di Emanuele A. Oliveira (*)
Da più di 40 anni João Laurindo lavora nell'ambito della falegnameria. Aveva 5 anni di esperienza nel 1975 quando decise di mettersi in proprio e sostenere, con il suo lavoro, la moglie e tutti i nove membri della sua famiglia di origine. Nel giro di un anno, pur in mezzo a tante difficoltà, aveva già dei collaboratori ed scopriva il suo talento per formare alla falegnameria: oltre 20 i giovani formati da lui in questi anni, giovani che senza avere alcuna professione o qualifica oggi lavorano come eccellenti falegnami. Dal 1978 potè iniziare a fare alcuni investimenti e nel corso degli anni conquistava i suoi clienti più fedeli, costruendo ambienti dei più diversi tipi, da case o appartamenti completi, a uffici, hall e balconi, chioschi, negozi, stand in fiere, auditorium, centri di convegni, chiese, industrie, bar e ristoranti, banche, ecc.
di Giustino Di Domenico
pubblicato su Città Nuova N.20/2012 del 25/10/2012
Qualcuno si ricorderà il dibattito televisivo di qualche anno addietro tra Cesare Romiti e alcuni imprenditori europei dell’Economia di Comunione (EdC). L’allora rappresentante più in vista del capitalismo italiano non comprendeva il senso della proposta della condivisione degli utili dell’impresa, dato che ogni obbligo sociale sarebbe già assolto pagando le tasse.
Passa il tempo, ma l’esplodere della crisi economica peggiore nel dopoguerra e la diseguaglianza crescente imposta dalle delocalizzazioni e dalla speculazione finanziaria non sembrano aver intaccato il sistema economico dominante segnato da quel “dogma del profitto”, come lo chiama Luigino Bruni, che non prevede la redistribuzione della ricchezza tra tutti i soggetti che l’hanno prodotta e non solo.
di Sara Fornaro
pubblicato su Città Nuova N.20/2012 del 25/10/2012
Il pranzo al ristorante è stata l'ultima cosa a cui Ornella Seca ha rinunciato. Bisogna fare attenzione al budget e, se qualcuno preferisce licenziare al primo segno di crisi, c’è anche chi, come questa imprenditrice, è disposto a portarsi un pasto da casa pur di promuovere i valori in cui crede.
Siamo in una cittadina del Centro Italia. Ornella, dopo aver percorso tutti i gradini del mondo assicurativo – da impiegata a consulente, da collaboratrice ad agente – è arrivata a gestire cinque uffici di un'agenzia di assicurazioni e 4.700 clienti, dando lavoro a sei dipendenti e sette collaboratori. Una grande famiglia aperta anche a chi è nel bisogno: una scelta nata nel 2002 con l’adesione all’Economia di Comunione (EdC).
pubblicato su Focolare.org il 22/09/2012
19 Maggio 1973: è sabato e la cittadella di Loppiano è, come sempre da nove anni a questa parte, in piena attività per accogliere i visitatori che durante questo weekend verranno a conoscere la “Mariapoli”. Apparentemente è un giorno come un altro, in realtà la data è storica.
Viene costituita infatti in questo giorno la Cooperativa Loppiano Prima, che nasce per offrire una testimonianza di Vangelo vissuto attraverso un’esperienza di lavoro concreto. Detta così sembra una passeggiata, ma le origini di questa particolare azienda affondano in un terreno tutto “oro” e tutto “fango”. Per il secondo nel senso letterale del termine.
pubblicato su Focolare.org il 19/09/2012
Ruski Krstur (Voivodina), è una cittadina di circa 4000 abitanti, cuore della minoranza rutena in Serbia. E’ una regione agricola, impoverita dalla guerra. Senza i sussidi governativi, l’emigrazione – soprattutto verso il Canada –, negli ultimi anni, è cresciuta enormemente. Qui un gruppo di giovani non ha voluto lasciare il proprio villaggio, ma tenacemente ha cercato ed è riuscito a costruire un futuro, per sè e per molti altri. Questa è la loro storia.
di Antonella Ferrucci
Sono imprenditori, commercianti, professionisti convinti che solo mediante una rivoluzione culturale sarà possibile uscire da questa crisi economica e di valori e riequilibrare la distribuzione della ricchezza. Pensano che sia giunto il momento di agire e impegnarsi in prima persona, perché la povertà nel mondo, compresi i paesi più ricchi, ha raggiunto livelli assolutamente inaccettabili.
di Sara Fornaro
Pubblicato su Città Nuova n.17/2012 - 10/09/2012
Cosa fareste se, dopo aver avviato un’attività commerciale, il vostro socio fuggisse con i soldi lasciandovi pieni di debiti? Dijana e Peter Fabjan, imprenditori della Croazia, hanno deciso di andare avanti, lavorando tanto, affidandosi alla Provvidenza e condividendo gioie e difficoltà con altre aziende che, come loro, aderiscono all’Economia di Comunione del Movimento dei focolari.
di Ângela Pelizzon e Luiz Colella
João Tadeu Gallo, imprenditore EdC di Ribeirão Preto-SP è partito a 60 anni per la casa del Padre, dopo tre anni di malattia vissuta come esempio di vita, lottando contro un cancro che si è manifestato per ben 3 volte in modi diversi. João però ha combattuto senza mai lamentarsi e con la certezza della vittoria: non abbiamo dubbi che sia uscito vincitore, conquistando il Cielo. João Tadeu Gallo aveva fondato la Ferroleto Comercial nel 1989, azienda che lavora tubi di acciaio. La sua adesione all'Economia di Comunione risale alla prima ora, nel 1991.
Cari amici, desidero innanzitutto augurare a ciascuno e a ciascuna di voi una serena vacanza. Volevo anche condividere con voi un avvenimento che mi è successo questa mattina.
Come quasi sempre è successo in questi ultimi anni, nei mesi di luglio e agosto il fatturato cala e, quindi, io mi trovo in difficoltà con i pagamenti dei miei fornitori. Anche quest’anno all’inizio di luglio io non sapevo come e dove reperire il denaro che mi serviva per pagare le mie spese del periodo estivo.
Ieri sera, tornando a casa, pur sentendomi abbastanza angosciato anche considerato il periodo di crisi che stiamo vivendo in tutta Europa, ho pensato di fare una preghiera al Signore e di fidarmi della Sua promessa “preoccupatevi prima di tutto del Regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù”.
pubblicato su: focolare.org il 16/06/2012
«Quando nel 1993 – racconta María Elena González del Paraguay – ascoltai per la prima volta Chiara Lubich parlare sull’Economia di Comunione (EdC), restai molto sorpresa dal fatto che lei invitava a dividere gli utili aziendali in tre parti: per i più bisognosi, per lo sviluppo dell’azienda e per la formazione dei giovani ai valori del progetto basato sulla “cultura del dare” in contrapposizione a quella del solo “possedere”. È stato per me come un maremoto che ha cambiato la mia vita.
In quel tempo lavoravo in una banca dove gli utili – come si sa – finiscono nelle mani degli azionisti. Pensai alle mie qualità manageriali delle quali avrei dovuto un giorno rendere conto a Dio e ai fratelli. Allora decisi di partecipare al progetto EdC come il mio modo di dire un “sì” a Dio, mettendo a disposizione le mie capacità in favore di chi mi stava attorno.
di Fabio Poles
pubblicato su Gente Veneta il 16/06/2012

Pietro Comper fa l’imprenditore fin dai primi anni ’70 del secolo scorso. Con la sua azienda, la Tecnodoor di Trento, attiva nel settore dei serramenti industriali e civili, è dentro all’esperienza di Economia di Comunione fin dall’inizio.
Ma l’imprenditore che aderisce all’Economia di Comunione guadagna di più degli altri?
Magari i numeri non lo fanno percepire ma vivendo con più attenzione le relazioni umane, valorizzando dipendenti e collaboratori – anche quelli che fanno le pulizie – aumentano responsabilità e attenzione e con queste la qualità della produzione e dei prodotti. Il tuo prodotto costa qualcosa di più di quello degli altri ma alla fine il mercato riconosce questa superiore qualità e tu ti trovi con un utile più alto di quello che avevi preventivato. Questa è Provvidenza e io ne faccio esperienza.
Le site officiel de l'ÉdeC est en ligne:
economie-de-communion.fr
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