Notiziario EdC
Economia di Comunione - una cultura nuova
di Paolo Loriga
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011
Benvenuti a bordo! È una nuova avventura editoriale la pubblicazione che avete tra le mani, anche se si muove in stretta continuità con il percorso compiuto dalla rivista Economia di Comunione. Sinora è stata concepita e realizzata in seno alla squadra di esperti dell’EdC, i quali – con molte ore notturne e la perizia di un grafico esterno – sono riusciti per 17 anni a condurre in porto (la base è a Genova) ogni numero in modo encomiabile.
La novità ora sta nel fatto che quel manipolo di gente in gamba ha maturato con noi della redazione di Città Nuova la prospettiva di “uscire” assieme. Non si tratta di un matrimonio, né di una coppia di fatto. Semmai di due amici che escono assieme, facendo tesoro – nello spirito d’unità che pervade le due testate – delle rispettive tipicità e traendone ulteriori benefici.
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011
«Ecco la grande attrattiva
del tempo moderno;
penetrare nella più alta contemplazione
e rimanere mescolati fra tutti,
uomo accanto a uomo.
Vorrei dire di più: perdersi nella folla,
per informarla del divino, come s’inzuppa
un frusto di pane nel vino.
Vorrei dire di più:
fatti partecipi dei disegni di Dio
sull’umanità,
segnare sulla folla ricami di luce
e, nel contempo, dividere col prossimo
l’onta, la fame, le percosse, le brevi gioie.
Perché l’attrattiva del nostro, come di tutti
i tempi,
è ciò che di più umano e di più divino
si possa pensare, Gesù e Maria:
il Verbo di Dio, figlio d’un falegname;
la Sede della Sapienza, madre di casa».
Chiara Lubich (Meditazioni)
di Alberto Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011
Vedendo dall’aereo in attesa di atterrare nel 1991 a San Paolo il tappeto di favelas che circondava la selva di grattacieli, Chiara Lubich sentì, in quel periodo in cui dopo la caduta del muro di Berlino trionfava l’ideologia del consumismo, di dover chiedere a Dio, sicura della potenza della preghiera, una “terza via”, capace di offrire, sulle macerie del marxismo e sulle ingiustizie dell’economia di mercato senza regole, un futuro sostenibile all’umanità del terzo millennio. Una “terza via” fondata sulla consapevolezza che l’essere umano non è mosso unicamente dall’interesse personale e che dal profondo del suo animo emerge l’esigenza di una pienezza che si può raggiungere solo superando il proprio egoismo per costruire relazioni fraterne.
Confidando in Dio e nella particolare generosità e capacità di sognare del popolo brasiliano, ella così, venti anni fa, lanciò l’Economia di Comunione, un agire economico che applica anche in terra la logica del cielo, l’amore scambievole.
di Luigino Bruni
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011
Quali le sfide che ci dobbiamo affrontare e vincere se vogliamo che tra venti anni (e più) l’EdC sia viva e fedele alla sua vocazione?
Una prima sfida riguarda le imprese EdC. In questi venti anni stiamo capendo, anche con tanti errori, che il principale contributo che l'EdC offre per alleviare l'estrema povertà e così costruire un’economia e un mondo di comunione, non è primariamente la redistribuzione della ricchezza (prendere denaro e risorse dai “ricchi” per darli ai “poveri”) ma la creazione di nuova ricchezza, includendo nel processo le persone in difficoltà e svantaggiate: si creano nuove “torte” non si ritagliano diversamente soltanto le "fette" di una torta data e creata in un primo momento.
Se, infatti, chi riceve i benefici della ricchezza creata non partecipa da subito, e in qualche modo visibile e concreto, al processo produttivo, è molto difficile che l’aiuto non sia paternalistico e assistenzialistico. Quando Chiara lanciò in Brasile l’EdC disse: “dobbiamo dar vita a nuove imprese”, e non “dobbiamo convertire i nostri imprenditori perché siano più generosi e diano di più”.
di Paolo Lòriga
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011
Non era situato nella parte di maggior passaggio dei 650 partecipanti all’assemblea dell’Economia di Comunione, ma è stato lo stand più affollato durante gli intervalli dei lavori. Si vendevano borse per donna, giubbotti e oggetti per l’abbigliamento femminile. Il successo di visitatori (ma sembra pure di acquirenti) era davanti agli occhi di tutti.
Le linee dei prodotti artigianali sono un mix di qualità e design moderno, con felici tocchi di originalità, come unica è la provenienza delle materie prime impiegate: teloni da camion ormai in disuso e ritagli di cuoio e di jeans che non sarebbero serviti ad altro, recuperati perché ecologicamente compatibili. Ma questa non è la sola tipicità della giovane azienda.
di Luca Crivelli
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011
Tra le aziende che trascendono i principi del business tradizionale è possibile distinguere tre tipologie di organizzazioni che potremmo denominare “a movente ideale” ().
Un primo gruppo è costituito da imprese la cui attività economica serve in modo indiretto alla soluzione di problemi sociali, come le iniziative di imprenditorialità sociale nate per finanziare organizzazioni senza scopo di lucro. La finalità ideale consiste nella donazione (parziale o totale) del profitto realizzato sul mercato, gestendo attività produttive. La finalità ideale diventa concreta solo a posteriori, quando si donano gli utili e si contribuisce al mantenimento di enti che operano oltre il mercato.
Un’altra cerchia annovera le imprese che nascono per contribuire in modo diretto alla soluzione di problemi sociali, operando a vantaggio di persone disagiate.
di Paolo Lòriga
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011
La lezione, anche questa volta, è giunta dall’Africa. In modo sommesso, naturalmente, ma che lascia sempre noi occidentali sbigottiti e imbarazzati perché vengono relativizzati categorie culturali e concetti ritenuti definitivi e condivisi. Ad esempio, sviluppo e povertà. E proprio su questi due temi ha preso la parola una donna, Genevieve Sanze, esperta di economia della Repubblica Centrafricana. Ella ha offerto un apprezzato contributo alla ricca riflessione che si è sviluppata nel corso dell’Assemblea internazionale dell’Economia di Comunione, svoltasi nella Mariapoli Ginetta, alle porte di San Paolo, dal 25 al 28 maggio scorso.
«La distinzione ereditata dall’opposizione tra i termini “civilizzato” e “non civilizzato” si è basata sul presupposto dell’Occidente come modello di riferimento », ha esordito la prof.ssa Sanze, indicando subito uno dei peccati originali dell’approccio culturale al fenomeno della povertà. Da allora, la teoria del sottosviluppo ha conosciuto un grande successo e gli stessi Paesi sottosviluppati hanno aderito a una tale visione, richiedendo di conseguenza i mezzi per potersi sviluppare.
di Antonella Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011
Risale al giugno 1992, ad appena un anno dal lancio del progetto, la prima tesi di Laurea su Economia di Comunione. Già nel 91 infatti, Chiara Lubich aveva affidato “l’approfondimento culturale” di Edc ai giovani, invitandoli a “spendere le proprie energie per questo programma”, per realizzare il passaggio dall’esperienza di vita di EdC ad una “teoria” da poter diffondere, nel settore economico, teologico, sociologico e filosofico.
Da allora centinaia di giovani hanno intrapreso questa avventura con grande generosità, "rischiando" una cosa importante come la propria tesi di Laurea per studiare e far conoscere Economia di Comunione. E’ per gran parte dovuta a loro, specie nei primi anni, la diffusione del progetto nelle Università di tutto il mondo.
Dal 1994 è attivo un archivio informatico delle tesi di laurea su Edc che già nel 1996 cominciava a fare la propria timida comparsa sul web. Oggi le tesi elencate nell’archivio, consultabile all'indirizzo: www.ecodicom.net, sono oltre 300, in 14 lingue diverse, da tutti i continenti. In questo numero vi presentiamo 5 nuove tesi di Laurea su Edc, discusse negli ultimi mesi.
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011
Al termine dell’Assemblea 2011 dell’Economia di Comunione nella libertà i giovani partecipanti hanno lanciato un messaggio da San Paolo al mondo, a tutti coloro che sono impegnati per un diverso sistema economico più giusto e solidale.
Noi crediamo che l’economia e le imprese, devono fare proprio, a fianco dei principi di libertà e di uguaglianza, anche il principio di fraternità. Così facendo l'economia darà il suo contributo alla realizzazione della dignità della persona umana e di ogni popolo. In questo modo si riuscirà a rispondere alla domanda di senso e di felicità nascosta nel cuore di ogni donna e di ogni uomo;
Le site officiel de l'ÉdeC est en ligne:
economie-de-communion.fr
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