Notiziario EdC

Economia di Comunione una cultura nuova rivista diretta da Alberto Ferrucci

Periodico quadrimestrale nato per collegare quanti aderiscono al progetto di Chiara Lubich per una economia di comunione nella libertà.

Cover_32Una economia per persone che si realizzano nella relazionalità, anziché nell'egoismo razionale, basata - anziché su una lotta per prevalere - su un "impegno per crescere insieme", rischiando risorse economiche, inventiva e talenti, per condividere la cultura del dare del Vangelo.

Cultura del dare che si dimostra sempre più fondamentale per orientare l'umanità negli anni Duemila, alla ricerca di nuove strade per affrontare la sfida ambientale e scongiurare nuove atrocità tra gli uomini causate dalla globalizazione dell'economia.

EdC n. 32 scarica il notiziario in formato di stampa

vedi anche: documenti PDF/notiziario EdC (archivio PDF, n°20 ad oggi)

I numeri precedenti del Notiziario possono essere scaricati dal sito:
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Una raccolta degli articoli più significativi dei primi 10 anni e 20 numeri del Notiziario "Economia di Comunione - Una cultura nuova" (dal 1994 al 2004) ha costituito il N.1 dei "Quaderni di Economia di Comunione" disponibile adesso online.

Lado C: novità al Polo Ginetta

Un capannone di 200 metri quadrati, nove dipendenti, borse e accessori di qualità. Una nuova azienda EdC in Brasile.

di Adriana Mendes

Adriana_Mendes_ridda "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.35 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.11 - 2012 - giugno 2012

«Da tempo sognavo di aprire un'azienda di EdC nel Polo Ginetta e in questa direzione avevo compiuto molti tentativi. Durante l'assemblea dei 20 anni di EdC a San Paolo, ho incontrato Jussara Gomes, imprenditrice EdC della Gicalli, azienda che opera da 18 anni a Rio de Janeiro». Così Aparecida Pina, conosciuta come Cida, racconta l'inizio delle attività della Lado C a fine gennaio 2012, condivisa con la socia Nadja Palmeira.

E continua: «Jussara mi ha offerto il suo aiuto: è nata una solida e generosa collaborazione, cominciando dalla concessione gratuita di tutto il know-how della sua azienda: prodotti e modelli, procedure e processi di produzione e porte aperte durante i mesi della preparazione del piano aziendale della Lado C».

Lado C oggi occupa nel Polo imprenditoriale Ginetta un capannone di 200 metri quadrati, in cui lavorano nove persone. Cinque ragazze che vivono nei dintorni sono state privilegiate nell’assunzione perché diversamente non avrebbero avuto l’opportunità di svolgere un lavoro come questo.

I primi prodotti sono nove: necessaire, grembiuli, porta rifiuti per auto, borse ecologiche per la spesa, porta monete, porta cellulari, Jussara_Cida1_ridporta macchine fotografiche, borse per asciugamano da mare, borsette da mare. La linea "Un posto per tutti" cerca di richiamare il più famoso scenario del Nordest brasiliano: le sue spiagge.

Lado C vuole essere un'alternativa “Creativa” nelle sue modalità organizzative, per la qualità dei suoi prodotti, nel modo di porsi nei confronti di clienti e fornitori, mettendo la persona al “centro” di tutto. Né capitalismo, né assistenzialismo o socialismo. Né lato A o B, ma una nuova via, la Comunione.

LadoC_prodotti_2«Oggi – ci dice Cida –, vedendo nascere Lado C, provo una gioia immensa! I fornitori, i clienti, i rappresentanti, gli enti pubblici, venendo qui respirano qualcosa di diverso e domandano subito: “Che cos'è questo Polo? Che idea muove questa realtà?».

«Con Jussara – continua Cidanon c'è alcun vincolo giuridico, ma solo condivisione di talenti, perché entrambe facciamo parte della “famiglia EdC”. All'inizio di gennaio Jussara è venuta da me con una delle sue sarte più esperte, potendo quindi effettuare una formazione seria alle nostre sarte. Recentemente Jussara ha manifestato il desiderio di entrare nella società, perché vede grandi prospettive di crescita. Lo farà attraverso suo figlio, Sérgio José de Souza Brito.».

«Tramite Lado C – conclude Cidaspero di poter contribuire alla formazione dei giovani e delle donne che abitano qui vicino al Polo, offrendo qualificazione e facendo crescere il loro reddito famigliare».

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