Lo scorso 14 gennaio AMU ha festeggiato un compleanno speciale: i 40 anni dalla sua fondazione!
BUON COMPLEANNO, AMU!
fonte: AMU
Decisamente il 2026 è un anno di anniversari "tondi" per il mondo Edc e si parte proprio dai 40 anni di AMU, partner strategico di Economia di Comunione per la realizzazione di progetti di sviluppo che restituiscano lavoro e dignità a persone in condizioni di vulnerabilità sociale ed economica. A maggio, dal 25 al 30, festeggeremo i 35 anni di Edc in Argentina, ed infine a ottobre arriveranno i 20 anni del Polo Lionello Bonfanti che verranno celebrati con una edizione speciale della Convention Edc Italia, dal 16 al 18 ottobre 2026.
Ma torniamo ad AMU. Il 14 gennaio 1986, 35 soci fondatori si erano ritrovati al Centro Mariapoli di Rocca di Papa nei Castelli Romani per formalizzare e dare continuità al loro impegno personale e comunitario nell’azione di cooperazione internazionale tesa alla fraternità universale e reciprocità nelle relazioni tra popoli e comunità in tutto il mondo. Da quel giorno non sono passati soltanto quarant’anni: è cambiato il mondo. Un’epoca si chiude e una nuova si apre, tra sfide e incertezze. La domanda è inevitabile: ciò che allora significava Azione per un Mondo Unito, ispirata all’ideale dell’Unità del Movimento dei Focolari, è ancora valido oggi?
Per il presidente dell'AMU Stefano Comazzi, decisamente sì:
Proprio ora, quando nel mondo sono in corso conflitti come mai prima dalla II guerra mondiale, siamo convinti che solamente (ri)scoprendoci membri dell’unica grande famiglia umana, al di là di tutte le appartenenze, convinzioni, status, potremo portare il nostro umile ma necessario contributo alla pace e giustizia per tutti.
Anche Giampietro Parolin, membro del CDA dell'AMU, è fermamente convinto che il sogno ha portato alla fondazione di AMU vada portato avanti e attualizzato. Afferma Parolin:
Proprio oggi, mentre il Mediterraneo (e non solo) inghiotte migliaia di persone in fuga da guerre, persecuzioni e miseria; mentre cresce la disparità sociale tra pochissimi che possiedono ricchezze immense e una massa sempre più vasta di diseredati; mentre Stati non riescono a garantire i bisogni essenziali dei cittadini e il diritto internazionale viene calpestato…non possiamo rassegnarci. Non possiamo accettare come inevitabile il rischio di un nuovo conflitto globale che salda tra loro le molte guerre diffuse nel pianeta.
Per questi motivi l’AMU, grazie ai suoi soci, amici e sostenitori, vuole essere un segno tangibile di fraternità universale e di reciprocità tra popoli e comunità, contribuendo a uno sviluppo integrale e sostenibile, rispettoso delle generazioni future. Solo riscoprendoci membri dell’unica famiglia umana, oltre appartenenze, convinzioni, culture e status, potremo offrire il nostro umile ma necessario contributo alla pace e alla giustizia per tutti.
I tanti progetti realizzati in questi anni hanno confermato che lo sviluppo umano è un percorso di crescita integrale, in cui tutte le dimensioni della persona trovano spazio: fisica, psicologica, sociale e spirituale. La chiave è la reciprocità del dono: ognuno riceve ciò di cui ha bisogno e allo stesso tempo dona ciò che ha. Non benefattori e beneficiari, ma sorelle e fratelli dentro un circuito di fraternità universale. Continua Parolin:
Oggi, sulle orme dei fondatori ai quali va la nostra gratitudine – con un ricordo speciale a chi ha già raggiunto la meta finale – spegniamo idealmente 40 candeline, insieme alle 70 di Città Nuova, che ha accompagnato e raccontato il nostro cammino, e alle 35 di Economia di Comunione, nostro partner strategico. Con un leitmotiv che accompagnerà i nostri eventi di celebrazione: