Visione sulla Povertà

Motivo primo della nascita e dell’esistenza dell’Economia di Comunione è la povertà: l’EdC nasce infatti come tentativo di risposta agli stridenti contrasti economici e alle disuguaglianze che caratterizzano la società contemporanea, con l’obiettivo di renderla più equa e fraterna.

L’EdC non intende eliminare la povertà tout court, ma piuttosto contrastare la “miseria”, parola che descrive la forma di povertà “subita” ancora da milioni di persone nel mondo, attraverso la valorizzazione di un’altra forma di povertà, quella “scelta” da imprenditori, consumatori, cittadini… che decidono di rinunciare a qualcosa di proprio, usare i beni sobriamente, sceglierli responsabilmente, nell’idea che “i beni […] diventano […] strade di felicità solo se condivisi con gli altri” (Bruni 2004)

In questa prospettiva la miseria, derivante dalla mancanza di beni materiali, e la possibilità di una sua risoluzione sono strettamente connesse alla promozione di una serie di altre condizioni (l’istruzione, la salute, il lavoro, una casa…) che permettono ad un essere umano di “fiorire”.

Tra queste condizioni spicca in modo particolare la qualità delle relazioni che si vivono: le relazioni nella visione dell’EdC sono infatti intese come un capitale fondamentale per lo sviluppo umano.

Questa idea implica anche un modo originale di intendere le strategie di contrasto della miseria, attuate nei progetti che l’EdC sostiene e promuove: esse sono disegnate in modo da evitare l’instaurarsi di forme di aiuto asimmetriche, -come spesso nella storia è avvenuto- nelle quali c’è qualcuno, che ha, che dà a qualcuno che non ha, rimarcando uno stato di inferiorità e alimentando spesso dinamiche di dipendenza.

Le strategie di contrasto alla povertà attuate dall’EdC cercano piuttosto di valorizzare dinamiche di reciprocità, dove ognuno può offrire la ricchezza di cui è portatore, ponendo tutti su uno stesso piano di pari dignità: fratelli, membri di una stessa famiglia.

Una impresa non basta: la promessa di Nairobi

Imprenditori esperti affiancano i giovani per favorire la nascita di nuove aziende nel continente africano. Clima di festa e collaborazione interaziendale

di Trees Verhegge

dal Rapporto EdC 2014-2015, su "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.42 Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.2 - 2016 - febbraio 2016

N42 Pag 10 Trees Verhegge autore ridDurante il congresso EdC 2015 a Nairobi molti imprenditori presenti, tra cui Koen e sua moglie Lieve, hanno avuto l’opportunità di incontrare i giovani africani partecipanti alla scuola che ha preceduto il congresso. Dopo viaggi anche di vari giorni, questi ragazzi, arrivati col desiderio di realizzare i loro sogni imprenditoriali, hanno gioito nel vedere come i semi di una nuova economia fioriscono rigogliosi, se piantati in un terreno poco inquinato dagli effetti collaterali della economia liberista.

Koen aveva potuto leggere i loro sogni di giovani aspiranti imprenditori, scritti su foglietti appuntati su un tabellone. Come altri “imprenditori esperti”, aveva aggiunto su quei foglietti il proprio biglietto da visita, offrendosi di aiutare nella realizzazione dei progetti.
In quel momento non si vedeva chi donava e chi riceveva, tutto era amore e a ciascuno arrivava il centuplo.

In una esplosione di colori, abiti africani e no, teste bianche e no, si capiva che per questo tipo di imprenditore “una impresa non basta”, per cui tutti si affrettavano a sottoscrivere il patto: «Prometto di spendere la mia vita come apostolo di un’Economia di Comunione e così contribuire a un mondo più giusto e fraterno, affinché si realizzi il sogno più grande di Chiara: “Che tutti siano uno”».

Koen Vanreusel, imprenditore belga, ha fondato la Batiself, ora Easykit, impresa che N42 Pag 10 Koen Lieve Belamy ridoffre il servizio assistito per il “faidate” nei settori di idraulica e riscaldamento. Un anno fa ha aiutato l’ingegnere serbo Atilla a creare nella città di Novi Sad un’azienda EdC nel suo stesso settore, la Easykit Serbia. A Nairobi Koen aveva appuntato il suo biglietto da visita sul progetto di Belamy Paluku, giovane musicista e cantante di Goma, in Congo.

Per animare gli eventi del Movimento dei Focolari a Goma e in altre città, Belamy, insieme con altri giovani, aveva creato anni fa un gruppo musicale e nel 2011 aveva collaborato al lancio del centro culturale “Foyer culturel de Goma”, in N42 Pag 11 Progetto Belamy ridcooperazione fra Belgio e Repubblica del Congo. Il centro offre a 300 giovani una formazione artistica nel settore musicale, della danza e del teatro, e ogni sabato organizza un concerto, frequentato in media da 4 mila persone, durante il quale si trasmettono messaggi positivi, orientati alla tolleranza e al bene comune.

Belamy è il direttore artistico e nel 2013 ha deciso di diventare cantautore professionista, organizzando concerti e firmando contratti: durante il congresso di Nairobi ha messo a fuoco il desiderio di avviare una casa di produzione musicale chiamata “Belazik”, partendo da uno studio di registrazione di canzoni e produzione di video, per passare alla commercializzazione della musica, nello spirito dell’EdC.

Sicuro che la cultura e la musica siano elementi importanti per la maturazione di una società, Koen si è interessato al progetto, impegnandosi a collaborare per realizzarlo assieme a Belamy e al suo futuro socio Samy.

Altri due congressisti, Frédérique e Nathalie Dupont del nord della Francia, avevano N42 Pag 10 Dupont Belamy 04 ridespresso interesse al progetto di Belamy. Tornati in Belgio, Koen e Lieve sono andati a trovarli: dopo una bella giornata assieme, i quattro hanno scritto a Belamy per essere aggiornati sullo stato del progetto, aggiungendo domande utili a definire il piano economico e finanziario della futura azienda.

Belamy e Samy hanno risposto subito, con precisione e serietà, riguardo il piano economico, quanto già realizzato e quanto pensavano di sviluppare nello spirito dell’Economia di Comunione: avendo programmato un viaggio in Ruanda per un matrimonio, Koen e Lieve hanno informato Belamy e i suoi amici di Goma che avrebbero potuto incontrarli a Gisenyi, una città vicina a Goma.

Tre sono stati gli incontri con Belamy, Samy e altri giovani presenti al congresso di Nairobi: uno a Gisenyi e due a Kigali. Sono stati momenti di lavoro intenso: i partecipanti, entusiasti, hanno imparato come predisporre un preventivo, cosa significa definire la N42 Pag 10 Koen Belamy rid“missione” aziendale, e così via.

Vi è stato anche tempo per ascoltare, fare le domande, entrare nella cultura dell’altro, sempre nello spirito dell’Economia di Comunione, e ci si è lasciati in un clima di festa, impegnandosi a predisporre il preventivo aziendale entro gennaio 2016.

Koen e Lieve, assieme a Frédérique e Nathalie, convinti dalla serietà del progetto, si sono dichiarati disposti a partecipare agli investimenti per i vari progetti, collaborando in vari modi: saranno anche presenti all’inaugurazione dell’impresa. I giovani del Congo sognano già un polo industriale EdC a Goma, polo che vorrebbero nascesse dalla stretta collaborazione fra le cinque piccole imprese EdC qui presenti.

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