Continua la
crescita, anno dopo anno, del numero delle tesi di laurea discusse sul progetto dell' Economia di Comunione.
I loro argomento dimostrano il progressivo ampliarsi delle indagini sul progetto EdC, con particolare riguardo ai vari aspetti economici ed organizzativi che scaturiscono dal mettere "al centro" la persona.
Le tesi sono consultabili sul sito:
http://www.ecodicom.net ![]()
Alberto Virzì
Università degli studi “Kore” di Enna, 23 marzo 2012, Lingua: italiano, Relatore Prof. Alfonso Provvidenza
Scopo della tesi era presentare il progetto dell’EdC, analizzandone l’aspetto innovativo: possano esistere aziende che usano il profitto non solo per arricchire l’imprenditore ma anche per fini sociali. Si conclude che EdC è un progetto valido, che funziona perché è legato alla scelta degli imprenditori di aderirvi completamente e nell’aiuto che la Provvidenza non fa loro mai mancare.
Emanuela Cavaleri
Università degli studi di Catania, 26 marzo 2012, Lingua: italiano, Relatore: prof.ssa Maria Olivella Rizza
Dall’analisi dell’esperienza di EdC emerge la percorribilità della proposta dell’economia civile e la sua compatibilità con l’economia di mercato. In particolare, in Africa la recente nascita di numerose nuove esperienze imprenditoriali legate all’EdC ne ha mostrato l’applicabilità in questo specifico contesto. Tali esperienze, che si sono inserite in reti di relazioni e di reciprocità già esistenti, sono un segnale della volontà di molti in Africa (giovani in particolare) di accogliere la sfida della creazione della ricchezza come alternativa virtuosa alla sola redistribuzione come primo passo per migliorare la propria situazione e quella della propria comunità.
Simona Longhitano
Università degli studi di Catania, Facoltà di Scienze politiche, 22 marzo 2012, Lingua: italiano, Relatore: prof.ssa Tiziana Briulotta
Quando il dono trova spazio nell’economia, l'homo oeconomicus viene soppiantato dall'homo agapicus, che è attore di un'economia altra, ormai da diversi anni applicata nell'EdC. L’attuale crisi economica, finanziaria e morale spinge a cercare economie altre che provochino un mutamento dall'interno del sistema capitalistico. L'EdC mantiene libertà ed uguaglianza ripristinando il principio dimenticato della fraternità. Una cultura economica che apre alla ragionevolezza, alla diversità, all'ascolto, alla reciprocità, alla fraternità.
Irene Lombardo
Università degli Studi di Firenze, 28 febbraio 2012, Lingua: italiano, Relatore: prof. Giovanni Marocci
Obiettivo della tesi era di individuare la distanza tra i valori del modello EdC e la loro effettiva attuazione, in base alla percezione del vissuto in alcune realtà del Consorzio Tassano. I risultati evidenziano indicatori positivi di benessere organizzativo, forte cittadinanza organizzativa, coerenza di valori, valorizzazione, utilità sociale, ascolto attivo, relazioni collaborative. La centralità della persona nella cura e nei rapporti tra i lavoratori e con la dirigenza è riscontrata come una realtà: la relazione favorisce un benessere organizzativo che si riflette sulla soddisfazione nel lavoro e nei confronti dei suoi fruitori.
Chiara Bagnato
Università Cattolica del Sacro Cuore - Piacenza, 16 febbraio 2012, Lingua: italiano, Relatore: prof.ssa Carlotta D’Este
Lo studio della Responsabilità sociale d’impresa mostra una certa tendenza delle imprese a tener conto, tra i propri obiettivi, delle esigenze ambientali e degli aspetti sociali del territorio in cui operano. Le imprese EdC appaiono compatibili con le forme organizzative dell’economia occidentale, e luogo di comunione in cui l’indigente è visto come protagonista di un rapporto che incentiva la collaborazione e suggerisce nuove iniziative imprenditoriali improntate alla sobrietà e all’essenzialità.
Anouk Grevin
Università di Nantes (Francia), 7 dicembre 2011, Lingua: Francese, Relatore: prof. Mathieu Detchessahar
Lo scopo del dottorato sul “malessere lavorativo nelle organizzazioni sanitarie” era di individuare condizioni organizzative e gestionali favorevoli alla salute dei manager e dei lavoratori e si è svolto con una ricerca sul campo in due organizzazioni, affette da “iperattività manageriale”. Secondo la teoria del dono, il lavoro contiene una parte di “dono di sé” che, se non riconosciuto, causa malessere lavorativo. I responsabili e i top manager devono evitare che gli strumenti di gestione si sostituiscano alla relazione e al dialogo, imparando a “cogliere il dono”.
Maria Célia Silva Teixeira e Clélia R. Junqueira Binencasa
Università Estácio de Cotia (SP – Brasile), 30 novembre 2011, Lingua: portoghese, Relatore: prof. Pedro Lacchia
Lo studio analizza l’EdC e il Microcredito – che, pur avendo origini diverse, nascono entrambi per ridurre la povertà – tramite lo studio degli scritti di Chiara Lubich e di Yunus Muhammad, e con interviste ad operatori di EdC e tenendo conto dell'esperienza di lavoro di un giovane brasiliano al Banco Gramen. Si conclude che entrambi i progetti, sulla base del concetto di giustizia e di solidarietà ai poveri, cercano, pur in maniere diverse, di camminare per l’inclusione sociale, considerando i poveri dei cittadini che hanno diritto ad un giusto credito.
Edson Mota dos Santos
Florida Christian University, 29 novembre 2011, Lingua: portoghese, Relatore: prof. Roberto Vertamatti
La ricerca analizza l'influenza dell’EdC sulla comunità, osservandone l’impatto su economia locale e sostenibilità, e sottolinea il mutuo vantaggio che deriverebbe dal dedurre dal reddito imponibile delle aziende quanto le stesse devolvono a favore della comunità in cui operano, cooperando con lo Stato a favore delle persone più svantaggiate. Le banche potrebbero dare valore a queste imprese, concedendo prestiti con la tranquillità che può venire dall’evidenza dell’applicazione di buone pratiche "Social Corporative Governance".
Antonella Perlari
Università degli Studi di Verona, 24 novembre 2011, Lingua: inglese, Relatore: prof.ssa Silvia Cantele
Dall’analisi dei risultati di una indagine su piccole aziende EdC del Nord Italia emergono due dati: vivendo l'EdC si migliorano i rapporti con fornitori, dipendenti e clienti e le aziende sono disposte a impegnarsi economicamente per applicare la Responsabilità sociale d’impresa (Rsi). Alcune aziende mostrano simboli di Rsi ma non trattano equamente i loro interlocutori; altre, invece, senza esibire nulla, curano i rapporti con i dipendenti, e praticano la Rsi con serietà e regolarità.
Rui Filipe Sardinha Faia
ISCTE-IUL, Lisbon University Institute, 15 novembre 2011, Lingua: Portoghese, Relatore: prof.ssa Maria de Fátima Ferreiro
L'EdC offre un cambio di paradigma che, valorizzando le relazioni in economia, porta ad un rinnovamento anche sociale. È la “reciprocità” il fattore che accomuna l'EdC all'economia solidale: entrambe mettono l'uomo al centro e questo può costruire un'altra “economia”.
Ruiz Julio Argentino
Universidad Pontificia de Salamanca, 7 ottobre 2011, Lingua: spagnolo, Relatore: prof. Fernando Fuentes de Alcántara
Nella Caritas in veritate si annuncia che fraternità, principio di gratuità e logica del dono sono intrinseci all’attività economica. L’analisi di due casi di aziende dell’EdC indica che l'enciclica apporta ricchezza e senso della trascendenza al rinnovamento già presenti nella ricerca e nella storia.

Suzana T. Matiello
Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale – Istituto Teologico “S. Pio X” Catanzaro, 15 marzo 2011, Lingua: italiano, Relatore: prof. Giuseppe Silvestre
La tesi approfondisce l’enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate e la formazione di "uomini nuovi" proposta da Chiara Lubich nei Poli imprenditoriali, nell’università Sophia e nelle scuole di EdC. La categoria della comunione può dare risposte di speranza in questa crisi economica e finanziaria che è anzitutto antropologica.
Federica Dell’Olio
Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Facoltà di Scienze Politiche, 11 luglio 2011, Lingua: Italiano, Relatore: Prof. Franco Chiarello
Federica Dell’Olio - email:
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Può la fraternità essere il principio di orientamento che conduce al superamento delle forti contraddizioni che segnano la nostra epoca? La fraternità oggi è considerata il “principio dimenticato” in funzione del solo sviluppo dei principi di libertà e uguaglianza. Anche nell’ambito
dell’analisi economica ne è apparsa palese l’assenza e la conseguente spaccatura tra sfera economica e sociale, ritenuta da molti studiosi causa delle attuali inefficienze e anomalie dell’economia. L’esperienza delle aziende EdC dimostra invece come l’applicazione del principio di fraternità paghi: in un’economia competitiva come quella attuale in cui aziende falliscono pur avendo tagliato tutti i costi possibili, le aziende EdC vanno avanti anche con una certa solvibilità, pur pagando stipendi adeguati, tutte le tasse e contribuendo all’EdC.
Franco Bruni
Istituto superiore di scienze religiose di Ascoli Piceno “Mater Gratiae”, 21 dicembre 2010, Lingua: Italiano, Relatore: Prof. don Vincenzo Tassi
Franco Bruni - email:
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La tesi ha affrontato il tema di un’economia che nasce dalle esperienze carismatiche. I cristiani, cercando di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù, sin dal primo secolo hanno realizzato una certa “comunione dei beni” tra di loro. Questa pratica si è trasmessa nei secoli fino a oggi, quando ha ispirato una nuova visione dell’economia: l’Economia di Comunione.
Selene Rotundo
Università degli Studi di Torino, 23 novembre 2006, Lingua: Italiano, Relatore: Prof. Gilberto Turati
Selene Rotundo - email:
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Scopo della tesi è analizzare le motivazioni alla base del progetto “Economia di Comunione” estrapolandone i punti fondamentali: la cultura del dare, la logica dei tre terzi, la componente etica che motiva gli imprenditori a cambiare il proprio modo di agire economico. Si è poi aperto uno scorcio sulla nascita dei poli produttivi. Il breve percorso analizzato ha evidenziato luci e ombre dell’EdC: per ciascuna si è cercata una possibile soluzione.
Nives Della Valle
Seconda Università degli Studi di Napoli Facoltà di Economia, 21 luglio 2011, Lingua: Italiano, Relatore: Prof. Mario Sorrentino
Nives Della Valle - email:
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La tesi analizza l’innovativo percorso del progetto dell’EdC che coniuga l’attività economica, l’efficienza e il profitto, con le attività civili, solidali ed eticamente orientate. L’EdC si identifica come un nuovo principio organizzativo capace di innescare processi di solidarietà che sortiscono esternalità positive efficaci ben oltre i confini aziendali. L’impresa EdC appare come luogo di comunione nella quale si innescano atteggiamenti nuovi, quali la centralizzazione dell’indigente, visto come protagonista di una relazione che lo incentiva alla collaborazione e, al contempo, crea la spinta per nuove iniziative imprenditoriali improntate alla sobrietà, all’essenzialità nelle strutture e in coloro che vi operano. Il progetto dell’EdC appare come una proposta in equilibrio, e non confliggente o rimpiazzante, con le forme organizzative dell’economia occidentale.
Elena Manigrasso
Consorzio Interuniversitario Roma, 29 aprile 2011, Lingua: Italiano, Relatore: Team Tutoraggio For.Com.
Elena Manigrasso - email:
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La tesi, scritta nell’ambito del corso “Educazione e disagio giovanile: metodi e tecniche per la didattica”, studia il concetto di alterità e identità all’interno della società odierna. Il tentativo è quello di formulare ipotesi di nuove proposte culturali per venire incontro alle emergenze educative, lavorative, etiche. Il punto di partenza sono i contenuti della Summer school di Economia civile di Taranto del 2010, dedicata a un modo nuovo di fare economia legata al concetto di agape.
Alejandra Vasquez
Istituto universitario “Sophia”, Loppiano, 20 settembre 2011, Lingua: Italiano, Relatore: Prof. Luigino Bruni
Alejandra Vasquez - email:
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Le relazioni, un tema davvero urgente nell’attuale fase politica ed economica della nostra società globalizzata e interculturale. Se le relazioni hanno certamente un valore, questo valore è anche economico? Per rispondere a questa domanda la tesi ha analizzato il pensiero della filosofa contemporanea Martha Nussbaum, cercando di considerare i tratti più significativi del suo approccio al tema dei beni relazionali, a partire dalla sua fonte principale di ispirazione: Aristotele. Tale pensiero è stato poi confrontato con altre discipline, in particolare quella economica, per evidenziarne la prospettiva antropologica sottesa. È emersa l’importanza della crisi delle relazioni che viviamo a livello mondiale. I veri beni legati alle relazioni sono stati sostituiti con reti virtuali, reality show, scenari illusori della realtà che vanno a riempire il vuoto antropologico provocato dalla nostra società.
Hye Lan Lee
Indirizzo Economico Istituto universitario Sophia, Loppiano, 5 luglio 2011, Lingua: Italiano, Relatore: Prof. Giuseppe Argiolas
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Il leader può essere considerato come una “sorgente di relazioni”. Tali leader, animati da profonde motivazioni intrinseche e capaci di favorire e intessere dinamiche interpersonali, possono essere considerati non solo apripista relazionali, ma anche generatori di una leadership diffusa e diffusiva, aprendo così la strada alla disseminazione di valori umani in tutto il settore dell’economia. Ecco perché a nostro avviso con l’Omi e con i suoi nuovi leader, può nascere un’economia nuova.
Pasquale Indolfi
Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 19 novembre 2010, Lingua: Italiano, Relatore: Prof. Marco Musella
Pasquale Indolfi - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
L’EdC poggia sul ripensare l’antropologia su cui l’economia è basata. Dove l’Economia di Comunione è vissuta avviene un cambiamento sostanziale; i bisognosi riacquistano la propria dignità, diventando attori principali del progetto e non semplici assistiti; il rapporto tra beneficiari e donatori perde drammaticità; è realizzata una vera redistribuzione globale della ricchezza.
Alessia Merico
Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, 16 marzo 2010, Lingua: Italiano, Relatore: Prof. Carmine Clemente
Alessia Merico - email:
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L’attuale crisi economica pone seri interrogativi sull’efficacia dell’attuale sistema economico. Può l’Economia di Comunione, che è una realtà protesa al bene comune, essere una proposta alternativa, anche in quanto portatrice di ethical innovation, cioè creazione di un vantaggio differenziale rispetto ai concorrenti? Si è così analizzata l’esperienza dei poli industriali, dove l’obiettivo è instaurare un clima di collaborazione e di mutua assistenza, condividendo i valori etici e culturali di fondo. Scopo della tesi: aprire gli occhi su un mondo spesso ignorato, su un modo di concepire l’economia e il mercato più costruttivo, solidaristico, attento al bene comune e fondato sul principio di reciprocità.
Le site officiel de l'ÉdeC est en ligne:
economie-de-communion.fr
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