pubblicazioni saggi

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In questa sezione sono raccolti saggi pubblicati da autori vari, che offrono un approfondimento sull'agire economico dell'EdC e su tematiche ad esso collegate.

 


Bruni, Luigino

Il caso dell'acqua. L'economia alle prese con i beni comuni

in Nuova Umanità n.193, 2011/01 vol XXXIII - Gennaio-Febbraio 2011

Nuova_Umanit193La scienza economica ha tradizionalmente trascurato il tema dei beni collettivi, e questo a causa del suo impianto metodologico individualista. I beni collettivi sono quei beni (come l’ambiente o la scala del condominio) che vengono consumati contemporaneamente da più persone e dove il consumo di un soggetto riduce il consumo di un altro. Quando si è in presenza di beni collettivi o comuni (commons) potrebbe verificarsi la cosiddetta “tragedia dei commons”, evidenziata dal biologo Hardin nel 1968. L’articolo legge il  consumo dell’acqua in questa prospettiva, e propone alcune ipotesi di soluzione del problema.

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Paglione, M. Licia  - Serafim, Maurício C.

Quale sviluppo di comunione? L'Economia di comunione e la sua idea di realizzazione umana

in Nuova Umanità n.192, 2010/06 vol XXXII - pp. 703 - 723

Nuova_Umanit193I temi dello sviluppo e della povertà ricorrono con sempre più frequenza nel dibattito economico e politico nazionale e internazionale degli ultimi anni, caratterizzato dall’impegno a liberare ogni essere umano dalla condizione abietta e disumana della povertà estrema, e a rendere il diritto allo sviluppo una realtà per ogni individuo. Tale impegno è stato sintetizzato, durante un importante Vertice mondiale delle Nazioni Unite (2000) in otto Obiettivi di Sviluppo, da realizzare entro il 2015. Essi comprendono un’ampia gamma di aspetti che sottendono idee di povertà e di sviluppo molto più complesse di quelle più comuni, derivanti dal pensiero economico mainstream, che le riducono a faccende solo materiali e quantitative.

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Bruni, Luigino

Reciprocità e gratuità dentro il mercato
La proposta della Caritas in veritate

pubblicato su Aggiornamenti Sociali, n.01/2010

1001_Agg_Sociali_ridL’enciclica Caritas in veritate1 di Benedetto XVI è un testo di grande ricchezza e complessità, che merita di essere approfondito.
Dopo una sintetica presentazione nell’editoriale del numero di settembre-ottobre 2009 2, a partire da questo numero Aggiornamenti Sociali dà il via a un Forum dedicato all’enciclica, con l’intenzione di offrire diverse prospettive di lettura del documento. Il primo intervento è affidato al prof. Luigino Bruni, economista, che affronta il ruolo delle categorie di reciprocità e gratuità nella teoria economica.

Reciprocità e gratuità dentro il mercato


Fazzi, Luca

Editoriale del numero di Impresa Sociale su Economia di Comunione
pubblicato su Impresa Sociale - n. 3-2009

Il concetto di impresa sociale è oggi oggetto di un’ampia e articolata discussione sia scientifica che politica. Diversamente da quella americana, nella tradizione europea, con il termine “impresa sociale” si fa riferimento ad una tipologia specifica di impresa caratterizzata dal perseguimento di obiett ivi di carattere sociale e da vincoli normativi alla distribuzione degli utili.

Questo concetto d’impresa sociale a ben vedere non è esaustivo di una serie di iniziative e progetti di impresa che, pur non essendo condizionati da un limite legislativo nella distribuzione degli utili, decidono volontariamente di destinare parte degli stessi al conseguimento di attività sociali.

Tra le diverse iniziative di impresa sociale non vincolate per legge all’uso sociale degli utili può essere annoverata l’esperienza dell’Economia di Comunione.

 


Bruni, Luigino
Editoriale
Che cosa ci insegna la crisi economica
in Nuova Umanità n.182, vol.XXXI, 2009/02

Il desiderio di possedere denaro e di accumulare ricchezza è una passione forte negli esseri umani, analoga all’istinto sessuale, alla fame, alla ricerca del potere. Per questa ragione le civiltà hanno sempre pensato che queste passioni richiedessero educazione e istituzioni che sappessero regolarle, e, possibilmente, trasformare e orientare queste passioni “forti” in qualche forma di bene comune.

L’etica occidentale pre-moderna, ad esempio, ha guardato con grande attenzione, e preoccupazione, l’amore per il denaro, annoverando l’avarizia tra i vizi capitali. L’avaro era visto come un nemico della comunità poiché, facendo del denaro non un mezzo per soddisfare i propri bisogni ma un fine in se stesso, impediva alla ricchezza di circolare e quindi di generare bene comune. Il mercante, invece, era normalmente visto come un costruttore della vita civile poiché, facendo circolare il denaro, faceva sì che la ricchezza non restasse ferma e stagnante, ma fosse messa in movimento tra le varie componenti della società. Il denaro dalle culture antiche non era dunque condannato in sé, ma solo quando da mezzo si trasformava in fine.

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Fernandes, Valdir - Sant'ana, Fernando Soares Pinto
A racionalidade da economia de comunhão e responsabilidade socioambiental: a gestão organizacional influenciada por valores espirituais

Desenvolvimento e Meio Ambiente, jan/jun 2010, editora UFPR

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Amelia J.Uelmen

Caritas in veritate and Chiara Lubich: Human Development from the vantage point of Unity
published on Theological Studies, volume 71, pages 29-45 (03-2010)

Amy_UelmenWithin the vibrant life of the Catholic Church today, many currents of spirituality and specific projects can shed light on the encyclical’s themes and provide examples of what its principles might look like in practice. This note focuses on how Chiara Lubich’s spirituality of unity might offer a helpful way for people to understand how to live these principles in their everyday lives. It also discusses how the “Economy of Communion” and other concrete projects and practices of Focolare, the movement Lubich founded, foster economic justice and human development.

At a certain point in his marvelous and still timely essay on love,Josef Pieper struggled with whether the idea of universal love might make any practical difference in the world.
He wrote: On the one hand, universal human love cannot accomplish anything practical in the world; man’s historical predicaments cannot be solved by love. But on the other hand . . . universal love is not simply an unrealistic fantasy.

Caritas in veritate and Chiara Lubich: Human Development from the vantage point of Unity


Bruni Luigino, Crivelli Luca

Introduzione al numero di Impresa Sociale su Economia di Comunione
pubblicato su Impresa Sociale - n. 3-2009

1. Uno dei messaggi più forti e chiari che provengono da questi tempi di crisi è l’insufficienza, economica ed etica, di un capitalismo fondato sui soli interessi e sulle “passioni tristi”. L’economia di mercato, per poter continuare a portare frutti di civiltà, ha bisogno di un supplemento di umanità, di una rifondazione antropologica e morale che la faccia evolvere in qualcos’altro, in un sistema economico più a misura di persona, senza dover rinunciare ai valori e alle conquiste che il mercato ha portato e porta sul terreno della libertà individuale e su quello dell’eguaglianza.

Questo numero è dedicato all’esperienza dell’Economia di Comunione (EdC), che i lettori avranno modo di conoscere sotto le sue varie vesti, di progetto di imprenditorialità sociale in cui sono coinvolte circa 750 imprese, ma anche di proposta più articolata e universale di un agire economico solidale e relazionale. Il progetto concreto ha avuto la sua scintilla ispiratrice in Brasile nel maggio del 1991, in occasione di un viaggio di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, alla comunità di San Paolo. Ma le sue radici affondano più in profondità: nella storia dei primi tempi dei Focolari a Trento, durante la seconda guerra mondiale; nel carisma francescano da cui Chiara Lubich trasse le prime ispirazioni (e il suo stesso nome nuovo da terziaria: il suo nome di battesimo era infatti Silvia); nella tradizione cooperativa trentina, nella quale Chiara è cresciuta e si è formata.


Bruni, Luigino

Il Lavoro come Amore
Per una rilettura antropologica del discorso economico
pubblicato su Sophia - Ricerche su i fondamenti e la correlazione dei saperi - 2008 n°0

Premessa

La mancanza di riflessione profonda sul lavoro è una delle gravi lacune della teoria economica contemporanea, che ormai da decenni ha smesso di interrogarsi sulla natura del lavoro per concentrarsi unicamente sul lavoratore inteso come risorsa umana o come capitale umano che risponde, razionalmente, ad incentivi e sanzioni.

Anche l’attuale crisi finanziaria, ed economica, globale mostra con grande forza che il lavoro umano è decisamente relegato sullo sfondo del nostro modello di sviluppo capitalistico, sempre più in mano alla finanza che ha perso ogni contatto con la fatica del lavoro.


Gui, Benedetto
Libri
Economia e bene comune. Spilli, torte, secchi bucati e altro ancora
in Nuova Umanità n.180, vol.XXX (2008/6)

«Un uomo trafila il metallo, un altro raddrizza il filo, un terzo lo taglia, un quarto gli fa la punta, un quinto lo schiaccia all'estremità dove deve inserirsi la capocchia…  [H]o visto una piccola manifattura di questo tipo dov'erano impiegati soltanto dieci uomini … [che]  erano in grado …. di fabbricare, fra tutti, … quarantottomila spilli … al giorno. Se invece avessero lavorato tutti in modo separato e indipendente … non avrebbero certamente potuto fabbricare neanche venti spilli al giorno per ciascuno…»

Questi celeberrimi fotogrammi scattati e commentati da Adam Smith ancora nel tardo settecento sintetizzano un primo tradizionale tema in fatto di economia e interesse collettivo: lavorare in modo specializzato e coordinato consente ai membri del sistema economico di ottenere una quantità complessiva di prodotti molto maggiore.

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