Povertà, oggi: una nostra lettrice ci fà dono di una sua recentissima esperienza che ci riporta alla vita di Chiara Lubich e delle sue prime compagne, a Trento, agli inizi dell'avventura dei Focolari.

Frutta e verdura 3Da un paio di settimane sono tornata a casa per il periodo estivo e, come ogni anno, ne approfitto per cercare di risolvere le situazioni che ancora mi legano a questa Terra. Dopo tanti anni vissuti qui, sono tante le cose da concludere e, ogni anno, con l'aiuto di Dio cerco di risolverne un pezzo, nella speranza di concludere ogni tassello. Naturalmente sono giorni in cui tanti amici si fanno vedere, e ci si racconta le novità e le consuetudini delle nostre vite.

Qualche giorno fa è venuta una mia cara amica, atea di buona volontà, con la quale ho molte affinità. Una bella signora elegante e distinta, che fino a qualche anno fa era proprietaria col marito, di uno dei più illustri e redditizi negozi della città. Oggi è un'insospettabile povera che vive di una pensione miserissima e che fino a pochi mesi fa, alla soglia dei 70 anni faceva le notti ad una anziana signora per arrotondare. Ha dovuto lasciare perché la sua salute non ha retto allo stress psico-fisico a cui da anni si sottoponeva. Ora, un pochino ristabilita, è venuta a trovarmi scusandosi di non avermi portato nulla, dato che ormai la loro alimentazione quotidiana è ridotta a pasta e alimenti poveri. Sapeva che la capivo perché per anni abbiamo vissuto la stessa esperienza.

Le avevo portato dalla Germania dei colori perché so che ama dipingere. Ma mentre l'aspettavo mi chiedevo cosa potevo offrirle che potesse veramente gradire. Ho pensato che quando si è poveri una delle cose alle quali si rinuncia è la frutta. Allora ho preso un melone che avevo in frigo e lo ho tagliato con cura per quel Gesù che veniva a trovarmi.

Quando è arrivata l'ho tirato fuori, dicendo che non avevo molto in casa, essendo senza auto e che mi auguravo gradisse un po' di frutta. Lei sempre così misurata, ha preso volentieri di quel che le offrivo, facendo il bis. Quando è andata via le ho dato quel che rimaneva. Poi ho preso alcune verdure e frutta che avevo e le ho messe in un sacchetto. Si è schermita un po', ma le ho detto che sicuramente lei avrebbe fatto la stessa cosa per me ed ha accettato. Spesso, negli anni passati ci siamo scambiati con lei e altri poveri, questi gesti concreti e per me è stato vivere come nei focolari dei primi tempi. Sperimentando la Provvidenza che ritornava in altri modi ... i più svariati .... i più utili per quella circostanza.

La mia amica è andata via con la mia frutta e i suoi guai... ma a me ha lasciato un pezzetto di Paradiso nel cuore. Sento di dover comunicare questa esperienza ad altri per non dimenticarmi che Chiara ha pensato anche a questo.

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