di Mariagrazia Baroni
pubblicato su Cittanuova.it il 18/03/2010
Diceva lo scrittore del Settecento Alphonse de Lamartine che: «Le utopie non sono che verità premature» a cui è difficile sottrarsi soprattutto se si vive la propria esistenza per gli altri, come ha fatto François Neveux.
Nato in Francia nel 1936, si afferma nel campo dell’imprenditoria e come inventore di brevetti (ben trentacinque). Fin qui nulla di anormale: un uomo con una carriera brillante come quella di tanti uomini d’affari se non fosse per l’atteggiamento, quel mettere l’uomo al centro dell’attività lavorativa attuata con clienti, dipendenti e addirittura concorrenti.
La vera svolta nella sua vita però arriva nel 1990. François ha un’idea. Vuole mettere a disposizione i suoi brevetti e le sue risorse economiche a favore dei brasiliani: gratis. La sua generosità non viene ancora compresa dagli interlocutori a cui si rivolge, ma riesce a trovare il suo sbocco ideale nell’incontro ad un congresso in Brasile con i rappresentanti dell’Economia di Comunione.
Un capannone è ancora sfitto al Polo Spartaco, un complesso di più aziende che propone un modello di economia alternativa. François decide di prenderlo e mettervi su un’azienda che produca manufatti plastici secondo la tecnica che lui stesso aveva messo a punto affinché vi lavorino le classi più emerginate, quelle considerate economicamente improduttive.
Si dedicherà anima e corpo a quest’avventura per quindici anni.
Il libro di Isaline Bourgenot Dutru per la prima volta viene tradotto in italiano da Città Nuova. Con uno stile semplice e originale ripercorre le tappe di questa straordinaria vicenda umana, che dimostra come si può investire capacità, tempo e capitale per sviluppare un’economia solidale solo se l’utopia si trasforma in azione.
Vedi il libro su Città Nuova Editrice
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Commenti
E poi il suo amore verso una terra, il Brasile, e una mentalita` che non erano la sua. Per esperienza posso dire che questo è proprio quello che fa di Francois , a mio parere, un eroe dell`EdC.
Silvia Moesli
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