EdC - Economia di Comunione

Editoriali Avvenire92

 

 

In questa categoria sono contenuti tutti gli editoriali di Luigino Bruni su Avvenire da luglio 2011.

 

Le levatrici d’Egitto/4 - Il cielo di Dio e degli uomini è sempre più alto delle piramidi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 31/08/2014

Logo Levatrici d Egitto“Per tutta la vita, devo confessarlo, sono stato sospinto da due forze che hanno operato assieme. Innanzitutto la collera, l’impossibilità di accogliere il mondo così com’è. … L’altra forza è la luce. Oggi forse parlerei di trasparenza. Potrei dire: è la fede”

(Paolo Dall’Oglio, Collera e luce).

Gli imperi hanno sempre cercato di usare il lavoro per far spegnere nelle anime dei lavoratori i sogni di libertà, di gratuità, di festa. Proprio per il suo essere il principale amico dell’uomo, il lavoro si presta ad essere manipolato e usato contro i lavoratori, diventa facilmente ‘fuoco amico’. Poter lavorare è stata ed è una via di liberazione per tanti, e il non poter lavorare continua ad essere una delle principali illibertà e violenze di massa del nostro tempo. Ma accanto al lavoro che libera e nobilita, c’è sempre stato, e continua ad esserci, un lavoro usato dai faraoni come mezzo di oppressione dei poveri.

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Le levatrici d’Egitto/3 - Mosè non è perfetto, ma sa ascoltare Dio e riconoscersi fratello

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 24/08/2014

Logo Levatrici d EgittoManda, Signore, ancora profeti,
uomini certi di Dio,
uomini dal cuore in fiamme.
E tu a parlare dai loro roveti
sulle macerie delle nostre parole,
dentro il deserto dei templi: a dire ai poveri
di sperare ancora.

Davide Maria Turoldo

L’incontro decisivo della vita di Mosè avviene durante un ordinario giorno di lavoro: “Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb” (3,1). Mosè era un uomo straniero che lavorava per vivere. Come Giacobbe presso Laban, come tanti uomini del suo tempo e del nostro. Ed è dentro questo lavoro umile e dipendente, che accade l’evento che cambierà la sua storia e la nostra.

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Le levatrici d’Egitto/2 - Il nostro è un Dio che ascolta e "ricomincia" la cura per noi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 17/08/2014

Logo Levatrici d EgittoSvégliati! Perché dormi, Signore?
Déstati, non respingerci per sempre! Perché nascondi il tuo volto,
dimentichi la nostra miseria e oppressione? La nostra gola è immersa nella polvere,
il nostro ventre è incollato al suolo.
Àlzati! (Salmo 44)

La prima preghiera che incontriamo nella Bibbia è un grido, un urlo verso il cielo che si alza da un popolo oppresso. Per fare l’esperienza della liberazione occorre prima aver sentito il bisogno di essere liberati, e poi gridare, credendo o sperando che di là, o lassù, ci sia qualcuno a raccogliere quel grido. Se invece non ci sentiamo oppressi da nessun faraone, o se abbiamo perso la speranza che qualcuno ascolti il nostro grido, non abbiamo ragioni per gridare e non siamo liberati.

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Con questa domenica comincia la riflessione di Luigino Bruni sul libro dell'Esodo. Le levatrici d’Egitto/1 - È uno sguardo di donna che ci salva dagli imperi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 10/08/2014

Logo Levatrici d EgittoGli imperi ci sono sempre stati, e ci sono ancora. Ma oggi ci stiamo assuefando ad essi, e facciamo sempre più fatica a riconoscerli. E non riconoscendoli non li chiamiamo per nome, non ci sentiamo oppressi, non iniziamo nessun cammino di liberazione. Ci rimane soltanto la ‘sovranità’ dei consumatori, sempre più infelici e soli sui nostri divani. La lettura e la meditazione del libro dell’Esodo è un grande esercizio spirituale ed etico, forse il più grande di tutti, per chi vuole prendere coscienza dei ‘faraoni’ che ci opprimono, tornare a sentire dentro il desiderio di libertà, udire il grido di oppressione dei poveri, cercare di liberarne almeno qualcuno. E per chi vuole imitare le levatrici d’Egitto, le amanti dei bambini di tutti.

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L’albero della vita - Il dono di Genesi e un desiderio: tornare a sognare Dio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 03/08/2014

Logo Albero della vita"‘Così egli parlò loro ed essi ridevano e piangevano a un tempo, e tutti stesero le mani verso di lui che stava tra di loro, lo baciarono, ed egli li accarezzava. E così finisce questa invenzione di Dio, la bella storia di Giuseppe e i suoi fratelli.” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli).

Qual è il vostro mestiere”?, chiese il faraone ai fratelli di Giuseppe. “Pastori di greggi”, risposero (47,3). Quella sul mestiere è la prima domanda della vita adulta. E quando non sappiamo rispondere a quella prima domanda, a soffrire è il nostro posto al mondo, non solo il nostro posto di lavoro. Il mestiere è la sintassi con cui componiamo il nostro discorso sociale.

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L’albero della vita - Ogni padre per  ritrovare il figlio si rifà figlio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 27/07/2014

Logo Albero della vita"‘Chi è quell’uomo di media corporatura’, domandò Giacobbe, ‘vestito nell’eleganza di questo mondo”. ….‘Babbo, è il tuo figlio Giuseppe’, rispose Giuda. … Con dolore e con amore guardò a lungo intensamente il volto dell’egiziano e non lo riconobbe. Accadde però che gli occhi di Giuseppe per il lungo guardare si riempirono di lacrime che gli scorrevano giù per le gote; e quando il nero degli occhi fu tutto molle di pianto, ecco, quelli erano gli occhi di Rachele” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli).

Il migliore punto di osservazione su un’esistenza è l’ultimo. Il senso pieno e più vero di un’intera vita si rivela alla fine, quando la vocazione si compie, il disegno si svela. La vecchiaia, per chi ha il dono di raggiungerla, è allora una fase decisiva della vita, perché è lì che si coglie, nella luce luminosa del tramonto, la trama del nostro racconto.

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L’albero della vita - Giuseppe e il miracolo della riconciliazione - risurrezione

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 20/07/2014

Logo Albero della vita‘Sono io. Sono io, vostro fratello Giuseppe’. ‘Ma naturalmente è lui!’ gridò Beniamino quasi soffocato dalla gioia e si precipitò avanti, su per gli scalini al rialzo, cadde sulle ginocchia e con veemenza cinse le ginocchia del Ritrovato. ‘Yashub, Joseph-el, Jehosiph’, singhiozzava guardandolo, alzando la testa. ‘Sei tu, sei tu, ma sì, naturalmente, sei tu. Non sei morto” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli).

Seguire lo sviluppo e il compimento di una vocazione è tra le esperienze umane più stupefacenti. È un dono particolarmente prezioso nelle stagioni di carestie di ‘voci’ e di sogni, quando più forti si fanno il desiderio di gratuità e la nostalgia di quelle storie di pura charis che solo chi riceve una vocazione può vivere e farci vivere.

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L’albero della vita - Giuseppe e il perdono, che non è mai solo dimenticare

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 13/07/2014

Logo Albero della vita“Accetta la mia offerta. Prendi me invece di lui per tuo servo: … io voglio espiare, espiare per tutti. Qui, davanti a te, o uomo strano, io afferro il giuramento che noi fratelli facemmo, l’orrendo giuramento con il quale noi ci legammo: ecco con le due mani l’afferro e qui sul ginocchio lo spezzo. Il nostro undicesimo, l’agnello del padre, il primogenito della Giusta, non è stato dilaniato dalla belva, ma noi, suoi fratelli, l’abbiamo venduto nel mondo” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli).

Per risanare le ferite profonde delle relazioni primarie della nostra vita (la fraternità), c’è un bisogno vitale di tempo. Non ci riconciliamo veramente se non permettiamo che il dolore-amore penetri fino alle midolla della relazione malata, venga assorbito e, lentamente, la curi. E servono soprattutto azioni, che dicano con il linguaggio del comportamento che vogliamo, veramente, ricominciare.

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Commenti - Vecchi mali accresciuti dalla crisi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 10/07/2014

Usura rid«In parallelo con l’intensificarsi della crisi economica è stata osservata una maggiore diffusione del fenomeno dell’usura, testimoniata da segnalazioni di operazioni sospette raddoppiate nel 2013 rispetto all’anno precedente». Ci sono documenti, come questo appena pubblicato dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, che ogni cittadino responsabile e maturo dovrebbe leggere, meditare, e quindi agire di conseguenza. L’usura è una malattia tipica di ogni società monetaria, poiché è il fenomeno visibile dei rapporti di forza e di potere che si nascondono sotto l’apparente neutralità della moneta. L’esistenza della moneta produce molti benefici, ma genera anche alti costi, che crescono di intensità e rilevanza con l’estendersi dell’area coperta dalla moneta all’interno della società.

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L’albero della vita - Giuseppe, vero "interprete" di sogni, dice (e dona) realtà

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 06/07/2014

Logo Albero della vita"Dio predirà pure qualche cosa di buono a Faraone”. “Tu dici Dio”, indagò Amenhotep. “L’hai già detto parecchie volte. Quale Dio intendi tu? Poiché tu sei di Zahi e di Amu suppongo che intenda il toro del campo, che in oriente chiamano Baal, il Signore”. Il sorriso di Giuseppe si fece riservato; egli scosse la testa. “I miei antenati, i sognatori di Dio”, disse, “strinsero il loro patto con un altro Signore”. “Allora può solo essere Adonai, il Fidanzato”, disse il re rapidamente, “per il quale il flauto si lamenta nei burroni, il dio che risorge” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli)

Le carestie sono molte e diverse. Il nostro tempo sta attraversando la più grande carestia di sogni che la storia umana abbia conosciuto.

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L’albero della vita - Giuseppe è messo (più volte) alla prova, ma vive con lealtà

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 29/06/2014

Logo Albero della vita"La prima sensazione di Necliudov, svegliandosi la mattina seguente, fu d'aver commesso, la vigilia, qualcosa di molto riprovevole. Ma, raccolte le sue idee, si convinse che non si trattava di una cattiva azione vera e propria, ma piuttosto di cattivi pensieri... È possibile non ripetere una cattiva azione, e pentirsi di averla commessa; i pensieri cattivi, invece, generano sempre cattive azioni.’” (Leone Tolstoj, Resurrezione).

La storia di Giuseppe nella casa di Potiphàr, ufficiale egiziano, è una grande lezione sulla grammatica della lealtà. La lealtà non è una virtù del nostro tempo.

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Commenti - La Rai si liberi e ci liberi dall’azzardo

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire del 25/06/2014

Rai spot Mondiali ridQuando un Paese e una cultura sono in crisi – e qui in Italia lo siamo – emette contemporaneamente molti segnali, tutti concordi. Magari perde malamente anche la possibilità di continuare a giocare un mondiale di calcio e ne incolpa soprattutto l’arbitro. Ma, soprattutto, perde entusiasmo e speranza, perde voglia di futuro, non crea e distrugge posti di lavoro "buoni" e ne aumenta di "cattivi", perde fiducia nelle istituzioni, aumenta la corruzione a tutti i livelli, non genera bambini, ha paura della vecchiaia e della morte... Un segnale che ha accompagnato sempre quelle crisi che si presentano principalmente come crisi etiche, è l’aumento dei maghi e del gioco malato, cioè dell’azzardo. Il ciclo economico-civile di un popolo è accompagnato – con segno inverso – dal ciclo dei culti alla dea fortuna.

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L’albero della vita - Il valore dell’uomo, la dignità di ogni donna

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 22/06/2014

Logo Albero della vita"Il viaggio proseguì sino a Efrat, là dove è sepolta Rachele. Giuseppe si precipitò sulla tomba di sua madre e ci si buttò sopra, affranto oltre ogni dire: ‘Madre, madre, tu che mi hai generato, alzati, su, torna alla vita per vedere il tuo sventurato figlio venduto schiavo e abbandonato … Svegliati dal sonno, madre mia, veglia su mio padre che quest’oggi è con me con tutta l’anima e con tutto il cuore, e stagli accanto e confortalo’” (Louis Ginzberg, Le leggende degli ebrei).

La parola profitto (bèça‘) fa la sua comparsa nella Bibbia per la vendita di un fratello: “Quale profitto se uccidiamo nostro fratello?” (37,26). Così, dopo averlo gettato nella cisterna, i fratelli diedero retta a Giuda, e “per venti sicli di argento vendettero Giuseppe” (37, 28) a dei mercanti di passaggio.

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Commenti - All’insegna dell’ "apertura"

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 18/06/2014

 classe vuota ridLa scuola è uno specchio concavo della società: ci restituisce ingrandite, qualche volta ribaltate, le sue potenzialità e virtù insieme alle inefficienze e ai vizi. Ma prima di tutto la scuola – in ogni ordine e grado – è uno dei grandi “beni comuni” della nostra società. È lì dove si legano tra di loro le generazioni e si mischiano i saperi, dove apprendiamo a gestire le nostre frustrazioni e a fare amicizia con i limiti nostri e degli altri, dove impariamo che cooperazione e competizione possono e devono convivere. È il luogo dove scopriamo che le regole esistono prima di noi e non sono un nostro “prodotto”. È dove diventiamo grandi. Dove impariamo le poesie.

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L’albero della vita - Giuseppe, prediletto e non amato, porta la salvezza

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 15/06/2014

Logo Albero della vitaTu che il mio cuore arditamente predilesse per amore dell’Unica-Amata che in te viveva, tu che avevi gli occhi di lei, e il suo modo di guardare, proprio come ella mi guardò al pozzo quando mi apparve la prima volta fra le pecore di Laban e io feci rotolare la pietra del pozzo, e mi fu permesso di baciarla, e i pastori esultavano: ‘lu, lu, lu’. Io in te continuai a trattenerla, o diletto, quando il Potente me l’ebbe strappata, nella tua grazia ella dimorava, e che cosa è più dolce del doppio, dell’oscillante fluttuare da un volto all’altro?” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli).

I personaggi biblici non sono maschere di una pièce teatrale. Non interpretano un ruolo o un carattere (buono-cattivo, traditore-tradito, ecc.). Sono esseri umani, con i colori e i tratti dell’umano tutto intero.

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L’albero della vita - Le belle morti dei Patriarchi, le povere solitudini

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 08/06/2014

Logo Albero della vita"Di una cosa sola gli doleva, che cominciasse a farsi vecchio, e la terra doveva lasciarla là dov'era. Questa è un’ingiustizia di Dio, che dopo di essersi logorata la vita ad acquistare della roba, quando arrivate ad averla, che ne vorreste ancora, dovete lasciarla! Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all'anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: - Roba mia, vientene con me!"
(Giovanni Verga, La roba).

Non è vero che il progresso è un insieme di vettori orientati tutti nella stessa direzione. Per tante dimensioni della vita, la modernità ha portato grandi miglioramenti e sviluppi; non per l’arte dell’invecchiare e del morire, che sta subendo un rapido e forte arretramento. La fase finale del ‘ciclo dei Giacobbe’ è striata dal dolore e dalla morte, soprattutto delle donne.

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L’albero della vita -  Lo stupro di Dinah, la rovinosa vendetta, il pacificato grazie che ricomincia

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 01/06/2014

Logo Albero della vita"Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?"

(Vangelo di Luca, 17,15-17)

Di fronte alla storia di Dinah dovremmo solo restare in silenzio: “Dinah, la figlia che Lia aveva partorito a Giacobbe, uscì per vedere le ragazze del luogo. Ma la vide Sikèm, figlio di Hamor, lo hivvita, il principe di quel territorio: la rapì, giacque con lei e la violentò” (34,1).

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Commenti - Scelta che rinnega il fine dell'economia

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 29/05/2014

Eurostat ridAbbiamo sempre saputo che il Prodotto interno lordo non misura molto e che molte delle cose che misura le misura male – e anche su queste pagine lo ripetiamo spesso e volentieri. Ma nessuno ha mai pensato di eliminare il Pil per dar vita al suo posto ad altri indicatori di benessere, perché sebbene la democrazia abbia un crescente bisogno di più indicatori economico-sociali, resta importante avere anche un indicatore della produzione dei beni e dei servizi di un Paese. Il Pil è pieno di dati che dicono poco sul nostro benessere o dicono esattamente il contrario (per esempio, il gioco d’azzardo).

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L’albero della vita - Giacobbe trova nuovo nome e si ritrova fratello

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 25/05/2014

Logo Albero della vita"In quel giorno l’alba fu più breve del solito: il sole sorse due ore prima del dovuto … E fu dotato, quel sole prematuramente apparso, di mirabile potenza: brillò dello stesso splendore che aveva avuto nei sei giorni della creazione e che tornerà a sfoggiare alla fine dei tempi"

(Midrash maggiore della Genesi, LXVIII).

Diversamente da quanto accade nella nostra civiltà dei consumi, nella Bibbia i nomi delle persone (e dei luoghi) sono cose molto serie. Sono sempre scelti per indicare, simbolicamente, una vocazione o un destino. Ma quando il primo nome viene cambiato da un evento o un incontro straordinario, il nome diventa anche chiamata ad un compito speciale e universale. Così dopo l’Alleanza Saray e Abràm diventano Sara e Abramo, e dopo la sua lotta notturna Giacobbe diventerà Israele.

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L’albero della vita - E l’uomo seppe che i contratti non bastano mai

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 18/05/2014

Logo Albero della vita"Quando Laban vide Giacobbe senza alcuna scorta, ne dedusse che doveva custodire nella bisaccia una gran quantità di denaro, e lo abbracciò sui fianchi per accertarsene …. Fu Giacobbe stesso a dirgli: ‘A torto pensi che io sia venuto carico di denaro. Non ho che parole".

Louis Ginzberg, Le leggende degli ebrei

L’uomo antico aveva più accessi al mistero della vita. Abitava in un mondo dove gli uomini, le donne e gli esseri “visibili” erano solo una piccola parte dei suoi abitanti parlanti. La terra era piena di messaggi e di simboli, che percepiva in modo forte e chiaro. Molte di quelle “parole” erano vive e vere, e noi le abbiamo dimenticate, come accade quando impariamo da adulti una nuova lingua e dimentichiamo quella appresa da bambini. E così ci impoveriamo.

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L’albero della vita - A Giacobbe servì un sogno per trovare la sua "scala". E a noi?

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 11/05/2014

Logo Albero della vita"Allora Samuele disse a Saul: "Perché mi hai disturbato e costretto a salire?>. Saul rispose: <Sono in grande difficoltà … Dio si è allontano da me; non mi ha più risposto né per mezzo dei profeti, né per mezzo dei sogni".

Primo libro di Samuele, 28,15

Il libro della Genesi non è un trattato di morale, né un manuale di etica famigliare. È molto di più. Il ciclo di Giacobbe (capitoli 27-37) è un bellissimo affresco della grandezza e delle contraddizioni dell’umano, dove sono usati tutti i colori della vita e tutti i toni dei rapporti sociali e famigliari: da quelli splendenti e aurorali delle teofanie e delle benedizioni a quelli cupi e notturni delle bugie e degli inganni.

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Africa EoC Logo Final rid modSi terrà a Nairobi dal 27 al 31 maggio 2015,

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"Diciamo Sì ad una economia di comunione"

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Le Levatrici d'Egitto

Logo Levatrici d Egitto rid modIl commento dell' Esodo, dagli editoriali domenicali su Avvenire di Luigino Bruni

Il cielo e le piramidi - 31/08/2014
La vocazione di Mosè - 24/08/2014
Il grido-preghiera - 17/08/2014
Le levatrici d'Egitto - 10/08/2014

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L'altra metà dell'economia

altra-metà-dell economia ridDa Città Nuova è uscito il libro di Luigino Bruni e Alessandra Smerilli sulle le comunità carismatiche e a movente ideale e il femminile.

Vedi Introduzione del libro
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Fondati sul lavoro

Fondati-sul-lavoro ridE' uscito da Vita e Pensiero l'ultimo libro di Luigino Bruni
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 Presentazione a Milano, 27/05/2014 ore 18.00
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L'albero della vita

Logo Albero della vita rid modIl commento della Genesi, dagli editoriali domenicali su Avvenire di Luigino Bruni

La morte di Giacobbe - 03/08/2014
Il figlio ritrovato - 27/07/2014
La riconciliazione - 20/07/2014
Il perdono di Giuseppe - 13/07/2014
Vacche grasse, vacche magre - 06/07/2014
La lealtà di Giuseppe - 29/06/2014
Giuda e Tamar - 22/06/2014
Giuseppe il sognatore - 15/06/2014
La morte di Isacco - 08/06/2014
Dinah, la vendetta e la gratitudine - 01/06/2014
Ferita e benedizione - 25/05/2014
La carestia da fondamento - 18/05/2014
Il sogno e la vocazione - 11/05/2014
Esaù e Giacobbe - 04/05/2014
Il primo contratto - 27/04/2014
Isacco - 20/04/2014
Agar
- 13/04/2014
Abramo - 06/04/2014
Babele - 30/03/2014
Noè - 23/03/2014
Caino e Abele - 16/03/2014
Il serpente - 09/03/2014
Incroci di sguardi - 02/03/2014
Adam - 23/02/2014
L'albero della vita - 16/02/2014

Il nuovo lessico del ben vivere sociale

Logo nuovo lessico rid modLe "parole" del Nuovo Lessico, dagli editoriali domenicali su Avvenire di Luigino Bruni

Comunione - 09/02/2014
Istituzioni - 02/02/2014
Comunità
- 26/01/2014
Tempo - 19/01/2014
Mitezza - 12/01/2014
Economia
- 05/01/2014
Consumo
- 29/12/2013
Carismi
- 22/12/2013
Innovazione
- 15/12/2013
Mercato - 08/12/2013
Beni comuni
- 01/12/2013
Cooperazione - 24/11/2013
Beni d'esperienza - 17/11/2013
Punto critico - 10/11/2013
Capitali - 03/11/2013
Povertà - 27/10/2013
Beni relazionali - 20/10/2013
Beni - 13/10/2013
Ricchezza - 06/10/2013
Nuovo lessico - 29/09/2013

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Editoriali Avvenire

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