Nairobi EoC School: obbiettivo "reciprocità applicata" raggiunto

La International EoC School Nairobi 2015 si è conclusa ieri tra danze, ringraziamenti, promesse, condivisione di iniziative, responsabilità, sogni e progetti.

di Lili Mugombozi

150526 Nairobi EoC School 44 ridA consegnare i certificati agli studenti, in un’atmosfera di calore e colori è il professor Aloyse Ayako, Decano di Facoltà di Economia e commercio alla Catholic University of Eastern Africa (CUEA). “A nome della CUEA, vi ringrazio per i vostri sforzi di questi giorni, per aver cercato entrare con la vostra intelligenza e la vostra vita nella dinamica dell’EdC. Ringrazio anche i vostri docenti che vi hanno dato questa opportunità”.  Il Prof. Ayako, già alto funzionario alla Central Bank del Kenya, ha formato tanti economisti, managers e docenti del Paese: “Dopo avere conosciuto da vicino i valori dell’EdC, posso dire che l’EdC è la strada per mondo davanti a noi”.

La CUEA è stata parte attiva nella realizzazione di questa scuola: una partnership che risale  all’accordo siglato nel 2011 e che ha avuto come frutti la realizzazione di due corsi su Edc presso la CUEA a luglio 2011 e 2012. Ieri mattina mattina, ricordando quel momento storico, il Professor Ayako ha sottolineato il desiderio e l’impegno dell’Università che questo rapporto si sviluppi sempre di più.

E’ impossibile esprimere in poche righe la profondità e la gioia espressa spontaneamente150526 Nairobi EoC School 42 rid dagli oltre 170 partecipanti alla scuola che hanno raccontato come ciascuno ha vissuto questi giorni. Emerge un fattore comune nelle loro impressioni: pur provenendo da razze, culture, religioni, professioni, lingue diverse, si sono ritrovati fratelli: “siamo una famiglia, abbiamo vissuto la comunione, eppure eravamo qui a studiare categorie economiche, come è successo?”. Ad ascoltare le impressioni non c’è dubbio che gli obiettivi che ci si era prefissati siano stati raggiunti: il metodo concordato il primo giorno, la reciprocità, è stato applicato.

 “Siamo venuti in cinque dal Burkina Faso, due di noi sono musulmani, mentre gli altri tre amici sono cristiani. Devo dirvi la verità, venendo qui – dopo tutto quello che è successo – avevamo paura, eravamo incerti, non sapevamo come saremo stati ricevuti. Con grande nostra sorpresa, ci siamo subito sentiti in famiglia. Incredibile! Un’altra domanda che avevamo: ‘come faremo per pregare?’, non sapevamo come chiedere almeno un piccolo angolo di questo centro per poter dire le nostre preghiere. Ma quando ci hanno fatto vedere il posto preparato per 150526 Nairobi EoC School 46 ridnoi, ecco un’altra grande sorpresa: era proprio vicino alla cappella dei cristiani! Una grande sala, un posto degno di una Moschea”. E aggiunge un giovane del Congo: “Sono protestante, felicissimo di essere stato con i  miei fratelli cattolici, mi sono trovato in famiglia”. Mentre un Burundese confida: “non ho mai avuto l’opportunità di visitare un’impresa dell’EdC, ma me la sono immaginata  in questi giorni, deve essere come questa scuola. Dove regna la pace, la semplicità, l’armonia”.

Se i giovani sono stati invitati dai loro docenti a sognare, a puntare il alto, in tanti hanno fatto ancora di più: “attraverso questa scuola ho ridefinito i miei sogni per la mia Africa, 150526 Nairobi EoC School 43 ridper il mio Congo e per il mondo intero. Voglio vivere per vedere questa profezia realizzarsi: un mondo nuovo”. Altri ancora scoprono che sognare non significa delegare le proprie responsabilità ad altri: “una volta si diceva che siamo il futuro, ora diventa sempre più chiaro che siamo il presente. Se non incominciamo ora, come lo faremo domani? Non possiamo prescindere dall’opportunità che ci è donata nell’oggi” dice Abram del Messico. Ringraziando i docenti, Edit del Congo dice: “in questi giorni ci avete dato la chiave. Ci avete mostrato quanto noi giovani siamo creativi: non dobbiamo aspettarci niente da nessuno, tantomeno dai nostri governi. Dobbiamo essere noi a creare una società migliore per gli altri”.

Una parte della mattinata è stata dedicata alla presentazione dei lavori realizzati nei workshops dei pomeriggi, attorno ai vari temi. Con una creatività davvero singolare gli studenti hanno immaginato e realizzato progetti che -a sentire uno dei docenti- si sono rivelati “oltre le nostre aspettative”. Attingendo 150526 Nairobi EoC School 45 flip sx riddalle esperienze di ciascuno ogni gruppo ha “creato una impresa” per sovvenire ai bisogni concreti delle loro società.

Possiamo affermare che i giovani si sono mostrati all’altezza delle sfide nelle quali si imbattono tutti i giorni: dalla povertà, ai conflitti, dalle ingiustizie alle discriminazioni. Il gruppo che aveva il proprio focus sulla ricerca ha deciso di proseguire il proprio lavoro producendo una ricerca che metta in luce alcuni valori delle culture africane in assonanza con EdC: a fargli da mentore sarà Benedetto Gui. Mentre i giovani chiudevano le porte della loro scuola, ecco già arrivare in sala il primo gruppo dei 300 imprenditori che da oggi pomeriggio vivranno il loro congresso. Ad accoglierli, non poteva mancare un po’ di musica; una canzone scritta per l’occasione: “l’Economia di comunione per umanizzare il mercato, per umanizzare la società”, un sogno o una realta’?"

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