Rassegna stampa

Avvenire - 29/05/2011

Brasile - A San Paolo un grande convegno sul progetto nato da un’intuizione di Chiara Lubich

Vent’anni di Economia di comunione

di Laura Badaracchi

pubblicato su Avvenire il 29/05/2011

logo_avvenireIn due decenni, si contano circa 800 imprese nei cinque continenti impegnate «a generare nuova ricchezza, a creare nuovi posti di lavoro e a condividere gli utili destinando una parte allo sviluppo dell’azienda, un’altra alla promozione della cultura di comunione e una terza parte ai meno abbienti».

Lo raccontano i Focolari, presentando i risultati dell’Economia di  comunione (Edc), nata due decenni orsono da un’intuizione di Chiara Lubich, sbarcata a San Paolo del Brasile: Paese che nel ’91 viveva una grave recessione, con un indice annuale di inflazione che arrivava al 500%.

In questo contesto, la fondatrice del movimento dei Focolari auspicava: «Qui dovrebbero sorgere delle industrie i cui utili andrebbero messi liberamente in comune con lo stesso scopo della comunità cristiana: prima di tutto per aiutare quelli che sono nel bisogno, offrire loro lavoro, fare in modo, insomma, che non ci sia alcun indigente. Poi gli utili serviranno anche a sviluppare l’azienda e le strutture della cittadella, perché possa formare uomini nuovi». Un sogno diventato realtà in tanti luoghi. E per stilare un bilancio dei vent’anni trascorsi e disegnare le prospettive future, oggi si terrà proprio a San Paolo - dove tutto è cominciato - il convegno internazionale «La profezia si fa storia: 20 anni di Economia di comunione».

 

Attesi oltre 1.500 imprenditori e lavoratori, studiosi e rappresentanti della società civile da 37 Paesi di 4 continenti, tra cui Canada e Stati Uniti, Corea e Filippine, Francia, Germania, Polonia e Serbia, Argentina, Bolivia e Perù, Costa d’Avorio e Nigeria. Saranno presenti personalità civili e religiose, tra cui economisti brasiliani quali il cardinale Claudio Hummes, già arcivescovo di San Paolo e prefetto emerito della Congregazione per il clero; Riccardo Abramovay, dell’Università di San Paolo, specializzato in economia solidale e Walter Barelli, rettore Unicamp Campinas, già ministro del lavoro e deputato federale.

Inoltre verranno presentate le concretizzazioni del progetto e un’autentica «Carta d’identità dell’Economia di comunione». «Si sta cercando di uscire dalla prima grande crisi dell’economia globalizzata». Una difficile congiuntura finanziaria da cui arriva «un messaggio forte e chiaro: questa economia crea enorme ricchezza, ma produce anche nuovi costi, non ultimo uno squilibrio sociale sempre più forte che provoca nel mondo una crescente intolleranza». Quindi la giustizia sociale e la comunione diventano oggi il tema dominante della nuova economia», evidenzia Luigino Bruni, docente di economia politica e coordinatore della Commissione internazionale dell’Edc, che ha promosso l’incontro.

Sulla stessa linea d’onda, anche studiosi asiatici e africani: nelle Filippine l’Edc costituisce un modello consono tra  l’organizzazione delle aziende e la cultura locale, per la coincidenza con i valori tradizionali di pakikipagkapwa (solidarietà), kagandahang loob (umanità/ gentilezza) e bayanihan (comunità). E a Nairobi John Maviiri, vicerettore dell’Università  Cattolica dell’Africa Orientale, è convinto che «un autentico sviluppo africano» debba «portare con sé la spiritualità di comunione».

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