Rassegna stampa

Osservatore Romano - 29/05/2011

Il ventennale dell’iniziativa del movimento dei focolari

Economia di comunione nel segno della Dottrina sociale

pubblicato sull’Osservatore Romano il 29/05/2011

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Brasilia, 28 maggio. Il movimento dei focolari fa il punto questa settimana sui risultati e sulle prospettive del suo progetto di Economia di comunione (Edc) proposto vent’anni fa. Lo fa proprio nello stesso luogo, la Mariapoli Ginetta alla periferia di San Paolo del Brasile, dove il progetto fu lanciato dalla fondatrice del movimento Chiara Lubich. 650 delegati giunti da 37 paesi dei 4 continenti partecipano agli appuntamenti di questo anniversario – concentrati sui tre fondamenti dell’Edc: imprese, povertà e sviluppo, cultura – aperti il 24 maggio con un seminario alla Pontificia Università Cattolica della metropoli brasiliana e che si concluderanno nell’assemblea generale di domani.

Questo ritorni sui luoghi dove l’Edc fu presentata ha un forte valore simbolico. L’iniziativa nacque mentre in Brasile era in atto una grave recessione e le aziende erano costrette a chiudere e volle essere una risposta alle ferite dei problemi sociali che ne conseguivano. In questi 20 anni le aiende che hanno aderito a questo progetto si sono moltiplicate superando non poche difficoltà. Oggi sono quasi 800 di dimensioni più o meno grandi, che hanno dato prova di inventiva in aiuto agli indigenti, non in modo assistenziale ma con la dimensione del primato della persona nel settore del lavoro, mantenendo posti di impiego al personale che si sarebbe potuto – dovuto secondo gli schemi del liberismo -  mettere in esubero, dando lavoro  a persone svantaggiate, promuovendo azioni nel territorio, rendendo ognuno protagonista del proprio sviluppo. Grazie all’impegno di non pochi studiosi l’Edc ha acquistato anche dignità teorica ed è insegnata in diverse università in di ogni continente.

L’adesione dell’Edc ai principi della Dottrina sociale della Chiesa è stata evidenziata dal Cardinale Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di São Paulo, in un saluto portato all’assemblea. Secondo il cardinale, in questa proposta, elaborata anche a partire dal carisma dei focolarini, si trova “un’esperienza concreta che il discorso della Dottrina sociale della Chiesa non è utopico, non è irrealizzabile, ma può essere tradotto in realtà”. Da qui l’invito ai focolarini a condividere questa loro esperienza, presente ormai in tanti Paesi,  con la società in generale e con i fori economici in particolare. “Parlate! Parlate forte! Abbaite il coraggio di parlare di ciò che ai grandi economisti del mondo – ha detto il porporato -. Forse non vi daranno credito subito, ma siccome è una realtà basata sulla verità delle cose, basata sul principio della solidarietà, della comunione, nel principio della verità, ciò tenderà ad affermarsi con il tempo. E offre certamente la possibilità di una via di uscita diversa per i problemi economici del mondo”.

Del resto, facendo riferimento all’enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI, il cardinale Scherer ha ammonito che “se non ci sarà un nuovo orientamento dell’economia, proprio nel senso della comunione e della solidarietà” il cammino procederà “decisamente verso il disastro”, perché “il mondo non offre beni in quantità inesauribili” e perché “la ricchezza, se nn è condivisa, genera conflitti”. All’Edc il porporato riconosce di essere “una proposta di globalizzazione della solidarietà, come Giovanni Paolo II  ha tnto richiamato e che la Chiesa stessa richiama, che indica proprio un cammino di soluzione dei problemi, della povertà del nostro tempo. E richiama anche i rischi ambientali di una economia che non consideri il fattore solidarietà, il fattore comunione”.

Su questa linea si è espressa anche Maria Voce, presidente del movimento dei Focolari, in un video-messaggio inviato al seminario del 24 maggio. Pur riconoscendo che l’Edc “è oggi solo un piccolo seme di senape”, Voce ha sostenuto che tale impostazione “ha le potenzialità di contribuire a trasformare dall’interno l’intero sistema economico” piegandone i paradigmi al postulato del primato dell’uomo. “Lo chiedono il numero di indigenti, i giovani che domandano lavoro, la fame di speranza che si respira nel mondo” ha detto Voce, ricordando che “finché le risorse non saranno distribuite in modo equo non ci sarà mai un mondo unito”.

In questo senso, l’assemblea alla Mariapoli Ginetta è soprattutto proiettata sul futuro, per essere fedele a quello che Chiara Lubich aveva definito nel 1991 un appuntamento con la storia. E la storia di oggi è quella attraversata da una “economia drogata da una finanza senza regole”, mentre “popoli giovani premono alle frontiere dei popoli ricchi ed esigono un salto di qualità verso una economia più umana”, come è stato affermato negli interventi che si sono finora susseguiti.

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