Notiziario EdC

Economia di Comunione una cultura nuova rivista diretta da Alberto Ferrucci

Periodico quadrimestrale nato per collegare quanti aderiscono al progetto di Chiara Lubich per una economia di comunione nella libertà.

Cover_32Una economia per persone che si realizzano nella relazionalità, anziché nell'egoismo razionale, basata - anziché su una lotta per prevalere - su un "impegno per crescere insieme", rischiando risorse economiche, inventiva e talenti, per condividere la cultura del dare del Vangelo.

Cultura del dare che si dimostra sempre più fondamentale per orientare l'umanità negli anni Duemila, alla ricerca di nuove strade per affrontare la sfida ambientale e scongiurare nuove atrocità tra gli uomini causate dalla globalizazione dell'economia.

EdC n. 32 scarica il notiziario in formato di stampa

vedi anche: documenti PDF/notiziario EdC (archivio PDF, n°20 ad oggi)

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Una raccolta degli articoli più significativi dei primi 10 anni e 20 numeri del Notiziario "Economia di Comunione - Una cultura nuova" (dal 1994 al 2004) ha costituito il N.1 dei "Quaderni di Economia di Comunione" disponibile adesso online.

Per una nuova economia nell’Europa dell’Est

Incontri e scuole invernali con un significativo coinvolgimento dei giovani

di Marta Pancheva

N37 Tesi Marta Pancheva ridda "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.37 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13 - 2013 - luglio 2013

Tu ed Io assieme per una nuova economia” è stato il motto di questa prima metà di un 2013 ricco di incontri proficui, sfide e speranze condivise, nel Sud–Est Europeo. Questa, infatti, è una regione in cui la “terza via” che sin dalla sua nascita l’EdC si è proposta di tracciare come alternativa al comunismo e al consumismo, può essere concepita e vissuta in modo del tutto speciale. Questa la sensazione rimasta in seguito alle diverse occasioni di presentazione o approfondimento dei principi dell’EdC di questi mesi: in esse uomini e donne provenienti da un tappeto variopinto di Paesi, lingue e costumi, hanno condiviso il desiderio profondo di essere i protagonisti in un processo di crescita e maturità economica e sociale. In una zona segnata dal passato comunista e poi dal lungo ed arduo cammino di transizione post–comunista, un’ “economia nuova” che non sacrifichi la persona agli interessi collettivi, ma tanto meno il bene comune all’egemonia degli interessi privati, è infatti ancora una novità tutta da scoprire.

Allo scopo è cruciale il diretto coinvolgimento dei giovani – una generazione nuova, libera dalle tante costrizioni del passato – che, prima di tutto, siano capaci ed osino vedere in modo nuovo la realtà circostante ed in seguito investano tempo, energia e coraggio nella costruzione di un futuro diverso. Per questo motivo nel mese di  gennaio  si  è  svolta la  seconda  edizione della  Winter  School EdC,  che  ha  richiamato  130203 Faro 06 Ridgiovani  da  Croazia, Serbia, Kosovo, Macedonia, Romania, Bulgaria, Ungheria  e  (via Skype) Slovacchia, nella cittadella Faro a Krizevci, in  Croazia.  Vari gli  argomenti  trattati: particolare  attenzione è  stata  dedicata  alla figura dell’imprenditore di comunione ed ai suoi tratti  caratteristici;  al concetto di povertà nel mondo odierno, nonché al posto specifico dell’EdC nell’universo dell’imprenditorialità sociale. Non sono mancati i momenti dedicati alle testimonianze degli imprenditori direttamente coinvolti nel progetto, ai diversi workshop, al dialogo ma anche alla festa. Un avvenimento speciale è stato la presentazione del primo libro di Luigino Bruni tradotto in lingua croata, dal titolo Economia di Comunione. Nuovi termini in economia.

Ma la Winter School non si è conclusa lì: nei mesi di marzo, aprile e maggio sono stati organizzati altri tre incontri per coloro che, almeno del territorio croato, intendevano approfondire ulteriormente vari temi riguardanti l’EdC. Un successivo appuntamento si è tenuto a Zagabria in giugno. Una porta si è aperta anche  nell’ambito ortodosso–serbo N37 Pag10 Est Belgrado ridcon la presentazione del progetto EdC a metà marzo durante un incontro  organizzato in collaborazione con  l’Istituto  culturale  ortodosso  a Belgrado.  Oltre  alla riflessione  accademica sulla novità dell’EdC, particolare forza suggestiva hanno avuto le testimonianze degli imprenditori di comunione: grazie alla profonda convinzione di non essere soli ma d’avere un “socio nascosto” ed al conseguente coraggio di andare controcorrente e di fidarsi delle persone e del futuro, là dove altri avrebbero rinunciato, sono riusciti ad andare avanti e a creare un vero ambiente di comunione sia all’interno che all’esterno delle proprie aziende, nelle comunità locali di appartenenza.

Una profonda dedizione che gli imprenditori di comunione in Serbia avevano già testimoniato a febbraio durante la visita di un gruppo di rappresentanti della Commissione EdC internazionale e locale, dell’ufficio di Cooperazione allo sviluppo dell’Ambasciata italiana a Belgrado e di alcuni giovani ricercatori.

Un viaggio nel cuore del Paese segnato dalla  povertà  materiale ma anche dalla grande ricchezza mana e comunitaria, alla conclusione del quale si è voluto avviare un progetto che, da una parte, dia supporto e spinta ulteriori alla crescita delle attività imprenditoriali esistenti e al loro progressivo adeguarsi agli standard europei e, dall’altra, permetta ad alcuni giovani di diventare protagonisti nel mondo EdC.

I giovani sono stati i “destinatari” principali anche del  viaggio  di  annuncio  dell’EdC  N37 Pag10 Est Ucrainada  poco  concluso in Ucraina. Tre presentazioni del progetto in ambito accademico a Ternopil, IvanoFrankivsk e Lviv hanno avuto un riscontro positivo da parte di singoli studenti, ricercatori e docenti nonché delle università visitate, in cui cresce la consapevolezza e il desiderio di dare un fondamento anche etico ai propri percorsi formativi in campo economico. Mettendo in luce alcune delle drammatiche contraddizioni caratterizzanti il sistema economico e finanziario vigente, si è cercato di evidenziare qual è la “via” su cui le imprese EdC si propongono di camminare, adottando la comunione come proprio valore fondamentale. A ventidue anni di distanza da quel memorabile 1991 – anno di “nascita” sia dell’EdC che dello Stato ucraino indipendente, in questo Paese post–comunista è sempre più sentita l’esigenza di formare tra i giovani veri e propri leader capaci di operare secondo regole rispecchianti i profondi valori del cristianesimo, qui non ancora scalzati dal secolarismo odierno. In un tale contesto la cultura e pratica della comunione può avere tanto da suggerire e, forse, imboccare essa stessa una strada nuova.Così, alla fine di questa prima metà del 2013 il tragitto da percorrere insieme, uomini e donne, giovani ed adulti del Sud–Est Europeo, sembra delinearsi all’orizzonte in maniera sempre più chiara. Ventitré anni dopo il crollo del muro di Berlino stiamo assistendo anche al collasso di quel grande sogno di progresso che avrebbe dovuto presto raggiungere l’umanità intera.

Ora però è arrivato il momento di iniziare da queste “macerie” a costruire non più muri che ci dividano o castelli di sabbia che ci incantino con la loro apparente bellezza, ma strade che ci colleghino e ci permettano di andare avanti nella direzione di una “nuova economia” fatta a misura d’uomo.

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