25 giugno 2010, ore 16.00
"Sala Lettura"
di Palazzo San Michele
Via Arco d'Augusto 2
61032 Fano
Tavola rotonda coordinata da: Gianluigi Storti (ufficio studi UST CISL Pesaro Urbino): intervengono: Luigino Bruni (Università Milano Bicocca); Giannino Piana (Università di Torino e di Urbino); Matteo Ricci (Presidente provincia Pesaro Urbino); Maurizio Petriccioli (segretario Confederale CISL)
La recente crisi economica globale sembrava poter avviare una riflessione critica sui modelli di sviluppo adottati dai paesi trainanti le economie mondiali. Molti, tra gli analisti e specialisti segnalavano che si era chiusa un’epoca e che la crisi presente costituisse un punto di non ritorno. Tuttavia, come spesso accade, passato lo spavento ed in breve tempo, ogni cosa sembra tornare tale e quale. Senza il minimo aggiustamento. La stessa tendenza alla finanziarizzazione dell’economia, segnalata come il germe del collasso, sembra proseguire con tutto il suo vigore, verso nuove, pericolose, derive speculative. Il seminario intende porsi alcune domande di fondo:è ancora possibile in economia azzardare pensieri nuovi, seppur a volte “scomodi”?
vedi invito
vedi locandina
- è attuabile una strategia di sviluppo che riequilibri in senso solidaristico il sistema, rivedendo i modelli di crescita che, mentre producono ricchezza e benessere per pochi, ripagano con sottosviluppo, sfruttamento di risorse e di lavoro intere aree?
Le competenze particolari degli ospiti possono consentire approfondimenti su vari piani.
Quello economico: come porre l’idea pervasiva e totalizzante di profitto in relazione dialettica con le categorie della reciprocità, della sostenibilità e del dono.
Quello dell’etica e della morale: quali spazi s’intravedono per una economia sociale, solidaristica , a forte impronta distributiva.
Quello sociale: quale ruolo il lavoro e in particolare la partecipazione dei lavoratori, possono assumere in un sistema innovato, come premessa di una nuova fase di prosperità.
Infine la funzione amministrativa, motore dello sviluppo territoriale. E’ infatti nel territorio che possono trovare attuazione strategie di sviluppo condiviso, che guardino al cittadino e alle forme di organizzazione sociale non come destinatari passivi di politiche, ma come alleati e attori, insieme alle amministrazioni locali, di un governo delle città e del territorio volto a promuovere il benessere della comunità.
| < Prec. | Succ. > |
|---|