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Don Colmegna in sciopero della fame

«Scarcerate quella mamma romena»

La 29enne, ospite della Casa della Carità, deve scontare una pena per un assurdo burocratico. Ha tre bambine

pubblicato su Corriere.it Redazione Milano il 04/02/2013

Virginio_Colmegna_ridMILANO - Il direttore della Casa della Carità don Virginio Colmegna ha iniziato uno sciopero della fame (lui lo definisce «digiuno») per fare in modo che esca dal carcere di Como la giovane mamma romena di 29 anni che - come anticipato ieri dal «Corriere» - deve scontare una pena di sei mesi per accattonaggio per un fatto che risale a anni fa, anche se nel frattempo, grazie alla Casa della Carità, ha trovato casa, lavoro e manda le tre bambine a scuola. Secondo don Colmegna il suo caso è una dimostrazione che «in carcere ci stanno persone che non ci dovrebbero stare».

L’ANNUNCIO - Il direttore della Casa della Carità ha dato l’annuncio alla presentazione della campagna di sensibilizzazione, riflessione e proposte sulla condizione di vita delle persone recluse «Carcere, diritti e dignità». «Io inizio oggi il digiuno - ha spiegato - e continuerò finché non esce dal carcere».

DICHIARATA CONTUMACE - Il Tribunale di Milano, l’anno scorso, l’ha condannata a sei mesi di reclusione per un’asserita accusa di «accattonaggio con minore» risalente al 2006. I giudici, lette le attestazioni di «vane ricerche» prodotte dai carabinieri, prima l’hanno dichiarata contumace e poi l’hanno condannata. In realtà sarebbe sempre stata reperibilissima: «Inizialmente - dice don Virginio Colmegna - è stata residente per diverso tempo qui da noi in Casa della Carità». Così come nessuno ha mai chiesto di lei ai datori di lavoro succedutisi in questi anni e risultanti dalla documentazione Inps: il tutto prodotto ora in copia al tribunale per chiedere di restituire alla donna la sua vita.

LA GIORNATA - L’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino cha annunciato che per il 9 marzo prossimo è stata organizzata una giornata di «mobilitazione cittadina» a Milano per sensibilizzare sulla condizione delle carceri. «Ci uniamo a Don Virginio Colmegna e al suo atto di denuncia delle disumane condizioni di vita dei detenuti nelle nostre carceri - ha spiegato l’ assessore -. Chiederemo ancora una volta ai milanesi di donarci dei libri che porteremo a San Vittore, Opera, Bollate e al Beccaria, una iniziativa che sarà al contempo di solidarietà verso le detenute e i detenuti e di protesta per le condizioni in cui vivono». Il suo però è anche un «appello al nuovo Governo affinché affronti subito e con azioni certe la situazione delle carceri». «Le istituzioni, a tutti i livelli - ha concluso -, devono muoversi per individuare soluzioni che restituiscano alla pena il ruolo previsto dalla Costituzione e il carcere sia inteso ed applicato come ultima soluzione».

 

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