Editoriali - Un dibattito incompetente

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire del 09/10/2018

181009 Mai offendere i poveri ridIl primo e radicale problema di chi scrive, legifera e si occupa di povertà è l’incompetenza, perché non essendo in genere poveri non possediamo quella conoscenza specifica che ha soltanto chi è dentro una condizione di povertà. I discorsi e le azioni sulle povertà sono spesso inefficaci, se non dannosi, perché la mancanza di competenza li rende astratti. Non è certamente un caso che due tra i maggiori studiosi della povertà, Muhammad Yunus (premio Nobel per la pace) e Amartya Sen (premio Nobel per l’economia) sono originari rispettivamente del Bangladesh e dell’India, ed entrambi vengono da esperienze di contatto con le povertà vere e si sono sporcati le mani per contribuire a far nascere istituzioni e progetti per alleviare le povertà (la Grameen Bank e l’Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite). Per capire e operare nelle povertà il buon senso non basta e spesso produce molti danni. Dobbiamo invece lavorare molto, facendo di tutto per acquisire, con lo studio e la frequentazione delle persone che si vorrebbero aiutare, le competenze che non si hanno, ma che si devono avere.

La prima cosa che si inizia a capire quando si lasciano la scrivania e i set televisivi e si entra nella concretezza delle povertà, è l’inadeguatezza di una delle idee più radicate della sociologia del XX secolo, la cosiddetta "piramide di Maslow", che è troppo astratta per essere vera. Pensare, infatti, che le persone abbiano bisogni ordinati da una gerarchia piramidale, dove alla base ci sono i bisogni fisiologici (fame, sete, caldo e freddo…) e solo una volta soddisfatti questi possiamo permetterci il lusso di passare ai bisogni di ordine superiore (sicurezza e protezione), poi a quelli di appartenenza quindi ai bisogni di stima. E, infine, una volta saziati, riscaldati e stimati possiamo finalmente dedicarci al lusso dei bisogni di auto-realizzazione, che occupano il vertice della piramide. Come se le persone non morissero anche per mancanza di stima e di senso, o se l’attesa di una nipote che viene a visitarci ogni sera in ospedale ci nutrisse meno della minestrina. Questa antica teoria (del 1954) ha subito molte critiche, sviluppi, rettifiche, ma l’idea che ci siano bisogni primari ed essenziali legati al corpo, al coprirsi, al tetto, e solo dopo tutti gli altri più "alti", è ancora molto radicata nelle politiche pubbliche e nella cultura media della popolazione. E così la ritroviamo, implicita, anche nel dibattito sul reddito di cittadinanza di questi giorni in Italia (e non solo).

Quando ero bambino il reddito di mio padre (commerciante ambulante di polli e galline) è stato per molti anni minore degli equivalenti 780 euro di cui si parla oggi, e nessuno sapeva se ogni mese sarebbero arrivati a casa, dove ad attenderli c’era mia mamma e noi quattro figli. Ma nei compleanni e per la Befana i nostri regali dovevano essere belli come quelli dei nostri compagni di scuola più ricchi. Mio padre rinunciava anche ad alcuni beni primari, ma per quei giocattoli non faceva economia, perché non voleva che ci vergognassimo a scuola. In gioco c’erano la dignità sua e nostra. I miei nonni contadini e le loro sette figlie non erano certo benestanti, ma nelle feste importanti bisognava alzarsi da tavola lasciando vino e cibo avanzati. Quei pranzi eccessivi non erano meno essenziali delle patate e del pane di ogni giorno, perché erano momenti decisivi dove si ricreavano e accudivano quei legami sociali che stringevano tra di loro i membri della comunità, e impedivano che precipitassero tutti nei giorni difficili, quando alla mancanza dei beni primari supplivano questi altri beni altrettanto primari. Durante un periodo di studio all’estero, non avevo abbastanza soldi per permettermi un quotidiano (italiano) e il treno. Mi procurai da un amico una bicicletta, risparmiavo il costo del biglietto del treno e quei due franchi mi consentirono di leggere articoli che sono la radice di quelli che ho scritto molti anni dopo, e di quello che sto scrivendo ora.

La teoria della povertà di Amartya Sen si basa su un assioma fondamentale, una sorta di pietra angolare del suo edificio scientifico: la povertà è l’impossibilità che ha una persona di poter svolgere la vita che amerebbe vivere. La povertà è dunque una carestia di libertà effettiva, perché la mancanza di quelle che lui chiama capabilities (capacità di fare e di essere) diventa un ostacolo spesso insuperabile per fare la vita che vorremmo fare.

E una delle capacità fondamentali consiste, per Sen, nel poter uscire in pubblico senza vergognarsi (di sé e dei giocattoli dei propri bambini). Una delle idee economico-sociali più rivoluzionarie e umanistiche dell’ultimo secolo.

Il primo messaggio, serio e preoccupante, di questa visione competente della povertà riguarda la difficoltà di aumentare le libertà con il denaro. Alcuni, in genere la maggior parte, di questi ostacoli sono infatti conseguenza della mancanza non di reddito, ma di capabilities, che sono una sorta di bene capitale (stock), una assenza che si è creata negli anni, spesso già dall’infanzia. È l’assenza di capitali che genera anche la mancanza di reddito, che è solo un effetto. Questi beni capitali sono istruzione, salute, famiglia, comunità, talenti lavorativi, reti sociali, che per essere "curati" richiederebbero interventi strutturali, in "conto capitale", e quindi molto tempo, volontà politica e un coinvolgimento serio della società civile. Se quindi le persone non useranno il reddito che giungerà dal Governo per rafforzare o creare alcuni di questi capitali, quei soldi non ridurranno la povertà, perché le persone resteranno povere con un po’ di consumi in più. E il primo bene capitale da cui una persona può ricominciare si chiama ancora con un antico, bellissimo, nome: lavoro.

Ma c’è anche un secondo messaggio. Se questi 780 euro (al massimo) non diventeranno anche una maggiore libertà di comprare libri, giornali, di fare festa, un viaggio, di comprare un giocattolo bello per un bambino, un braccialetto più carino per la fidanzata, una cena esagerata con gli amici più cari per dire che finalmente stiamo cambiando vita, e che abbiamo ricominciato a sperare..., quei redditi non ridurranno nessuna povertà, o ne ridurranno gli aspetti meno importanti.

Tutti sappiamo, o dovremmo sapere, che per la stessa natura "capitale" di molte forme di povertà, il rischio che i soldi del reddito di cittadinanza finiscano in luoghi sbagliati è molto alto; e per questa ragione dobbiamo fare di tutto per eliminare e ridurre alcuni di questi luoghi sbagliati (in primis l’azzardo, dove il governo ha ben iniziato e deve andare fino in fondo togliendo le slot machine dai bar e tabacchi, e riducendo drasticamente i gratta-e-vinci che ormai si trovano ovunque). Ma se è vero che la povertà è mancanza di libertà, allora non offendiamo la libertà con liste di "beni primari" scritte a tavolino, o con controllori che dovrebbero dirci se un libro o un giocattolo sono troppo costosi perché un "povero" se li possa permettere. Il primo "reddito" di cui i molti poveri del nostro Paese hanno bisogno è un segnale di fiducia e di dignità. Di sentirsi dire che sono poveri ma prima sono persone adulte, e possono decidere, anche loro, se è più primario un vestito o un regalo per chi amano.

Submit to DeliciousSubmit to DiggSubmit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Capitalismo infelice rid 400

di Luigino Bruni

Giunti Slow Food Editore
Firenze, Settembre 2018
Acquista su Giunti Editore
Leggi tutto...

Editoriali Avvenire di Luigino Bruni

Seguici su:

facebook twitter vimeo icon youtubeicon flickr

Logo Prophetic economy 290 rid mod

Castelgandolfo (Roma), 2-4 Novembre 2018 - maggiori info
Prophetic Economy in practice - Award 2018 - download info e form

Edc aderisce a Slotmob!

Logo Slotmob rid mod

Tutte le info alla pagina dedicata

vedi i nuovi eventi sul FB Slotmob

facebook nsl Slotmob a Faenza 16/06/2018

facebook nsl Slotmob a Aprilia 16/06/2018

facebook nsl Slotmob a Albano Laziale 09/06/2018

facebook nsl Slotmob a Chieti 04/06/2018

facebook nsl Slotmob a Messina 23/05/2018

facebook nslSlotmob a Benevento 20/05/2018

facebook nslSlotmob a Anzio 19/05/2018

facebook nslSlotmob a Fabriano 19/05/2018

facebook nslSlotmob a Sassoferraio 12/15/2018

Rapporto Edc 2016

Cover Edc44 mod

Scarica il rapporto
Vai alla versione online

Elogio dell'auto-sovversione

Elogio Auto sovversione rid 250di Luigino Bruni

Città Nuova, Roma, 2017
Collana "I Prismi - I Semi"
Acquista su Città nuova  Leggi tutto...
Ascolta Intervista a Radio24:

Una casa senza idoli

Una casa senza idoli riddi Luigino Bruni

Dehoniane,
Collana Lapislazzuli
Bologna, Settembre 2017
acquista su Dehoniane 
Leggi tutto...

Una rilettura del libro di Giobbe

La sventura di un uomo giusto rid 250di Luigino Bruni

Dehoniane,
Collana Lapislazzuli
Bologna, Novembre 2016
acquista su Dehoniane 
Leggi tutto...

Nuova edizione de: "La Ferita dell'altro"

La ferita dellaltro new edition rid 250di Luigino Bruni, Il Margine, 2017

Economia e relazioni umane

COLLANA Orizzonti

Acquista su Il Margine  
Leggi tutto...

Logo LoppianoLab2017 rid mod

Gli imperi di sabbia

Gli Imperi di sabbia 200 ridLogiche del mercato e beatitudini evengeliche

di Luigino Bruni

Dehoniane,
collana Lampi
Bologna, Maggio 2016
vedi su Dehoniane

Leggi tutto...

La foresta e l'albero

La foresta e lalbero riddi Luigino Bruni

Vita e Pensiero,
collana Punti
Milano, Aprile 2016
vedi su Vita e Pensiero
Leggi tutto...

Premio Res Magnae 2016

Ascolta Intervista a Fahrenheit

La distruzione creatrice

La distruzione creatrice riddi Luigino Bruni

Città Nuova, Roma, 2015
Collana "I Prismi - I Semi"

Vedi su Città nuova   Leggi tutto...

Le levatrici d'Egitto

Le levatrici dEgitto ridUn economista legge il libro dell’Esodo

di Luigino Bruni, Dehoniane, 2015

Raccolti nel volume Dehoniane gli articoli sull' Esodo della serie "Le Levatrici d'Egitto"

Leggi tutto...

Scritti ed altro di: Luigino Bruni

L'economia civile

Economia civile riddi Luigino Bruni e Stefano Zamagni

Il Mulino, Bologna, maggio 2015
Collana "Farsi un'idea"

Leggi tutto...

Le imprese del patriarca

Le imprese del patriarca ridMercato, denaro e relazioni umane nel libro della Genesi

di Luigino Bruni, Dehoniane, 2015

Raccolti nel volume Dehoniane gli articoli sulla Genesi della serie "L'albero della vita"

Leggi tutto...

Aderisci a EdC

EoC Companies crop banner rid modRegistrando la tua azienda sul sito dedicato: edc-info.org/it/

Scopri di più...

Lessico del ben vivere sociale

Cooperazione, mercato e altre parole in un mondo che cambia

lessico-del-benvivere riddi Luigino Bruni, Ecra editore


Leggi tutto...

Fidarsi di uno sconosciuto

Fidarsi di uno sconosciuto ridEconomia e virtù nel tempo delle crisi

di Luigino Bruni, Dehoniane, 2015

Leggi tutto...

L’altra metà dell’economia

altra-metà-dell economia ridDa Città Nuova è uscito il libro di Luigino Bruni e Alessandra Smerilli sulle comunità carismatiche e a movente ideale e il femminileLeggi tutto...

Ascolta Presentazione su Radio 24

Fondati sul lavoro

Fondati-sul-lavoro ridE' uscito da Vita e Pensiero l'ultimo libro di Luigino Bruni
Leggi tutto...

Ascolta presentazione su Radio 24

Ricchezze

Beati quelli che investiranno in economie di comunione.

Ricchezzedi Luigino Bruni, dall'Editrice San Paolo per la collana: Nuove Beatitudini, Ipotesi di felicità Futura
Leggi tutto...

Il dado per le aziende!

Logo cube IT 150

La nuova rivoluzione per la piccola azienda.
Costruiscilo! Leggilo! Vivilo! Condividilo! Fanne esperienza!

Il dado per le aziende oggi anche in italiano! Scarica la APP per Android!

Editoriali Avvenire

Chi è l'imprenditore Edc?

Logo Summer School ITA 2012 rid mod

Ascolta la lezione di Luigino Bruni al Workshop School Edc 2012 a Loppiano, 30 giugno 2012

Economia con l'anima

Economi con l anima rid

E' uscito da EMI il libro di Luigino Bruni
Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito. Chiudendo questo banner, o continuando la navigazione, accetti le nostre modalità per l’uso dei cookie. Nella pagina dell’informativa estesa sono indicate le modalità per negare l’installazione di qualunque cookie.