Più grandi della colpa

Logo Samuele rid mod
In questa categoria sono disponibili gli editoriali di Luigino Bruni della serie "Più grandi della colpa" a commento del libro di Samuele, pubblicati su Avvenire dal 21 gennaio 2018
 

 

Resterà un grande candore

Più grandi della colpa/31 - Si può essere «re» quando non si smette di essere figli

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 19/08/2018

Piu grandi della colpa 31 rid«Io non vivo in me ma fuori
Io sono manchevole io faccio
continuamente errori
Non so perché forse non più degli altri
Ma a me pare di farne di più…
Oh fuori ci sono gli alberi
Ci sono gli uccelli e i fiori..»

Nicola Gardini, Io non vivo in me ma fuori

«Queste sono le ultime parole di Davide: "...Lo spirito di YHWH ha parlato attraverso di me, la sua parola è sulla mia lingua"... mi ha detto: "Chi governa gli uomini con giustizia, chi governa con timore di Dio, è come luce di un mattino quando sorge il sole, mattino senza nubi, che fa scintillare dopo la pioggia i germogli della terra"» (2 Samuele 23, 1-4). Anche se nella Bibbia Davide parlerà ancora (1 Libro dei re), per i Libri di Samuele queste sono "le ultime parole di Davide", come un testamento. Qui il re Davide parla da profeta, come chi ha ricevuto una nuova lingua con cui annunciare (nel suo caso anche cantare) la parola di YHWH – e terminerà il libro come sacerdote. L’autore sa che anche noi, giunti oramai alla fine della sua vita, possiamo testimoniare che Davide ha veramente detto parole diverse e più alte delle sue e delle nostre. Le ha dette mescolandole con parole basse, più basse e vili delle nostre; ma Dio ha parlato in Davide proprio dalle ferite della sua ambivalente umanità.

Leggi tutto...

Non è solo il Dio dei forti

Più grandi della colpa/30 - L’ultimo capitolo arriva spesso con un tempo diverso

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 12/08/2018

Piu grandi della colpa 30 rid«Mosè vide che il Signore scriveva la parola "Longanime" nella Torah e domandò: «Questo significa che tu sei paziente con i devoti?». «No, io lo sono anche con gli empi». «Come? – esclamò Mosè – Gli empi meritano di morire». L’Eterno non replicò.»

Louis Ginzberg, Le leggende degli ebrei

Anche nelle storie più grandi arriva l’ultimo capitolo. Qualche volta è il capitolo più bello, sempre è il distillato dell’intera vita. Ma mentre nei romanzi il bravo lettore sa individuare il momento in cui la linea del racconto subisce l’ultima torsione e si avvia alla conclusione, quando proviamo a leggere il nostro libro che stiamo scrivendo, non siamo quasi mai capaci di cogliere il momento dell’inizio del declino, e cambiare. Perché, semplicemente, amiamo troppo la vita e le sue parole, e perché amiamo troppo le illusioni. E così, l’ultima pagina ci coglie sovente impreparati, perché non siamo riusciti a inserirla all’interno dell’ultimo capitolo, che le avrebbe dato ritmo e senso. Perdiamo la trama della storia, e qualche volta ci smarriamo.

Leggi tutto...

È lievito il gesto della madre

Più grandi della colpa/29 - Per ricordarci sempre che ogni figlio è figlio di tutti

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 05/08/2018

Piu grandi della colpa 29 rid«In Cielo ella è sicura di ritrovare tua madre, ed è anche certa di ritrovare l’altra tua nonna. Donna Maria Vincenza m’assicurò che se il Padre Eterno non ti prende direttamente sotto la sua protezione, loro tre eleveranno tali proteste che il Paradiso si trasformerà in un vero e proprio inferno»

Ignazio Silone, Il seme sotto la neve

Molte patologie delle religioni ebraico-cristiane e della civiltà occidentale che da esse è originata, sono conseguenza diretta del matrimonio che si è venuto a creare tra fede ed economia. La comprensione del peccato come debito è all’origine e al cuore dell’umanesimo biblico, che ha determinato una visione mercantile della religione e della salvezza. E quando la logica debito-credito si estende dalla terra al cielo, prende corpo una organizzazione forse più astratta del nostro capitalismo finanziario.

Leggi tutto...

È femminile la parola di pace

Più grandi della colpa/28 - Sarebbe bello vedere la storia con occhi di madre

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 29/07/2018

Piu grandi della colpa 28 rid«Il gran visir il quale era suo malgrado il ministro di tanta ferocia, aveva due figlie, la maggiore delle quali aveva nome Scheherazade, e l’altra Dinarzade. Un dì che stavano insieme a colloquio, Scheherazade gli disse: Padre, io ho in animo di fermare il corso delle barbarie che il sultano esercita sulle famiglie di questa città; voglio dissipare il giusto timore che hanno tante madri di perdere le loro figliuole in sì funesta maniera»

Le Mille e una notte

Le parole possono uccidere, ma sanno anche allontanare la morte. È logos il primo nemico di tanatos. Finché abbiamo ancora qualcosa da raccontare, possiamo rinviare di un giorno il suo arrivo, e, forse, quando giungerà perché avremo terminato il nostro racconto, scopriremo che avevamo ancora una storia da raccontare, ed era quella per lei.

Leggi tutto...

Dio sta accanto alle vittime

Più grandi della colpa/27 - Impariamo a trovare il Padre dove non dovrebbe essere

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 22/07/2018

Piu grandi della colpa 27«Più non ti prego, né se ancor tu l’opera partecipar volessi, io di buon grado t’accetterei: sii tu qual essere brami. Sepolcro io gli darò… E tu, se credi, disprezza pure ciò che i Numi pregiano»

Sofocle, Antigone

La storia che ci narrano i Libri di Samuele è un susseguirsi di omicidi, fratricidi, incesti, stupri, violenze efferate. YHWH, il protagonista di molte pagine bibliche, qui sembra starsene fuori dalla mischia, a osservare lo spettacolo di morte che gli uomini gli offrono. Eppure la Bibbia, in tutti i suoi libri, continua a parlarci di Dio, a contenere le sue parole e la sua parola. Ma dove? E come?.

Leggi tutto...

Salviamo ogni figlio sospeso

Più grandi della colpa/26 - La Bibbia è esercizio morale per diventare più umani

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 15/07/2018

Piu grandi della colpa 26 rid«Sarà Platone ad abolire i lamenti degli uomini celebri e a farne materia da donne e da uomini vili, affinché coloro che diciamo di educare per la difesa del paese disdegnino di comportarsi in modo simile a loro»

Matteo Nucci, Le lacrime degli eroi

Noi, uomini e donne, amiamo molte cose, ma soprattutto amiamo i nostri figli. Per questo la riconciliazione vera tra un genitore e un figlio è tra le gioie più sublimi della terra, forse la più grande. La parabola del "figliol prodigo" è tra le parabole più belle e note dei Vangeli, anche perché ci parla di un figlio che ritorna a casa e di una riconciliazione. Ma quando usciamo dalla parabola di Luca e scriviamo le parabole di carne della nostra vita, ci accorgiamo che i figli ritornati quasi sempre ripartono. Ritornano nei porcili, dilapidano ancora la loro parte di eredità, e qualche volta ritornano per prendersi anche il resto che non "spetta" loro. La gioia delle famiglie e delle comunità spesso va trovata e gustata in quel lasso di tempo che passa tra un ritorno e una ripartenza, nello spazio che si trova tra il "bacio del padre" e il "bacio di Giuda".

Leggi tutto...

Pace è intelligenza di madri

Più grandi della colpa/25 - Ogni storia di fratricidio è purtroppo storia vera

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 08/07/2018

Piu grandi della colpa 25 rid«'O figlio di Laerte, divino scaltrissimo Ulisse, frénati, e della guerra pon fine alla rissa funesta, ché Giove, onniveggente di Crono figliuol, non s’adiri'. Disse Atena. Ubbidì col gaudio nell’anima Ulisse»

Omero Odissea, Conclusione

Quando si attraversano crisi profonde e complesse, l’incontro con qualcuno che ci mostra un’altra prospettiva può essere l’evento decisivo. Qualcuno che ci fa salire sopra un colle per guardare dall’alto la nostra città assediata, e da lì scoprire vie di fuga che quando eravamo ancora immersi nella lotta non potevamo vedere. Nella Bibbia coloro che offrono queste prospettive diverse sono soprattutto i profeti e le donne. Esiste, infatti, un’analogia tra profezia e genio femminile. Entrambi sono concreti, attivano processi, parlano con la parola e con il corpo, e per istinto invincibile scelgono sempre la vita, le credono e la celebrano fino all’ultimo soffio. I profeti e le madri ospitano e generano una parola viva che non controllano, gli offrono il corpo perché il figlio-parola diventi carne, senza diventarne i padroni.

Leggi tutto...

Il cuore infinito delle donne

Più grandi della colpa/24 - L’amore vero non usa violenza e resta accanto

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 01/07/2018

Piu grandi della colpa 24 crop rid«Davvero l’uomo è un fiume melmoso. Bisogna essere un mare per accogliere un fiume melmoso senza intorbidarsi»

Friedrich Nietzsche Così parlò Zarathustra

Ai figli non lasciamo soltanto il nostro patrimonio genetico e poi quello economico. Anche le nostre virtù e i nostri peccati diventano loro eredità. Si trasmettono per mezzo dei loro occhi, con i quali prima ci guardano e poi ci imitano – la probabilità che un figlio di fumatori diventi fumatore è doppia rispetto a un figlio di non fumatori. Il nostro stile di vita relazionale, le virtù e i vizi della nostra casa, la nostra generosità e la nostra avarizia, formano un Dna culturale e morale che passiamo ai nostri figli, quasi sempre senza beneficio d’inventario. E anche quando riescono a diventare migliori dei nostri peccati (e, grazie a Dio, qualche volta ce la fanno), la nostra eredità etica li condiziona sempre e molto. Quando decidiamo di cedere alle tentazioni che ci aspettano puntuali nei crocicchi della vita, stiamo accumulando la prima dote che lasceremo ai figli e al mondo di domani.

Leggi tutto...

Il registro del dolore invisibile

Più grandi della colpa/23 - La storia umana non è il giocattolo di Dio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 24/06/2018

Piu grandi della colpa 23 rid«Noi non facciamo che insegnare opere di sangue le quali appena insegnate finiscono per punire il maestro. Questa giustizia dalla mano imparziale porge alle nostre stesse labbra la miscela del nostro calice avvelenato»

William Shakespeare, Macbeth

Non è sufficiente non essere visti per essere innocenti. Le grandi civiltà antiche hanno generato le loro leggi e norme etiche sotto lo sguardo di occhi più alti dei loro. Noi oggi, ammaliati dall’etica del contratto, abbiamo rinunciato a questo sguardo "dall’alto", sostituendolo con milioni di occhi che ci controllano e spiano continuamente "dal basso". Ma quando introduciamo nel nostro mondo occhi non-umani più bassi dei nostri, o sono gli occhi degli idoli o quelli dei nostri manufatti, che non sanno farci vedere gli angeli e il paradiso. Quello sguardo più alto e diverso diceva, tra l’altro, che il male e i peccati che facciamo operano anche quando restano segreti.

Leggi tutto...

La lettera da non leggere

Più grandi della colpa/22 - I volti da ri-conoscere e l’ignoranza provvidenziale

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 17/06/2018

Piu grandi della colpa 22 rid«Emma lasciò cadere il foglio. La sua prima impressione fu di malessere al ventre e alle ginocchia; poi di cieca colpa, d’irrealtà, di freddo, di timore; poi, desiderò trovarsi già al giorno dopo. Immediatamente comprese che quel desiderio era inutile, perché la morte di suo padre era la sola cosa che fosse accaduta al mondo e che sarebbe continuata ad accadere, senza fine»

J.L. Borges Emma Zunz

Il nome dell’altro è sempre una parola plurale e sinfonica. Per riconoscere una persona dobbiamo allora vedere e accogliere la sua ricca molteplicità. La prima ferita inferta alla vittima è la negazione di almeno un volto della sua personalità. Vediamo arrivare dal mare Myriam con un velo sul capo, la chiamiamo "musulmana". Non vediamo che ha un fidanzato, che è infermiera, che è vegetariana, pacifista, che dipinge e ama la poesia. Così iniziamo a profanare la sua dignità, non la conosciamo perché non la riconosciamo. Vediamo poi Giovanna che porta un velo diverso, la chiamiamo "suora". Non ci interessa che è una biblista e che prima di entrare in convento era docente di storia, che suona molto bene il pianoforte ed è presidente di una Ong. E così vediamo solo la suora e le impediamo di dirci che è anche una donna. Tutte le volte che una persona viene ridotta a una sola dimensione siamo dentro l’inizio di una storia di violenza.

Leggi tutto...

Cristiani, cioè uomini e fratelli

Più grandi della colpa/21 - Non c’è retorica che tenga: ogni guerra è fratricidio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 10/06/2018

Piu grandi della colpa 21 rid«Rabbi Pinchas disse: "Chi dice che le parole degli Insegnamenti sono una cosa a sé e le parole del mondo un’altra cosa a sé, sarà chiamato un negatore di Dio".»

Martin Buber Storie e leggende chassidiche

Quando ero ragazzo, nel mio paese per dire persona umana si diceva cristiano (anzi: cristià, in dialetto ascolano). Per molto tempo ho pensato che "cristiani" fosse il nome degli esseri umani. Non la sentivo una parola religiosa, e la maggior parte della mia gente la usava senza sapere che quel termine così comune era nato dalla religione. I cristiani erano gli uomini, le cristiane erano le donne.

Leggi tutto...

La splendida laicità di Dio

Più grandi della colpa/20 - L’umanesimo biblico è un’infinita educazione alla libertà

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 03/06/2018

Piu grandi della colpa 20 rid«Se il tuo cuore non vorrà ritornare
non avere più passione
se non vorrà soffrire,
Senza fare progetti su ciò che sarà
il mio cuore può amare per tutti e due»

Luisa Sobral, Amar pelos dois

Quando si cerca di rispondere ad una vocazione, l’esistenza si muove tra il ricordo di una grande liberazione e l’attesa del compimento di una grande promessa, tra memoria e speranza. Tutto si svolge tra queste due sponde del fiume, e il mestiere del vivere sta nell’imparare a restare nel guado, senza cedere alla tentazione della nostalgia della sponda dalla quale proveniamo né a quella che ci ripete che l’approdo era stato solo un miraggio. Non si è travolti dalle acque e trascinati via dalla corrente finché si resta aggrappati all’invisibile fune che lega il Mar rosso al Giordano. Anche perché più ci avviciniamo all’altra riva più il brano di corda che stringiamo si assottiglia sempre più sotto la nostra mano.

Leggi tutto...

Il decoro diverso delle donne

Più grandi della colpa/19 - Le parole vere di scartati e scartate salvano anche Dio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 27/05/2018

Piu grandi della colpa 19 rid«Fu per grazia di Dio, e non per i suoi meriti, che Noè trovò nell’arca un riparo dalla furia travolgente delle acque. Pur essendo migliore dei suoi contemporanei, non avrebbe meritato che per lui si compissero miracoli»

Louis Ginzberg Le leggende degli ebrei

È stata la religione a inventare l’homo oeconomicus, molto prima che lo reinventasse l’economia. Il primo partner commerciale degli uomini è stato Dio, perché l’economia nei mercati è stata un’estensione dell’economia nella sfera religiosa. Le prime monete che l’umanità ha conosciuto sono state capre, montoni, agnelli, qualche volta anche bambini e vergini, con le quali gli uomini pagavano i loro dèi, in genere per indebitarli o, qualche volta, per ridurre il debito originario da cui le comunità si sentivano schiacciate.

Leggi tutto...

Come steli di innocenti

Più grandi della colpa/18 - I carnefici umiliano negando la dignità del nome

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 20/05/2018

Piu grandi della colpa 18 rid«La relazione Io-Tu consiste nel porsi di fronte a un essere esterno, cioè radicalmente altro, e nel riconoscerlo come tale. Questo riconoscimento dell’alterità non consiste nel farsi un’idea dell’alterità. Non si tratta di pensare l’altro, né di pensarlo come altro, ma di rivolgersi a lui, di dirgli Tu»

Emanuel Lévinas Martin Buber

Il dialogo è il filo che tesse le nostre relazioni sociali buone e feconde. Ascoltare e dire, silenzio e parola, frasi e gesti, sono la grammatica del reciproco attraversamento (dia) della parola (logos). Dialogare è lasciarsi attraversare dall’altro mentre gli chiediamo il permesso di farsi attraversare dalla nostra parola. Attraversare è un verbo di moto, che evoca tempo e spazio, luoghi, nomi, carne, è sempre creazione di novità.

Leggi tutto...

L’onore dello scartato

Più grandi della colpa/17 - Le vie di Saul sono infine polverose, come le nostre

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 13/05/2018

samuele 17 210x300«Saul: Oh figli miei!... — Fui padre. —
Eccoti solo, o re; non un ti resta
dei tanti amici, o servi tuoi.
— Sei paga,
d’inesorabil Dio terribil ira?»

Vittorio Alfieri, Saul

In ogni lettura autentica, il lettore ha una parte attiva e creativa. Non è spettatore delle storie che legge, ma co-sceneggiatore e attore. In quella forma speciale di lettura che è la lettura biblica, poi, chi legge riceve la misteriosa ma reale facoltà di trasformare i personaggi in persone, che, come tutte le persone vive, crescono, cambiano, si muovono, fanno incontri inattesi. Accade allora che le persone bibliche inizino a interagire tra di esse, a comporre trame relazionali diverse da quelle pensate e volute dal loro primo autore. E così la negromante di Endor diventa amica del padre del figliol prodigo, Geremia si scopre fratello di Davide, e Saul diventa compagno di strada e di sventura di Giobbe, come lui gettato sul mucchio di letame, da un Dio che vuole (Saul) o permette (Giobbe) la loro sventura. Entrambi, Saul e Giobbe, colpiti da pene divine più grandi della loro (possibile) colpa, tutti e due avvolti dal silenzio di un Dio muto, che per loro non ha parole di vita – forse perché, semplicemente, attende le nostre.

Leggi tutto...

Le sante parole degli scartati

Più grandi della colpa/16 - Dentro ogni vita può esplodere la compassione. E il bene

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 06/05/2018

Piu grandi della colpa 16 rid«Il Baalschem disse a uno dei suoi discepoli: ‘L’infimo degli infimi che ti venga in mente, io l’amo di più di quanto tu ami il tuo unico figlio'»

Martin Buber, Storie e leggende chassidiche

Aruspici, maghi, indovini, sono una nota ricorrente nella Bibbia. Sono una forma di falsa profezia  molto diffusa nell’antichità e duramente combattuta dai profeti, che ha rappresentato una tentazione costante e molto seducente per Israele (alla quale spesso ha ceduto). Espressione di una religiosità popolare arcaica che non è mai scomparsa, che nei nostri giorni alimenta un business fiorente. La fede biblica non è minacciata dall’ateismo, ma dalla sostituzione di YHWH con dèi naturali e più semplici - ieri e oggi, nella fede e nella vita, dove l’eterna tentazione è convincersi che siamo qualcosa di più piccolo e banale di quella realtà complessa e bellissima che invece siamo.

Leggi tutto...

Infinita è l’arte dell’abbraccio

Più grandi della colpa/15 - Il mestiere di vivere s'impara gustando le piccole paci

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 29/04/2018

Piu grandi della colpa 15 rid«Dio è l’altro per eccellenza, l’altro in quanto altro, l’assolutamente altro, e tuttavia solo da me dipende l’accordo con questo Dio. Lo strumento del perdono è nelle mie mani. Invece il prossimo, mio fratello, è in certo senso più altro di Dio: per ottenere il suo perdono devo riuscire ad ottenere che egli si plachi. E se rifiuta? Essendo in due, tutto è messo a repentaglio. L’altro può rifiutarmi il perdono e lasciarmi per sempre imperdonato»

Emanuel Levinas, Quattro letture talmudiche

Ogni giorno milioni di persone fanno e dicono cose cattive e, poco dopo o poco prima, dicono e fanno sinceramente cose buone. Perché l’intreccio di cattiveria e bontà è semplicemente la condizione umana. La Bibbia conosce molto bene questo mistero ambivalente della persona, forse il mistero più grande. Possiamo incattivirci, smarrirci, perdere il filo d’oro della vita, ma fino all’ultimo fiato siamo ancora capaci di bontà, perché fatti immagine e somiglianza di una danza infinita d’amore reciproco, che nessun peccato riesce a fermare. Caino ha ucciso suo fratello Abele, ma non ha ucciso l’Adam, il primo (e ultimo) uomo. E mentre Caino continua ad uccidere Abele, l’Adam continua, testardo, a risorgerlo, ogni giorno. Nessuna cattiveria del fratricida che alberga dentro di noi è capace di distruggere quell’impronta originaria di bene incisa più in profondità nel nostro essere. In questo senso, il male può essere banale, il bene mai. Il male ha una sua resilienza, che può essere anche molto grande, ma è sempre più piccola della resilienza del bene. Ed è questo bene che resiste, testardo, che ci fa più belli delle nostre molte colpe. Sta qui il radicale ottimismo antropologico della Bibbia, che ha salvato l’Occidente dopo e dentro i suoi peccati più efferati - e che continua a salvarci.

Leggi tutto...

La saggia fretta delle donne

Più grandi della colpa/14 - Ricucire, risanare, agire tempestivamente fa la pace

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 22/04/2018

Piu grandi della colpa 14 rid«Noi vediamo i beni come un mezzo, come fili di un velo che maschera le relazioni sottostanti. L’attenzione si rivolge al flusso degli scambi, di cui però i beni marcano soltanto la trama.»

Mary Douglas, Il mondo delle cose

Il dono è una parola grande, e quindi è una parola ambivalente. Perché se non fosse ambivalente non sarebbe grande, come grandi e ambivalenti sono l’amore, la religione, la comunità, la vita, la morte. La "capacità di donare e di accogliere doni" è una possibile definizione della natura umana, perché dono dice libertà, autonomia, dignità, bellezza. I doni ricevuti e fatti segnano le tappe decisive della vita nostra e di quella di chi amiamo, dal primo dono della vita fino all’ultimo, quando ridoneremo centuplicato quel primo dono, e forse solo in quel momento ne capiremo tutto il suo valore – e anche il valore e il senso di quell’ultimo dono che stiamo facendo.

Leggi tutto...

La forza debole che ci salva

Più grandi della colpa/13 - Non uccidere, salvare il nome, tagliare il lembo del mantello

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 15/04/2018

Piu grandi della colpa 13 rid«Caro male,
non ti chiedo ragioni
è questa la legge dell’ospitalità…
ti do riparo
proprio a te che mi scoperchi.
Non ti voglio bene male
ti so sapiente ti tengo d’occhio
e nido sono
di te che mi assapori
e poi sputi il nocciolo
»

Chandra Livia Candiani, Fatti vivo

Le forme del conflitto sono molte. Ogni epoca ne aggiunge di nuove, lasciando inalterate quelle ricevute in eredità. Anche la Bibbia ne conosce diverse. Il conflitto tra Caino e Abele, dove una frustrazione verticale (tra Caino e Dio che rifiutava le sue offerte) diventa violenza orizzontale (verso Abele). Il conflitto tra i fratelli maggiori e Giuseppe, dove l’invidia produce l’eliminazione dell’invidiato, venduto ai cammellieri in viaggio verso l’Egitto. O quello tra Abramo e suo nipote Lot, dovuta all’abbondanza di risorse in uno spazio comune troppo piccolo, che viene risolto per separazione, grazie alla generosità di Abramo che lascia a Lot la scelta della terra (“Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra”: Genesi 13,9).

Leggi tutto...

La comunità meticcia genera

Più grandi della colpa/12 - Il mestiere di vivere s’impara mettendosi in cammino

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 08/04/2018

Piu grandi della colpa 12 rid«Da bambino, mi è capitato di guardare con simpatia e rispetto infinito il volto mezzo avvizzito di una donna su cui era come se ci fosse scritto: "di qui sono passate la vita e la realtà." Eppure viviamo, e c’è in questo qualcosa di meraviglioso. Chiamalo pure Dio, natura umana o come vuoi, ma c’è qualcosa che non so definire in un sistema anche se è molto vivo e vero, e questo per me è Dio»

Vincent Van Gogh, Lettere, 179, 193

Quando una vocazione è vera e cresce bene, agli "osanna" della folla segue puntuale il tempo della passione. Un periodo sempre cruciale, quando il disegno e il compito di quella persona iniziano a svelarsi con maggiore chiarezza, perché lo sfondo buio degli eventi ne fa risaltare i contorni luminosi. Così Davide, dopo il primo successo alla corte e nel cuore di Saul, la vittoria con Golia, il canto di gloria della donne («Saul ne ha vinti mille, Davide diecimila»), si ritrova ora costretto a fuggire e a nascondersi, perché Saul lo vuole uccidere. Il testo allora ce lo mostra fuggiasco e nomade di città in città, in continuo pericolo di vita, senza fissa dimora, vulnerabile e povero. Come Abramo, come Mosè, come Maria e Giuseppe. Anche lui arameo errante, anche lui in cerca di benevolenza e di ospitalità; come noi, come tutti, che dal giorno in cui veniamo alla luce diventiamo mendicanti di una mano buona che ci accolga e ci ospiti, e non smettiamo più di cercarla, fino alla fine.

Leggi tutto...

La promessa dell’amico è vera

Più grandi della colpa/11 - L’amore è uno, ma gli amori sono molti: eros, philia, agape…

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 01/04/2018

Piu grandi della colpa 11 B rid«Pietro, tu mi ami [agape]? – Si, Signore, ti amo [philia].
Pietro, tu mi ami [agape]? – Si, Signore, ti amo [philia].
Pietro, tu mi ami [philia]?»

Vangelo di Giovanni 21,15-17

L’amore è uno, ma gli amori sono molti. Amiamo molte persone e molte cose, siamo amati da molti, in modi diversi. Amiamo i genitori, i figli, le fidanzate e le mogli, fratelli e sorelle, maestre, nonni e cugini, poeti e artisti. E amiamo, molto, gli amici e le amiche. L’amore umano non si limita agli esseri umani. Raggiunge gli animali, tocca la natura intera, sfiora Dio. Il mondo greco, per dire amore aveva due parole principali, eros e philia, che non esaurivano le sue molte forme, ma che offrivano un registro semantico più ricco del nostro per declinare questa parola fondamentale della vita. Un lessico che era capace di distinguere il ‘ti voglio bene’ detto alla donna amata dal ‘ti voglio bene detto’ ad un amico, e allo stesso tempo riconoscere che il secondo non era né inferiore né meno vero del primo.

Leggi tutto...

Rapporto Edc 2017

Seguici su:

facebook twitter vimeo icon youtubeicon flickr

Logo Prophetic economy 290 rid mod

Castelgandolfo (Roma), 2-4 Novembre 2018 - maggiori info
Prophetic Economy in practice - Award 2018 - download info e form

Una rilettura del libro di Isaia

Dialoghi della notte rid 250di Luigino Bruni

new tab icon 32291Dehoniane,
Collana Lapislazzuli
Bologna, Maggio 2018
acquista su Dehoniane 
Leggi tutto...

Locandina italiano 01 rid mod

L'alba della mezzanotte

Logo Geremia Crop 150La serie di commenti di Luigino Bruni sul libro di Geremia, usciti su Avvenire

Vai alla serie completa

Aderisci a EdC

EoC Companies crop banner rid modRegistrando la tua azienda sul sito dedicato: edc-info.org/it/

Scopri di più...

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito. Chiudendo questo banner, o continuando la navigazione, accetti le nostre modalità per l’uso dei cookie. Nella pagina dell’informativa estesa sono indicate le modalità per negare l’installazione di qualunque cookie.