Testimonianza dell'imprenditore argentino Aldo Calliera alla presentazione della Libera Cattedra di Economia Civile dell'Università di Córdoba

di Carolina Carbonell

150812 Ernesto PipeOgni giorno, in tutto il mondo, migliaia di persone si alzano per vivere l’esperienza di un’economia di comunione.

Aldo è proprietario della azienda EdC El Alba, che si occupa di  allevamento di bestiame a Santiago del Estero, nel Nord dell’Argentina.

Per la gente di campagna il lavoro comincia molto presto: per chi arriva da lontano, anche prima dell’alba.

Il lavoro in campagna ha i suoi riti e “la matera” è uno di essi. Prima di iniziare la giornata di lavoro si prepara il mate, infusione tipica dell' America del Sud che si condivide in “cerchio”. In ogni giro si condividono anche le chiacchiere, i racconti, le storie e così si va riscaldando il corpo man mano che si tessono legami di amicizia tra i compagni di fatica.

Aldo non voleva perdersi questa antica tradizione dei suoi “gauchos” argentini e cominciò a visitare anche lui molto presto la matera, ma vide con sorpresa che al suo arrivo la conversazione languiva e il silenzio riempiva il cerchio. Così un giorno dopo l’altro. I gauchos sono educati in una cultura per la quale, all’arrivo del padrone, automaticamente si smette di parlare, non per disappunto ma perché, dai tempi della Conquista fino ad oggi, sono state molte le generazioni nelle quali si è inculcata l’idea che l’operaio è inferiore al padrone.

Aldo se ne andava con la sensazione di un pugno allo stomaco e i150812 Aldo Callieral cuore rimpicciolito per non essere stato capace di attraversare quel muro. Ma la sua tenacia ha fatto sì che, a poco a poco, tutti si sono aperti e così sono venute fuori le parole e i nomi. Tutti meno uno: Ernesto.

Un giorno Aldo ed un ingegnere stavano programmando “il servizio” (che è il luogo e il tempo dell’accoppiamento allo scopo di produrre vitelli). Dopo la pianificazione, l’ingegnere voleva dare gli ordini agli operai. Ma Aldo lo ha anticipato dicendo: “lascia a me il compito di parlare con i miei uomini”. Così ha spiegato loro quello che si voleva fare e, invece di limitarsi a dare istruzioni, ha chiesto il loro parere. Ernesto, del quale Aldo appena conosceva la voce, ha parlato per la prima volta: "Credo che l’anno prossimo non avremo vitelli". Doppia sorpresa per Aldo, che gli ha chiesto il perché. La risposta è stata semplice: nel terreno dove avevano programmato il servizio non c’era abbastanza acqua per tutti gli animali.

Possiamo pensare che chiunque lo avrebbe detto, ma in queste culture al padrone è solito rispondere: “Sissignore” anche se si pensa l’opposto.

Solo avendo una visione antropologicamente ottimistica dell’altro è possibile far venire fuori il meglio di ognuno. Solo così è possibile vedere ricchezze che per altri rimangono nascoste e cercare il modo migliore per farle emergere. Le ricchezze di ognuno sono virtù che si scoprono se c’è fiducia reciproca.

Inutile dire che Aldo ha ascoltato il consiglio di Ernesto cambiando il luogo del "servizio" e che le cose hanno funzionato per il meglio...

“La "matera”, è stata per Aldo l’occasione per fare un salto culturale di grande portata, costruendo rapporti di reciprocità che né i lavoratori, né i loro genitori e i loro nonni avrebbero mai immaginato.

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