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Giovani in piazza, chance per la storia

Il grido della Terra, il grido dei giovani impegnati nei “Fridays for future”, quello più sommesso dei poveri, sono lo stesso grido, ricorda la Laudato si’

di Alessandra Smerilli

pubblicato su RomaSette.it il 14/10/2019

Il summit dell’Onu a New York sul clima si è concluso con tante buone intenzioni e poche azioni concrete. I discorsi iniziali del segretario generale Gutierres, con un invito all’azione, e della giovane attivista Greta Thunberg, leader di un movimento di ragazzi che ormai è diventato virale e mondiale, sembrano rimasti inascoltati. Anzi, alcuni leaders mondiali hanno dichiarato apertamente che sono interessati solo ai loro Stati e non intendono intraprendere azioni concrete per contrastare i cambiamenti climatici. Intanto i ghiacciai del Monte Bianco si stanno sciogliendo, minacciando abitazioni e popolazioni. E lo fanno sempre più velocemente. È un segno evidente che il riscaldamento globale non è una fantasia. Un grido della Terra silenzioso, ma inarrestabile, che non possiamo non ascoltare, che non possiamo non vedere.

Un grido che, oltre a suscitare vergogna e pietà per il modo in cui stiamo trattando il nostro pianeta, ci ricorda che siamo noi esseri umani quelli a maggior rischio di estinzione a causa di queste catastrofi. La Terra forse sopravvivrà, i suoi abitanti potrebbero invece estinguersi. Ce lo ricordano i ragazzi che hanno preso parte alla settimana di sciopero “Fridays for future” in tutto il mondo. A milioni hanno sfilato nelle strade e nelle piazze delle principali città dei cinque continenti. Anche in Italia i cortei sono stati numerosi, colorati, vivaci e chiassosi, vissuti con umorismo e passione, come solo i ragazzi sanno fare. “Vogliamo respirare il futuro”, “La nostra casa è in fiamme”, “Il nostro futuro vale più dei vostri profitti”, “Non abbiamo un altro pianeta”, alcuni degli slogan dei ragazzi che hanno sfilato in tantissime strade italiane.

Nessuno forse un anno fa avrebbe nemmeno immaginato che in poco tempo potesse nascere un movimento così esteso e così connesso. L’energia è tanta, i giovani sono uniti, comprendono che ora è il loro momento, che hanno una chance di cambiare il corso della storia. La sfida più grande in questo frangente è quella di fare in modo che questa energia non si disperda, che non sia una bolla di sapone. Alcuni segnali in questa direzione ci sono: adulti e istituzioni cominciano ad affacciarsi ai cortei e a dare spazio ai giovani per amplificare le loro parole, per accompagnarli nel cammino. Ma non basta. Bisognerebbe che tutti gli adulti si lasciassero provocare dai giovani e che ognuno facesse la sua parte, a livello personale, di imprese, ma anche come coscienza civile che in qualche modo orienta e costringe le istituzioni a prendere le adeguate misure.

Il grido della Terra, il grido dei giovani, quello più sommesso dei poveri, sono lo stesso grido, ci ricorda la «Laudato si’». E proprio da questo documento possiamo trarre ispirazione per un processo di cambiamento che investa tutti. Allora un primo passo, per non disperdere le energie dei giovani, potrebbe essere di leggere o rileggere, magari insieme, giovani e adulti, questo documento e insieme far diventare gli slogan i passi di un movimento che abbraccia tutto il pianeta, e in esso tutti coloro che vi abitano. (da Roma Sette del  29 settembre 2019)

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