Notiziario EdC

Economia di Comunione una cultura nuova rivista diretta da Alberto Ferrucci

Periodico quadrimestrale nato per collegare quanti aderiscono al progetto di Chiara Lubich per una economia di comunione nella libertà.

Cover_32Una economia per persone che si realizzano nella relazionalità, anziché nell'egoismo razionale, basata - anziché su una lotta per prevalere - su un "impegno per crescere insieme", rischiando risorse economiche, inventiva e talenti, per condividere la cultura del dare del Vangelo.

Cultura del dare che si dimostra sempre più fondamentale per orientare l'umanità negli anni Duemila, alla ricerca di nuove strade per affrontare la sfida ambientale e scongiurare nuove atrocità tra gli uomini causate dalla globalizazione dell'economia.

EdC n. 32 scarica il notiziario in formato di stampa

vedi anche: documenti PDF/notiziario EdC (archivio PDF, n°20 ad oggi)

I numeri precedenti del Notiziario possono essere scaricati dal sito:
http://tesi.ecodicom.net/notiziario.phplink.gif

Una raccolta degli articoli più significativi dei primi 10 anni e 20 numeri del Notiziario "Economia di Comunione - Una cultura nuova" (dal 1994 al 2004) ha costituito il N.1 dei "Quaderni di Economia di Comunione" disponibile adesso online.

Una proposta globale per le sfide di oggi

È questa la prospettiva strategica per contribuire ad assicurare uno sviluppo economico fondato sulla condivisione. L’EdC sta uscendo a vita pubblica e gli articoli delle pagine successive segnalano la novità.

di Alberto Ferrucci

N43 Pag 03 Alberto Ferrucci AutoreDa: "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.43 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.7 - 2016 - luglio 2016

Venticinque anni fa Chiara Lubich ebbe il coraggio di proporre l’alternativa dell’Economia di Comunione ad un mondo in piena euforia per l’affermarsi della economia liberista dopo il crollo del muro di Berlino. Allora la sua proposta venne apprezzata, ma dai più considerata solo una utopia per brave persone. Oggi, dopo un quarto di secolo di economia liberista, abbiamo come risultato un concentramento della ricchezza nei pochi operatori della finanza mondiale. Quest’ultima negli anni è riuscita ad assorbire una parte rilevante delle risorse prodotte dall’economia reale, sottraendola agli investimenti, alla ricerca e alla creazione di nuovo lavoro.

Non vi è quindi da stupirsi se viene sempre più allo scoperto la rabbia degli esclusi dal benessere che il consumismo aveva fatto intravvedere. Una rabbia così potente e diffusa da mettere a rischio i sistemi politici più solidi, inducendo un terrorismo che non si può contenere con muri ed eserciti perché nasce fra noi.

Intanto le guerre tra i potenti, esercitate per procura, cacciano dalle loro terre milioni di migranti ed altrettanto fanno i sempre negati cambiamenti climatici che portano ad abbandonare terre diventate inospitali. Dalle spiagge ci interpellano i corpi abbandonati dei più deboli, quelli che non sono riusciti ad attraversare il mare, e nelle nostre strade anche i volti smarriti e sempre più disillusi di chi invece ce l’ha fatta.

I nodi dell’economia globalizzata stanno venendo al pettine tutti assieme per cui occorre N43 Pag 03 Teresa Francis Ganzonscegliere una via per il futuro. La proposta di Chiara si impone come una vera alternativa per tutti: presentandola al parlamento coreano, in occasione del congresso Pan Asiatico per il 25° di EdC,  Luigino Bruni ha così sintetizzato il presente: «Siamo di fronte ad un bivio: la finanza e le banche potranno diventare dei veicoli di inclusione sociale e di maggiore equità, oppure potremo tornare in una sorta di medioevo feudale con pochi ricchissimi e tanti mendicanti che vivranno con un assegno di cittadinanza, in un mondo con sempre meno lavoro. Se prevarrà il primo scenario – questa è soprattutto una faccenda politica e civile –, allora l’Edc potrà svolgere il proprio ruolo».

Non si tratterà solo di un ruolo economico. Già nel 1998, vedendo quanto realizzato a sette anni dall’annuncio, Chiara ci aveva invitato a rendere possibile una “inondazione dello Spirito nelle attività umane”. In che modo? Presentandoci al dialogo con la cultura contemporanea con un progetto globale, con tutte le ricchezze del carisma, per vedere con occhi nuovi anche politica, diritto, rapporti sociali, ambiente, arti, comunicazioni. A noi dell’economia che siamo stati interpellati per primi, forse è chiesto di creare le condizioni perché questo diventi possibile.

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