Economie solidali a confronto

L’Economia Solidale Brasiliana, l’Economia Sociale Italiana e l’Economia di Comunione a confronto: Teoria e Prassi.

Economie solidali a confronto

di Cristiane Correa da Silva

da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.32 - dicembre 2010

N32_Pag._19_Cristiane_Correa_web_In un periodo in cui l’Economia Solidale brasiliana era in piena effervescenza, l’EdC nasce in Brasile dalla intuizione di Chiara Lubich, una donna italiana originaria di una regione con grande tradizione di Economia Sociale, il Trentino. Questa felice consonanza ci porta a riflettere su questa duplice relazione: EdC ed economia solidale; EdC ed economia sociale.

L’economia solidale nasce in Brasile per rispondere alla disoccupazione ed alla esclusione sociale provocate dalla grave crisi economica degli anni ’80 e ’90: in un’ottica opposta a quella del capitalismo individualista, l’economia solidale cerca di individuare nuovi criteri per organizzare non solo la produzione, ma anche la vita economica nel suo complesso.

L’impoverimento di gran parte della popolazione brasiliana ha riflessi anche all’interno del Movimento dei Focolari, e durante la visita di Chiara in Brasile nel maggio 1991 questo fatto viene in evidenza e Chiara, tra l’altro ispirata dall’Enciclica Centesimus Annus di Giovanni Paolo II, propone il progetto dell’economia di comunione, per offrire risposte concrete per queste problematiche e promuovere la giustizia sociale.

 

L’EdC, così come l’economia solidale, ha come obiettivo il generare posti di lavoro, ma nella proposta di distribuire gli utili per quanti vivono in particolari situazioni di povertà è evidente il seme fondamentale dell’EdC, la comunione.

 

 

Il punto di distinzione più evidente tra queste due economie sta nella forma giuridica e gestione delle imprese: le imprese solidali, per rendere effettiva la partecipazione di tutti i membri, sono organizzate secondo i principi della autogestione, che in una visione antropologica marxista, si presenta come elemento di lotta per l’emancipazione sociale e superamento del capitalismo.

Alla base della gestione delle imprese EdC, che possono esistere in varie forme giuridiche, vi è la cultura di comunione, che richiede di impostare tutti i rapporti intra ed extra aziendali alla luce di uno stile di vita di comunione, trasformando così dal di dentro le strutture dell’impresa.

Come mezzo di affermazione dell’economia solidale, alla fine degli anni ‘90 si iniziano ad organizzare Reti Solidali, oggi diventate una Rete Globale di Socioeconomia Solidale. L’economia di comunione fin dall’inizio è stata concepita come rete internazionale di imprese e Poli Produttivi.

Per quanto riguarda il rapporto tra EdC ed economia sociale in Italia, essendo Chiara nata e cresciuta con un padre socialista ed in una regione di forte cultura cooperativistica, si possono intuire1 le influenze che l’economia sociale potrebbe aver avuto sull’ideazione del progetto dell’Economia di Comunione.

Confrontando le imprese di EdC e “le imprese sociali”, la più recente forma di organizzazione dell’economia sociale, come osservato da Luca Crivelli sul Numero 30 del 2009, oltre alla comune nascita nel 1991 ed al comune fattore motivante della scarsità di risorse, vi sono altri elementi di affinità.

Tra queste tre manifestazioni economiche esiste quindi un forte legame: l’EdC puó dare e ricevere spunti e stimoli dalle esperienze dell’economia solidale brasiliana e dell’economia sociale italiana, ad esempio nella costruzione delle reti di collaborazione solidale locali ed internazionale.

Al di là della rete interna giá svillupata da EdC, sarebbe auspicabile che essa si colleghi maggiormente soprattuto in Brasile, con quanti credono in un’economia fraterna a livello locale e globale, arricchendo queste reti con lo specifico dell’EdC, la comunione, la reciprocità universale, la gratuità, i Poli, l’unità.

Guardando al fenomeno dell’imprese sociali, l’EdC può essere stimolata a costruire modelli di governance fraterni, di trasformazione più “coraggiosa” dell’organizzazione aziendale per favorire la comunione.

Al tempo stesso, le diverse manifestazioni dell’economia sociale e solidale, possono cogliere dall’EdC la capacità di aprirsi, nella distribuizione della ricchezza prodotta, alle necessità di altri attori all'esterno dell’impresa, e la realizzazione dei Poli, superando così il limite della mutualità e accogliendo il principio della gratuità e della reciprocità universale.

Nel grande movimento postmoderno di ricerca di una economia post-capitalista, queste tre economie alternative hanno molto da offrire alla costruzione di una economia più umana e umanizzante.


1 Vedi LEONARDI A., Le esperienze mutualistiche e solidali e L’Economia di Comunione. Lectio tenuta da Leonardi nel Convegno “Chiara Lubich, da Trento al mondo”. 26 febbraio, 2010. Trento; 
BRUNI L. Il prezzo della gratuità, Città Nuova, Roma 2006.

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