Venerdì 25 Giugno 2010 15:36
Scritto da Aurelia Nembrini e Nada Maffoni
Dal Polo Lionello
di Aurelia Nembrini e Nada Maffoni
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.31 - maggio 2010Domenica
18 aprile 2010 350 visitatori provenienti da tutte le zone d’Italia, in occasione della visita alla cittadella di Loppiano, si sono trasferiti al polo per sapere di più del progetto dell’Economia di Comunione; “
Comunione e fraternità nel lavoro” era il titolo della giornata. Gli ospiti, dislocati in quattro punti diversi dell’edificio, attraverso il racconto di imprenditori e dipendenti, di fatti concreti sul lavoro, hanno conosciuto in profondità l'esperienza lavorativa del polo.
Il
26 Aprile, in occasione del cinquantenario dalla morte di Adriano Olivetti, si è tenuta una conferenza dal titolo “
L’idea di comunità nell’agire
d’impresa”. L’incontro è stato proposto dall’Associazione Vita Eudaimonica e dal suo presidente, il filosofo Alberto Peretti, studioso del pensiero olivettiano. Durante l’incontro, sono stati illustrati i concetti chiave del pensiero di Olivetti, imprenditore illuminato. Il prof. Peretti ha evidenziato come, il Polo delle aziende che fanno capo all’Economia di Comunione, costituisca la punta dell’economia del futuro, capace di fondarsi su un’idea di vita degna di essere vissuta, dove il lavoro non è solo una occasione di crescita economica, ma anche motore di un mondo più degno.
Occorre immettere sul mercato una nuova energia, che si ottiene innestando logiche di dono, di gratuità. “Fare business significa commuoversi per quello che si fa - ha detto Peretti agli intervenuti all’incontro – in piccolo, con le nostre imprese possiamo cambiare il mondo”. L’autenticità è richiesta sia all’imprenditore che alla sua idea di impresa, dentro la quale devono trovare posto anche forze spirituali.
L’economista Bruni ha in particolar modo evidenziato l’attitudine a fare comunità su cui si basa l’Economia di Comunione e l’importanza che viene data ad alcuni valori ritenuti fondamentali dalle aziende: amore per la bellezza; la vocazione ad essere imprenditore, la capacità di ideare un’impresa-progetto dove la ricerca della felicità gioca un ruolo molto importante; il sentirsi parte di una comunità più grande che può cambiare la propria città.