• Economia di Comunione
    Persone e imprese che attivano processi di comunione.
    Idee e pratiche per un agire economico improntato alla reciprocità e all’accoglienza.
    Un ambito di dialogo e di azione per chiunque voglia impegnarsi per una civiltà più fraterna guardando il mondo a partire dagli esclusi e dalle vittime
    scopri di più...
  • The Economy of Francesco
    Nuove date per "The Economy of Francesco", 19-21 Novembre 2020scopri di più...
  • #EoF: Nuove date Side Event, Perugia 2020
    Promosso da Economia di Comunione, il side-event di Perugià del 20-22 novembre 2020 è per tutti coloro che non possono partecipare direttamente all’Economy of Francescoscopri di più...
  • Più grandi della colpa: il corso estivo SEB sui Libri di Samuele
    Promosso da Scuola di Economia Civile e dal Polo Lionello Bonfanti, un corso dedicato ai Libri di Samuele, con Luigino Bruniscopri di più...
  • Rapporto Edc 2018
    Disponibile il Rapporto Edc 2018. Guarda il video e scopri di più con la scheda di approfondimento.scopri di più...

Economia di Comunione

Persone e imprese che attivano processi di comunione.

Idee e pratiche per un agire economico improntato alla reciprocità e all’accoglienza.

Un ambito di dialogo e di azione per chiunque voglia impegnarsi per una civiltà più fraterna guardando il mondo a partire dagli esclusi e dalle vittime.

0

Notre-Dame e le altre cattedrali: simbolo di un’Europa oggi al bivio

I Commenti de "Il Sole 24 Ore" - Mind the Economy, la serie di articoli di Vittorio Pelligra sul Sole 24 ore

di Vittorio Pelligra

pubblicato sul Sole 24 ore del 21/04/2019

Da Nord a Sud, da Est a Ovest, da Colonia a Firenze, da Vienna a Burgos, le cattedrali d’Europa hanno rappresentato per secoli il sistema linfatico del continente. Ben prima che le frontiere degli stati-nazione si affermassero, nel corso del XII e XIII secolo, il continente si è «ricoperto di un bianco mantello di chiese», come ebbe a riportare un cronista dell’epoca. Punti focali all’interno delle rinascenti città, le cattedrali, hanno rappresentato non solo luoghi di culto e di elevazione spirituale, ma fucine di cultura, con le loro cattedre e i loro cattedratici, con le loro scuole nelle quali si insegnava oltre alla liturgia, anche filosofia, grammatica, latino e musica.

Parigi e Notre-Dame furono certamente uno dei nodi nevralgici di questo sistema che ha innervato per secoli il continente. Lì crescevano i germogli delle future università; lì, nella sua magnificente abside, si riunivano, ancor prima che la cattedrale venisse ultimata del tutto, sotto la guida di magister Leoninus e di magister Perotinus, i cantori che perfezionarono e donarono al mondo la meraviglia della musica polifonica.

Anche a occhi non più abituati a scrutare nelle profondità dei simboli, a leggere significati oltre le due dimensioni della superficie, a cogliere il senso indicibile nell’oscurità del mistero, l’incendio della cattedrale parigina non può, oggi, non rappresentare un potente quadro di morte e vita. Non possiamo non pensare alla morte e alla resurrezione di Cristo, di cui si fa memoria durante la Settimana Santa e le cui celebrazioni culminano nella notte di Pasqua, in un rito che ha la fiamma e la luce come elementi originari. Sabato notte, in tutto il mondo, si è celebrata la liturgia della luce: da una fiammella a mille candele per rischiarare e riportare la luce della vita in chiese oscurate dal peso della morte.

Cosa può dirci oggi questo simbolo parigino, ma in realtà universale, di morte-vita? Quei muri fumanti e circondati ancora da impalcature contorte? Cosa ci dicono queste chiese-cattedrali, questa nervatura continentale, luoghi di storie, di arte e di conoscenza? Ci rendono, credo, esplicita ed evidente l’anima dell’Europa, il suo destino e la sua vocazione più profonda. Non più quella all’egemonia politica del «leone affamato», per dirla con Hegel, ma quella orientata all’egemonia dei diritti dei popoli; la possibilità di incarnare e testimoniare il valore della libertà, dell’uguaglianza e, soprattutto, del principio dimenticato della fraternità. Il destino dell’Europa può essere, oggi, quello di una collezione di Stati, dimentichi di una tragica storia comune, alla ricerca di una individuale affermazione di potenza, ingenuamente confrontati con i titani emergenti e emersi. Oppure. Oppure può essere quello di una nuova Atene nell’impero globale. Così come, pur politicamente ininfluente, Atene animò – donò un’anima - sul piano culturale e della conoscenza, all’Impero Romano, così, oggi, l’Europa può farsi portatrice nei nuovi imperi globali di una visione della politica, della società, dell’economia, delle relazioni tra popoli, figlia della cultura umanista e personalista di cui è stata culla nei secoli. Saremo capaci di questa altissima vocazione? Quegli stati nazionali che nascono per porre fine a guerre di religione e a guerre civili, assicurando le libertà economiche e favorendo lo sviluppo, come potranno oggi trasformarsi per essere compiutamente strumento di civilizzazione, coerentemente con la globalizzazione immanente nello spirito europeo? Questa contraddizione – chiusura nazionale e apertura globale - oggi si evidenzia ed esplode. Solo puntando ad essere l’Europa dei popoli e delle nazioni federali, non più quella degli stati-nazione, che l’ha portata per ben due volte nel giro del secolo breve, sull’orlo dell’abisso, saremo capaci di sciogliere questa antinomia. Perché le spinte alla chiusura e a nuovi-vecchi gretti nazionalismi sono oggi, non solo antistoriche, ma anche potenzialmente patogene.

È una resurrezione dello spirito europeo, ciò di cui il nuovo impero ha oggi bisogno? Davanti alle sfide epocali che ci si pongono di fronte, per lo più in una inconsapevolezza ancora diffusa, la nostra cultura dei diritti, dell’inclusione, del dialogo e della bellezza, può offrire risposte inedite e quanto mai necessarie.

Nel giorno di Pasqua, il Cristo risorge con il suo corpo, ma non cura le sue piaghe. Continuano a stare lì, sulle mani, sui piedi e nel costato, trafitti a testimoniare il costo del sacrificio e della redenzione. Le pareti incenerite di Notre-Dame staranno ancora lì a lungo, a testimoniare la fragilità nostra e della nostra storia. Così come i morti e le sofferenze delle guerre mondiali che l’Europa ha incubato e originato. Come nei grandi quadri di Anselm Kiefer dedicati a “Le cattedrali di Francia”, si mostra la consunzione delle torri, dei palazzi celesti, interpretati qui come cattedrali gotiche, il tempo che consuma e trasforma, la vita che scorre e cambia. A noi oggi decidere se questo cambiamento, in forte accelerazione, rappresenterà, per l’Europa, nonostante, o forse proprio grazie alle sue “piaghe”, un nuovo destino di luce pasquale. Oppure sceglieremo l’involuzione verso movimenti centrifughi e spinte disgregatrici, che ci ricacceranno ancora una volta dentro il sepolcro della storia, con i suoi morti.

Novembre 2020, Assisi
"The Economy of Francesco"

 i giovani, un patto, il futuro

www.francescoeconomy.org

i giovani,un patto,il futuro

Seguici su:

Rapporto Edc 2018

Rapporto Edc 2018

SCARICA I DOCUMENTI

SCARICA I DOCUMENTI

L’economia del dare

L’economia del dare

Chiara Lubich

"A differenza dell' economia consumista, basata su una cultura dell'avere, l'economia di comunione è l'economia del dare..."

Le strisce di Formy!

Le strisce di Formy!

Conosci la mascotte del sito Edc?

Il dado per le aziende!

Il dado per le aziende!

La nuova rivoluzione per la piccola azienda.
Scarica la APP per Android!

31-07-2020

l mondo degli ordini religiosi non è sovrapponibile al mondo delle imprese. Eppure, soprattutto nei...

24-05-2020

I provvedimenti del governo mettono in campo notevoli risorse necessarie per risollevare le sorti...

17-04-2020

Il dibattito sulle misure da adottare per attenuare gli effetti economici della pandemia da...

05-08-2020

I Commenti de "Il Sole 24 Ore" - Mind the Economy, la serie di articoli di Vittorio Pelligra sul...

31-05-2020

Editoriali - Lavoro e cura per questo tempo di Alessandra Smerilli pubblicato su Avvenire il...

COME FARE PARTE

Image
Opla
AMU
Eoc
aipec

Seguici su:

Corsi di Economia Biblica 2019

scuola biblica box

14-15 settembre 2019
(Libro di Qoélet)
vedi volantino - Per maggiori informazioni - iscriviti qui

Rapporto Edc 2017

Rapporto Edc 2017

L’economia del dare

L’economia del dare

Chiara Lubich

"A differenza dell' economia consumista, basata su una cultura dell'avere, l'economia di comunione è l'economia del dare..."

Le strisce di Formy!

Le strisce di Formy!

Conosci la mascotte del sito Edc?

Chi è online

Abbiamo 569 visitatori e nessun utente online

© 2008 - 2019 Economia di Comunione (EdC) - Movimento dei Focolari
creative commons Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons . Progetto grafico: Marco Riccardi - info@marcoriccardi.it

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito. Chiudendo questo banner, o continuando la navigazione, accetti le nostre modalità per l’uso dei cookie. Nella pagina dell’informativa estesa sono indicate le modalità per negare l’installazione di qualunque cookie.