"Dare"


“Dare”

da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

«“Cultura del dare”… queste parole non sono forse l’antidoto a quella cultura dell’avere che oggi domina e proprio Chiara_Lubichnell’economia? Certamente sì.
Esse significano quella tipica cultura che il nostro Movimento porta in sé ed irradia nel mondo: la cultura dell’amore
».

«Dare, dare, attuare il “dare”. Far sorgere, incrementare la cultura del dare. Dare quello che abbiamo in soprappiù o anche il necessario, se così ci suggerisce il cuore. Dare a chi non ha, sapendo che questo modo di impiegare le nostre cose rende un interesse smisurato, perché il nostro dare apre le mani di Dio ed Egli, nella sua Provvidenza, ci riempie sovrabbondantissimamente per poter dare ancora e ricevere di nuovo e così poter venire incontro alle smisurate necessità di molti».

«La causa dell’Economia di Comunione però non domanda solo l’amore ai bisognosi, ma verso chiunque perché così la spiritualità dell’unità esige. E perciò vuole che si amino tutti i soggetti dell’azienda.
Diamo sempre; diamo un sorriso, una comprensione, un perdono, un ascolto; diamo la nostra intelligenza, la nostra volontà, la nostra disponibilità; diamo le nostre esperienze, le capacità. Dare: sia questa la parola che non può darci tregua
».

Chiara Lubich

Chiara Lubich, Quattro aspetti dell'Economia di Comunione, intervento al convegno "Dieci anni di EdC", Castel Gandolfo (RM), aprile 2001

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