Più grandi della colpa

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In questa categoria sono disponibili gli editoriali di Luigino Bruni della serie "Più grandi della colpa" a commento del libro di Samuele, pubblicati su Avvenire dal 21 gennaio 2018
 

 

La saggia fretta delle donne

Più grandi della colpa/14 - Ricucire, risanare, agire tempestivamente fa la pace

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 22/04/2018

Piu grandi della colpa 14 rid«Noi vediamo i beni come un mezzo, come fili di un velo che maschera le relazioni sottostanti. L’attenzione si rivolge al flusso degli scambi, di cui però i beni marcano soltanto la trama.»

Mary Douglas, Il mondo delle cose

Il dono è una parola grande, e quindi è una parola ambivalente. Perché se non fosse ambivalente non sarebbe grande, come grandi e ambivalenti sono l’amore, la religione, la comunità, la vita, la morte. La "capacità di donare e di accogliere doni" è una possibile definizione della natura umana, perché dono dice libertà, autonomia, dignità, bellezza. I doni ricevuti e fatti segnano le tappe decisive della vita nostra e di quella di chi amiamo, dal primo dono della vita fino all’ultimo, quando ridoneremo centuplicato quel primo dono, e forse solo in quel momento ne capiremo tutto il suo valore – e anche il valore e il senso di quell’ultimo dono che stiamo facendo.

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La forza debole che ci salva

Più grandi della colpa/13 - Non uccidere, salvare il nome, tagliare il lembo del mantello

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 15/04/2018

Piu grandi della colpa 13 rid«Caro male,
non ti chiedo ragioni
è questa la legge dell’ospitalità…
ti do riparo
proprio a te che mi scoperchi.
Non ti voglio bene male
ti so sapiente ti tengo d’occhio
e nido sono
di te che mi assapori
e poi sputi il nocciolo
»

Chandra Livia Candiani, Fatti vivo

Le forme del conflitto sono molte. Ogni epoca ne aggiunge di nuove, lasciando inalterate quelle ricevute in eredità. Anche la Bibbia ne conosce diverse. Il conflitto tra Caino e Abele, dove una frustrazione verticale (tra Caino e Dio che rifiutava le sue offerte) diventa violenza orizzontale (verso Abele). Il conflitto tra i fratelli maggiori e Giuseppe, dove l’invidia produce l’eliminazione dell’invidiato, venduto ai cammellieri in viaggio verso l’Egitto. O quello tra Abramo e suo nipote Lot, dovuta all’abbondanza di risorse in uno spazio comune troppo piccolo, che viene risolto per separazione, grazie alla generosità di Abramo che lascia a Lot la scelta della terra (“Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra”: Genesi 13,9).

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La comunità meticcia genera

Più grandi della colpa/12 - Il mestiere di vivere s’impara mettendosi in cammino

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 08/04/2018

Piu grandi della colpa 12 rid«Da bambino, mi è capitato di guardare con simpatia e rispetto infinito il volto mezzo avvizzito di una donna su cui era come se ci fosse scritto: "di qui sono passate la vita e la realtà." Eppure viviamo, e c’è in questo qualcosa di meraviglioso. Chiamalo pure Dio, natura umana o come vuoi, ma c’è qualcosa che non so definire in un sistema anche se è molto vivo e vero, e questo per me è Dio»

Vincent Van Gogh, Lettere, 179, 193

Quando una vocazione è vera e cresce bene, agli "osanna" della folla segue puntuale il tempo della passione. Un periodo sempre cruciale, quando il disegno e il compito di quella persona iniziano a svelarsi con maggiore chiarezza, perché lo sfondo buio degli eventi ne fa risaltare i contorni luminosi. Così Davide, dopo il primo successo alla corte e nel cuore di Saul, la vittoria con Golia, il canto di gloria della donne («Saul ne ha vinti mille, Davide diecimila»), si ritrova ora costretto a fuggire e a nascondersi, perché Saul lo vuole uccidere. Il testo allora ce lo mostra fuggiasco e nomade di città in città, in continuo pericolo di vita, senza fissa dimora, vulnerabile e povero. Come Abramo, come Mosè, come Maria e Giuseppe. Anche lui arameo errante, anche lui in cerca di benevolenza e di ospitalità; come noi, come tutti, che dal giorno in cui veniamo alla luce diventiamo mendicanti di una mano buona che ci accolga e ci ospiti, e non smettiamo più di cercarla, fino alla fine.

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La promessa dell’amico è vera

Più grandi della colpa/11 - L’amore è uno, ma gli amori sono molti: eros, philia, agape…

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 01/04/2018

Piu grandi della colpa 11 B rid«Pietro, tu mi ami [agape]? – Si, Signore, ti amo [philia].
Pietro, tu mi ami [agape]? – Si, Signore, ti amo [philia].
Pietro, tu mi ami [philia]?»

Vangelo di Giovanni 21,15-17

L’amore è uno, ma gli amori sono molti. Amiamo molte persone e molte cose, siamo amati da molti, in modi diversi. Amiamo i genitori, i figli, le fidanzate e le mogli, fratelli e sorelle, maestre, nonni e cugini, poeti e artisti. E amiamo, molto, gli amici e le amiche. L’amore umano non si limita agli esseri umani. Raggiunge gli animali, tocca la natura intera, sfiora Dio. Il mondo greco, per dire amore aveva due parole principali, eros e philia, che non esaurivano le sue molte forme, ma che offrivano un registro semantico più ricco del nostro per declinare questa parola fondamentale della vita. Un lessico che era capace di distinguere il ‘ti voglio bene’ detto alla donna amata dal ‘ti voglio bene detto’ ad un amico, e allo stesso tempo riconoscere che il secondo non era né inferiore né meno vero del primo.

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Il lavoro sa vincere la guerra

Più grandi della colpa/10 - Gli umili strumenti che aggiungono pagine al libro della storia

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 25/03/2018

Piu grandi della colpa 10 rid«Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un'altra nazione,
non si eserciteranno più nell'arte della guerra»

Isaia 2,4

Nel libro della storia che ci narra di forti e prepotenti vincitori e deboli e poveri che soccombono, si incontrano alcune pagine diverse. Sono quelle dove l’ordine naturale si ribalta, gli umili sono innalzati, i superbi sconfitti. Poche pagine, ma la loro luce folgorante illumina l’intero libro, lo trasforma, ne mutano il senso, fanno la differenza. Altri racconti, che rivelano una seconda legge di movimento dell’umanità. Quella del Magnificat di Anna e di Maria, della profezia dell’Emmanuel, della pietra scartata, del servo sofferente-glorificato, del crocifisso-risorto, di Rosa Park, di quelle cooperative organizzazioni e sindacati che hanno liberato e liberano le vittime dagli imperi e dai faraoni. Pagine che ci dicono che l’ordine gerarchico naturale non è la sola possibilità, che tutto può sempre accadere, che ci è data un’ultima chance quando tutto e tutti dicono che è impossibile. È questa stessa legge fragile e tenace che spiega perché nel frastuono delle voci forti e potenti qualche volta riusciamo ad ascoltare una piccola voce diversa, e la seguiamo; perché quella volta abbiamo saputo credere di più ad una sola piccola ragione per andare avanti e non alle cento ragioni più forti che ci dicevano di arrenderci; o perché di fronte a quel bivio cruciale non abbiamo imboccato la strada del successo e del potere ma quella che sapevamo ci avrebbe resi più piccoli e vulnerabili. Altre pagine, un’altra storia, una legge diversa. Un’altra strada, che prendiamo perché, forse, vi scorgiamo la sola possibilità di una salvezza più vera perché più piccola; o, forse, perché vi siamo docilmente condotti solo dal nostro cuore.

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L’economia della piccolezza

Più grandi della colpa/9 - Il lavoro non è mai di ostacolo alle nostre vocazioni

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 18/03/2018

Piu grandi della colpa 09 rid«Una volta Rabbi Bunam pregò in una locanda. Più tardi disse ai discepoli: ‘Talvolta si crede di non poter pregare in un luogo e se ne cerca un altro. Ma questa non è la via giusta. Poiché il luogo abbandonato si lagna con lui: “perché non hai voluto fare le tue preghiere su di me? Se c’era qualcosa che ti disturbava questo era proprio il segno che avevi l’obbligo di redimermi”»

Martin Buber, Storie e leggende Chassidiche

Il declino di Saul si interseca con l’ascesa di Davide, stella luminosissima nella Bibbia, forse la più luminosa nell’Antico Testamento. È il personaggio biblico di cui più conosciamo il cuore – una parola che, non a caso, fa la sua comparsa già nel primo racconto della sua vocazione («L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore»: 1 Samuele 16,7).

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Eredi del lembo del mantello

Più grandi della colpa/8 - Siamo cittadini di una terra parziale e incompiuta

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 11/03/2018

Piu grandi della colpa 08 rid«È ben difficile trovare in tutta la Bibbia un solo personaggio, giusto o ingiusto, che non sia stato smentito da Dio, tranne forse Abramo e Gesù. Ma proprio da queste smentite l’uomo di fede impara a dubitare di ogni istituzione che non si lasci contraddire.»

Paolo De Benedetti I profeti del re

Dopo la consacrazione da parte di Samuele, Saul inizia a svolgere la sua missione di re guerriero, un inizio che segna la sua tragica sorte, narrata in pagine tra le più avvincenti e belle di tutta la Bibbia: «I Filistei si radunarono per combattere Israele, con trentamila carri e seimila cavalieri. (...) Saul restava a Gàlgala, e tutto il popolo che era con lui s’impaurì. Aspettò tuttavia sette giorni per l’appuntamento fissato da Samuele. Ma Samuele non arrivava a Gàlgala e il popolo cominciò a disperdersi lontano da lui. Allora Saul diede ordine: "Portatemi l’olocausto e i sacrifici di comunione". Quindi offrì l’olocausto» (1 Samuele 13, 5-10).

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I patti sono sangue e carne

Più grandi della colpa/7 - L’Alleanza biblica stabilisce impegno e perdono, reciproci

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 04/03/2018

Piu grandi della colpa 07 rid«Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te … Posso ormai anche perdonare a Dio che la situazione è quella che senz'altro dev'essere. Che uno possa avere tanto amore da poter perdonare Dio!»

Etty Hillesum Diario, 1942

In molti episodi-chiave della vita un solo racconto non basta, è troppo poco. Per dire che cosa è accaduto il giorno in cui ci siamo conosciuti, o in quello quando ci siamo sentiti chiamare per nome, una sola voce non basta. Quei momenti decisivi dobbiamo raccontarli molte volte, devono raccontarli persone diverse, e ognuno a suo modo. Le cose ripetute giovano, a chi racconta e a chi è raccontato. Quando questa bio-diversità manca, è negata o è combattuta, i nostri racconti si impoveriscono, il mistero della vita ci sfugge. La molteplicità delle storie protegge dall’ideologia, che si sviluppa quando ad una sola narrazione viene attribuito il crisma di verità e a tutte le altre quello di eresia. Questa molteplicità e varietà di racconti, in genere disturbano l’uomo moderno in cerca di accordo nei dati storici, ma per lo scrittore biblico è invece un linguaggio per dire la grandezza e l’importanza degli episodi che sta narrando. La non-avarizia e la generosità della Bibbia emergono anche dall’abbondanza con cui accompagna i suoi racconti più belli; come nelle lettere d’amore, dove gli aggettivi si sommano per dire un po’ ciò che non riusciamo a dire - la Bibbia è una lunga e unica lettera d’amore indirizzata a noi, che spesso rimane chiusa dentro la busta. La verità è sinfonica, sempre.

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L’unzione delle periferie

Più grandi della colpa/6 - L’entusiasmo profetico si accende nella vita ordinaria

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 25/02/2018

Piu grandi della colpa 06 c rid«I vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni,
i vostri anziani faranno sogni.»

Libro del profeta Gioele

La consacrazione di Saul, il primo re di Israele, si compie, ancora una volta, all’interno degli affari ordinari della vita. Saul si è allontanato da casa in cerca delle asine smarrite, animali preziosi per l’economia del tempo. Durante questa normale missione di lavoro, lo straordinario fa irruzione nella sua vita. Saul era uscito di casa per andare a lavorare, tornò a casa ‘unto del signore’. Era partito cercando asine che non trovò; trovò, invece, una vocazione, un compito, un destino, che non cercava. È questo uno degli episodi più grandi di serendipità, che non spiega soltanto perché senza andare in carne ed ossa in libreria non scopriremo mai i libri più importanti che non cercavamo che ci attendevano lì accanto a quelli meno importanti che cercavamo, ma che ci fa intuire qualcosa della logica profonda della vita spirituale. I beni più grandi della vita sono quelli che non compriamo perché non sono in vendita, quelli che non cerchiamo perché non sappiamo ancora che esistono, quelli che riceviamo perché siamo, semplicemente, amati.

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I necessari custodi del quasi

Più grandi della colpa/5 - Riconoscere i bivi sbagliati della vita, e riconciliarsi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 18/02/2018

Piu grandi della colpa 05 rid«Vorrei passare come una tela
su cui lo sguardo crocifisso
spegne gli idoli.»

Heleno Oliveira, Se fosse vera la notte

È molto comune che per descrivere la corruzione morale e spirituale più grande, la Bibbia usi le parole dell’economia. E lo fa perché non c’è nulla di più spirituale e teologico dell’economia, della politica, del diritto. La fede parla soltanto con le parole della vita. E allora non ci sono parole più vere per dire la natura e la qualità della nostra vita spirituale di: salario, profitto, tasse, tangenti, finanza, appalti, lavoro, impresa. Sono le parole più teologiche e spirituali disponibili ‘sotto il sole’, che conferiscono verità anche alle parole della fede. Perché se non sappiamo dire la spiritualità con le parole dell’economia, del diritto, della politica, è molto probabile che quelle parole spirituali siano, di fatto, preghiere agli idoli, anche quando le pronunciamo, devoti, dentro templi, sinagoghe o chiese. Questo la Bibbia e la sua vera laicità lo sapevano molto bene - noi oggi lo sappiamo molto meno, perché abbiamo dimenticato la Bibbia e la laicità.

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La civiltà del dono omeopatico

Più grandi della colpa/4 - Dio onnipotente e sconfitto insegna la fede che cambia tutto

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 11/02/2018

Piu grandi della colpa 04 rid«Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.»

Alda Merini, La Terra Santa

«In quei giorni i Filistei si radunarono per combattere contro Israele. Allora Israele scese in campo contro i Filistei» (4,1b). Dopo la grandiosa splendida notte della vocazione di Samuele, cambia la scena, e su Israele soffiano i venti di guerra. Compare un popolo già noto a Israele, che lo accompagnerà e combatterà per molti secoli, i filistei, un antico popolo del mare, che esercitò il predominio politico e culturale sull’intera regione, associandola al suo nome (Palestina, Philistia: la terra dei filistei). Cambia la scena, forse anche la mano del narratore, ma permangono alcuni elementi di continuità. Tra questi Eli, i suoi figli, e soprattutto l’Arca.

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Meraviglioso mestiere è vivere

Più grandi della colpa/3 - Si può restare giusti da deboli. E ascoltare senza aver udito

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 04/02/2018

Piu grandi della colpa 03 rid«Il Maestro disse:
"Chi fa della virtù
una professione
è la rovina della virtù"»

I detti di Confucio

Sulla terra ci sono molte persone chiamate che rispondono "eccomi" anche se non sanno riconoscere l’autore della voce che li chiama per nome. Ieri, oggi, sempre. Chiamati da voci interiori diverse e sconosciute, che si innalzano dall’amore e dal dolore del mondo. In queste vocazioni, che accadono tutti i giorni in tutti gli ambiti dell’umano, ciò che davvero conta è rispondere. Ma è meraviglioso quando accanto a noi c’è un "Eli" che prima ci rimanda sereni a letto e poi ci svela il nome di chi continua a chiamarci. 

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Già cantori del non-ancora

Più grandi della colpa/2 - Il dono dei figli donati è la grammatica dell’esistenza

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 28/01/2018

Piu grandi della colpa 02 rid«Dammi da mangiare
dammi da bere …
Fame è misterioso
richiamo
alza e abbassa regge lascia
ti reggo mi lascio.
Dammi l’acqua
dammi la mano
che siamo,
nello stesso mondo.»

Chandra Livia Candiani, Dammi da mangiare

Dio ascoltò il grido di Anna e “si ricordò di lei” (1 Samuele, 1,19), come si era ricordato del suo popolo schiavo in Egitto, dopo la prima preghiera collettiva della Bibbia (Esodo 2, 23). Il Dio biblico è un Dio che sa ascoltare, tutti, ma soprattutto le vittime. Gli idoli sono sordi e muti perché sono morti. YHWH è vivo perché ha un ‘orecchio’ e può ascoltare, e può essere risvegliato dal suo sonno, ridestato nella sua disattenzione, mentre siamo sulla barca e c’è tempesta.

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La gran preghiera delle donne

Più grandi della colpa/1 - Le parole senza fiato delle vittime valgono più di tutte

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 21/01/2018

Piu grandi della colpa 01 rid«La Bibbia conosce il lamento. Il lamento è un momento estremamente critico nel rapporto con Dio, finché Dio non consola l’uomo e l’uomo non consola Dio. Profezia e liturgia portano i lamenti avanti e indietro tra il cielo e la terra»

Paolo De Benedetti, La chiamata di Samuele e altre letture

Iniziamo la lettura e il commento dei due Libri di Samuele. E comincia il tempo di una gioia nuova, quella che forse solo il contatto interiore con l’immenso testo biblico riesce, qualche volta, a donare. Soprattutto all’inizio, nel sabato dell’attesa, in quella gioia aurorale che inonda l’anima prima di sapere se e quali parole nasceranno da questo nuovo incontro con le parole in-finite della Bibbia. Prima di sapere se e come saremo capaci di farle diventare un discorso sul nostro tempo, sui nostri regni, pianti, vocazioni, tradimenti, preghiere.

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