notiziario EdC
Periodico quadrimestrale nato per collegare quanti aderiscono al progetto di Chiara Lubich per una economia di comunione nella libertà.
Una economia per persone che si realizzano nella relazionalità, anziché nell'egoismo razionale, basata - anziché su una lotta per prevalere - su un "impegno per crescere insieme", rischiando risorse economiche, inventiva e talenti, per condividere la cultura del dare del Vangelo.
Cultura del dare che si dimostra sempre più fondamentale per orientare l'umanità negli anni Duemila, alla ricerca di nuove strade per affrontare la sfida ambientale e scongiurare nuove atrocità tra gli uomini causate dalla globalizazione dell'economia.
EdC n. 32 scarica il notiziario in formato di stampa
vedi anche: documenti PDF/notiziario EdC (archivio PDF, n°20 ad oggi)
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Una raccolta degli articoli più significativi dei primi 10 anni e 20 numeri del Notiziario "Economia di Comunione - Una cultura nuova" (dal 1994 al 2004) ha costituito il N.1 dei "Quaderni di Economia di Comunione"
disponibile adesso online.
di Alberto Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.35 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.11 - 2012 - giugno 2012
In questo numero diamo notizia della nascita in Brasile e in Africa di nuove aziende EdC e dell'annuncio delle nuove vie di una economia fraterna nelle sedi prestigiose delle Nazioni unite a New York e della Comunità europea a Bruxelles; riportiamo la testimonianza di un’azienda francese e purtroppo solo poche note su undici tesi di laurea, di cui due dottorati, sul tema EdC; inoltre, ci è appena giunta notizia che sta concludendo il suo onorato servizio la Finish Line, azienda di tutoring, accompagnamento allo studio, nata negli Stati Uniti tra docenti che tra i primi si erano messi assieme per sperimentare l'avventura EdC. Continuerà a funzionare come un’attività.
Scrive Joan Duggan:
«Quando il primo maggio Finish Line ha celebrato i suoi venti anni, abbiamo capito chiaramente dalle circostanze che Dio, il nostro amministratore capo, aveva pensato per noi un cambio di programma. Con la crisi economica che il Paese sta attraversando, le lezioni di sostegno sono diventate per le famiglie un bene di lusso, da posporre alle spese necessarie per il cibo e per la casa; molti sono ora gli insegnanti disoccupati per cui anche la competizione con chi offre lezioni private è molto alta. Infatti, abbiamo scelto di rinunciare a un incarico perché lo avremmo tolto a una persona, da noi conosciuta, che aveva bisogno di questo lavoro per dar da mangiare ai suoi figli.
di Luigino Bruni
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.35 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.11 - 2012 - giugno 2012
L’Europa sta vivendo una grave e seria crisi, non solo economica, la più profonda dal dopoguerra. Dall’Europa, però, può anche ripartire qualche cosa di nuovo per l’economia, la finanza e la vita in comune, e in questa ricerca del nuovo anche i carismi, le comunità e i movimenti cristiani possono dare, in alleanza con tanti altri “cercatori di bene comune”, un contributo essenziale. L’Europa è stata il luogo nel quale è stata inventata l’economia di mercato. Le città medioevali, ma anche i monasteri, le abbazie e i conventi, furono quei laboratori vivi dai quali emersero le prime categorie, e le prime istituzioni, che nei secoli successivi diedero vita all’economia di mercato come oggi la conosciamo o, meglio, come la conoscevamo, poiché oggi l’Europa, e con essa il mondo, rischia di distruggere, per una dittatura della finanza, un patrimonio di virtù civile, di etica del lavoro e dei mestieri, sui quali il mercato si è poggiato ed è cresciuto nella modernità.
di Adriana Mendes
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.35 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.11 - 2012 - giugno 2012
«Da tempo sognavo di aprire un'azienda di EdC nel Polo Ginetta e in questa direzione avevo compiuto molti tentativi. Durante l'assemblea dei 20 anni di EdC a San Paolo, ho incontrato Jussara Gomes, imprenditrice EdC della Gicalli, azienda che opera da 18 anni a Rio de Janeiro». Così Aparecida Pina, conosciuta come Cida, racconta l'inizio delle attività della Lado C a fine gennaio 2012, condivisa con la socia Nadja Palmeira.
E continua: «Jussara mi ha offerto il suo aiuto: è nata una solida e generosa collaborazione, cominciando dalla concessione gratuita di tutto il know-how della sua azienda: prodotti e modelli, procedure e processi di produzione e porte aperte durante i mesi della preparazione del piano aziendale della Lado C».
di Emanuela Maria Cavaleri*
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.35 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.11 - 2012 - giugno 2012
Si fa presto a dire EdC. Soprattutto in certe aree dell’Africa. Nel Congo, in cui alla costante turbolenza politica si somma la difficile situazione economica (nel 2011 il Congo occupava l’ultimo posto nell’Indice di sviluppo umano dell’Onu, con un reddito lordo annuo pro capite medio di 280 dollari Usa), l’Economia di Comunione era arrivata già nel 1991. Per di più, a quell’epoca non vi era ancora una chiara comprensione del nuovo modello economico che il progetto proponeva, e soprattutto delle modalità con cui realizzarlo, spiega Corneille Kibimbwa, uno dei protagonisti locali dell’EdC. Le proposte che vennero avanzate per creare nuove imprese faticarono a trasformarsi in realtà, soprattutto a causa della mancanza di finanziamenti.
Tuttavia, la scuola panafricana EdC a Nairobi del gennaio 2011 ha costituito un nuovo punto di partenza: è scaturito un desiderio di riscoperta della proposta dell’Economia di Comunione che ha dato nuovo impulso all’iniziativa imprenditoriale.
di Catherine Sallier
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.35 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.11 - 2012 - giugno 2012
Da 30 anni sono apicultrice professionista nella provincia dell’Ardèche, in Francia. Dalle mie api raccolgo miele e polline, e un prodotto meno conosciuto, la pappa reale. All’inizio della primavera, una giovane collega, Céline, mi contatta, alquanto giù di morale, dicendomi di aver perduto tutte le sue api durante l’inverno, e chiedendomi se posso fornirle dieci colonie per produrre la pappa reale. Una richiesta davvero esigente, perché la pappa reale è un prodotto raro e costoso, ottenuto da sciami d’api particolari, che necessitano di una grande quantità di lavoro altamente tecnico e che vanno gestiti in modo speciale, ma un ristretto numero di colonie è sufficiente per ricavare buoni guadagni.
di Elizabeth Garlow
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.35 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.11 - 2012 - giugno 2012
I relatori della conferenza all'Onu sullo sradicamento della povertà Lotta alla povertà ed Economia di Comunione, binomio presentato sotto varie angolature il 3 febbraio scorso a New York all'Onu nella sede delle Nazioni Unite. Nell’ambito della Conferenza dell’Onu sullo sradicamento della povertà, l’EdC è stata presentata come via di un’economia fraterna in un convegno organizzato con la Missione dell’Osservatore permanente della Santa Sede, da New Humanity, l’associazione del Movimento dei focolari con status consultivo generale all'Ecosoc dell'Onu.
Relatori da Burundi, Brasile, Filippine e da Boston, Indianapolis e New York. Presenti rappresentanti di Ong e delegati Onu di Paesi dell’Africa, Europa, Caraibi e Nord America (documentazione sul sito delle Nazioni Unite in inglese, francese, spagnolo, cinese, russo ed arabo.)
di Antonella Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.35 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.11 - 2012 - giugno 2012
Siamo veramente lieti di presentarvi Formy, dall'italiano "Formica", la mascotte del sito EdC. Formy nasce dalla preziosa collaborazione con Vittorio Sedini che da molti anni allieta i lettori di Città Nuova con le sue strisce, sempre simpatiche, argute e piene di semplice saggezza. Formy da oggi sarà il protagonista di una rubrica fissa su www.edc-online.org destinata a ragazzi, insegnanti ed educatori, che seguirà la cadenza della newsletter.
Formy costituisce una ulteriore iniziativa del Progetto Giovani ed Edc e intende raccontare l’EdC in maniera semplice e diretta attraverso il fumetto ai ragazzi e non solo. Formy ci piace molto e speriamo che sia gradita anche ai nostri lettori ai quali proponiamo di farla conoscere negli ambienti in cui ciascuno opera.
di Antonella Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.35 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.11 - 2012 - giugno 2012
Sono undici le tesi pervenute al nostro archivio negli ultimi mesi: tre lauree triennali, sei lauree magistrali o corsi post-laurea e due dottorati. Le tesi sono state discusse in università italiane, francesi, spagnole, brasiliane e statunitensi.
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.34 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.23 - 2011 - dicembre 2011
di Alberto Ferrucci
Quando giovani di varie nazioni hanno letto il loro “Messaggio al mondo” ai 1600 tra imprenditori e studiosi di 43 nazioni convenuti nel Memoriale dell’America Latina a San Paolo, in Brasile, si è colta la determinazione delle nuove generazioni a pagare di persona per applicare e diffondere la cultura di comunione del progetto EdC. Tutti noi, che da anni operiamo nel progetto, abbiamo avvertito come preziosa quella richiesta di un urgente salto di qualità, di una nuova strategia per la diffusione della cultura di comunione verso il mondo per il quale ci è stata donata.
Fino a oggi le risorse umane e finanziarie disponibili sono state spese per creare poli produttivi, per il riscatto dei poveri e per la formazione di uomini nuovi, per di più nell’ambito di quanti si sono sentiti chiamati ad aderirvi, molti vicini al Movimento dei focolari. In questi anni i nostri studiosi hanno tratto dalle esperienze di chi cercava di praticare questa cultura le riflessioni necessarie a elaborarne le fondamenta teoriche e i giovani, con le loro tesi, le hanno diffuse nelle università, attivando così un dialogo con il mondo accademico dell’economia e dello sviluppo.
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.34 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.23 - 2011 - dicembre 2011
di Luigino Bruni
Abbiamo appena concluso l’anno EdC 2010-2011 e dobbiamo riconoscere, con gratitudine, che i frutti sono stati abbondanti. Uno è molto eloquente e significativo: gli utili delle imprese EdC sono aumentati del 7,6 per cento, attestandosi attorno ai 770 mila euro, un importo, questo, che ovviamente non include le tante donazioni e condivisioni di utili che le aziende EdC praticano costantemente nel loro quotidiano.
Questo è un risultato molto positivo, considerando la crisi economica che coinvolge tutti, e non posso non esprimere un sincero e profondo grazie a tutti gli attori dell’EdC, quest’anno in modo tutto nuovo e particolare agli imprenditori, per la fedeltà, la costanza, in certi casi l’eroicità che c’è dietro a ogni utile donato, e forse ancor più a quelli non donati perché magari l’impresa attraversa difficoltà o è in perdita. Certo, non basta donare gli utili perché non ci sia «più nessun indigente»: c’è bisogno di molto di più. Ma senza questi utili donati l’EdC non esisterebbe, o quantomeno non sarebbe credibile né imitabile.
Le site officiel de l'ÉdeC est en ligne:
economie-de-communion.fr
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