Editoriali Avvenire92

 

 

In questa categoria sono contenuti tutti gli editoriali di Luigino Bruni su Avvenire da luglio 2011.

 

La demolizione dell’idolo

Eccedenze e disallineamenti/7 - Una fatica inesorabile che tocca a persone e comunità vive

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 17/10/2018

Eccedenze e disallineamenti 07 rid«L’ideale della buona fede è, come quello della sincerità, un ideale di essere in-sé. Ogni credenza non è mai abbastanza credenza, non si crede mai a ciò che si crede».

J.P. Sartre, L'essere e il nulla

Chi ha fatto della fede il fondamento della propria vita – ogni fede, non solo quella religiosa –, chi l’ha fatta diventare il tema esistenziale e non un tema tra tanti, vive costantemente nella paura di aver fondato la propria vita su un inganno, di aver costruito un edificio mirabile sul niente. Per molto tempo questa paura resta latente, soprattutto da giovani, quando compare di tanto in tanto e poi ci saluta per lasciarci vivere in pienezza il tempo dell’incanto, necessario per spiccare i folli voli. Ma, sotto terra, cresce insieme alla fede. Finché, in una fase adulta dell’esistenza emerge, si impone con una forza invincibile. Ci sorprende, ci turba molto, non ci fa dormire.

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Mai offendere i poveri

Editoriali - Un dibattito incompetente

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire del 09/10/2018

181009 Mai offendere i poveri ridIl primo e radicale problema di chi scrive, legifera e si occupa di povertà è l’incompetenza, perché non essendo in genere poveri non possediamo quella conoscenza specifica che ha soltanto chi è dentro una condizione di povertà. I discorsi e le azioni sulle povertà sono spesso inefficaci, se non dannosi, perché la mancanza di competenza li rende astratti. Non è certamente un caso che due tra i maggiori studiosi della povertà, Muhammad Yunus (premio Nobel per la pace) e Amartya Sen (premio Nobel per l’economia) sono originari rispettivamente del Bangladesh e dell’India, ed entrambi vengono da esperienze di contatto con le povertà vere e si sono sporcati le mani per contribuire a far nascere istituzioni e progetti per alleviare le povertà (la Grameen Bank e l’Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite). Per capire e operare nelle povertà il buon senso non basta e spesso produce molti danni. Dobbiamo invece lavorare molto, facendo di tutto per acquisire, con lo studio e la frequentazione delle persone che si vorrebbero aiutare, le competenze che non si hanno, ma che si devono avere.

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Il cielo s’impara scendendo

Eccedenze e disallineamenti/6 - Si vede Dio grazie agli occhi incontrati di uomini e donne

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 07/10/2018

Eccedenze e disallineamenti 06 rid«Con Mosè finisce l’alpinismo della storia sacra, che è iniziato alla rovescia, in discesa, con Noè che si ritrova attraccato alla cima dell’Ararat col suo barcone a cesto e da lì scende insieme ai rappresentanti della zoologia salvata..»

Erri De Luca, Sottosopra

La civiltà occidentale si è costruita attorno all’idea di ricchezza e di sviluppo intesi come accumulo di cose e come crescita. Questo principio della quantità si è poi sposato con la convinzione ancestrale che la purezza e la perfezione stiano in alto e l’imperfezione in basso; che l’impuro abbia a che fare con la terra e con le mani, e il puro con il cielo. Che lo spirito è superiore perché non è materia, non è corpo. E quindi i lavori che toccano la terra e usano le mani sono bassi, impuri, infimi, mentre quelli che usano l’intelletto sono nobili, alti, spirituali, santi. Questa visione arcaica della vita buona come "crescere verso l’alto" ha attraversato quasi indenne tutta la Bibbia, nonostante la dura lotta che i profeti, i libri sapienziali e Gesù hanno ingaggiato con essa. E, con l’aiuto di un’anima della filosofia greca e della gnosi, ci siamo ritrovati in un Medioevo e poi una modernità molto poco biblici, con trattati di mistica che leggevano la vita spirituale come scalata del "dilettoso monte", come accumulo di beni mistici, combattimento contro il corpo e la carne. Abbiamo quindi esteso la legge della crescita verso l’alto anche alla vita spirituale, immaginata come un aumento, un salire e una liberazione dal corpo per volare leggeri nel cielo dello spirito.

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La verità non sta nel successo

Eccedenze e disallineamenti/5 - La vocazione è bene d’esperienza e va "consumata"

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 30/09/2018

Eccedenze e disallineamenti 05 rid«Sono puro, sono puro! Queste parole, che i morti dell’antico Egitto portavano con sé come un viatico per l’ultimo viaggio, sono parole adatte forse alle mummie delle necropoli, ma nessun vivo potrebbe pronunciarle in buona fede.»

Vladimir Jankélévitch, Il puro e l’impuro

La prima e più preziosa dote che porta con sé chi approda in una comunità, è l’esperienza della voce che lo ha chiamato. La natura di questo dialogo mirabile, fatto di poche parole e di molto corpo, è l’impronta digitale spirituale della persona. Si forma nel "seno materno" e poi non cambia più per tutta la vita. In caso di ferite la pelle ricresce con le stesse caratteristiche uniche e irripetibili. E non è raro che quando abbiamo conosciuto una persona nel tempo del primo incontro vocazionale e poi l’abbiamo rincontrata dopo decenni, molto cambiata, prima di riconoscerla nei mutati tratti somatici la riconosciamo da quell'impronta spirituale, che è rimasta oltre le vicende che ne hanno trasformato il corpo e l’anima - possiamo diventare molto diversi, a volte anche molto brutti, ma quell'impronta è lì, sarà lì con noi fino alla fine, e anche se decidiamo di cancellarla o di rimuoverla con la chirurgia, lei resta tenace, ad attenderci fedele, più fedele di noi.

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Il mistero non è un mestiere

Eccedenze e disallineamenti/4 - Seguire la nuda voce, docili alla mano sugli occhi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 23/09/2018

Eccedenze e disallineamenti 04 ridIl Maestro disse: «A quindici anni, mi applicai allo studio. A trenta, mi feci un’opinione. A quaranta non ebbi più dubbi. A cinquanta, conobbi il volere del cielo. A sessanta, il mio orecchio si mise in sintonia. A settanta, seguo tutti i desideri del mio cuore senza infrangere nessuna regola»

I detti di Confucio, 2.4

Le comunità ideali e spirituali possono sperare di diventare autentici luoghi di fioritura umana se riescono a camminare sull’orlo del proprio disfacimento. Quando invece la paura della possibilità della propria fine diventa troppo forte e prevale, la vita dei membri appassisce per carestia di aria e di cielo. Soltanto i crinali delle alte quote consentono la vista di panorami abbastanza larghi da (quasi) appagare il desiderio di infinito che spinge le persone con "vocazione" a donare la propria vita a comunità cui affidano pezzi essenziali di libertà e di interiorità. Ma appena la carovana perde quota in cerca di bivacchi sicuri dove fissare le tende, i luoghi e gli orizzonti diventano immediatamente troppo angusti: dobbiamo solo smontare presto il campo e riprendere la scalata. Sui crinali si rischia di scivolare e precipitare, ma solo lì si sfiora il cielo. Molte comunità si sono estinte perché, semplicemente, hanno cercato di far vivere veramente le loro persone (e, qualche volta, un germoglio è rispuntato dal tronco abbattuto); altre non sono morte perché non hanno mai iniziato a vivere osando la vita piena. Il cristianesimo è nato dal disfacimento della sua prima comunità. Gesù ha salvato i suoi perché non li ha "salvati" in un luoghi sicuri e prudenti. Scivolò negli inferi, e da lì, nello stupore di tutti, iniziò la resurrezione.

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L'ideologia del business, fede del nostro tempo

Agorà, Il libro - Già Saint Simon nel 1803 profetizzava che il capitalismo sarebbe divenuto un culto idolatrico capace di sostituirsi al cristianesimo. E al centro del tempio c’è il dio-consumatore

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 19/09/2018

Capitlismo infelice Avvenire ridPubblichiamo uno stralcio del libro di Luigino Bruni "Capitalismo infelice. Vita umana e religione del profitto" edito da Giunti (pagine 160, euro 16,00), che è da oggi in libreria. Viene pubblicato nella nuova collana 'Terra futura' (che Giunti realizza in collaborazione con Slow Food editore e l’Università di scienze gastronomiche) che per ora conta altri tre titoli tutti in uscita lo stesso giorno.

Mircea Eliade, il grande antropologo romeno, nel suo classico saggio Il sacro e il profano , scriveva: «L’uomo moderno ha desacralizzato il suo mondo e ha deciso di vivere un’esistenza profana. Basterà constatare il fatto che la desacralizzazione caratterizza l’esperienza totale dell’uomo non religioso delle società moderne». Se Eliade fosse vissuto oggi, molto probabilmente non avrebbe scritto questa frase, perché si sarebbe accorto che il capitalismo del XXI secolo sta risacralizzando il mondo, sebbene in un modo tutto nuovo e diverso dal mondo sacro di cui parlava Eliade. E, quasi certamente, la neo-sacralizzazione del nostro tempo Eliade e i suoi colleghi del Novecento l’avrebbero chiamata neo-idolatria.

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La benedizione delle ghiande

Eccedenze e disallineamenti/3 - Si può andare come figlio e tornare da padre e madre

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 16/09/2018

Eccedenze e disallineamenti 03 ridLa docilità del legno era la sua. Non era più albero che camminava, come gli aveva rivelato il cieco di Betsaida, ora era piantato al suolo e tutti i suoi passi finivano lì a piedi giunti e braccia spalancate come rami Il Golgota è un’altura spellata, senza vegetazione. Sulla cima ora spuntava un uomo albero, innestato a sangue

Erri De Luca, Indagine su un falegname

Nel corso della loro esistenza, le persone sviluppano molte più dimensioni di quelle utili alla comunità nella quale vivono e crescono. Perché il "compito" che dobbiamo svolgere nel mondo è sempre eccedente rispetto alla missione istituzionale della nostra organizzazione o comunità, che resta più piccola per quanto larga e straordinaria sia. Nessuna istituzione è più grande di una singola persona, perché mentre l’intelligenza collettiva di un gruppo o di una comunità riesce a risolvere problemi cognitivi molto più complessi e ricchi di quelli che riesce a vedere e a pensare l’intelligenza individuale, l’anima di una persona è sempre più complessa e ricca dell’"anima" della comunità.

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E la comunità diventò ritorno

Eccedenze e disallineamenti/2 - Andare, farsi contagiare, rinnovare l’alleanza

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 09/09/2018

Eccedenze e disallineamenti 02 ridCoi vecchi nostri canti che sai, voci di cose piccole e care, t’addormiremo, vecchio; e potrai ricominciare.
E quando il mare, nella tua sera, mesto nell’ombra manda il suo grido, sciogliere ancora potrai la nera nave dal lido.
Vedrai le terre de’ tuoi ricordi, del tuo patire dolce e remoto

Giovanni Pascoli Il ritorno

Al cuore di ogni persona si trova un mistero che si svela, e solo in parte, nel corso dell’intera vita, non di rado nell’ultimo suo tratto. Anche le persone con molti talenti, persino quelle davvero geniali, si trovano in una condizione di conoscenza parziale e imperfetta del proprio “carisma”, delle potenzialità inespresse, degli auto-inganni e delle illusioni passate e presenti. Quando, allora, una persona incontra una voce che la chiama e la sua vita subisce una sterzata radicale, se risponde e inizia a camminare non sa né può sapere quale sarà lo sviluppo di quell’incontro, quali i frutti, i dolori, le grandi sorprese. In un matrimonio, in una vocazione artistica o religiosa, la parte meravigliosa sono le potenzialità sconosciute e infinite. Non sappiamo cosa diventeremo noi, cosa diventerà l’altro cui ci leghiamo, cosa il nostro rapporto. Come diventerà Dio.

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I molti colori del cigno

Eccedenze e disallineamenti/1 - Infinito è il valore che conduce oltre la paura

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 02/09/2018

Eccedenze e disallineamenti 01 ridLa logica del Cigno nero rende ciò che non si sa molto più importante di ciò che si sa

Nassim N. Taleb Il cigno nero

Il “cigno nero” è quell’evento altamente improbabile e dagli effetti molto rilevanti, il cui arrivo non poteva essere né previsto né spiegato sulla base dei fatti del passato. Il cigno nero – l’espressione proviene dalla scoperta di cigni neri in Australia, che confutò la tesi, considerata certa: “tutti i cigni sono bianchi” – è il grande nemico anche delle imprese e delle organizzazioni, per i suoi effetti potenzialmente devastanti.

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Così lo sguardo femminile può cambiare l’economia

Perché ripartire da beni comuni e beni relazionali. Dalla relazione che l’economista Luigino Bruni ha tenuto ieri nella seconda giornata dell’Incontro mondiale delle famiglie in corso a Dublino.

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 23/08/2018

Famiglia Avvenire ridEconomia è una parola greca che rimanda direttamente alla casa (oikos nomos, regole per gestire la casa), quindi alla famiglia. Eppure l’economia moderna, e ancor più quella contemporanea, si è pensata come un ambito retto da principi diversi, distinti e per molti versi opposti ai principi e ai valori che hanno sempre retto e continuano a reggere la famiglia. Un principio fondante la famiglia, forse il primo e quello sottostante gli altri, è quello di gratuità, che è quanto è di più distante dall’economia capitalistica, che conosce surrogati della gratuità (sconti, filantropia, saldi) che svolgono la funzione di immunizzare i mercati dalla gratuità vera.

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Resterà un grande candore

Più grandi della colpa/31 - Si può essere «re» quando non si smette di essere figli

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 19/08/2018

Piu grandi della colpa 31 rid«Io non vivo in me ma fuori
Io sono manchevole io faccio
continuamente errori
Non so perché forse non più degli altri
Ma a me pare di farne di più…
Oh fuori ci sono gli alberi
Ci sono gli uccelli e i fiori..»

Nicola Gardini, Io non vivo in me ma fuori

«Queste sono le ultime parole di Davide: "...Lo spirito di YHWH ha parlato attraverso di me, la sua parola è sulla mia lingua"... mi ha detto: "Chi governa gli uomini con giustizia, chi governa con timore di Dio, è come luce di un mattino quando sorge il sole, mattino senza nubi, che fa scintillare dopo la pioggia i germogli della terra"» (2 Samuele 23, 1-4). Anche se nella Bibbia Davide parlerà ancora (1 Libro dei re), per i Libri di Samuele queste sono "le ultime parole di Davide", come un testamento. Qui il re Davide parla da profeta, come chi ha ricevuto una nuova lingua con cui annunciare (nel suo caso anche cantare) la parola di YHWH – e terminerà il libro come sacerdote. L’autore sa che anche noi, giunti oramai alla fine della sua vita, possiamo testimoniare che Davide ha veramente detto parole diverse e più alte delle sue e delle nostre. Le ha dette mescolandole con parole basse, più basse e vili delle nostre; ma Dio ha parlato in Davide proprio dalle ferite della sua ambivalente umanità.

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Non è solo il Dio dei forti

Più grandi della colpa/30 - L’ultimo capitolo arriva spesso con un tempo diverso

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 12/08/2018

Piu grandi della colpa 30 rid«Mosè vide che il Signore scriveva la parola "Longanime" nella Torah e domandò: «Questo significa che tu sei paziente con i devoti?». «No, io lo sono anche con gli empi». «Come? – esclamò Mosè – Gli empi meritano di morire». L’Eterno non replicò.»

Louis Ginzberg, Le leggende degli ebrei

Anche nelle storie più grandi arriva l’ultimo capitolo. Qualche volta è il capitolo più bello, sempre è il distillato dell’intera vita. Ma mentre nei romanzi il bravo lettore sa individuare il momento in cui la linea del racconto subisce l’ultima torsione e si avvia alla conclusione, quando proviamo a leggere il nostro libro che stiamo scrivendo, non siamo quasi mai capaci di cogliere il momento dell’inizio del declino, e cambiare. Perché, semplicemente, amiamo troppo la vita e le sue parole, e perché amiamo troppo le illusioni. E così, l’ultima pagina ci coglie sovente impreparati, perché non siamo riusciti a inserirla all’interno dell’ultimo capitolo, che le avrebbe dato ritmo e senso. Perdiamo la trama della storia, e qualche volta ci smarriamo.

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È lievito il gesto della madre

pdf 180805 Avvenire Più grandi della colpa 29 È lievito il gesto della madre Bruni (1.26 MB)

Più grandi della colpa/29 - Per ricordarci sempre che ogni figlio è figlio di tutti

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 05/08/2018

Piu grandi della colpa 29 rid«In Cielo ella è sicura di ritrovare tua madre, ed è anche certa di ritrovare l’altra tua nonna. Donna Maria Vincenza m’assicurò che se il Padre Eterno non ti prende direttamente sotto la sua protezione, loro tre eleveranno tali proteste che il Paradiso si trasformerà in un vero e proprio inferno»

Ignazio Silone, Il seme sotto la neve

Molte patologie delle religioni ebraico-cristiane e della civiltà occidentale che da esse è originata, sono conseguenza diretta del matrimonio che si è venuto a creare tra fede ed economia. La comprensione del peccato come debito è all’origine e al cuore dell’umanesimo biblico, che ha determinato una visione mercantile della religione e della salvezza. E quando la logica debito-credito si estende dalla terra al cielo, prende corpo una organizzazione forse più astratta del nostro capitalismo finanziario.

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È femminile la parola di pace

Più grandi della colpa/28 - Sarebbe bello vedere la storia con occhi di madre

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 29/07/2018

Piu grandi della colpa 28 rid«Il gran visir il quale era suo malgrado il ministro di tanta ferocia, aveva due figlie, la maggiore delle quali aveva nome Scheherazade, e l’altra Dinarzade. Un dì che stavano insieme a colloquio, Scheherazade gli disse: Padre, io ho in animo di fermare il corso delle barbarie che il sultano esercita sulle famiglie di questa città; voglio dissipare il giusto timore che hanno tante madri di perdere le loro figliuole in sì funesta maniera»

Le Mille e una notte

Le parole possono uccidere, ma sanno anche allontanare la morte. È logos il primo nemico di tanatos. Finché abbiamo ancora qualcosa da raccontare, possiamo rinviare di un giorno il suo arrivo, e, forse, quando giungerà perché avremo terminato il nostro racconto, scopriremo che avevamo ancora una storia da raccontare, ed era quella per lei.

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Dio sta accanto alle vittime

Più grandi della colpa/27 - Impariamo a trovare il Padre dove non dovrebbe essere

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 22/07/2018

Piu grandi della colpa 27«Più non ti prego, né se ancor tu l’opera partecipar volessi, io di buon grado t’accetterei: sii tu qual essere brami. Sepolcro io gli darò… E tu, se credi, disprezza pure ciò che i Numi pregiano»

Sofocle, Antigone

La storia che ci narrano i Libri di Samuele è un susseguirsi di omicidi, fratricidi, incesti, stupri, violenze efferate. YHWH, il protagonista di molte pagine bibliche, qui sembra starsene fuori dalla mischia, a osservare lo spettacolo di morte che gli uomini gli offrono. Eppure la Bibbia, in tutti i suoi libri, continua a parlarci di Dio, a contenere le sue parole e la sua parola. Ma dove? E come?.

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Salviamo ogni figlio sospeso

Più grandi della colpa/26 - La Bibbia è esercizio morale per diventare più umani

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 15/07/2018

Piu grandi della colpa 26 rid«Sarà Platone ad abolire i lamenti degli uomini celebri e a farne materia da donne e da uomini vili, affinché coloro che diciamo di educare per la difesa del paese disdegnino di comportarsi in modo simile a loro»

Matteo Nucci, Le lacrime degli eroi

Noi, uomini e donne, amiamo molte cose, ma soprattutto amiamo i nostri figli. Per questo la riconciliazione vera tra un genitore e un figlio è tra le gioie più sublimi della terra, forse la più grande. La parabola del "figliol prodigo" è tra le parabole più belle e note dei Vangeli, anche perché ci parla di un figlio che ritorna a casa e di una riconciliazione. Ma quando usciamo dalla parabola di Luca e scriviamo le parabole di carne della nostra vita, ci accorgiamo che i figli ritornati quasi sempre ripartono. Ritornano nei porcili, dilapidano ancora la loro parte di eredità, e qualche volta ritornano per prendersi anche il resto che non "spetta" loro. La gioia delle famiglie e delle comunità spesso va trovata e gustata in quel lasso di tempo che passa tra un ritorno e una ripartenza, nello spazio che si trova tra il "bacio del padre" e il "bacio di Giuda".

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Pace è intelligenza di madri

Più grandi della colpa/25 - Ogni storia di fratricidio è purtroppo storia vera

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 08/07/2018

Piu grandi della colpa 25 rid«'O figlio di Laerte, divino scaltrissimo Ulisse, frénati, e della guerra pon fine alla rissa funesta, ché Giove, onniveggente di Crono figliuol, non s’adiri'. Disse Atena. Ubbidì col gaudio nell’anima Ulisse»

Omero Odissea, Conclusione

Quando si attraversano crisi profonde e complesse, l’incontro con qualcuno che ci mostra un’altra prospettiva può essere l’evento decisivo. Qualcuno che ci fa salire sopra un colle per guardare dall’alto la nostra città assediata, e da lì scoprire vie di fuga che quando eravamo ancora immersi nella lotta non potevamo vedere. Nella Bibbia coloro che offrono queste prospettive diverse sono soprattutto i profeti e le donne. Esiste, infatti, un’analogia tra profezia e genio femminile. Entrambi sono concreti, attivano processi, parlano con la parola e con il corpo, e per istinto invincibile scelgono sempre la vita, le credono e la celebrano fino all’ultimo soffio. I profeti e le madri ospitano e generano una parola viva che non controllano, gli offrono il corpo perché il figlio-parola diventi carne, senza diventarne i padroni.

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Il cuore infinito delle donne

Più grandi della colpa/24 - L’amore vero non usa violenza e resta accanto

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 01/07/2018

Piu grandi della colpa 24 crop rid«Davvero l’uomo è un fiume melmoso. Bisogna essere un mare per accogliere un fiume melmoso senza intorbidarsi»

Friedrich Nietzsche Così parlò Zarathustra

Ai figli non lasciamo soltanto il nostro patrimonio genetico e poi quello economico. Anche le nostre virtù e i nostri peccati diventano loro eredità. Si trasmettono per mezzo dei loro occhi, con i quali prima ci guardano e poi ci imitano – la probabilità che un figlio di fumatori diventi fumatore è doppia rispetto a un figlio di non fumatori. Il nostro stile di vita relazionale, le virtù e i vizi della nostra casa, la nostra generosità e la nostra avarizia, formano un Dna culturale e morale che passiamo ai nostri figli, quasi sempre senza beneficio d’inventario. E anche quando riescono a diventare migliori dei nostri peccati (e, grazie a Dio, qualche volta ce la fanno), la nostra eredità etica li condiziona sempre e molto. Quando decidiamo di cedere alle tentazioni che ci aspettano puntuali nei crocicchi della vita, stiamo accumulando la prima dote che lasceremo ai figli e al mondo di domani.

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Il registro del dolore invisibile

Più grandi della colpa/23 - La storia umana non è il giocattolo di Dio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 24/06/2018

Piu grandi della colpa 23 rid«Noi non facciamo che insegnare opere di sangue le quali appena insegnate finiscono per punire il maestro. Questa giustizia dalla mano imparziale porge alle nostre stesse labbra la miscela del nostro calice avvelenato»

William Shakespeare, Macbeth

Non è sufficiente non essere visti per essere innocenti. Le grandi civiltà antiche hanno generato le loro leggi e norme etiche sotto lo sguardo di occhi più alti dei loro. Noi oggi, ammaliati dall’etica del contratto, abbiamo rinunciato a questo sguardo "dall’alto", sostituendolo con milioni di occhi che ci controllano e spiano continuamente "dal basso". Ma quando introduciamo nel nostro mondo occhi non-umani più bassi dei nostri, o sono gli occhi degli idoli o quelli dei nostri manufatti, che non sanno farci vedere gli angeli e il paradiso. Quello sguardo più alto e diverso diceva, tra l’altro, che il male e i peccati che facciamo operano anche quando restano segreti.

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La lettera da non leggere

Più grandi della colpa/22 - I volti da ri-conoscere e l’ignoranza provvidenziale

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 17/06/2018

Piu grandi della colpa 22 rid«Emma lasciò cadere il foglio. La sua prima impressione fu di malessere al ventre e alle ginocchia; poi di cieca colpa, d’irrealtà, di freddo, di timore; poi, desiderò trovarsi già al giorno dopo. Immediatamente comprese che quel desiderio era inutile, perché la morte di suo padre era la sola cosa che fosse accaduta al mondo e che sarebbe continuata ad accadere, senza fine»

J.L. Borges Emma Zunz

Il nome dell’altro è sempre una parola plurale e sinfonica. Per riconoscere una persona dobbiamo allora vedere e accogliere la sua ricca molteplicità. La prima ferita inferta alla vittima è la negazione di almeno un volto della sua personalità. Vediamo arrivare dal mare Myriam con un velo sul capo, la chiamiamo "musulmana". Non vediamo che ha un fidanzato, che è infermiera, che è vegetariana, pacifista, che dipinge e ama la poesia. Così iniziamo a profanare la sua dignità, non la conosciamo perché non la riconosciamo. Vediamo poi Giovanna che porta un velo diverso, la chiamiamo "suora". Non ci interessa che è una biblista e che prima di entrare in convento era docente di storia, che suona molto bene il pianoforte ed è presidente di una Ong. E così vediamo solo la suora e le impediamo di dirci che è anche una donna. Tutte le volte che una persona viene ridotta a una sola dimensione siamo dentro l’inizio di una storia di violenza.

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Cristiani, cioè uomini e fratelli

Più grandi della colpa/21 - Non c’è retorica che tenga: ogni guerra è fratricidio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 10/06/2018

Piu grandi della colpa 21 rid«Rabbi Pinchas disse: "Chi dice che le parole degli Insegnamenti sono una cosa a sé e le parole del mondo un’altra cosa a sé, sarà chiamato un negatore di Dio".»

Martin Buber Storie e leggende chassidiche

Quando ero ragazzo, nel mio paese per dire persona umana si diceva cristiano (anzi: cristià, in dialetto ascolano). Per molto tempo ho pensato che "cristiani" fosse il nome degli esseri umani. Non la sentivo una parola religiosa, e la maggior parte della mia gente la usava senza sapere che quel termine così comune era nato dalla religione. I cristiani erano gli uomini, le cristiane erano le donne.

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           10 articoli a partire dal 4/01/2015

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Eccedenze e disallineamenti

Eccedenze e disallineamenti 01 rid ridIn questa categoria sono disponibili gli editoriali di Luigino Bruni della serie "Eccedenze e disallineamenti", pubblicati su Avvenire dal 2 settembre 2018

 

 

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Sul confine e oltre

Moletto Cascais 150In questa categoria sono disponibili gli editoriali di Luigino Bruni della serie "Sul confine e oltre", pubblicati su Avvenire dal 22 gennaio  2017

 

 

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Capitali narrativi

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Elogio dell'auto-sovversione

Elogio Auto sovversione rid 250di Luigino Bruni

Città Nuova, Roma, 2017
Collana "I Prismi - I Semi"
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Una casa senza idoli

Una casa senza idoli riddi Luigino Bruni

Dehoniane,
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Una rilettura del libro di Giobbe

La sventura di un uomo giusto rid 250di Luigino Bruni

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Nuova edizione de: "La Ferita dell'altro"

La ferita dellaltro new edition rid 250di Luigino Bruni, Il Margine, 2017

Economia e relazioni umane

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Gli Imperi di sabbia 200 ridLogiche del mercato e beatitudini evengeliche

di Luigino Bruni

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La foresta e l'albero

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Vita e Pensiero,
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Premio Res Magnae 2016

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La distruzione creatrice

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Città Nuova, Roma, 2015
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Le levatrici d'Egitto

Le levatrici dEgitto ridUn economista legge il libro dell’Esodo

di Luigino Bruni, Dehoniane, 2015

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Scritti ed altro di: Luigino Bruni

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Economia civile riddi Luigino Bruni e Stefano Zamagni

Il Mulino, Bologna, maggio 2015
Collana "Farsi un'idea"

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Raccolti nel volume Dehoniane gli articoli sulla Genesi della serie "L'albero della vita"

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Lessico del ben vivere sociale

Cooperazione, mercato e altre parole in un mondo che cambia

lessico-del-benvivere riddi Luigino Bruni, Ecra editore


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Fidarsi di uno sconosciuto ridEconomia e virtù nel tempo delle crisi

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L’altra metà dell’economia

altra-metà-dell economia ridDa Città Nuova è uscito il libro di Luigino Bruni e Alessandra Smerilli sulle comunità carismatiche e a movente ideale e il femminileLeggi tutto...

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Fondati sul lavoro

Fondati-sul-lavoro ridE' uscito da Vita e Pensiero l'ultimo libro di Luigino Bruni
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Ricchezze

Beati quelli che investiranno in economie di comunione.

Ricchezzedi Luigino Bruni, dall'Editrice San Paolo per la collana: Nuove Beatitudini, Ipotesi di felicità Futura
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Editoriali Avvenire

Chi è l'imprenditore Edc?

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Ascolta la lezione di Luigino Bruni al Workshop School Edc 2012 a Loppiano, 30 giugno 2012

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E' uscito da EMI il libro di Luigino Bruni
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