Brasile 2011

EVENTI INTERNAZIONALI

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20 anni di Edc in Brasile dal 25 al 29 maggio 2011...

I 20 anni di Edc in Brasile sono stati un anniversario importante, non tanto per fare bilanci del passato, ma piuttosto per guardare al futuro di quelli che saranno i prossimi 20 anni di Edc, dal 2011 al 2031.In questa pagina vogliamo darvi conto dei due importanti eventi che per questa occasione si sono svolti: l’Assemblea Internazionale EdC “Protagonisti oggi di una nuova economia” dal 25-28 maggio 2011 - Mariapoli Ginetta (Vargem Grande Paulista) e l'evento conclusivo del 29 maggio 2011 - Sala Memoriale dell'America Latina (San Paolo) - La profezia si fa storia. 20 anni di Economia di Comunione.

Potete trovare qui tutti i contenuti disponibili su edc-online.org: i sondaggi, i testi degli interventi, i video, gli articoli…

Il Filo d'oro dell'Edc in Brasile

Logo_Brasile_2011_rid2Riportiamo l'intervento all'Assemblea Internazionale di Ana Maria Nascimento, una delle prime imprenditrici ad aderire all'invito di Chiara Lubich nel 1991, con la fondazione della scuola Aurora

Il Filo d'oro dell'Edc in Brasile in questi 20 anni

di Ana Maria Nascimento

110525_Ginetta_Ana_MariaVorrei, anche se brevemente, rivedere insieme, passo dopo passo, le tappe della meravigliosa storia di sviluppo dell’EDC in Brasile. Questa storia riflette l'idea che Chiara ha avuto e che, proprio in questa sala, ha annunciato nel suo discorso sull’ Economia di Comunione il 29 maggio 1991.

Dopo il suo discorso, che ha ricevuto il nome "La Bomba" perché è stata un'esplosione di speranza contagiosa,  Chiara ha chiesto, a chi l'aveva sentita, un parere su ciò che aveva detto.

Ognuno di noi si è sentito toccato nel cuore, lanciandosi a dare un contributo personale in vari modi. Alcuni imprenditori hanno aderito immediatamente con loro ditte; abbiamo visto una sorprendente comunione di beni: denaro, gioielli, terreni, case, disponibilità di tempo e di lavoro, disponibilità di trasferimenti, offerte di sofferenze e della propria vita.

 

Alcune persone si sono proposte di costruire imprese. Un gruppo ha pensato ad una confezione, un altro ad un poliambulatorio, e quello stesso giorno, un gruppo di insegnanti si avvicinò a me, suggerendo una scuola.
Ma non è possibile parlare della concretizzazione di tutto ciò senza menzionare un elemento chiave che è stata  Ginetta Calliari, probabilmente la più grande interprete di questa proposta di Chiara.

Sin dall'inizio, Ginetta si dedicò instancabilmente perché il progetto potesse “decollare” e, con la sua fede singolare, ha incoraggiato tutti noi che abbiamo aderito al progetto, mettendoci dentro la certezza che si trattava di un progetto di Dio e non degli uomini, e  quindi valeva la pena rischiare tutto per esso.

In effetti, c'è stato un terreno fertile perché Ginetta aveva già preparato il terreno per molti anni, attraverso il suo amore per il popolo brasiliano.Vide nell’ EdC una risposta alle ferite dei problemi sociali vissuti qui.Ha creduto nel progetto ed in ognuno di noi, ci ha spinto e ci ha portato a credere con lei.
Con la spinta di rispondere a Chiara con i fatti, non solo a parole, ci fu un’adesione di tutti i membri interni: ricchi e poveri, dal piccolo al grande, tutti soggetti coinvolti, causando un germogliare di vita nuova, idee, progetti da essere attuati.

Un gruppo, dalle parole di Chiara: "Noi siamo piccoli, poveri, ma molti", ha iniziato gli studi per formare una società per azioni, da cui tutti potevano partecipare, anche con un capitale minimo.Pure i bambini hanno organizzato varie attività per raccogliere fondi, consentendo loro di essere protagonisti in questo progetto.Anche i più bisognosi, hanno voluto dare il loro contributo, con circa 50 centesimi al mese, o una gallina, vero l'obolo della vedova che ha attirato le benedizioni del cielo.

Mentre si cercava un terreno che avesse la "vocazione" per il Polo, le nuove imprese cominciarono a costituirsi. La “La Tunica”, la Scuola di Aurora, l’ Ufficio di Contabilità Comunione, il Poliambulatorio Agape, hanno ricercato nella città dei posti per incominciare le loro attività.

Quando è stato acquistato il terreno per istallare il polo industriale "Spartaco" si é subito costruito il primo capannone per la prima azienda, "La Tunica".
Le iniziative sono state numerose, a volte piccole, ma sostenute e incoraggiate dalla generosità, dall'impegno non esenti dal sacrificio, da parte di molti membri del Movimento, oltre dall'audacia di chi si sentiva personalmente chiamato a collaborare e realizzare questo progetto.
Le parole di Chiara ci hanno lasciato un'impronta profonda:

"...o il nostro progetto per l'Economia di Comunione decolla, o rischiamo di perdere l’ appuntamento con la storia. "
La storia del Polo e delle prime aziende continuano a sostenerci profondamente, ancora oggi, come fondamento del progetto di Dio su EdC.
Concluso il primo capannone abbiamo visto la necessità di delinearne un secondo. Tuttavia, avevamo bisogno di un nuovo impulso economico da parte di tutta l’Opera. Nel 1994, Chiara, ha riproposto la realtà dell'Economia di Comunione, con la risonanza di una seconda esplosione della bomba, dicendo:

"(...) Tutti noi dovremmo fare ciò che è alla nostra portata. (...) Ho capito che, nonostante tutta la nostra buona volontà, quest'attività ha bisogno di un nuovo impulso per andare bene, piena di speranze, come in quella volta quando è nata."
Sentiamo l'urgenza di aumentare il numero di azionisti, assumendo la responsabilità della costruzione città terrestre accanto alla città celeste. Ricordiamo alcuni fatti:

In una sera di pioggia, tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro, in un dato punto della strada di fronte a un grosso nucleo di favelas, la macchina di Ercilia  si ferma a causa del traffico intenso. Lei guarda le baracche sotto la pioggia ...e una domanda la perseguita: " Sì, è vero ... che hai lavorato per l'Economia di Comunione, tuttavia, il tuo lavoro presso la Banca garantisce un buon stipendio, hai una vita stabile, sicura... Perché aspettare di andare in pensione per dare tutta te stessa all'Economia di Comunione?" Ercilia decide di lasciare il suo lavoro come manager presso la Banca, e si unisce ad altri, per creare una piccola azienda di detersivi e prodotti di pulizia, Eco-AR, aspettando il trasferimento al Polo Industriale.
Nel frattempo, nel giugno 1995, François Neveux, imprenditore ed industriale francese e specializzato nella produzione di materie plastiche, viene al raduno, pronto ad offrire la sua tecnologia e i brevetti dei suoi prodotti. Mentre si mette la medaglietta per il secondo capannone del Polo, François sente fortemente il bisogno di offrire non solo la sua tecnologia e brevetti, ma di aprire una filiale della sua fabbrica, proprio in questa nuova costruzione. E così è nata la “ROTOGINE”.

E il progetto va avanti.E ' necessario costruire un terzo capannone per ricevere la ECO-AR. Urge rafforzare l'inizio del capitale dell'Espri e nasce un'ispirazione: trovare, in questo periodo di consolidamento fra tutti i membri dell’Opera in Brasile, da 300 a 500 persone disposte a investire una somma fissa ogni mese. Questa proposta ha avuto un'adesione generosa, consentendo così la costruzione del terzo capannone.
Poco a poco, il polo é stato costituito, arrivando oggi ad accogliere 7 ditte, avendo ancora spazio per ospitarne altre.
In questi anni, non tutto è stato facile, non tutte le esperienze sono riuscite ad andare avanti. Nonostante tutti gli sforzi, alcune imprese non continuano...Altre invece sono emerse e si sono moltiplicati i poli.

Nel 2003 è stato acquistato il terreno per costruire il Polo Ginetta a Recife e nel 2007 all'inaugurazione era già concluso il primo capannone, grazie alla forza e coraggio dei primi 113 azionisti che ora sono 1.110. Attualmente, ci sono tre poli brasiliani: il Polo Spartaco, qui vicino, il Polo Ginetta a Recife ed il Polo Francois Neveux a Belém. Il numero delle imprese brasiliane che hanno aderito al progetto della EDC vanno oltre 100.
Parlando di queste esperienze Ginetta ha detto:

"Dopo tutti questi anni, possiamo dire che la geografia di Dio non è quella dell'uomo, perché Dio, scegliendo il Brasile, conosceva la tragica situazione economica del paese. Aprire imprese nel contesto sociale come il nostro, dove migliaia di fabbriche sono state chiuse a causa della crisi economica, è assurdo, è contro la logica umana ...

Ma questa "città terrena", che mostra una Economia che viene dal cielo, dal cuore della Trinità, non può tener conto della ragione umana, perché Cristo vuole che viviamo di fede:"Tutto è possibile per chi crede" (Mc 9,23).

All’inizio ho detto che insieme ad alcune insegnanti ho aperto una scuola. Racconto brevemente alcuni punti di questa esperienza:
Le prime sfide non tardano a comparire. Per ottenere il capitale iniziale, tutte si propongono di mettere un importo mensile e per fare ciò, ciascuna trova il modo. Non dimentichiamo Idione (ora in Paradiso), che per alcuni anni ha insegnato durante il giorno per mantenere la famiglia e la sera per aiutare a costruire la scuola. Ci sono stati anche coloro che hanno fatto donazioni delle loro economie, perché volevano vedere "decollare" il progetto senza voler nulla in cambio. La generosità è stata la caratteristica di questo periodo.

Il gruppo che ha iniziato la scuola aveva una chiara missione: da un lato dovrebbe essere un' impresa dell’ EdC e dall'altro, dovrebbe costruire una scuola che potesse esprimere il nome che aveva ricevuto: Aurora, significando la nascita di qualcosa di nuovo nel campo dell'educazione.
In questi vent'anni nella Scuola, abbiamo attraversato delle crisi, ma anche abbiamo avuto molte gioie.Abbiamo visto sorgere, infatti, una nuova scuola, nuova nei rapporti, nuova nei metodi di insegnamento centrato sulla persona e nuova nei risultati.Lavorare duro con grande responsabilità e con la certezza che tutto quello che facciamo è sempre troppo poco, troppo piccolo, di fronte ad un grande progetto cosi grande, ci mette nella dimensione reale di ciò che facciamo.

Abbiamo imparato che le migliori decisioni sono quelle che facciamo con l'assicurazione di Gesù in mezzo, e che il rapporto costruito, é forse, il nostro più grande profitto. Ogni anno, abbiamo elaborato e rielaborato con gli studenti delle regole della convivenza della Scuola.Quest'anno, per festeggiare i nostri 20 anni abbiamo fatto notevoli cambiamenti, con i rappresentanti eletti da tutte le classi. Anche in questo caso la regola d'oro: "Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te" è stata nominata la norma principale e sono state approvate le modifiche apportate da una grande assemblea di studenti. Abbiamo sempre avuto la convinzione che l'educazione non si limita alla scuola, ma si estende a tutta la vita.

Ogni anno prepariamo una Fiera Culturale, dove ciò diventa più visibile. Tutto è costruito a partire dalla conoscenza e dal rapporto con l'altro che può essere: un collega, un insegnante, un funzionario, un familiare,  un visitatore!La Fiera Culturale ha la capacità di scatenare nella scuola un importante aspetto della nostra azione: la cultura dell’ aiuto.Nell’ ultima Fiera, questo aspetto è sbocciato magnificamente. La domanda che più si sentiva è stata:"Posso aiutare?"

Festeggiando con l’EdC i 20 anni di scuola, siamo giunti alla conclusione che ciò che ci spinge a continuare è la convinzione che il "socio invisibile" sempre ci sostiene e che ognuna di noi crede fortemente nel progetto dell’ EdC e vogliamo mantenere a tutto i costi, i passi fatti con Chiara.
Ora abbiamo un piccolo video di 5 minuti che mostra la scuola, sotto il punto di vista di due ex alunni, che sono attualmente iscritti nelle facoltà di Cinema / TV, e Suono.

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