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#AIPEC - Forum Nazionale 2026: un faro di fraternità

Forum Nazionale AIPEC 2026: un faro di speranza e innovazione che ha unito cuori e menti sotto il cielo di Torino per ridisegnare il futuro dell'economia italiana 

di Albina Ambrogi

Si è tenuto il 7 e 8 febbraio presso il Sermig Arsenale della Pace, il Forum Nazionale Aipec 2026, che ha raccolto centinaia di partecipanti in un turbine di emozioni, dialoghi profondi e visioni illuminanti, tutte catturate nei 19 panel dei due giorni di Forum, rivedibili rispettivamente qui (interventi del 7 febbraio) e qui (Interventi dell'8 febbraio 2026)

Atmosfera e significato profondo

260207 Aipec Sermig 28 400 ridTorino, con la sua energia vibrante e il suo ruolo di crocevia piemontese, ha ospitato la due giorni di AIPEC in un luogo intriso di storia e pace, l'Arsenale della Pace del Sermig, dove le antiche mura sembravano sussurrare storie di riconciliazione. Tutto succedeva in concomitanza con l’idea, proposta dall’Arcivescovo di Torino Repole, di riconoscere “patrimonio dell’umanità” gli straordinari frutti del territorio ove operarono san Giovanni Bosco e san Giuseppe Cottolengo, la Marchesa di Barolo, san Leonardo Murialdo e san Giuseppe Allamano, oggi il Sermig e il Distretto Sociale.

Il tema centrale del Forum AIPEC, «Economia civile e di comunione. La fraternità come via per la giustizia e la pace», è stato un invito appassionato a superare l'economia del profitto fine a sé stesso, abbracciando modelli civili e di comunione capaci di curare le fratture sociali. Dal primo panel del sabato mattina fino all'ultimo della domenica sera, l'aria si è caricata di un'energia palpabile con applausi calorosi, sguardi complici, lacrime di commozione, mentre imprenditori, istituzioni, giovani attivisti e leader spirituali tessevano fili invisibili di solidarietà.

I Panel: un viaggio emozionante nel cuore dell'economia

260207 Aipec Sermig 172 400 ridLa serie dei video dei 19 panel, ognuno un capitolo vivo di questa iniziativa collettiva, sono pronti a essere rivissuti per ispirare azioni concrete. Il Panel #4 del primo giorno, dedicato a «Economia civile e di comunione, economia di pace», ha conquistato il pubblico con le parole illuminanti di Stefano Zamagni e Jesus Moran del Movimento dei Focolari: lo scambio ha sottolineato la necessità di un "pensiero pensante" e di una "cultura dell'esemplarità" per personalizzare i rapporti economici e sociali, per trasformare l'agire economico in uno stile di vita che promuova la fioritura umana e il bene comune.

Un momento di rara intensità è stato l'intervento nella giornata di domenica di Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari, che ha infiammato la sala con una visione profetica della fraternità universale come antidoto alle divisioni del nostro tempo. Con parole cariche di emozione e concretezza, ha chiamato imprenditori e leader a incarnare l'unità nel quotidiano, nelle fabbriche, nei mercati, nelle comunità ferite, trasformando l'economia in un'arte di amore fraterno che genera pace duratura.

260208 Aipec Sermig 620 400 ridSi è passati poi a esplorare la responsabilità d'impresa in un mondo ferito dalle disuguaglianze, con testimonianze toccanti su come le aziende possano diventare ponti verso la giustizia sociale, integrando sostenibilità e relazioni umane al centro delle strategie. Un altro momento particolarmente sentito è stato il focus sull'economia carceraria, dove esperti e storie personali hanno dipinto quadri vividi di reinserimento lavorativo: detenuti divenuti protagonisti dignitosi del mercato, simboleggiando una pace riconquistata attraverso il lavoro condiviso.

Un momento di rara intensità è stato l'intervento di Luigino Bruni, economista e profondo interprete dell'economia civile e di comunione. Bruni ha analizzato la vocazione storica del Mediterraneo come luogo di scambi che prevengono le guerre, definendo il mercato come un'alternativa al conflitto, e ha spiegato come la logica del dono e della reciprocità possa rigenerare mercati e imprese, trasformando la competizione in collaborazione fraterna. Le sue parole, ricche di esempi concreti dal mondo delle cooperative e dell'impresa sociale, hanno suscitato un'onda di applausi, lasciando il pubblico con una visione rinnovata su un cambiamento radicale delle "regole del gioco" dell'impresa per superare la cultura dello scarto.

260208 Aipec Sermig 544 450 ridGrande spazio è stato dato alle voci delle nuove generazioni: giovani leader under 30, anche provenienti dal mondo di Economy of Francesco, hanno condiviso visioni audaci su come formare coscienze capaci di innovare senza lasciare indietro nessuno, infondendo un ottimismo contagioso. E ancora, riflessioni sul ruolo dei territori come laboratori di pace, con esempi concreti di imprese che sfidano la logica del mero guadagno, preferendo l'impatto umano: un flusso continuo di idee che ha lasciato i partecipanti con l'anima accesa, pronti a tornare nei loro contesti con semi di cambiamento.

A chiusura del Forum, si è tenuta una riflessione sull'eredità intellettuale e politica di due grandi figure del Novecento italiano, le cui visioni continuano a ispirare l'economia civile e il diritto al lavoro, con Cinzia Bianconi della Fondazione Adriano Olivetti e Patrizia Giunti della Fondazione Giorgio La Pira.

Eredità viva e invito all'azione

Il weekend torinese ha acceso una scintilla che continua a bruciare: il Forum ha dimostrato che la fraternità è la via concreta per un'economia giusta, un cammino misurabile attraverso le azioni di imprese inclusive, politiche solidali e comunità unite.

Rivivendo i vari panel, si sente ancora l'emozione di scoprire che un'economia civile e di comunione è possibile, qui e ora, per un'Italia più equa e sostenibile. Un evento che ne ha celebrato l'essenza, invitando ognuno a farne parte attiva. 

Vedi lo slideshow con le più belle foto del Forum

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