EdC - Economia di Comunione

Editoriali Avvenire92

 

 

In questa categoria sono contenuti tutti gli editoriali di Luigino Bruni su Avvenire da luglio 2011.

 

Le levatrici d’Egitto/11 - Mosè segue il consiglio di un padre: è il dono della reciprocità

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 19/10/2014

Logo Levatrici d EgittoQuando il Santo benedetto gli disse in Madian: ‘Va torna in Egitto’, Mosè prese sua moglie e i figli, Aronne gli andò incontro, l’incontrò vicino al monte di Dio e gli domandò: ‘Chi sono costoro?’. Mosè rispose: ‘Costoro sono la moglie che ho sposato in Madian e i miei figli. ‘E dove li porti?’, aggiunse Aronne. ‘In Egitto’, rispose. ‘Noi siamo addolorati per gli ebrei che si trovano in Egitto e tu vi porti anche loro?’. Fu così che Mosè disse a sua moglie: ‘Va in casa di tuo padre’, ed essa prese con sé i suoi due figli e se ne andò

Rashi, Commento all’Esodo.

Sulla terra, mescolati in un mare di provvidenza e di bene, ci sono anche i nemici dei deboli e dei poveri che attraversano i deserti verso le terre promesse. Questi nemici attaccano all’improvviso, a volte senza ragioni. Tanti poveri, ieri e oggi, si salvano perché qualcuno ‘tiene le mani alzate’, prega, invoca, grida con loro, per loro, a loro posto. E perché altri, quando i profeti sono stanchi per la lunghezza e durezza della battaglia e le loro braccia iniziano a cedere, si mettono accanto a loro e li sostengono.

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Editoriali - La piaga dell’azzardo, le sue conseguenze, una strana intesa

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 17/10/2014

Slot machineLe dimensioni e la gravità dell’azzardo in Italia non possono più lasciarci indifferenti. L’azzardo distrugge la nostra economia, i nostri anziani, i nostri poveri, sta rubando l’anima del nostro Paese. Persino Poste Italiane offre ormai sistematicamente gratta-e-vinci ai clienti, fatto gravissimo in sé, ma reso ancora più vergognoso dalla presenza in quegli uffici di moltissimi pensionati, le prime vittime di questa peste antica e nuova. Triste approdo per un’azienda preziosa, nata per stare dalla parte della gente, che ci ha portato a casa le lettere d’amore, degli amici emigranti per fame di lavoro, dei figli al fronte... Analogo spettacolo d’inciviltà lo ritroviamo in troppe aree di sosta organizzate delle nostre autostrade, dove – mentre danno il resto del caffè o incassano il dovuto per il carburante – ci offrono anche i "grattini".

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Le levatrici d’Egitto/10 - Ci sono beni di cui dobbiamo godere tutti, nei "deserti" di ieri e di oggi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 12/10/2014

Logo Levatrici d EgittoMosè insegnò la benedizione da elevare dopo aver consumato la manna: ‘Benedetto sii tu, Signore nostro Dio, sovrano del mondo, che nella tua magnanimità provvedi al mondo intero, che nella tua grazia concedi pietoso il cibo a ogni creatura, perché eterno è il tuo favore. Grazie alla tua generosità il cibo non ci è mai mancato e mai ci mancherà’ (Louis Ginzberg, Le leggende degli ebrei, IV).

La gratuità più grande è quella che scende dal cielo ogni mattina insieme alla rugiada. Il mondo è immerso nella gratuità. E’ più vera e presente della cattiveria che pur non manca. Abita in mezzo a noi, la possiamo trovare negli alberi, dentro le nostre famiglie, nei cespugli, sotto i nostri capannoni e negli uffici, nei mercati, nelle piazze, negli ospedali, nelle scuole, in fondo al cuore della nostra gente. È qui, nello stupore della ferialità, dove c’è la gratuità che ci salva. L’attraversamento dei nostri deserti sarebbe molto più sopportabile se solo sapessimo riconoscere, con l’aiuto degli occhi dei profeti, la provvidenza che ci avvolge, ci può nutrire, ci nutre.

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Le levatrici d’Egitto/9 - Dopo la frusta il tamburello, dopo l'amara sete dolci acque

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 05/10/2014

Logo Levatrici d Egitto"Il libro dell’Esodo è pieno di kolòt, voci. … Kalòt è parola che indica i suoni prodotti da un corno di ariete, dai sonagli di un vestito sacerdotale, dai tuoni. … Ma nella povertà di una parola sola c’è qualcosa da custodire: la lingua sacra riconosce che il creato parla incessantemente, dallo schianto d’una folgore al tintinnio di un sonaglio. Usa una parola sola secondo un’umiltà e una nostalgia: ammette di non saper intendere quelle voci e si riannoda al tempo in cui Adam intendeva alla lettera il creato" (Erri de Luca, Esodo/Nomi).

La liberazione del popolo oppresso in Egitto era iniziata con la frusta dei sovraintendenti sui lavoratori, e ora termina oltre il mare con il tamburello di Miriam danzante. Dove non c’è spazio per il ritmo della danza, prima o poi compare quello della frusta. È la bellezza umile e mite del tamburello che celebra la libertà e ci salva.

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Intervista alla filosofa della politica canadese Jennifer Nedelsky

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 4/10/2014

Icare 300 ridLa filosofa della politica Jennifer Nedelsky, canadese, docente all’Università di Toronto, è una delle voci più innovative nel dibattito sui temi della cura, dei diritti e delle relazioni sociali, ed è convinta che nella nostra epoca ci sia una grande priorità che, invece e purtroppo, resta molto sullo sfondo della vita delle democrazie: il profondo ripensamento del rapporto tra lavoro e cura, e quindi tra uomini e donne, giovani e anziani, ricchi e poveri. Un tema essenziale in un mondo con sempre più vecchi e con vecchi che, grazie a Dio, vivono sempre di più. Senza una svolta collettiva e seria nella cultura della cura in rapporto alla cultura del lavoro, è la democrazia e l’uguaglianza tra le persone che vengono sostanzialmente negate. La conosco da qualche anno (per questo nel colloquio che segue ho tradotto l’inglese "you" con "tu") e l’ho incontrata in Italia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Firenze). Le ho fatto alcune domande su temi che credo dovrebbero essere posti, oggi, al centro dell’agenda politica e civile del nostro Paese.

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Le levatrici d’Egitto/8 - Il Dio biblico chiama a camminare i deserti senza paura

di Luigino Bruni

pubblicato  su Avvenire il 28/09/2014

Logo Levatrici d Egitto"Guardarsi dall’idolatria significa non eludere la domanda dei figli e delle figlie, che chiedono: ‘perché questo rito, perché questo comandamento etico, perché amare il Dio unico? E significa non sottrarsi alle risposte

(Jean-Pierre Sonnet, Generare è narrare).

Fu sufficiente il tempo di una sola notte perché il faraone dimenticasse il grande dolore delle piaghe, e le uniche preoccupazioni dell’impero tornassero ad essere i mattoni e il ‘servizio’ degli israeliti: “Quando fu riferito al re d'Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: «Che cosa abbiamo fatto, lasciando che Israele si sottraesse al nostro servizio?». Attaccò allora il cocchio e prese con sé i suoi soldati” (14,5-6). L’alba del nuovo giorno ci svela che in quella liberazione non c’era alcuna gratuità.

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Le levatrici d’Egitto/7 - Dopo l’estrema piaga, l’idolo si piega ed è «l'inizio dei mesi»

di Luigino Bruni

pubblicato  su Avvenire il 21/09/2014

Logo Levatrici d EgittoLe piaghe non eguagliarono per crudeltà l’oppressione degli egiziani sui figli d’Israele, che si protrasse sino alla fine della loro permanenza in quella terra. Ancora il giorno stesso dell’Esodo, Rachele figlia di Sutela diede alla luce un bambino mentre insieme al marito stava lavorando la malta per i mattoni. Il neonato sgusciò fuori dal ventre e affondò in quella poltiglia. Allora apparve Gabriele che formò un mattone nel quale incluse il bambino e lo portò nell’alto dei cieli

Louiz Ginzberg, Le leggende degli ebrei

Le piaghe d’Egitto sono la condizione normale degli imperi idolatrici, e quindi anche del nostro. In questi regimi l’acqua non disseta gli esseri viventi né feconda la terra. Imputridisce e genera rane, zanzare, tafani…, e muoiono gli animali. Il sole non riesce a penetrare attraverso la loro densa polvere, e tutto è avvolto dalla tenebra.

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Le levatrici d’Egitto/6 - Neanche i maghi del faraone possono tenere in catene i poveri

di Luigino Bruni

pubblicato Avvenire il 14/09/2014

Logo Levatrici d Egitto“Finché la salvezza non è venuta, per noi oggi come per Israele nel tempo di Mosè, l’attesa della salvezza può essere soltanto un universale continuo aggravamento delle tensioni e delle sofferenze. L’annuncio della salvezza, spezzando l’equilibrio mondano, fa emergere solo brutali rapporti di forza”

(Sergio Quinzio, Un commento alla Bibbia).

Ogni generazione dovrebbe rileggere l’Esodo per scoprire e guardare in faccia i propri faraoni e le proprie schiavitù, agognare le liberazioni, riconoscere le piaghe del proprio tempo, abbandonare le terre degli imperi e muovere verso nuove terre di fraternità e di giustizia. Nei veri cammini di liberazione arriva puntuale il momento delle ‘piaghe d’Egitto’, che sono i grandi segni dei tempi nelle stagioni degli imperi, che i faraoni non riescono a interpretare perché il loro ‘cuore’ è pietrificato.

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Commenti - Ciò che più serve alla Scuola italiana

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 10/09/2014

Interrogazione a scuolaIl nostro sistema scuola soffre molto se confrontato con agli altri Paesi economicamente più avanzati, ma nel suo insieme sta progressivamente migliorando. Sono queste le due coordinate dell’analisi che emerge dal rapporto OCSE, “Uno sguardo sulla scuola 2014”, reso noto ieri. E deve essere all’interno di queste coordinate che deve inserirsi la necessaria riforma della scuola annunciata dal nostro Governo.

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Le levatrici d’Egitto/5 - La logica del bastone e quella del lavoro spalla a spalla

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 07/09/2014

Logo Levatrici d Egitto“‘Se davvero siete i messi del Signore, allora egli giudicherà fra noi e il faraone. … Siete voi i responsabili del fetore che si diffonde ovunque dai cadaveri degli ebrei usati come mattoni là dove non avevano prodotto la quota richiesta. Siamo come quella povera pecora rubata da un lupo: il pastore insegue il ladro, la agguanta e tenta di strappargli dalle fauci la disgraziata preda, che si ritrova fatta a pezzi da entrambi”

(L. Ginzberg, Le leggende degli ebrei).

La cultura dell’incentivo sta diventando la nuova ideologia del nostro tempo, che dalle grandi imprese capitalistiche sta emigrando verso la sanità, la cultura, la scuola. Il principale limite e pericolo di questa cultura del lavoro è una visione impoverita dell’essere umano, pensato e descritto come un individuo che quando lavora è motivato unicamente da ricompense estrinseche e monetarie, qualcuno da cui puoi ottenere praticamente tutto e in tutti gli ambiti della vita se lo paghi adeguatamente.

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Le levatrici d’Egitto/4 - Il cielo di Dio e degli uomini è sempre più alto delle piramidi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 31/08/2014

Logo Levatrici d Egitto“Per tutta la vita, devo confessarlo, sono stato sospinto da due forze che hanno operato assieme. Innanzitutto la collera, l’impossibilità di accogliere il mondo così com’è. … L’altra forza è la luce. Oggi forse parlerei di trasparenza. Potrei dire: è la fede”

(Paolo Dall’Oglio, Collera e luce).

Gli imperi hanno sempre cercato di usare il lavoro per far spegnere nelle anime dei lavoratori i sogni di libertà, di gratuità, di festa. Proprio per il suo essere il principale amico dell’uomo, il lavoro si presta ad essere manipolato e usato contro i lavoratori, diventa facilmente ‘fuoco amico’. Poter lavorare è stata ed è una via di liberazione per tanti, e il non poter lavorare continua ad essere una delle principali illibertà e violenze di massa del nostro tempo. Ma accanto al lavoro che libera e nobilita, c’è sempre stato, e continua ad esserci, un lavoro usato dai faraoni come mezzo di oppressione dei poveri.

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Le levatrici d’Egitto/3 - Mosè non è perfetto, ma sa ascoltare Dio e riconoscersi fratello

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 24/08/2014

Logo Levatrici d EgittoManda, Signore, ancora profeti,
uomini certi di Dio,
uomini dal cuore in fiamme.
E tu a parlare dai loro roveti
sulle macerie delle nostre parole,
dentro il deserto dei templi: a dire ai poveri
di sperare ancora.

Davide Maria Turoldo

L’incontro decisivo della vita di Mosè avviene durante un ordinario giorno di lavoro: “Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb” (3,1). Mosè era un uomo straniero che lavorava per vivere. Come Giacobbe presso Laban, come tanti uomini del suo tempo e del nostro. Ed è dentro questo lavoro umile e dipendente, che accade l’evento che cambierà la sua storia e la nostra.

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Le levatrici d’Egitto/2 - Il nostro è un Dio che ascolta e "ricomincia" la cura per noi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 17/08/2014

Logo Levatrici d EgittoSvégliati! Perché dormi, Signore?
Déstati, non respingerci per sempre! Perché nascondi il tuo volto,
dimentichi la nostra miseria e oppressione? La nostra gola è immersa nella polvere,
il nostro ventre è incollato al suolo.
Àlzati! (Salmo 44)

La prima preghiera che incontriamo nella Bibbia è un grido, un urlo verso il cielo che si alza da un popolo oppresso. Per fare l’esperienza della liberazione occorre prima aver sentito il bisogno di essere liberati, e poi gridare, credendo o sperando che di là, o lassù, ci sia qualcuno a raccogliere quel grido. Se invece non ci sentiamo oppressi da nessun faraone, o se abbiamo perso la speranza che qualcuno ascolti il nostro grido, non abbiamo ragioni per gridare e non siamo liberati.

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Con questa domenica comincia la riflessione di Luigino Bruni sul libro dell'Esodo. Le levatrici d’Egitto/1 - È uno sguardo di donna che ci salva dagli imperi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 10/08/2014

Logo Levatrici d EgittoGli imperi ci sono sempre stati, e ci sono ancora. Ma oggi ci stiamo assuefando ad essi, e facciamo sempre più fatica a riconoscerli. E non riconoscendoli non li chiamiamo per nome, non ci sentiamo oppressi, non iniziamo nessun cammino di liberazione. Ci rimane soltanto la ‘sovranità’ dei consumatori, sempre più infelici e soli sui nostri divani. La lettura e la meditazione del libro dell’Esodo è un grande esercizio spirituale ed etico, forse il più grande di tutti, per chi vuole prendere coscienza dei ‘faraoni’ che ci opprimono, tornare a sentire dentro il desiderio di libertà, udire il grido di oppressione dei poveri, cercare di liberarne almeno qualcuno. E per chi vuole imitare le levatrici d’Egitto, le amanti dei bambini di tutti.

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L’albero della vita - Il dono di Genesi e un desiderio: tornare a sognare Dio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 03/08/2014

Logo Albero della vita"‘Così egli parlò loro ed essi ridevano e piangevano a un tempo, e tutti stesero le mani verso di lui che stava tra di loro, lo baciarono, ed egli li accarezzava. E così finisce questa invenzione di Dio, la bella storia di Giuseppe e i suoi fratelli.” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli).

Qual è il vostro mestiere”?, chiese il faraone ai fratelli di Giuseppe. “Pastori di greggi”, risposero (47,3). Quella sul mestiere è la prima domanda della vita adulta. E quando non sappiamo rispondere a quella prima domanda, a soffrire è il nostro posto al mondo, non solo il nostro posto di lavoro. Il mestiere è la sintassi con cui componiamo il nostro discorso sociale.

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L’albero della vita - Ogni padre per  ritrovare il figlio si rifà figlio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 27/07/2014

Logo Albero della vita"‘Chi è quell’uomo di media corporatura’, domandò Giacobbe, ‘vestito nell’eleganza di questo mondo”. ….‘Babbo, è il tuo figlio Giuseppe’, rispose Giuda. … Con dolore e con amore guardò a lungo intensamente il volto dell’egiziano e non lo riconobbe. Accadde però che gli occhi di Giuseppe per il lungo guardare si riempirono di lacrime che gli scorrevano giù per le gote; e quando il nero degli occhi fu tutto molle di pianto, ecco, quelli erano gli occhi di Rachele” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli).

Il migliore punto di osservazione su un’esistenza è l’ultimo. Il senso pieno e più vero di un’intera vita si rivela alla fine, quando la vocazione si compie, il disegno si svela. La vecchiaia, per chi ha il dono di raggiungerla, è allora una fase decisiva della vita, perché è lì che si coglie, nella luce luminosa del tramonto, la trama del nostro racconto.

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L’albero della vita - Giuseppe e il miracolo della riconciliazione - risurrezione

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 20/07/2014

Logo Albero della vita‘Sono io. Sono io, vostro fratello Giuseppe’. ‘Ma naturalmente è lui!’ gridò Beniamino quasi soffocato dalla gioia e si precipitò avanti, su per gli scalini al rialzo, cadde sulle ginocchia e con veemenza cinse le ginocchia del Ritrovato. ‘Yashub, Joseph-el, Jehosiph’, singhiozzava guardandolo, alzando la testa. ‘Sei tu, sei tu, ma sì, naturalmente, sei tu. Non sei morto” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli).

Seguire lo sviluppo e il compimento di una vocazione è tra le esperienze umane più stupefacenti. È un dono particolarmente prezioso nelle stagioni di carestie di ‘voci’ e di sogni, quando più forti si fanno il desiderio di gratuità e la nostalgia di quelle storie di pura charis che solo chi riceve una vocazione può vivere e farci vivere.

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L’albero della vita - Giuseppe e il perdono, che non è mai solo dimenticare

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 13/07/2014

Logo Albero della vita“Accetta la mia offerta. Prendi me invece di lui per tuo servo: … io voglio espiare, espiare per tutti. Qui, davanti a te, o uomo strano, io afferro il giuramento che noi fratelli facemmo, l’orrendo giuramento con il quale noi ci legammo: ecco con le due mani l’afferro e qui sul ginocchio lo spezzo. Il nostro undicesimo, l’agnello del padre, il primogenito della Giusta, non è stato dilaniato dalla belva, ma noi, suoi fratelli, l’abbiamo venduto nel mondo” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli).

Per risanare le ferite profonde delle relazioni primarie della nostra vita (la fraternità), c’è un bisogno vitale di tempo. Non ci riconciliamo veramente se non permettiamo che il dolore-amore penetri fino alle midolla della relazione malata, venga assorbito e, lentamente, la curi. E servono soprattutto azioni, che dicano con il linguaggio del comportamento che vogliamo, veramente, ricominciare.

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Commenti - Vecchi mali accresciuti dalla crisi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 10/07/2014

Usura rid«In parallelo con l’intensificarsi della crisi economica è stata osservata una maggiore diffusione del fenomeno dell’usura, testimoniata da segnalazioni di operazioni sospette raddoppiate nel 2013 rispetto all’anno precedente». Ci sono documenti, come questo appena pubblicato dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, che ogni cittadino responsabile e maturo dovrebbe leggere, meditare, e quindi agire di conseguenza. L’usura è una malattia tipica di ogni società monetaria, poiché è il fenomeno visibile dei rapporti di forza e di potere che si nascondono sotto l’apparente neutralità della moneta. L’esistenza della moneta produce molti benefici, ma genera anche alti costi, che crescono di intensità e rilevanza con l’estendersi dell’area coperta dalla moneta all’interno della società.

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L’albero della vita - Giuseppe, vero "interprete" di sogni, dice (e dona) realtà

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 06/07/2014

Logo Albero della vita"Dio predirà pure qualche cosa di buono a Faraone”. “Tu dici Dio”, indagò Amenhotep. “L’hai già detto parecchie volte. Quale Dio intendi tu? Poiché tu sei di Zahi e di Amu suppongo che intenda il toro del campo, che in oriente chiamano Baal, il Signore”. Il sorriso di Giuseppe si fece riservato; egli scosse la testa. “I miei antenati, i sognatori di Dio”, disse, “strinsero il loro patto con un altro Signore”. “Allora può solo essere Adonai, il Fidanzato”, disse il re rapidamente, “per il quale il flauto si lamenta nei burroni, il dio che risorge” (Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli)

Le carestie sono molte e diverse. Il nostro tempo sta attraversando la più grande carestia di sogni che la storia umana abbia conosciuto.

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L’albero della vita - Giuseppe è messo (più volte) alla prova, ma vive con lealtà

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 29/06/2014

Logo Albero della vita"La prima sensazione di Necliudov, svegliandosi la mattina seguente, fu d'aver commesso, la vigilia, qualcosa di molto riprovevole. Ma, raccolte le sue idee, si convinse che non si trattava di una cattiva azione vera e propria, ma piuttosto di cattivi pensieri... È possibile non ripetere una cattiva azione, e pentirsi di averla commessa; i pensieri cattivi, invece, generano sempre cattive azioni.’” (Leone Tolstoj, Resurrezione).

La storia di Giuseppe nella casa di Potiphàr, ufficiale egiziano, è una grande lezione sulla grammatica della lealtà. La lealtà non è una virtù del nostro tempo.

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il Congresso Internazionale Edc 2015 dal titolo: 

"Diciamo Sì ad una economia di comunione"

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Le Levatrici d'Egitto

Logo Levatrici d Egitto rid modIl commento dell' Esodo, dagli editoriali domenicali su Avvenire di Luigino Bruni

I famigliari del profeta - 19/10/2014
La manna-gratuità - 12/10/2014
La danza di Miriam - 05/10/2014
I muri del mare
- 28/09/2014
La liberazione e gli idoli
- 21/09/2014
Piaghe e imperi invisibili - 14/09/2014
Capisquadra leali
- 07/09/2014
Il cielo e le piramidi - 31/08/2014
La vocazione di Mosè - 24/08/2014
Il grido-preghiera - 17/08/2014
Le levatrici d'Egitto - 10/08/2014

L'altra metà dell'economia

altra-metà-dell economia ridDa Città Nuova è uscito il libro di Luigino Bruni e Alessandra Smerilli sulle le comunità carismatiche e a movente ideale e il femminile.

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Ascolta Presentazione su Radio 24

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Fondati sul lavoro

Fondati-sul-lavoro ridE' uscito da Vita e Pensiero l'ultimo libro di Luigino Bruni
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Ricchezze

Beati quelli che investiranno in economie di comunione.

Ricchezzedi Luigino Bruni, dall'Editrice San Paolo per la collana: Nuove Beatitudini, Ipotesi di felicità Futura
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L'albero della vita

Logo Albero della vita rid modIl commento della Genesi, dagli editoriali domenicali su Avvenire di Luigino Bruni

La morte di Giacobbe - 03/08/2014
Il figlio ritrovato - 27/07/2014
La riconciliazione - 20/07/2014
Il perdono di Giuseppe - 13/07/2014
Vacche grasse, vacche magre - 06/07/2014
La lealtà di Giuseppe - 29/06/2014
Giuda e Tamar - 22/06/2014
Giuseppe il sognatore - 15/06/2014
La morte di Isacco - 08/06/2014
Dinah, la vendetta e la gratitudine - 01/06/2014
Ferita e benedizione - 25/05/2014
La carestia da fondamento - 18/05/2014
Il sogno e la vocazione - 11/05/2014
Esaù e Giacobbe - 04/05/2014
Il primo contratto - 27/04/2014
Isacco - 20/04/2014
Agar
- 13/04/2014
Abramo - 06/04/2014
Babele - 30/03/2014
Noè - 23/03/2014
Caino e Abele - 16/03/2014
Il serpente - 09/03/2014
Incroci di sguardi - 02/03/2014
Adam - 23/02/2014
L'albero della vita - 16/02/2014

Edc aderisce a Slotmob!

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Tutte le info alla pagina dedicata

facebook nslSlotMob a Carrara 19/10/2014

facebook nsl Milano: presentazione libro "Vite in gioco" 18/10/2014

facebook nslSlotMob a Milano (2nd edition) 18/10/2014

Il nuovo lessico del ben vivere sociale

Logo nuovo lessico rid modLe "parole" del Nuovo Lessico, dagli editoriali domenicali su Avvenire di Luigino Bruni

Comunione - 09/02/2014
Istituzioni - 02/02/2014
Comunità
- 26/01/2014
Tempo - 19/01/2014
Mitezza - 12/01/2014
Economia
- 05/01/2014
Consumo
- 29/12/2013
Carismi
- 22/12/2013
Innovazione
- 15/12/2013
Mercato - 08/12/2013
Beni comuni
- 01/12/2013
Cooperazione - 24/11/2013
Beni d'esperienza - 17/11/2013
Punto critico - 10/11/2013
Capitali - 03/11/2013
Povertà - 27/10/2013
Beni relazionali - 20/10/2013
Beni - 13/10/2013
Ricchezza - 06/10/2013
Nuovo lessico - 29/09/2013

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Editoriali Avvenire

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