Benedetto Gui

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Potete trovare qui alcuni miei articoli

Non ci sono più margini per aumentare il deficit

La manovra varata dal governo Conte rischia di portare l’aereo Italia a schiantarsi. Numeri e analisi su una questione urgente

di Benedetto Gui

pubblicato su Città Nuova il 10/10/2018

Borsa CN 2018 ridImprovvisamente un motore perde potenza. Il velivolo inizia a precipitare, ma il pilota riesce dopo vari tentativi a frenare la caduta e a portarlo in orizzontale, cercando di iniziare pian piano la risalita per superare le montagne che sbarrano la rotta.

A questo punto prende i comandi il secondo pilota, criticando duramente l’operato del collega: «Tutti i tuoi sforzi non ci hanno impedito di continuare a perdere quota!».

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Manovra coraggiosa, ma rischiosa per i deboli

La nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza è stata approvata all'unanimità in Consiglio dei Ministri. Prevede un deficit molto maggiore rispetto ai limiti che fino ad ora ci avevano o ci eravamo imposti. Un commento

di Benedetto Gui

pubblicato su Città Nuova il 02/10/2018

Festeggiamenti Balcone Governo CN ridAdolescenti che si sporgono nel baratro per un selfie da urlo, altri che si filmano mentre attraversano di corsa un’autostrada tra le auto che sfrecciano. Per i ragazzi il coraggio è una cosa importante e ci tengono a mostrarlo. Purtroppo, e la cronaca recente ce ne ha dato un’altra tragica conferma, ogni tanto va a finire male.

La nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def) approvata all’unanimità in Consiglio dei ministri prevede un deficit molto maggiore rispetto ai limiti che fino ad ora ci avevano o ci eravamo imposti ed è stata definita proprio “coraggiosa” dal presidente del Consiglio. E giustamente!

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Il pericolo di un debito pubblico crescente

Un esempio dalla vita reale per capire l'attenzione al nostro deficit di bilancio da parte delle istituzioni europee. Il danno che l’Italia può farsi da sola con atteggiamenti e proclami controproducenti. n commento

di Benedetto Gui

pubblicato su Città Nuova il 24/09/2018

Di Maio Tria CN rid“Quello che dobbiamo dare da mangiare alle vacche non ce lo devono dire i signori del Consorzio. Abbiamo tonnellate di carrube nei silos. Ignoreremo il tetto del 3 per cento!

Questa affermazione dell’ipotetico allevatore Rossi è immaginaria. Invece la regola che i mangimi non debbano contenere più del 3% di quel dolciastro legume è del tutto reale e fa parte delle norme di qualità di un prestigioso formaggio nazionale che tutti grattugiamo.

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I dazi di Trump e gli equilibri mondiali

Le scelte del presidente statunitense producono effetti controversi e contraddittori anche nei rapporti tra i Paesi in un momento decisivo per le vicende del pianeta

 di Benedetto Gui

 pubblicato su Città Nuova il 19/03/2018

Donald Trump CN 02 ridVi ricordate la favola di Esopo sul lupo che, bevendo dal fiume a monte dell’agnellino, accusava quest’ultimo di sporcargli l’acqua? Non vi tornava in mente quando Donald Trump tuonava contro la Cina, colpevole di “stuprare” l’America e i suoi lavoratori con l’invadenza delle sue esportazioni? Non tanto perché la Cina, principale destinatario degli strali del presidente americano, sia un indifeso agnellino, quanto piuttosto perché a lamentarsi delle presunte ingiustizie del commercio internazionale era un candidato presidente del Paese egemone nell’attuale sistema economico mondiale, un Paese che da tale sistema – come vedremo anche più sotto – ottiene enormi benefici.

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Il debito frana incombente. Meglio evitare equilibrismi

Opinioni - No a promesse irrealistiche. Sì a interventi mirati su spesa e privilegi

di Benedetto Gui

pubblicato su Avvenire il 8/02/2018

Debito pubblico Italiano ridLa grande massa franosa incombe sul Paese, ma è meglio non parlarne. Quasi 2.300 miliardi di debito pubblico non sono una bazzecola. A testa fa quasi 40mila euro, come a dire che a una famiglia di 4 persone ne toccherebbero più di 150mila. Nel 2016 per pagare gli interessi di questo debito lo Stato italiano ha speso 66 miliardi, il 4% del Pil.

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L’Economia di comunione si mette in mostra

Si inaugura sabato 13 maggio 2017, al polo Lionello di Loppiano, uno spazio permanente per far conoscere le realtà dell’economia sociale, civile e di comunione.

di Benedetto Gui

pubblicato su Città Nuova l'11 maggio 2017

Esterno Polo Lionello 2017 rid 300In questi anni c’è stato un luogo dove gli interessati potevano andare a vedere l’Economia di Comunione? Sì e no. Certo che in Valdarno esiste il polo Lionello Bonfanti, una bellissima struttura dove si raggruppano una ventina di imprese, il centro della rete internazionale di incubatori d’imprese giovani EoC-Iin, un Osservatorio sulla povertà, l’Agenzia di Microcredito MECC, la Scuola di economia civile, l’associazione AIPEC degli imprenditori EdC, un mercatino solidale dell’usato, e si potrebbe continuare. Migliaia di persone lo hanno visitato.

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Flat tax per i ricchi

Concorrenza fiscale

di Benedetto Gui

pubblicato su Città Nuova n. 04/2017 di aprile 2017

Flat tax ridLa concorrenza ha i suoi meriti. Pensiamo alla discesa dei prezzi dell’accesso a Internet, di cui ha beneficiato la gran parte della popolazione. Ma non tutti i tipi di concorrenza sono desiderabili.

Non lo è la cosiddetta “concorrenza fiscale” tra Paesi: «Venite da noi che vi facciamo pagare meno tasse rispetto al Paese dove vi trovate».

Un po’come quando un genitore richiede al figlio di fare un po’ di lavori di casa, mentre l’altro offre al ragazzo vita facile per tirarselo dalla sua parte. Se quest’ultima situazione è causa di diseducazione, la prima alimenta la disuguaglianza economica, che è già ai massimi dal dopoguerra. Tutti capiscono, infatti, che la concorrenza fiscale non riguarda chi guadagna 1000 o 2000 euro al mese, ma avvantaggia chi ha proprietà in vari Paesi e consulenti fiscali a sua disposizione.

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Tasi contro Gini

L'abolizione della tassa sulla prima casa è una scelta popolare che, però, andrebbe a vantaggio della classe medio alta; mentre invece bisognerebbe lavorare sull'indice di diseguaglianza dei redditi che incide sulla povertà degli italiani, in maniera ben più determinante

di Benedetto Gui

pubblicato su: Città Nuova il 13/10/2015

Tasi ridUno dei contributi alla statistica economica di cui il nostro paese può essere giustamente orgoglioso è l’indice di Gini, l’indicatore di disuguaglianza dei redditi personali più usato in tutto il mondo, proposto nel 1912 dall’italiano Corrado Gini, personaggio politicamente controverso, ma di indubbia levatura scientifica.

Non possiamo però andare altrettanto orgogliosi del valore che questo indice assume oggi nel nostro paese: 0,33. Un valore che, quando ci confrontiamo con gli altri paesi europei, ci pone tra quelli a maggior disuguaglianza, ad un’incollatura da Grecia, Portogallo, Spagna, Estonia e Gran Bretagna (che con il suo 0,35 presenta il valore più alto), mentre Francia e Germania si collocano rispettivamente a 0,31 e a 0,29 e i paesi scandinavi tra 0,25 e 0,27.

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Prima emergenza è il lavoro dei giovani

Se i dati Istat mostrano miglioramenti su alcuni fronti economici, lo stesso non può dirsi per il tasso di disoccupazione, in aumento per la fascia che va dai 15 ai 24 anni. Serve sgravare i datori di lavoro dagli oneri contributivi e non tanto occuparsi di Tasi

di Benedetto Gui

pubblicato su: Città Nuova il 03/10/2015

Giovane disoccupato ridE’ da sette anni che in Italia che si parla (più a ragion veduta del solito) di crisi economica. E siccome le cose che non vanno per il verso giusto sono molte, si rischia di non distinguere le priorità. Mi permetto di indicare una che definirei assoluta: il lavoro, in particolare dei giovani.

I dati Istat di agosto sull’occupazione, insieme a qualche segno di miglioramento su altri fronti, ci parlano di un ulteriore aumento del tasso di disoccupazione per i giovani da 15 a 24 anni, tasso che è arrivato al 40,7 per cento. Ma questo dato non dice tutto. Nel calcolarlo, il 100 per cento è costituito da chi lavora o cerca lavoro, che nel caso italiano rappresenta solo un quarto dei giovani 15-24.

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È tempo di obiettivi più arricchenti. Ma il denaro non c’entra

Valori economici, valori e basta/5 - Due stili imprenditoriali a confronto

di Benedetto Gui

pubblicato su: La Difesa del Popolo il 10/05/2015

Michele Ferrero ridParlavo ieri con uno studente di Taranto, molto pessimista sulla sua città. Lo capisco. Ho avuto l’occasione di visitarla un paio d’anni fa, invitato a partecipare a una “Scuola di economia civile”, promossa da persone di buona volontà della città e da un centro culturale collegato all’Università Cattolica. Mi è rimasta negli occhi un’immagine: a pochi passi dalla splendida cattedrale, in quello che era stato il corso principale della città vecchia, dai portoni decorati dei palazzi signorili si intravedevano pezzi di cielo, interrotti da traverse di legno messe lì per evitare che quella rovina diventasse anche pericolosa per i passanti.

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Monti e Fornero non avevano poi tanto torto

Il parere di un economista dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il blocco delle perequazioni pensionistiche imposto con la riforma delle pensioni decisa dal governo dei “professori”.

di Benedetto Gui

pubblicato su: Città Nuova l'11/05/2015 

Monti Fornero ridTra le altre modifiche che apportò ai regimi pensionistici, la legge Monti-Fornero del 2011 congelò il meccanismo di adeguamento delle pensioni all’inflazione per tutti coloro che percepivano almeno tre volte il minimo INPS (pari a circa mille e 400 euro lordi al mese). La cosa è senz’altro discutibile: per alleggerire il carico gravante sul sistema previdenziale non si dichiarava apertamente di voler tagliare le pensioni medie e alte, ma ci si limitava a lasciarle invariate, giocando sul fatto che l’aumento dei prezzi le avrebbe svalutate un po’ all’anno. Ora una sentenza della Corte costituzionale impone di riagganciare quelle pensioni all’andamento dei prezzi e di pagare pure gli arretrati.

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