide e in una maggiore capacità di affrontare le crisi collettivamente. |
| Un orientamento al senso che rafforza l’identità organizzativa
→ Le organizzazioni di cura e cooperazione stanno già vivendo il paradigma vegetale — spesso senza saperlo. Riconoscerlo cambia il modo in cui ci si racconta all’esterno e all’interno. → Chi lavora con consapevolezza del proprio ruolo come custode è un ambasciatore più autentico dell’organizzazione. → Il workshop contribuisce a ridurre il turnover nelle figure più sensibili, che spesso lasciano non per ragioni economiche ma per perdita di senso. |
PROGRAMMA (tbd)
VENERDÌ 19 | Mettere radici. Rallentare e toccare terra
15:00 | Arrivi e accoglienza
16:00 | Il linguaggio delle piante. Pillole di botanica e management
16:30 | Spazio personale – La domanda che non si fa
17:30 | Il paradigma animale e il paradigma vegetale con Luigino Bruni
19:30 | Apericena a tema
20:30 | Reading teatrale GRIOT — La fatica e la felicità · NoiDuo
SABATO 20 | La linfa scorre ancora? Dentro di me, dentro la mia organizzazione
09:00 | Il linguaggio delle piante. Pillole di botanica e management
9:30 | Le cooperative come paradigma vegetale dell’economia con Luigino Bruni (economista)
11:30 | Spazio personale – La storia della mia scelta
13:00 | Pranzo
15:00 | Laboratorio. Il bilancio della linfa
16:00 | Custodire la fragilità, oltre la cura con Francesca Di Maolo (Presidente Istituto Serafico, Assisi)
18:00 | Laboratorio. La nostra organizzazione è una pianta?
20:00 | Cena
21:00 | Serata libera
DOMENICA 21 | Cosa vogliamo custodire Dal dentro al fuori: l’organizzazione e il territorio
09:00 | Il linguaggio delle piante. Pillole di botanica e management
9:30 | Innovazione, custodia e futuro dell’economia con Luigino Bruni
11:00 | Chiusura e restituzione. Cosa voglio custodire
12:00 | Saluti e partenze
Quote di partecipazione
- Ordinaria: € 183,00 (€ 150,00 + IVA 22%)
- Giovani (under 35): € 109,80 (€ 90,00 + IVA 22%)
- Sostenitore: € 268,40 (€ 220,00 + IVA 22%)
- Imprese e organizzazioni: € 146,40 (€ 120,00 + IVA 22%) per ciascun membro (minimo 3 partecipanti)
* Le quote comprendono l’accesso a tutte le sessioni del programma e i pasti (cena del venerdì, pranzo e cena del sabato e pranzo al sacco per la domenica). L’alloggio è a carico del partecipante.
Sul sito del Polo Lionello sono aperte le iscrizioni!
